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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 06/11/2007


BALDASSARRI (AN). Signor Presidente, prima di entrare nel merito della finanziaria oggetto di dibattito, vorrei svolgere due premesse.

In primo luogo, mi sento sconcertato in qualche modo per l'intervento del ministro per i rapporti con il Parlamento Chiti. Come è stato ricordato in più interventi, quest'anno siamo di fronte ad un caso record rispetto agli anni passati in termini di emendamenti presentati e posti all'attenzione dell'Aula. È doverosamente stato dato atto che in Commissione l'opposizione ha lavorato con grande fermezza ma anche con grande senso di responsabilità, tant'è che siamo arrivati in Aula con il mandato al relatore.

Allora, non è accettabile e non può passare sotto silenzio che un Ministro per i rapporti con il Parlamento minacci da parte del Governo di apporre la questione di fiducia di fronte ad un comportamento del Parlamento che, almeno in questa occasione, ha visto il senso di responsabilità di entrambi gli schieramenti politici, una minaccia che credo offenda quasi più la maggioranza che l'opposizione.

Cari signori del Governo, è inutile arrampicarsi sugli specchi: se non siete in grado di tenere compatta la vostra maggioranza sui vostri testi e volete apporre il voto di fiducia, ditelo con chiarezza ma non attribuite responsabilità ad altri. Su questa prima premessa - pur non avendo studiato il greco posso ricorrere al latino, viste le varie versioni, da Esopo a Fedro e infine, La Fontaine - mi viene da concludere: superior stabat Chiti, longeque inferior oppositio. Allora, è inutile continuare ad accusare noi di praticare l'ostruzionismo, perché francamente quella del lupo e dell'agnello è una storiella antica, che spero anche le nuove generazioni di italiani potranno essere poste in condizione di conoscere.

La seconda premessa, signor Presidente, è la domanda che non ha avuto risposta e sulla quale lei, ad inizio seduta, si è augurato che il Governo desse una risposta. Non è un fatto specifico, di un singolo emendamento, ma una questione di una gravità istituzionale inusitata. Ricordo brevemente la domanda posta al Governo e al Ministro dell'economia. Il Parlamento e l'opinione pubblica italiana devono sapere perché all'emendamento 3.1000 il Governo ha fatto accompagnare la relazione tecnica firmata dalla Ragioneria generale dello Stato e perché, invece, l'emendamento 3.2000, presentato nello stesso istante, è stato fatto accompagnare da una lettera intestata Relazione tecnica e firmata dal sottosegretario Sartor.

Credo sia una domanda lecita. Il Governo può dare tutte le spiegazioni del caso, ma non può tacere. Non c'è un precedente in questi termini, altrimenti saremmo arrivati all'autocertificazione. Se il ministro dell'interno Amato avesse presentato un emendamento chiedendo una maggiore spesa per la sicurezza, sul quale tutti avremmo convenuto, con una stima del Ministero dell'interno di 100 euro e magari una stima della Ragioneria Generale dello Stato di 1 miliardo di euro, quale delle due relazioni tecniche noi, in quest'Aula, avremmo dovuto considerare ai fini della copertura?

Signor Presidente, vengo ora al merito dell'argomento in discussione, che non è semplicemente la legge finanziaria 2008, ma la manovra che il Governo ha proposto agli italiani, composta del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, del decreto-legge n. 159 e della vera e propria legge finanziaria che stiamo discutendo, per un totale di movimentazione di risorse pari a 27,7 miliardi di euro.

Questa è la manovra che stiamo discutendo, altro che manovra soft. In queste settimane, nei prossimi giorni, manovreremo 27,7 miliardi di euro più la lievitazione che è avvenuta in gran parte quando l'opposizione, per protesta contro la mancata relazione tecnica della Ragioneria dello Stato, è uscita dall'Aula della Commissione bilancio.

Ebbene, signor Presidente, il Governo è consapevole di questi numeri e del fatto che, da quando ha presentato questi provvedimenti, in particolare da quando ha presentato la finanziaria a fine settembre e contemporaneamente la Relazione previsionale e programmatica, nonché la Nota di aggiornamento al DPEF, dichiarando che tutti i relativi andamenti economici e di finanza pubblica poggiavano sulla previsione di un tasso di cambio dollaro-euro pari a 1.30, la situazione è cambiata? Il Governo e la maggioranza sono consapevoli che recentemente, nelle ultime cinque settimane, il cambio dell'euro si è apprezzato a 1.45 e che ciò significa, quasi automaticamente, un punto in meno di crescita economica e mezzo punto in più di deficit pubblico?

I numeri di cui stiamo discutendo in quest'Aula, signor Presidente, quelli che risultavano a fine settembre, sono già radicalmente modificati. Avrei potuto capire la posizione del Governo, che dopo avere effettuato una manovra da 42 miliardi, l'anno scorso, si è ritrovato in cascina 25 miliardi di extragettito ed ha deciso di distribuirlo, determinando peraltro il raddoppio del deficit pubblico, secondo quanto risulta dai documenti ufficiali del Governo.

Su tali documenti, infatti, è scritto che, senza il decreto-legge n. 81 di luglio, senza il decreto n. 159 di ottobre e senza il disegno di legge finanziaria che stiamo discutendo, quest'anno il deficit pubblico sarebbe stato pari all'1,2 per cento del PIL e l'anno prossimo sarebbe stato dello 0,8 per cento del PIL. È scritto, inoltre, nei documenti del Governo che, dopo queste manovre, il Governo pone un obiettivo di deficit che quest'anno è il doppio, cioè il 2,4 per cento del PIL, ed è addirittura tre volte, cioè il 2,2 per cento, nel 2008.

Allora, il Governo spieghi cosa intende quando parla di risanamento. Il risultato è che, grazie all'azione di questo Governo, dopo avere nascosto il gettito e le entrate, si è speso l'extragettito in eccedenza rispetto agli andamenti tendenziali del deficit pubblico a legislazione vigente, il che vuol dire automaticamente che, con la legislazione prodotta da questo Governo, il deficit pubblico quest'anno è raddoppiato e l'anno prossimo triplicherà, passando dallo 0,8 al 2,2 per cento del prodotto interno lordo.

Non basta dire che saremo comunque sotto i parametri concordati con l'Unione europea. Con tutto il rispetto per l'Unione Europea, esiste l'articolo 81 della Costituzione italiana, che questo Governo sembra avere abrogato, nel silenzio dell'Aula e anche dell'opinione pubblica.

L'articolo 81 è saltato palesemente, sia con l'approvazione del decreto sul cosiddetto tesoretto di luglio e del decreto sull'extragettito di ottobre, sia con questa finanziaria, visto che il Governo sostiene che, portando il deficit allo 0,8 per cento e al 2,2 per cento nel 2008, questa differenza è esattamente l'ammontare complessivo della manovra cioè 25-26 miliardi di spesa.

Tuttavia, se il Governo avesse avuto un progetto strategico di politica economica, considerando che l'anno scorso ha movimentato 42 miliardi di euro e quest'anno 27 miliardi (siamo a quasi 70 miliardi di euro, avete movimentato 140.000 miliardi di vecchie lire!), se cioè il Governo avesse avuto un focus strategico, e avesse deciso di ripartire questo ammontare di risorse in cinque o sei grandi temi strategici (destinando ad esempio 10-20 miliardi alle strutture, 10-20 miliardi alla riduzione della pressione fiscale sulle famiglie, 10-20 miliardi alla riduzione della pressione fiscale sulle imprese, 10 miliardi all'incremento dei fondi per la ricerca, l'educazione, l'istruzione e la scuola), avremmo potuto magari dissentire sulla forma di copertura. Noi avremmo preferito infatti che questa fosse ottenuta attraverso i tagli agli sprechi della spesa pubblica, mentre il Governo - come ha fatto - avrebbe potuto proporre di coprirla con aumenti di pressione fiscale. Ma non c'è neanche questo, signor Presidente.

Il decreto-legge n. 81 del 2007, il cosiddetto decreto tesoretto di luglio, disperde 7 miliardi di risorse in 42 voci di spesa. Il decreto-legge n. 159 del 2007, il cosiddetto decreto tesoretto di ottobre, disperde altri 7 miliardi di risorse in 48 voci di spesa. Il disegno di legge finanziaria disperde 12 miliardi di euro di risorse movimentate in ben 78 voci di spesa.

Cari colleghi della maggioranza, l'assenza del progetto strategico di politica economica è palese; basta mettere il in fila i numeri. Ciò che però voi volete nascondere è la presenza di un progetto politico, non di politica economica, perché dietro ad ogni fettina di spesa pubblica dispersa a pioggia, c'è il nome e il cognome di un partito, di una componente, di una specifica rappresentanza della vostra variegata maggioranza.

Vi è allora assenza totale di un progetto di politica economica sull'altare della presenza di un preciso progetto politico di distribuzione e di acquisto politico di voti all'interno della maggioranza con i soldi dei cittadini. Qualcuno di voi ha accusato la controparte di comprare dei senatori, cosa tutta da dimostrare e assolutamente ridicola e risibile. Ammesso però che così fosse, almeno in quel caso si sarebbero usati i soldi personali e non quelli dei contribuenti italiani.

Chiudo con un'ultima notazione, Presidente. Cari colleghi della maggioranza, vi rendete conto che con 27,7 miliardi di risorse che avete così disperso in due decreti tesoretto e in questa finanziaria, avreste potuto proporre per le famiglie il raddoppio delle detrazioni per i figli per 7 miliardi, l'azzeramento dell'ICI sulla prima casa per 2 miliardi, la deduzione delle spese per l'istruzione dei figli e la deduzione delle spese per gli anziani?

Avreste potuto proporre l'azzeramento nell'ambito IRAP per tutte le piccole e medie imprese del monte salari come base imponibile, con la stessa cifra. Avreste potuto proporre un pacchetto sicurezza serio, con almeno 1 miliardo di euro di risorse. Avreste potuto proporre questi cinque o sei temi per la famiglia, per le imprese, per la ricerca, per le infrastrutture e per la sicurezza.

In quel caso noi avremmo potuto criticarvi, perché li avreste coperti con maggiori tasse, ma avremmo potuto pure acconsentire su questi obiettivi strategici. La verità è una sola: molti di voi avrebbero voluto realizzare con 27 miliardi di risorse gli interventi che ho appena menzionato, ma molti di voi non sono in grado di farlo, pur se nella loro intelligenza riescono a percepirlo, perché quei soldi servono a tenere compatta, con le mance e le mancette, la maggioranza, disperdendo 27 miliardi quest'anno, dopo i 41 miliardi dell'anno passato. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Costa. Ne ha facoltà.