ALBONETTI, relatore sul disegno di legge n. 1818. Signor Presidente, colleghe e colleghi senatori, i rari e rarefatti riferimenti alla legge di formazione del bilancio, disegno di legge n. 1818, ascoltati nel dibattito che si è sviluppato in queste due giornate in Aula, sono la spia di come, nonostante il lavoro fatto, il bilancio non sia ancora considerato strumento sufficientemente duttile per tornare ad essere, se non privilegiato, almeno oggetto di vera considerazione nella manovra finanziaria.
Ieri ho aperto la mia relazione con l'auspicio del ministro Padoa-Schioppa, che ha trovato positivo riscontro nell'intervento svolto quest'oggi, in tarda mattinata, dal senatore Sterpa (quando si è augurato che nel prossimo futuro non sia più necessaria la legge finanziaria). Tra il suddetto auspicio e la concreta realizzazione delle condizioni per il superamento della legge finanziaria, vi è ancora molto lavoro da fare, come si evince, per altro, dalla documentazione prodotta dalle Commissioni bilancio di Camera e Senato negli ultimi mesi.
È sulla persistente rigidità del bilancio, in particolare per ciò che concerne le scelte allocative della spesa, che occorre intervenire, persistendo nella sfida della trasparenza che - come ho cercato di argomentare nella mia relazione di ieri - sta conseguendo le prime vittorie.
In conclusione, non posso che rinnovare l'invito a tutto il Senato della Repubblica ad offrire il proprio proficuo contributo affinché, sin dal prossimo gennaio, prosegua un serrato confronto istituzionale, finalizzato al miglioramento della duttilità, della trasparenza e dell'efficacia del bilancio di previsione dello Stato. (Applausi dai Gruppi RC-SE e Ulivo).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore sul disegno di legge n. 1817, senatore Legnini. Ne ha facoltà.