VIESPOLI (AN). La finanziaria si configura come un coacervo di norme disorganiche che rispecchia le diversità e le contraddizioni della maggioranza e non risolve i problemi del Paese. In particolare, non si affrontano questioni decisive per lo sviluppo, come il divario Nord-Sud, che si accresce ulteriormente colpendo il sistema delle piccole e medie imprese in specie del Meridione; anche la previsione del credito d'imposta diversificato per favorire l'occupazione femminile si traduce in una partita di giro in quanto è finanziato con la riduzione dei fondi destinati alle aree meno sviluppate. L'approccio con cui si guarda al Sud è lo stesso che ispira il protocollo sul welfare: non si affronta la questione salariale e si preferisce tutelare i lavoratori già garantiti, trascurando i giovani e il disagio sociale. Tale ultima problematica avrebbe infatti dovuto trovare sistemazione nel protocollo, mentre si è preferito dedicare le risorse per gran parte a questioni previdenziali che interessano una limitata platea di lavoratori, lasciando fuori l'universo del precariato e la conseguente necessità di nuove tutele. La finanziaria pertanto così come modulata è una ulteriore manifestazione della crisi della politica, incapace a dare risposte ai problemi del Paese. (Applausi dal Gruppo AN e dei senatori Izzo e Amato).