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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 06/11/2007


STIFFONI, CALDEROLI, CASTELLI, PIROVANO, DAVICO, DIVINA, FRANCO Paolo, FRUSCIO, GALLI, POLLEDRI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il Consiglio italiano per i rifugiati (CIR) nei giorni scorsi ha espresso disappunto per il respingimento di alcuni extracomunitari iracheni ed afghani verso la Grecia, dai porti dell'Adriatico;

il CIR è un'organizzazione umanitaria indipendente, costituitasi nel 1990, sotto il patrocinio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR);

il CIR ha preso a pretesto la risoluzione del Parlamento europeo, adottata l'11 luglio 2007, nella quale gli Stati membri venivano sollecitati, proprio in considerazione della gravissima crisi umanitaria che coinvolge i rifugiati iracheni, a non procedere a trasferimenti o respingimenti (in applicazione del "Regolamento Dublino II") verso quegli Stati nei quali vi è certezza che le domande dei richiedenti asilo iracheni non verranno esaminate correttamente;

questo sarebbe il caso della Grecia dove, come rilevato lo scorso giugno dal Rapporto della delegazione della Commissione LIBE (Libertà civile, giustizia e affari interni del Parlamento europeo), nel 2006, una bassissima percentuale di iracheni avrebbe ottenuto asilo;

il Rapporto condanna il fatto che in Grecia è prassi l'interruzione e l'annullamento della procedura d'asilo nel caso in cui un richiedente lasci senza autorizzazione il centro di accoglienza che gli è stato assegnato, con conseguente rigetto delle eventuali domande di asilo presentate;

considerato che:

risulta agli interroganti che il CIR ha inviato, in data 19 settembre 2007, una nota al Sottosegretario di Stato per l'interno avv. Marcella Lucidi, chiedendo di fermare la prassi di respingere dai porti adriatici i rifugiati iracheni e di altre nazionalità verso la Grecia;

secondo il Presidente del CIR Savino Pezzotta "Non è concepibile che di fronte a più di 4 milioni di sfollati e rifugiati iracheni nel Medio Oriente e di fronte agli appelli dell'ONU e del Parlamento Europeo ad offrire agli iracheni la possibilità di presentare la richiesta d'asilo, l'Italia continui a mandare via immediatamente chi, con enormi sacrifici, arriva sulle coste dell'Adriatico";

nel mese di agosto 2007 vi sono stati 190 respingimenti dal porto di Bari, 153 dal porto di Ancona, 17 dal porto di Brindisi e 2 dal porto di Venezia, per un totale di 362 persone, di cui 200 iracheni e 30 afghani;

durante i controlli nei porti vengono rintracciati i cittadini stranieri nascosti nei tir e vengono immediatamente affidati al comandante della stessa imbarcazione che li ha condotti in Italia dalla Grecia;

nelle note al Governo il CIR ha anche lamentato che, nella maggior parte dei casi, ai propri operatori presenti nei porti adriatici sulla base di convenzioni con le Prefetture non viene data la possibilità di incontrare le persone prima del respingimento e che i familiari, con l'eccezione del servizio di Venezia, non possono neanche salire a bordo delle navi. Il CIR afferma ancora che questi servizi ai valichi di frontiera, finalizzati a fornire orientamento e prima assistenza ai cittadini stranieri intenzionati a richiedere asilo, sono stati istituiti dal Testo unico sull'immigrazione;

il CIR ha chiesto al Governo di dare seguito alla risoluzione del Parlamento europeo e agli appelli dell'ONU di offrire protezione ai rifugiati iracheni e di altre nazionalità in arrivo sul territorio italiano e pare che già i Prefetti delle città dell'Adriatico abbiano dato l'ordine di fermare tutti i respingimenti, non solo di rifugiati, ma di qualsiasi straniero;

atteso che:

i dati diffusi dalla Caritas, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sull'immigrazione, certificano il fallimento delle politiche migratorie portate avanti dal Governo. Le cifre fornite sono molto più chiare di qualsiasi commento e quelle fornite dalla Caritas fotografano un disastro che purtroppo ricade sulle spalle dei cittadini, benché ci sia sempre chi esalta come una risorsa l'immigrazione, anche quella incontrollata e clandestina. Gli immigrati sono ormai il 6,2% dell'intera popolazione, i crimini commessi dagli immigrati sono più di un terzo, il 33,4% (70% dei borseggi, 51% delle rapine in casa, 39% degli stupri, eccetera), per cui più che di risorsa si tratta di emergenza criminalità;

il 31 ottobre 2007, a Roma, una donna è morta dopo essere stata sequestrata da un rumeno, stuprata e gettata da un cavalcavia;

solo adesso il Governo pare essersi accorto della gravità della situazione ed ha varato un decreto-legge per l'espulsione dei cittadini comunitari che commettono crimini gravi;

questo solo perché il Presidente del Consiglio "ombra" Walter Veltroni, che è anche Sindaco di Roma, ha voluto così; precedentemente, in occasione di crimini ugualmente efferati commessi in altre zone d'Italia (specie al Nord) da balordi extracomunitari clandestini, nessun provvedimento d'urgenza è stato mai adottato;

il sindaco Veltroni invoca l'intervento del Governo, ma ci si chiede cosa abbia fatto lui in questi anni di amministrazione capitolina per migliorare la sicurezza dei suoi cittadini, forse la Stazione di Tor di Quinto, dove la donna è stata assalita, poteva essere almeno dotata di illuminazione e liberata dalle baraccopoli degli zingari, pronti ad assalire i malcapitati, come ai tempi del "Far West" e degli assalti alla diligenza;

la sinistra radicale ha "storto il naso" al momento di varare il decreto-legge per le espulsioni e non si capisce perché abbia tanto a cuore la tutela dei delinquenti immigrati e comunque in questo atteggiamento trova un valido alleato tra le organizzazioni cattoliche come la Caritas che per ogni immigrato lucrano un contributo dallo Stato;

dal bilancio del CIR si apprende che il 34% delle entrate finanziarie di quest'organizzazione proviene da convenzioni stipulate con tutti i valichi di frontiera (porti eccetera), il 7% da convenzioni con enti e associazioni, il 19% a contributi per progetti europei e il 9% da progetti finanziati da enti privati,

gli interroganti chiedono di sapere:

al di là di ogni considerazione attinente la necessità di dare ospitalità ai rifugiati che fuggono da zone di guerra, quali sia la procedura per appurare che gli stranieri che si presentano ai valichi di frontiera italiani siano effettivamente nella condizione di rifugiati. Nello specifico quale siano i controlli effettuati dalle Forze dell'ordine al fine di verificare con certezza che si tratti di rifugiati iracheni ed afghani e non piuttosto di clandestini provenienti da altri Paesi che si fingono rifugiati per poter entrare in Italia con maggior facilità;

per quale motivo le autorità italiane abbiano dato disposizioni al fine di bloccare indiscriminatamente, come in effetti è avvenuto, tutti i respingimenti ai valichi di frontiera di qualsiasi sedicente rifugiato politico, soprassedendo ad ogni tipo di puntuale controllo sulla provenienza e sull'effettivo status di rifugiato;

visto che gli Stati europei sono costretti ad ospitare i rifugiati e dar loro asilo per tentare di arginare le catastrofi umanitarie derivanti dai conflitti mondiali, se il Governo intenda applicare con scrupolo la legge Bossi-Fini, al fine di arginare almeno l'immigrazione clandestina ordinaria, al fine di scongiurare che l'Italia, continuando su questa strada, diventi totalmente inospitale per i suoi stessi cittadini.

(4-02983)