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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 240 del 05/11/2007


BACCINI (UDC). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, signori Ministri, come Gruppo UDC abbiamo inteso presentare una questione pregiudiziale per evidenziare un problema che riteniamo possedere natura tecnica e politica.

Signor Ministro, abbiamo posto all'attenzione dell'Assemblea il fatto che gli oneri che difettano di quantificazione e copertura, anche a causa delle modifiche intervenute presso la Commissione bilancio, non sono per nulla identificati nelle elaborazioni tecniche che lei ha fornito alla stessa Commissione e a quest'Aula. Tra l'altro, lei, anche ieri, in una sua intervista al TG1, signor Ministro, ha avuto modo di affermare che queste coperture c'erano, ma non abbiamo modo di verificarne l'esatta portata e la provenienza, anche perché riteniamo che, come recita il comma 4 dell'articolo 81 della Costituzione, si dovrebbero invece indicare i mezzi per far fronte alle maggiori spese indicate dalla Commissione.

Abbiamo dunque la volontà di non portare all'attenzione del Senato un provvedimento, anche così importante, in cui non vi sia una chiara copertura economica ed in cui non sia chiara (in base a quanto previsto all'articolo della Costituzione poc'anzi citato) la determinazione degli oneri a cui la 5a Commissione si è riferita. Proprio per questa ragione, anche in questo contesto, signor Ministro, abbiamo evidenziato che in tutto quello che ci è stato sottoposto nella legge finanziaria 2008, non c'è - a nostro parere - una chiara iniziativa politica; le disposizioni contenute nel provvedimento, inoltre, disattendono palesemente - sempre a nostro parere - gli obblighi di contenimento della spesa pubblica assunti in sede europea e minano gravemente il perseguimento dell'obiettivo di risanamento dei conti pubblici.

Signor Ministro, signor Presidente, vogliamo sapere se questo famoso tesoretto è servito ad abbattere il debito pubblico, azione che noi riteniamo prioritaria: se è servito a rimettere in linea i conti dello Stato probabilmente poteva essere investito in priorità che noi riteniamo più pressanti di quelle che le mance in questa finanziaria ha invece portato in risalto.

Mi unisco, peraltro, al ringraziamento alla 5a Commissione permanente e al suo Presidente per il lavoro svolto, giorno e notte, per tentare di dare un senso a questo documento.

Voglio concludere questo mio intervento ricordando che non solo questo abbattimento del debito pubblico poteva essere un fatto importante, perché abbiamo anche un problema per quanto riguarda, signor Ministro, le disposizioni portate avanti in questo provvedimento, che non coincidono in modo sostanziale con la situazione di reale disagio dei cittadini meno avvantaggiati ed in particolare non prevedono, così come detta l'articolo 31 della Costituzione, effettive misure economiche e provvidenze per agevolare la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti ad essa propri.

Tra l'altro, signor Presidente, mi è parso di leggere le stesse considerazioni in un'intervista del senatore Bobba il quale, sulle pagine del quotidiano "Avvenire", ha affermato che i provvedimenti sui problemi della famiglia in atto in questa legge finanziaria sono risibili. Un autorevole esponente della maggioranza, di ispirazione cristiana, dunque, pone un problema serio, e non per la confessione alla quale tutti noi facciamo riferimento, ma come problema riferito all'articolo 31 della Costituzione.

Le politiche sulla famiglia, sui meno abbienti e sui cittadini meno avvantaggiati devono essere evidenti nel progetto finanziario che è il documento principe di ogni Governo. Allo stesso modo, signor Ministro, le stesse disposizioni da lei varate non contengono alcuna misura di reale assistenza per la maternità, per l'infanzia e per la gioventù: e faccio sempre riferimento ai sensi dell'articolo 31 della Costituzione.

Per questa ragione, signor Presidente, signor Ministro, colleghi, fino a quando non verrà esaminata la reale copertura di questo provvedimento e non sarà chiaro l'indirizzo politico sulle materie cui abbiamo fatto riferimento, relativamente all'adempimento dell'articolo 31 della Costituzione, io chiedo che il disegno di legge n. 1817 non sia discusso, perché il Parlamento e il Senato hanno bisogno di ulteriori chiarimenti e di capire la visione del Governo ma, soprattutto, gli adempimenti riferiti alla nostra Costituzione. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e del senatore Cursi).