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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 240 del 05/11/2007


BONADONNA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

il 15 ottobre 2007, il sig. Aldo Bianzino, detenuto in stato di arresto presso il carcere di Capanne (Perugia), è stato rinvenuto esanime nella propria cella;

risulta all'interrogante, anche sulla base delle notizie riportate dagli organi di stampa, che gli esiti dell'autopsia, effettuata sul corpo del sig. Aldo Bianzino, hanno rilevato lesioni compatibili con un'ipotesi di omicidio;

la prima diagnosi, in attesa di un secondo esame di conferma, individua infatti «lesività di natura traumatica», tali da escludere ragionevolmente la possibilità, data l'assenza di ematomi, che le lesioni interne siano legate a una caduta accidentale dovuta a malore, evidenziando al contrario ferite ed emorragie sia a livello epatico che cerebrale, oltre alla frattura di due costole;

in ragione della natura irripetibile degli accertamenti da effettuare per chiarire le ragioni e le cause del decesso, è stato disposto, a quanto scrivono i giornali, incidente probatorio;

considerato che:

pur non conoscendosi, come naturale, gli estremi del capo d'imputazione né i titoli di reato (se omicidio doloso, colposo o preterintenzionale, eventualmente in continuazione con il delitto di maltrattamenti) contestati dalla pubblica accusa agli indagati, siano essi iscritti nel fascicolo d'indagine come ignoti o meno, la vicenda della morte del sig. Bianzino suscita, anche nell'opinione pubblica, viva preoccupazione, destando comprensibile perplessità in ordine alle circostanze, quantomeno sospette, della morte;

la gravità della vicenda in esame ha addirittura indotto il Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa a seguire gli ulteriori sviluppi del caso, al fine di individuare eventuali responsabilità per la morte del sig. Bianzino, nonché violazioni, ove ve ne siano state, delle norme sull'ordinamento penitenziario e sui requisiti di legittimità del trattamento penitenziario, oltre che, ovviamente, dei diritti fondamentali dei detenuti;

pur riponendosi piena fiducia in ordine alla valutazione che gli organi giurisdizionali renderanno della vicenda in esame, e delle eventuali responsabilità a carico degli indagati, le circostanze in cui è avvenuta la morte del sig. Bianzino inducono l'interrogante a sollecitare l'acquisizione, da parte del Ministro in indirizzo, di tutte le informazioni disponibili al fine di fare piena luce sulla vicenda,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo possa fornire ulteriori informazioni sul caso de quo;

quali provvedimenti intenda adottare, al fine di garantire, anche pro futuro, un attento monitoraggio delle condizioni in cui versano i detenuti nei vari istituti di pena, assicurando, per quanto possibile, l'eliminazione di ogni fattore di rischio per la vita e l'incolumità fisio-psichica di detenuti e internati, al fine di evitare che possano ripetersi episodi quali quello in esame.

(3-01042)