PARAVIA (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARAVIA (AN). Signor Presidente, desidero scusarmi se ieri sera sono intervenuto in Aula senza la sua autorizzazione ed in modo alterato a causa anche della mancanza del microfono. Di fronte, però, all'atteggiamento di bullismo o di saccenza che il ministro D'Alema ha avuto nel voler ricordare all'Assemblea le prerogative di noi parlamentari, cioè la possibilità di ricorrere ad interrogazioni ed interpellanze, gradirei che lei usasse tutta la sua fermezza e le sue capacità di convincimento verso il Governo Prodi, quindi non solo verso il Presidente del Consiglio ma verso tutti i suoi Ministri, affinché vengano realmente rispettate le prerogative dei parlamentari, tra cui la prima sono proprio gli atti di sindacato ispettivo.
Ho presentato una decina di interrogazioni, ho avuto risposta finora ad una interrogazione scritta dal vice ministro Minniti che, peraltro, rispetto ad una interrogazione molto chiara e precisa, ha risposto con parole del tutto prive di senso, ricordandomi la normativa che conosco bene su quella materia.
Allora, io credo che lei debba fare realmente un intervento duro e soprattutto potrebbe anche dare comunicazione all'Assemblea, attraverso gli Uffici, dei dati relativi alla media: ho fatto dei calcoli di massima e sembra che il Governo attuale stia rispondendo a meno del 10 per cento delle interrogazioni presentate.
Se fosse così, credo che lei, a tutela del prestigio di quest'Assembla, debba ottenere un cambiamento di rotta dal Governo. Diversamente, le anticipo che farò ricorso anche al Capo dello Stato su questo argomento, in modo tale che egli, che è stato parlamentare e Presidente di una Camera, possa vedere di interporre non certo i suoi buoni uffici, ma piuttosto una dura risposta ad un Governo arrogante. (Applausi dal Gruppo AN e del senatore Peterlini).