Per fatto personale
PISTORIO (DCA-PRI-MPA). Domando di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (DCA-PRI-MPA). Signor Presidente, nel pomeriggio di oggi avevo chiesto, in apertura di seduta, di poter replicare ad alcune volgari illazioni - mi dispiace dirlo - del suo Capogruppo, il senatore D'Onofrio, ma la rigidità dei Regolamenti parlamentari e la volontà di evitare a tutti i costi un nuovo incidente con il presidente Marini mi hanno consigliato di recedere dall'intendimento di procedere in quel momento, ovviamente con il rammarico che in quel frangente vi era una nutrita schiera di senatori presenti in Aula e adesso parlo solo perché il mio intervento rimanga agli atti.
Ho letto nel Resoconto stenografico di questa mattina che il senatore D'Onofrio ha costruito una correlazione assolutamente falsa tra due fatti totalmente estranei. Il primo fatto è l'esito positivo di una riunione politico-tecnica, che si è tenuta a Palazzo Chigi nel pomeriggio di ieri, con il consenso bipartisan non soltanto delle forze politiche, ma di tutte le istituzioni rappresentative della mia Regione. Erano, infatti, presenti tutti i presidenti di Provincia e anche i parlamentari di ambedue gli schieramenti. Oggetto della riunione è stata una norma della legge finanziaria, quindi una norma approvata da questo Parlamento, che era stata esitata positivamente, eliminando una difficoltà che impediva l'erogazione di un finanziamento disposto dalla finanziaria stessa.
Ebbene, il senatore D'Onofrio ha posto in relazione l'esito di quella riunione, che avevo sicuramente caldeggiato, con la mia assenza dall'Aula ieri sera.
Presidente Baccini, c'è un vecchio proverbio siciliano che attiene perfettamente al caso in questione e che recita così: «Il lupo dalla mala coscienza come opera pensa». Immagino che il senatore D'Onofrio abbia rivolto quelle espressioni all'Aula, sollecitando applausi a scena aperta - mi si dice - per questa combinazione, forse anche con il consenso implicito del Presidente di turno (che non era lei), perché questa è una prassi a cui lui è allenato. Probabilmente, l'avrà posta in essere tante volte per ottenere risultati che possono in qualche modo avere irrobustito, non dico certo un partito democratico come l'UDC, ma la sua sfera di consenso personale.
Questa prassi non ci appartiene e mi fa molto sorridere quando il senatore D'Onofrio fa riferimento alle sue battaglie per la Sicilia, per il Mezzogiorno, dicendo che non le ha mai ridotte a vili mercanteggiamenti. È noto che neanche il Movimento per l'Autonomia agisce per vili mercanteggiamenti, ma ha nella sua ragione costitutiva l'impegno per la sua terra.
In questa volgare illazione del presidente D'Onofrio vi è poi un'offesa gravissima al Capo del Governo: immaginare che un uomo certamente criticabile per la sua azione di Governo, ma moralmente irreprensibile come il Presidente Prodi possa aver in qualche modo contrattato l'assenza di un parlamentare dall'Aula in cambio di un finanziamento, tra l'altro molto cospicuo - si tratterebbe infatti di un parlamentare di grande peso, perché un miliardo e mezzo di euro è una cifra importante anche per una legge finanziaria - è francamente imbarazzante e indecente.
Io credo che non ci si debba approfittare dell'autorevolezza della funzione di Capogruppo parlamentare perché, in condizioni di vantaggio come quelle di questa mattina, si possono arrecare danno e dispregio non soltanto al parlamentare (in questo caso si tratta del sottoscritto, oggetto di questa volgare illazione), ma anche all'istituzione, perché immaginare questo tipo di scambio volgare è davvero un atto di offesa al Parlamento e alla sua attività.
Per quanto mi riguarda, la mia assenza dall'Aula, che ho ampiamente motivato alla stampa ed anche al mio Gruppo, era legata alla concomitanza già preannunciata di impegni politici molto rilevanti che non mi hanno consentito di essere presente in una serie di votazioni per le quali non ero in alcun modo decisivo, perché, da quanto risulta dai risultati ufficiali delle votazioni elettroniche, non vi è stata mai, in alcuna occasione, la possibilità per l'opposizione di mettere in minoranza la maggioranza, visto che lo scarto minimo è stato di circa sei voti.
Si tratta, quindi, davvero di una grave ed ingiustificata offesa.