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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 203 del 25/07/2007


DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, voglio ringraziare il Sottosegretario per l'informativa ed esprimere a nome del mio Gruppo il dolore per le vittime. È un atto doveroso - come del resto già accaduto nella giornata di ieri - ricordarle.

Signor Sottosegretario (mi rivolgo anche ai colleghi), ritengo non si debbano dimenticare le questioni connesse al problema degli incendi nel nostro Paese finita l'emergenza, come spesso accade. È necessario un monitoraggio anche sull'applicazione della legge vigente. Mi riferisco alla legge n. 353 del 2000, una legge abbastanza all'avanguardia, che purtroppo non è in buona sostanza applicata.

Pertanto, sul terreno della prevenzione è necessario riflettere su alcuni dati. Ad esempio, siccome nelle aree percorse dal fuoco - lo ricordo a tutti - non si può costruire per quindici anni, i Comuni sono obbligati a predisporre le mappe di tutte le aree percorse dal fuoco.

Ora, solo il 20 per cento dei Comuni ha predisposto e aggiorna regolarmente ogni anno questo catasto. La legge prevede che, in caso di inadempienza, gli organismi centrali provvedano. È evidente a tutti che molto spesso non si tratta di dimenticanze o di problemidi inefficienza amministrativa, perché magari il piccolo Comune, come può accadere, non ha gli strumenti o il personale sufficiente (per cui bisogna aiutarlo); molto spesso si tratta del fatto che si vuole trovare il modo per continuare tranquillamente ad edificare su quelle aree.

Si tratta, dunque, di una norma importante, fondamentale, perché è volta innanzitutto ad evitare che si possano alimentare ulteriormente le speculazioni edilizie attraverso gli incendi, che - come evidenziano i dati - nel 65 per cento dei casi sono dolosi e non colposi.

Attualmente sono previsti, con la legge 21 novembre 2000, n. 353 (e arriviamo al problema dei fondi), solo 8,7 milioni di euro. Quindi, vi è anche la necessità di fare fronte all'organizzazione territoriale. Nei Comuni è difficile trovare una presenza capillare sul territorio della Protezione civile. La prevenzione e l'intervento immediato sono possibili soltanto se vi è una presenza diffusa ed organizzata sul territorio. Su questo, quindi, bisogna investire, così come bisogna investire tenendo conto che abbiamo 1.000 unità in meno rispetto a quelle previste nella pianta organica del Corpo forestale dello Stato.

Voglio ringraziare i Vigili del fuoco, la Guardia forestale e tutto il personale della Protezione civile che in queste ore stanno combattendo contro gli incendi e contro questa vera e propria tragedia. Il sottosegretario Sartor, qui presente, mi fa venire in mente la legge finanziaria: dunque, chiedo a tutti - perché si tratta di un impegno collettivo - che si investa nelle risorse umane e nei mezzi per poter fronteggiare il problema.

Signor Sottosegretario, vorrei aggiungere un'osservazione anche in ordine alla catena di comando, perché, soprattutto per quanto riguarda l'intervento aereo, forse qualcosa deve essere riconsiderato. Insieme ad altri parlamentari ci siamo permessi di chiedere l'attivazione di una task force antipiromani. Dobbiamo far comprendere a tutti i cittadini quanto sia grave il reato di incendio doloso che, per fortuna, ha una sua fattispecie; tuttavia, come si può verificare, è difficile individuare i responsabili.

Un tessuto di prevenzione passa anche attraverso una grande collaborazione dei cittadini, ma si deve comprendere che si tratta di un danno per tutti noi, per il patrimonio boschivo - che non è solo naturale, ma anche economico - ed anche per quello di vite umane, come in questo caso. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com e Ulivo).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bellini. Ne ha facoltà.