D'AMICO (Ulivo). Signor Presidente, domandiamoci per un attimo a cosa serve il Documento di programmazione economico-finanziaria dopo 30 anni di sperimentazione. Il Documento di programmazione economico-finanziaria ha sostanzialmente un'utilità: con la risoluzione che lo approva, vengono fissati i saldi di finanza pubblica e il limite massimo al deficit pubblico. Quello è il limite che opera per il Governo nella predisposizione della legge finanziaria e per l'emendabilità in Parlamento.
La cosa ha sostanzialmente funzionato, ma presenta un problema: non esiste un limite legato al fatto che si possa ottenere lo stesso saldo di bilancio accrescendo la spesa pubblica e la pressione fiscale. Infatti, negli ultimi 30 anni, quasi sempre in Parlamento è accaduto proprio questo, vale a dire che il saldo è stato rispettato, ma sono aumentate la pressione fiscale e la spesa.
Oggi il Governo ci propone una novità: fissa nel Documento di programmazione economico-finanziario l'obiettivo rappresentato dal pareggio di bilancio, che - ahimè - è slittato al 2011; spiega che quel pareggio di bilancio è un requisito essenziale per consentire un'accelerazione della crescita. Il Governo aggiunge che sarebbe auspicabile venisse introdotta dal Parlamento una novità, cioè che questa volta inserisse nella risoluzione di approvazione del Documento di programmazione economico-finanziaria un limite alla spesa.
Il motivo è chiaro: per ottenere l'obiettivo del pareggio, non è possibile accrescere la pressione fiscale perché si contraddirebbe l'obiettivo di rilancio della crescita e dello sviluppo; non è possibile ridurre la spesa in conto capitale perché si contraddirebbe l'obiettivo di rilancio e di sviluppo; non è possibile agire sulla spesa per interessi perché quest'ultima è determinata dal livello del debito e dai tassi di interesse fissati dal mercato. Il vincolo da introdurre, allora, riguarda la spesa corrente primaria: questo è quanto ci propone il Governo.
Il Governatore della Banca d'Italia ha sostenuto nelle Commissioni riunite che sarebbe opportuno che il Parlamento introducesse questa novità; anzi, ha aggiunto che, con i conti del DPEF, per ottenere quel risultato di pareggio di bilancio entro il 2011, senza alzare la pressione fiscale contributiva, senza ridurre la spesa in conto capitale, è necessario che la spesa corrente in rapporto al PIL si riduca da qui al 2011 di tre punti percentuali di PIL.
Noi crediamo che la proposta del Governo debba essere accolta e che sarebbe una novità importante se finalmente il Parlamento opportunamente aggiungesse al limite di saldo anche un limite di spesa pubblica corrente primaria, cioè al netto degli interessi. Crediamo che sia necessario disegnare un percorso che conduca a quell'obiettivo - il pareggio di bilancio - senza aumento della pressione fiscale e senza riduzione della spesa per investimenti e che quindi sia necessario fissare nella risoluzione del DPEF un percorso che porti a quell'obiettivo.
Con il presidente Dini, presenteremo un emendamento alla risoluzione di maggioranza, che, accogliendo la proposta del Governo, fissi il percorso per raggiungere quell'obiettivo. Siamo disponibili a ragionare con il Governo, con il relatore e con la maggioranza su quale sia il percorso migliore. Noi ne ipotizziamo uno: che questo aggiustamento sulla spesa corrente primaria sia spalmato nel tempo.
Siamo disposti a ragionare su quale sia il percorso migliore per raggiungere l'obiettivo, ma crediamo che sia necessario uscire da questa discussione, in primo luogo, con l'innovazione fondamentale del limite alla spesa pubblica corrente primaria e, in secondo luogo, con un percorso che sia coerente con quanto il Governo ci ha chiesto per raggiungere il pareggio di bilancio, cioè una riduzione consistente da qui al 2011 della spesa corrente primaria.
Pensiamo che questo potrebbe migliorare molto la qualità dell'aggiustamento di finanza pubblica che siamo chiamati a condurre. Pensiamo che questa sia la strada che può davvero aiutare il rilancio della crescita e dello sviluppo nel nostro Paese.
Spero che il Governo voglia anzitutto tener fede a ciò che esso stesso ha chiesto al Parlamento, cioè l'inserimento del vincolo di spesa primaria corrente, e spero che il relatore voglia considerare con attenzione l'emendamento che ci apprestiamo a presentare. (Applausi del senatore Dini).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tibaldi. Ne ha facoltà.