TIBALDI (IU-Verdi-Com). Pone l'accento sul capitolo del DPEF relativo alle politiche per l'inclusione e l'equità sociale, laddove si sottolinea che il tasso di povertà in Italia è superiore alla media europea, la situazione abitativa è molto critica e la concentrazione della ricchezza estremamente elevata. Il costo del lavoro è tra i più bassi in Europa, mentre l'Italia detiene un triste primato negli infortuni sul lavoro e le morti bianche. Una politica redistributiva, che può avvalersi di diversi strumenti ed è un punto fondamentale del programma dell'Unione, risponde quindi ad esigenze irrinunciabili di sviluppo e di giustizia sociale. Dopo un anno di Governo del centrosinistra bisogna riconoscere che l'emergenza sociale non ha fatto registrare un'inversione di tendenza: l'indebitamento delle famiglie per consumi primari e la precarietà sono piuttosto aumentati. La situazione attuale è certamente il prodotto di politiche liberiste di lunga durata che hanno peraltro fallito l'obiettivo di promuovere sviluppo e competitività attraverso la compressione dei salari. L'elettorato di centrosinistra nutre però aspettative sociali che non possono essere deluse e la revisione dello scalone insieme alla destinazione dell'extra-gettito alle pensioni minime sono misure insufficienti. Occorre perciò affrontare nella prossima finanziaria la questione della precarietà, superando la legge n. 30 ed elevando il costo del lavoro flessibile.