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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 203 del 25/07/2007


Allegato B

 

Testo integrale dell'intervento del senatore Giovanni Battaglia nella discussione sul Documento di programmazione economica finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011

Signor Presidente, è successo talvolta nel recente passato che la discussione in Parlamento sul Documento di programmazione economico-finanziaria si sovrapponesse a quella sulla stessa utilità di mantenere questo strumento, il DPEF appunto. Ciò è dipeso dalla circostanza che talvolta ci siamo trovati a discutere di documenti che non avevano nessuna delle caratteristiche degli strumenti di programmazione economica e finanziaria, spesso presentati in ritardo, poco chiari, incompleti, confusi, omissivi e reticenti, spesso in evidente contraddizione con i processi economici nazionali e internazionali e con il Paese reale.

Quest'anno deve essere riconosciuto innanzitutto al Governo di aver presentato al Parlamento nei tempi previsti un Documento che ha il merito della completezza, della chiarezza, un contributo alla trasparenza e al servizio di un'operazione "verità", di cui il Paese aveva bisogno. Ci troviamo altresì in presenza di un nuovo sistema di classificazione del bilancio, che rende il bilancio più trasparente e più comprensibile ai cittadini e al Parlamento.

Il Documento di programmazione economico-finanziaria non è pertanto lo strumento da utilizzare per la propaganda - voglio tranquillizzare il collega Vegas -, come spesso è stato, questo sì, nel passato, ma per fotografare il Paese reale e indicare linee di politica economica e sociale da tradurre in provvedimenti legislativi, a partire dalla legge finanziaria, coerenti con il programma elettorale e con gli interessi e i bisogni veri e concreti dei cittadini e del Paese.

 

1. Un DPEF per uno sviluppo sostenibile e l'equità sociale

Il Documento di programmazione economico-finanziaria al nostro esame parte quindi dalla constatazione che gli sforzi per il risanamento sono già stati in larga misura fatti. Il DPEF quindi opta per un percorso veramente rigoroso ma più graduale, che coniuga l'esigenza di utilizzare una gran parte delle risorse aggiuntive emerse nel 2007 a riduzione del disavanzo, al fine di evitare una nuova manovra correttiva nel 2008, con quella di fronteggiare emergenze produttive e istanze sociali di grande rilievo.

Quest'anno, come richiamato dallo stesso Ministro dell'economia, prevarranno dunque nella definizione dei provvedimenti da assumere le misure per la crescita e quelle per l'equità sociale.

La correzione del deficit tendenziale a legislazione vigente per il 2008 non ci sarà, come non si ravvisa la necessità (per la prima volta dopo tanti anni) di una manovra correttiva in corso d'anno per il 2007.

Queste priorità sono state rese praticabili da due fattori: un gettito tributario strutturale maggiore del previsto; una rimodulazione della dinamica di riduzione del rapporto deficit/PIL possibile grazie ai risultati conseguiti nel corso del 2007.

In Italia, dopo un quinquennio di crescita modesta, nel 2006 è iniziata una ripresa economica: è cresciuta l'occupazione; è cresciuta, dopo una preoccupante fase di stagnazione, la produttività del lavoro; segnali positivi provengono dall'andamento delle esportazioni; la produttività totale dei fattori non decresce più, anche se cresce poco in conseguenza della rigidità dei nostri mercati. Per far sì che questa ripresa congiunturale diventi duratura e sostenibile è necessario che il Governo continui il processo delle riforme con determinazione (molte delle quali sono all'esame del Parlamento: la «Bersani 2», la legge sui servizi pubblici locali, l'Authority, l'energia, il gas), coniugando crescita economica con equità sociale, risanamento finanziario e sostenibilità ambientale.

La sostenibilità ambientale ha assunto una rilevanza particolare, soprattutto in relazione all'obiettivo strategico su cui l'Italia è impegnata in campo energetico. Il Consiglio Europeo del 27 marzo 2007, infatti, facendo propri gli indirizzi proposti dalla Commissione nel "pacchetto energia", ha ridisegnato le politiche energetiche ed ambientali dell'Unione. L'obiettivo è di rispondere pienamente alle sfide della sostenibilità.

Le scelte strategiche e le politiche settoriali per la crescita fanno parte del cosiddetto "processo di Lisbona". Strategiche per la crescita del Paese saranno dunque le politiche per l'istruzione e l'educazione permanente, un quadro strategico e regolamentare per la ricerca che favorisca la ricerca di base, la crescita della ricerca privata e la maggiore interazione con quella pubblica, una maggiore apertura dei mercati e la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese, la riduzione dei divari di infrastrutture ancora esistenti; l'adesione alla politica europea per l'energia e i cambiamenti climatici.

Nelle aree a minore dinamismo economico come il Mezzogiorno, uno degli ostacoli principali alla crescita è rappresentato dalla mancanza di due beni pubblici primari come la legalità e la sicurezza. La sicurezza è innanzitutto - lo voglio ribadire - un problema di alcune nostre aree meridionali dove su interi territori il controllo dello Stato è a rischio e dove le forze dell'ordine non combattono una criminalità minuta ma organizzazioni mafiose ben organizzate.

Anche l'evasione fiscale, il cui livello è piuttosto elevato in Italia, rappresenta un fattore distorsivo della concorrenza. Come è distorsiva l'attuale tassazione dei capital gain: si deve prevedere per essi un'aliquota pari al 20 per cento destinando le maggiori entrate provenienti da questo comparto ad una riduzione del carico fiscale dei redditi più bassi, restituendo il drenaggio fiscale a lavoratori e pensionati ed attuando i primi interventi a favore degli incapienti.

Siamo anche d'accordo sulla riduzione dell'ICI sulla prima casa di abitazione, purché riguardi in ugual misura una detrazione dal reddito degli inquilini di analogo importo per gli affitti, salvaguardando nello stesso tempo le entrate per i Comuni che altrimenti verrebbero penalizzati.

Non vi è crescita economica duratura senza una riduzione dei divari che caratterizzano ancora l'Italia e un miglioramento dei servizi dello Stato sociale. Le carenze maggiori penalizzano alcune fasce sociali: in particolare i giovani, le donne e gli anziani.

I giovani sono costretti a lavori precari che daranno diritto a pensioni al di sotto di ogni minimo socialmente accettabile e sono sostanzialmente privi di tutele contro la disoccupazione. La penalizzazione dei giovani, insieme al tasso di occupazione femminile, che in Italia si colloca agli ultimi posti in Europa, rappresentano due degli ostacoli fondamentali per una crescita stabile ed equa.

Gli anziani ricevono, per la maggior parte, pensioni spesso al di sotto dei livelli di povertà, e non sono adeguatamente sostenuti in caso di non autosufficienza. Il Fondo per la non autosufficienza, istituito con l'ultima Finanziaria, va, dunque, incrementato di molto e le misure attuative devono essere rapidamente emanate.

 

2. I risultati di un anno di Governo Prodi

Questa impostazione del DPEF è stata resa possibile grazie ai risultati conseguiti nel primo anno del Governo Prodi. Si è rifiutata la logica dei due tempi. L'azione di Governo non solo è riuscita nel risanamento dei conti pubblici, ma ha avviato provvedimenti per la crescita e la competitività del nostro sistema Paese e l'equità sociale.

Voglio ricordare l'avvio della politica delle liberalizzazioni a favore dei consumatori e degli utenti; i risultati della lotta all'evasione fiscale dopo anni di permissivismo, se non peggio; i provvedimenti sugli assegni familiari, sulle pensioni basse e per agevolare - in maniera ancora insufficiente certo - i giovani sul terreno previdenziale. Si è iniziato a stabilizzare i precari, ad iniziare da quelli delle pubbliche amministrazioni, decine di migliaia, in particolare nella scuola. Tra i risultati fin qui conseguiti nel settore privato: 94.000 lavoratori sono stati regolarizzati, uscendo dal lavoro sommerso nel settore dell'edilizia; 22.000 lavoratori dei call center sono passati da collaboratori a progetto a lavoratori con contratto di lavoro subordinato. Un impegno particolare è stato poi dedicato alla vigilanza sulle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Infine, voglio ricordare le misure previste nel decreto-legge n. 81 che finalizzano l'extragettito per 6,5 miliardi di euro nel 2007 a misure per la crescita e il sociale.

Ovviamente, si può e si deve fare meglio e di più, già a partire dalla prossima finanziaria, ma mi è sembrato giusto ricordare alcuni dei risultati conseguiti.

 

3. Il rispetto del Patto di stabilità

Molti critici sottolineano (lo ha fatto oggi il senatore Vegas) il fatto che le indicazioni del DPEF non rispetterebbero gli impegni del Patto di stabilità. Ciò non è assolutamente vero. Anzi, è vero il contrario.

Il DPEF 2008 rispetta appieno non solo i parametri dal Trattato di Maastricht, ma anche la raccomandazione dell'ECOFIN del luglio 2005, l'unico documento impegnativo per il Governo italiano.

Non solo gli obiettivi programmatici del DPEF rispettano appieno gli impegni definiti nella raccomandazione ECOFIN per gli anni 2007, 2008 e 2009, ma migliorano in misura notevole l'impegno di ridurre il deficit per il biennio 2010-2011.

Certo, nessuno può disconoscere il problema di uno stock del debito così rilevante per i nostri conti pubblici, tanto più in presenza di una tendenza dei tassi alla crescita con relativo aggravio del servizio del debito. Non è un caso che il DPEF indichi la spesa per interessi tendenzialmente stabile dal 2008 al 2011, malgrado la minore incidenza del debito. Ma non è solo il volume assoluto del debito, il dato sul quale soffermarci, dobbiamo anche considerare il suo rapporto con il PIL. L'obiettivo deve essere, infatti, quello di diluire il debito con la crescita. Ci vuole equilibrio tra questi due parametri: la diminuzione assoluta dello stock del debito e la crescita del PIL. Una visione unilaterale non può che essere dannosa per il Paese.

Voglio peraltro ricordare ai tanti "virtuosi" di oggi che le radici dell'elevato debito attuale risiedono nel periodo 1965-75, quando la dinamica delle entrate non ha seguito la rapida espansione della spesa, e nel decennio successivo, quando il divario fra spesa ed entrate si è ulteriormente ampliato, riflettendo la crescita degli oneri per interessi. Questo perché invece di adeguare la pressione fiscale ai valori europei si è voluto pervicacemente per anni finanziare le nuove spese con l'emissione di titoli che hanno operato uno dei più giganteschi trasferimenti di ricchezza alla rovescia, dal lavoro alle rendite. Politica economica che ha contribuito a bloccare la crescita della domanda interna, e più in generale; della nostra economia. È curioso che adesso si pretenda di risanare i conti pubblici colpendo i già "colpiti".

 

4. La scelta della qualità

Schematizzando, il nostro Paese ha davanti a sé due possibilità: la riproposizione del vecchio modello di sviluppo basato essenzialmente su produzioni di standard qualitativo medio-basso, trainato dalle esportazioni, di cui elemento centrale diventa l'abbattimento del costo e dei diritti del lavoro; oppure la scelta della qualità: dello sviluppo sostenibile, dell'innovazione, della ricerca, della riqualificazione del nostro terziario e del nostro sistema di welfare, visto anche come occasione per creare nuovi posti di lavoro, la scelta dello sviluppo della domanda interna pubblica e privata, della buona occupazione.

Noi scegliamo la qualità e la sostenibilità. Su questo, il DPEF e la risoluzione che sarà presentata sono abbastanza chiari.

Non esiste dunque una sola possibilità: lo sviluppo sostenibile per le persone e per l'ambiente è la strada da imboccare, partendo dalla valorizzazione del lavoro e, quindi, in primo luogo, dal rifiuto della logica che presiede alla scelta di rapporti di lavoro privati di dignità e diritti e per questo precari.

Vorrei parlare della qualità dell'occupazione, in particolare di quella dei giovani. Si è tanto parlato di dare "meno ai padri e più ai figli". In realtà, molti di coloro che sostengono questa tesi vogliono dare "meno ai padri e niente ai figli". Se effettivamente si volessero migliorare le pensioni future dei giovani, si dovrebbe agire oggi, da subito, eliminando la precarizzazione del lavoro a cui sono costretti quasi tutti i giovani. Ci sarebbero più contributi, più certezze per la loro vita, pensioni future più alte. Ma, al riguardo non si è fatto ancora quanto è necessario.

Noi critichiamo il Protocollo presentato dal Governo sulla competitività e il mercato del lavoro. Una critica di fondo che noi facciamo alla sua impostazione è che si ispira ad una logica secondo cui una maggiore "competitività" si ottiene con il perseguimento dell'abbattimento del costo del lavoro. Questa è l'idea del lavoro che noi consideriamo sbagliata. I provvedimenti sulla competitività, nel momento in cui, per esempio, defiscalizzano lo straordinario, e cioè fanno costare un'ora di straordinario esattamente come un'ora di lavoro normale, si preoccupano più delle aspettative di Confindustria, anche dal punto di vista culturale, piuttosto che di contrastare la precarietà e anche di proporre un'idea di lavoro di qualità.

È evidente che in questo modo non si aumenta l'occupazione dei ragazzi e delle ragazze.

Su questo condurremo una battaglia unitaria con il sindacato. Per noi, questa questione rappresenta un punto dirimente.

La precarizzazione dei rapporti di lavoro, infatti, non è casuale e non è un fenomeno solo italiano.

In Italia, circa 4 milioni di persone, giovani e anziani - sia nel settore privato che in quello pubblico - sono lavoratori precari, senza diritti e senza tutela.

L'85 per cento dei rapporti di lavoro in Italia è a tempo indeterminato: questo indubbiamente è vero. Basta però guardare le indagini dell'Unioncamere per constatare che nei flussi invece si registra una situazione diversa: nel 2006 più del 50 per cento delle assunzioni sono state fatte attraverso rapporti a termine. È questa la tendenza per il futuro.

I precari nella pubblica amministrazione sono oltre 500 mila, e di questi oltre la metà lavorano nella scuola.

Negli ultimi anni, il lavoro flessibile e spesso precario si è esteso «a macchia d'olio» assumendo le fuorvianti diciture di contratto a termine, di «co.co.co.» e di contratto a progetto. Tutto ciò ha spogliato i lavoratori e le lavoratici della dignità, impedendo loro di progettare il proprio futuro.

È proprio in questa pervasività della precarietà che possiamo rintracciare l'aspetto più di fondo che ha attraversato il mercato del lavoro di questi ultimi anni; causa ed effetto allo stesso tempo della crisi in cui l'attuale modello di sviluppo si dibatte.

Gli effetti non sono tardati a venire. Non a caso nei Paesi cosiddetti "avanzati", dai primi anni Ottanta ad oggi, la quota di reddito relativa al lavoro è scesa in media del 7 per cento, e la caduta è maggiore in Europa e nei settori dell'economia meno qualificati. In Italia, il calo è stato di circa il 10 per cento.

Nessuno nega la necessità della flessibilità nel mercato del lavoro, se per flessibilità si intende un rapporto di lavoro a tempo, che trova fondamento in esigenze verificabili e che sia comunque accompagnato da una rete di diritti. Quando mancano questi presupposti non stiamo parlando di flessibilità, ma di precarietà.

Il Libro verde dell'Unione europea segnala che, come media europea, ogni 100 lavoratori impiegati a termine nel 1997, nel 2003, 60 erano giunti ad un lavoro stabile. Quindi, come media europea, abbiamo 7 anni in cui il rapporto di lavoro è precario. La conclusione è che ciò vale per il 60 per cento dei lavoratori, mentre per il restante 40 per cento non sappiamo cosa accade. Anche l'Istat ci dice che è crescente la quota di lavoratori che dal contratto a termine, dopo alcuni anni, passa alla disoccupazione.

Le donne sono le più esposte alla precarietà del lavoro e le pensioni più basse, percepite in prevalenza da donne, sono l'esito di storie contributive e lavorative deboli.

La precarizzazione costituisce un elemento strutturale del moderno capitalismo, e come tale va affrontata.

Il programma dell'Unione è chiarissimo in merito, ma sarà bene citarlo: "Noi siamo contrari ai contenuti della legge n. 30 e dei decreti legislativi nn. 276 e 368 che moltiplicano le tipologie precarizzanti. Per noi la forma normale di occupazione è il lavoro a tempo indeterminato, perché riteniamo che tutte le persone devono potersi costruirsi una prospettiva di vita e di lavoro serena.

In tal senso, crediamo che il lavoro flessibile non possa costare meno di quello stabile e che tutte le tipologie contrattuali a termine debbano essere motivate sulla base di un oggettivo carattere temporaneo delle prestazioni richieste e che non debbano superare una soglia dell'occupazione complessiva dell'impresa". Fine della citazione. E noi vogliamo fare esattamente quello che nel programma abbiamo concordato.

Per i contratti a termine deve essere previsto anche un limite massimo alla possibilità di reiterazione.

Vanno perseguite e rafforzate le azioni di contrasto al lavoro nero e sommerso.

La legge finanziaria per il 2007 ha iniziato un percorso di contrasto alla precarietà, toccando quasi tutti i temi in cui essa si traduce oggi in Italia. Naturalmente è un percorso iniziato e noi pensiamo che la legislatura debba rispondere a tutti gli aspetti, che non sono stati invece affrontati. Da questo punto di vista, crediamo che il tema degli ammortizzatori sociali sia uno degli aspetti inevasi dall'ultima Finanziaria.

Infine, per quanto riguarda il Mezzogiorno, il rapporto dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (Svimez), recentemente pubblicato, ci descrive una situazione preoccupante: il PIL nel Mezzogiorno cresce meno che nel resto del Paese, cioè lo 0,5 per cento in meno; l'occupazione nel Paese cresce dell'1 per cento, mentre nel Mezzogiorno solo dello 0,7; il PIL per abitante nel Mezzogiorno è quasi la metà di quello del resto del Paese; la quota in conto capitale della spesa pubblica per il Sud era del 40,6 per cento nel 2001 ed è solo del 36,3 per cento nel 2006; 270.000 sono i trasferimenti stabili, la nuova immigrazione tra il Sud e il Nord del Paese; gli irregolari al Sud crescono di 43.000 unità e in tutto sono 1,4 milioni.

 

5. Il Mezzogiorno

L'ultimo rapporto dello Svimez ci ricorda quindi che le prospettive per il reale avvio di un processo di accelerazione dello sviluppo nelle Regioni del Mezzogiorno sono legate al superamento di alcuni vincoli strutturali che hanno impedito all'economia del Sud di reagire positivamente ai colpi provenienti dal nuovo contesto competitivo internazionale. Il Mezzogiorno e il Centro-Nord sembrano dunque differenziarsi in questa fase non tanto nell'intensità della crescita, che rimane più bassa di quella degli altri Paesi dell'Unione europea, quanto in alcuni aspetti di "qualità" della crescita.

Si tratta di orientare la struttura produttiva verso processi di rinnovamento tecnologico dell'offerta e di sviluppo del capitale fisico e umano presente nell'area. La possibilità di un recupero di competitivita del Mezzogiorno, sia verso le regioni del Centro-Nord, sia verso gli altri Paesi europei, è strettamente connessa al sostegno a questi processi, in termini di risorse finanziarie ma anche di adeguate infrastrutture per lo sviluppo.

Ovviamente non possiamo sviluppare questa analisi in questa sede. Voglio fare solo alcune annotazioni che riteniamo importanti.

Secondo noi, è innanzitutto necessario declinare la problematica dello sviluppo meridionale in tutti gli ambiti delle politiche settoriali. A questo riguardo, proponiamo, in particolare:

1) di rimodulazione le spese previste nell'Allegato Infrastrutture per il quinquennio 2008-2012, in maniera tale da garantire già nel prossimo triennio (2008-2010) una massa reale di investimenti per le opere pubbliche nel Sud superiore al 30 per cento di tutti gli investimenti previsti per il Paese. Infatti, l'Allegato sulle infrastrutture rinvia al 2012 la maggior parte delle risorse finanziarie per le opere pubbliche previste per il Mezzogiorno. È necessario dunque correggere il tiro;

2) di trasformare gli incentivi previsti "dalla legge n. 488" per la realizzazione di un credito d'imposta automatico legato all'assunzione di lavoratori a tempo indeterminato, ovvero all'emersione del lavoro nero;

3) di predisporre un piano per il lavoro e contro la povertà nel Mezzogiorno, a partire dall'attuazione del reddito minimo di inserimento e della riforma degli ammortizzatori sociali, nella convinzione che solo la crescita occupazionale e le misure di inclusione sociale possono consolidare l'aumento della domanda interna e la crescita. Tali misure peraltro sono necessarie per rendere efficaci anche interventi già previsti per la sicurezza e contro la criminalità organizzata.

 

6. I conti pubblici

La revisione del bilancio, la cosiddetta spending review, ci consentirà di avviare un processo che se non potrà da subito consentirci di spendere meno, ci potrà sicuramente consentire di spendere meglio. E spendere meglio, a nostro avviso, è possibile.

Vorrei solo puntualizzare due aspetti.

Con la legge finanziaria 2007 si è avviata una nuova strategia verso gli enti locali assumendoli come importante articolazione dello Stato ai sensi del Titolo V della Costituzione. In particolare, si è passati, ai fini del Patto di stabilità interno, dai tetti di spesa ai saldi (inclusivi delle spese per gli investimenti), soluzione apprezzata dagli stessi enti locali, in quanto ne ha esaltato autonomia e responsabilità. È necessario però prevedere nella prossima Finanziaria, un'ulteriore e duratura modifica del Patto stesso che garantisca maggiore equità: in particolare, è necessario, trovare una soluzione che renda spendibile una parte significativa dei cosiddetti avanzi di amministrazione conseguiti dagli enti "virtuosi" e che favorisca gli investimenti, consentendo agli enti locali di non computarla ai fini del calcolo del saldo riferito al Patto di stabilità interno.

Infine, dobbiamo dare il buon esempio. Sui costi della politica si può e si deve fare di più rispetto a ciò che prevede il disegno di legge che stanno predisponendo i ministri Santagata e Lanzillotta, che prevederebbe a regime - così riferiscono gli organi di stampa - risparmi per 1,3 miliardi. Noi pensiamo che si possa arrivare in una prima fase almeno a due miliardi di euro di risparmi a regime. Chiarendo che dobbiamo tagliare i privilegi e gli sprechi, non i finanziamenti alla vita democratica.

E chiediamo che i risparmi previsti siano computati fin dal 2008 nella manovra di bilancio e destinati a spese di carattere sociale.

Sono queste alcune delle ragioni che ci consentono di apprezzare il documento del Governo, di condividere la relazione del relatore di maggioranza e quindi di dare il nostro positivo contributo ad una risoluzione unitaria di tutta la maggioranza che sostiene il Governo.

Sen. Battaglia

Integrazione all'intervento del senatore Legnini nella discussione sel Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011

Io sono fiducioso che lavorando in modo incisivo si possano ottenere risultati molto rilevanti accentuando la spinta innovatrice e riformatrice. Un altro contributo importante potrebbe provenire dall'utilizzo della leva fiscale nel senso dell'orientamento del prelievo, e giammai del suo aumento, verso finalità di carattere sociale o per alimentare politiche di crescita. Un esempio efficace in tal senso potrebbe essere quello di stabilire una qualche relazione tra gli auspicati interventi sulla prima casa e sulle locazioni (riduzione ICI, detraibilità delle locazioni, imposta sostitutiva unica sui redditi da locazione) e l'omogeneizzazione dell'imposizione sulle rendite finanziarie. È evidente, infatti, che un eventuale maggior prelievo sui redditi di carattere finanziario, con l'introduzione dell'aliquota unica attorno al 20 per cento, potrebbe compensare, in tutto o in parte, sgravi fiscali che andrebbero nel senso dell'equità sociale e incrementerebbero il reddito disponibile per le famiglie, in particolare per quelle meno agiate, con effetti conseguenti sull'aumento dei consumi e quindi sulla crescita del PIL.

Un ultimo argomento vorrei sinteticamente svolgere e riguarda il Patto di stabilità interno, sul quale è diffusamente intervenuto oggi il senatore Vitali. È nota a tutti noi l'insoddisfazione dei Comuni e delle Province per gli effetti che le nuove regole del P.S.I. hanno prodotto. Alla generale condivisione delle politiche dei saldi (sostitutive di quelle dei tetti) si è aggiunta la contestazione di taluni aspetti tecnici del patto, di alcune regole generatrici di iniquità, nell'eccessiva compressione e non programmabilità degli investimenti, nella forte limitazione dell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, nella iniqua distribuzione dei fondi aggiuntivi per i piccoli Comuni. Pur dovendo confermare il contributo al risanamento delle autonomie locali, è necessario che il Governo e il Parlamento forniscano una risposta attenta alle istanze delle autonomie locali, concludendo un accordo prima del varo della legge finanziaria e stabilizzando consensualmente le regole del patto, innovandole soprattutto per favorire la ripresa degli investimenti ed eliminare le iniquità lamentate. È troppo importante il contributo che gli Enti locali hanno dato e danno allo sviluppo, alla quantità e alla qualità dei servizi pubblici.

Dobbiamo avere la massima premura, ascoltare i Sindaci, decidere con loro come intervenire, anche considerando la prospettiva del federalismo fiscale, destinato a cambiare profondamente il rapporto Stato-Enti locali-cittadini.

Concludo, formulando la mia condivisione piena al contenuto del Documento di programmazione economico-finanziaria, che dovrà essere ulteriormente declinata nella risoluzione prima e nella manovra finanziaria a settembre, che costituisce un significativo avanzamento nella politica economica e finanziaria per conseguire quegli obiettivi di ordine nei conti pubblici, crescita economica e più giustizia sociale, tutti obiettivi di cui il nostro Paese ha un gran bisogno.

Sen. Legnini

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Bordon, Caruso, Ciampi, Cossiga, Pininfarina e Scalfaro.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Ministro economia e finanze

Presidente del Consiglio dei ministri

(Governo Prodi-II)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria (1739)

(presentato in data 25/7/2007);

C.2852 approvato dalla Camera dei deputati.

 

Disegni di legge, annunzio di presentazione

DDL Costituzionale

Senatori Scalfaro Oscar Luigi, Finocchiaro Anna, Bianco Enzo, Salvi Cesare, Zanda Luigi, Villone Massimo, Zanone Valerio, D'ambrosio Gerardo, Manzella Andrea, Maccanico Antonio, Brutti Massimo

Modifica all'articolo 138 della Costituzione (1740)

(presentato in data 25/7/2007);

 

senatore Baccini Mario

Norme per l'introduzione di una indennità per gli appartenenti alla Polizia di Stato in servizio presso gli Uffici aeroportuali (1741)

(presentato in data 25/7/2007);

 

senatore Quagliariello Gaetano

Monitoraggio del costo del lavoro nelle pubbliche amministrazioni. Modifica all'articolo 46 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (1742)

(presentato in data 25/7/2007);

 

senatrice Thaler Ausserhofer Helga

Istituzione dell'indennità di genitore (1743)

(presentato in data 25/7/2007).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

sen. Russo Spena Giovanni

Modifica all'articolo 10 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di ineleggibilita' dei soggetti che controllano societa' aventi rapporti contrattuali con lo Stato ovvero titolari di concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entita' economica (1529)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

sen. Caprili Milziade ed altri

Modifiche agli articoli 48, 56, 57, 67, 70, 71, 72, 73, 74, 77, 80, 81, 83, 85, 86, 87, 88, 96, 116, 117, 118 e 126 e abrogazione degli articoli 58 e 59 della Costituzione, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonche' di disciplina del procedimento legislativo e delle competenze legislative dello Stato (1639)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 25/07/2007);

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

sen. Russo Spena Giovanni ed altri

Modifiche agli articoli 92 e 94 della Costituzione, in materia di nomina e revoca dei ministri e di disciplina della mozione di sfiducia nei riguardi del Governo (1640)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

sen. Cutrufo Mauro

Istituzione della citta' - regione di Roma Capitale (1656)

previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 25/07/2007);

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

sen. Polito Antonio

Modifica dell'articolo 66 della Costituzione in materia di verifica dei poteri dei Parlamentari (1693)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

sen. Turano Renato Guerino ed altri

Modifiche al sistema elettorale per l'elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonche' norme per l'espressione del voto nella circoscrizione Estero (1712)

previ pareri delle Commissioni 3° (Affari esteri, emigrazione)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

2ª Commissione permanente Giustizia

sen. Martinat Ugo ed altri

Modifica all' articolo 23 del codice penale in materia di obbligo di lavoro per i detenuti e gli internati (1684)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 25/07/2007);

 

2ª Commissione permanente Giustizia

sen. Saporito Learco ed altri

Riorganizzazione del Corpo di polizia penitenziaria e delega al Governo per il coordinamento delle norme in materia penitenziaria e di Polizia penitenziaria (1696)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica indiana fatto a New Delhi il 12 luglio 2004 (1681)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Consiglio federale svizzero per il rinnovo della concessione relativa al collegamento della rete ferroviaria svizzera con la rete italiana attraverso il Sempione dal confine di Stato a Iselle e l'esercizio del tratto da Iselle a Domodossola, fatta a Torino il 28 marzo 2006 (1725)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 14° (Politiche dell'Unione europea)

C.1878 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 25/07/2007);

 

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dell' Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Guatemala sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Citta' del Guatemala l'8 settembre 2003 (1726)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 10° (Industria, commercio, turismo)

C.2162 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 25/07/2007);

 

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio federale svizzero relativo alla cooperazione per i materiali della difesa, fatto a Bruxelles il 6 novembre 2003 (1727)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

C.2240 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 25/07/2007);

 

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui privilegi e le immunita' dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare ( CERN ), fatto a Ginevra il 18 marzo 2004

(1728)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

C.2271 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 25/07/2007);

 

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione del Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Canada, fatto a Roma il 13 gennaio 2005 (1729)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio)

C.2541 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 25/07/2007);

 

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dell' Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica islamica del Pakistan, con Annesso, fatto a Islamabad il 10 novembre 2005 (1730)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 10° (Industria, commercio, turismo)

C.2598 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 25/07/2007);

 

4ª Commissione permanente Difesa

sen. Giannini Fosco ed altri

Modifiche all'articolo 4 della legge 23 agosto 2004, n. 226, in materia di sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata (1697)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

5ª Commissione permanente Bilancio

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria (1739)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

E' stato inoltre deferito alla 1° Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento

C.2852 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 25/07/2007);

 

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

sen. Rossi Fernando

Disposizioni per la vendita parziale delle riserve auree italiane (1692)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 14° (Politiche dell'Unione europea)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali

sen. Valditara Giuseppe ed altri

Norme organiche sulla scuola (1687)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 25/07/2007);

 

8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni

sen. Filippi Marco

Modifiche all'articolo 1 della legge 24 dicembre 1993, n. 560, in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (1648)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 25/07/2007);

 

9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare

sen. Caprili Milziade, sen. Tecce Raffaele

Misure per lo sviluppo del settore ittico (1608)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 25/07/2007);

 

11ª Commissione permanente Lavoro, previdenza sociale

sen. Thaler Ausserhofer Helga, sen. Rubinato Simonetta

Modifiche alla disciplina della pensione ai superstiti (1702)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 12° (Igiene e sanita')

(assegnato in data 25/07/2007);

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

sen. Valpiana Tiziana

Riconoscimento e disciplina delle terapie non convenzionali e della formazione degli operatori (260)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 25/07/2007);

 

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

sen. Bellini Giovanni ed altri

Misure per la realizzazione di impianti sportivi, di piste e di aree attrezzate per le attivita' ludiche in erba

sintetica (1570)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 25/07/2007);

 

Commissioni 1° e 4° riunite

sen. Cossiga Francesco

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (1709)

previ pareri delle Commissioni 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 25/07/2007).

 

Disegni di legge, nuova assegnazione

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

in sede referente

sen. Negri Magda

Incentivi fiscali per la promozione delle attivita' di produzione, coproduzione e distribuzione di opere cinematografiche sul territorio italiano (1659)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 14° (Politiche dell'Unione europea)

Già assegnato, in sede referente, alla 7ª Commissione permanente (Pubb. istruz.)

(assegnato in data 25/07/2007);

 

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

in sede referente

sen. Sodano Tommaso ed altri

Modifiche alla legge 20 luglio 2004, n. 189, in materia di protezione delle foche (1511)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 14° (Politiche dell'Unione europea)

Già assegnato, in sede referente, alla 10ª Commissione permanente(Industria)

(assegnato in data 25/07/2007).

 

Governo, trasmissione di atti per il parere

Il Ministro degli affari esteri, con lettera in data 18 luglio 2007, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 39, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 - lo schema di decreto ministeriale per la fissazione del numero massimo di visti di ingresso per l'accesso all'istruzione universitaria e di alta formazione artistica, musicale e coreutica degli studenti stranieri per l'anno accademico 2007-2008 (n. 123).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 24 agosto 2007.

Governo, trasmissione di atti

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, con lettera in data 24 luglio 2007, ha inviato - ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400 - la comunicazione concernente la nomina del dottor Ettore Ianì a Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative volte a fronteggiare le conseguenze dell'encefalopatia spongiforme bovina ed altre emergenze zootecniche.

 

Tale comunicazione è trasmessa, per competenza, alla 9ª Commissione permanente.

Conferimento di incarichi dirigenziali e di consulenza

Le società Servizi ferroviari portuali Ferport S.r.l., Server Servizi ferroviari S.r.l., il Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste, le società Sviluppo Italia Puglia S.p.A. e Sviluppo Italia Area Produttive S.p.A., nonché l'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., con lettere in data 30 giugno, 10, 11, 13 e 18 luglio 2007, hanno inviato - ai sensi dell'articolo 1, comma 593, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 - le comunicazioni concernenti il conferimento di incarichi di consulenza per prestazione di servizi, nonché l'importo dei relativi compensi.

 

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

 

 

Interrogazioni

CURTO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

i recenti arresti di Perugia hanno confermato il fatto che all'interno di alcune moschee operano soggetti appartenenti alle frange più estremiste del fanatismo e del terrorismo islamico;

i dati in possesso della nostra intelligence, e gli stessi forniti dal Ministero dell'interno, collocano il nostro Paese tra quelli potenzialmente aggredibili e destinatari di gravi attentati;

pur considerando che la grande maggioranza dei praticanti la fede islamica è completamente estranea a forme di aggregazione con finalità terroristiche, non c'è dubbio che alla luce dell'ultimo inquietante fatto appare quanto mai opportuno vigilare ed incrementare verifiche e controlli sui relativi luoghi di aggregazione;

sarebbe quindi necessario conoscere precisamente il numero delle moschee presenti sul nostro territorio, la loro localizzazione, l'attività reale che le caratterizza, l'identificazione dei frequentatori, l'entità e la provenienza dei finanziamenti ricevuti, in altri termini realizzare una vera e propria "mappatura", al fine di consentire l'attività a quei luoghi di culto rispettosi del nostro ordinamento giuridico e, di converso, chiudere quelli dove sistematicamente si professano fanatismo, intolleranza religiosa e lo stesso terrorismo,

si chiede di conoscere quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo ritenga di dover fornire tempestivamente in Parlamento sulle questioni oggetto del presente atto ispettivo.

(3-00873)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

ANTONIONE, SARO, CARRARA - Al Ministro della pubblica istruzione - Premesso che:

la stampa locale ha dato grande rilievo alle vicende collegate all'ingiustificabile azione vandalica di sei studenti del Liceo Buonarroti di Monfalcone (Gorizia), che hanno compiuto un raid notturno ai danni dell'abitazione dell'insegnante di lettere, professor Michele Gangale;

la preside dell'Istituto, prof. Laura Fasiolo, ha pubblicamente espresso solidarietà al prof. Gangale, esaltandone con grande enfasi le qualità umane e didattiche;

la stessa preside ha pesantemente criminalizzato il comportamento degli studenti, invocando pubblicamente: "una lezione di vita che verrà loro impartita dai risvolti giudiziari conseguenti all'atto",

la prof. Fasiolo ha altresì escluso che il comportamento dei sei studenti sia imputabile a qualsivoglia responsabilità dell'istituto da lei presieduto, richiamandosi alla violenza e problematicità proprie del mondo giovanile;

molti studenti del Buonarroti lamentano gravi carenze didattiche quali, in particolare, la scarsa disponibilità della preside nei loro confronti (evidentemente troppo impegnata con i media locali), discutibili modifiche dei programmi di studio (che talvolta privilegerebbero autori e/o argomenti ritenuti "politicamente preferibili"), comportamenti di alcuni insegnanti che, se confermati, sarebbero oltre che diseducativi anche pesantemente censurabili;

considerato che:

lo sconsiderato gesto dei sei ragazzi è, con tutta evidenza, anche frutto di un fallimento didattico;

gli insegnanti, essendo istituzionalmente preposti all'educazione dei giovani, non possono, di fronte a comportamenti sbagliati di questi ultimi, invocare come unico rimedio l'azione dell'autorità giudiziaria;

gravemente alterati appaiono i rapporti fra studenti, preside e parte del corpo docente del Liceo Buonarroti di Monfalcone, al punto da ritenere pregiudicata la formazione educativa degli studenti stessi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno disporre controlli e verifiche volti ad accertare la veridicità dei fatti denunciati;

quali misure di competenza intenda adottare in caso di positivo riscontro per porre rimedio alla situazione, riportando l'alterato rapporto fra alcuni studenti e i loro insegnanti nel consueto alveo didattico.

(4-02501)

STEFANI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

è sotto gli occhi di tutti come l'industria turistica nazionale continui a scivolare verso le posizioni basse della classifica dell'attività mondiale;

a fare meglio non sono solo i colossi del turismo come Francia, Spagna, Grecia ma anche l'outsider Croazia e persino l'Austria, Paesi che si affermano grazie a strutture competitive e a prezzi convenienti;

da recenti e qualificati sondaggi si evince come solo 56 persone su 100 andranno in vacanza, con una contrazione del dato del 2% rispetto allo scorso anno, con una percentuale attuale di indecisi dell'8% rispetto al 2% dello stesso periodo dello scorso anno;

ulteriore dato preoccupante per il settore è che si tratta di vacanze brevi, che in oltre un terzo dei casi non superano una settimana e che per un altro 30% sono comprese tra i 7 e 14 giorni; per il 27% delle persone saranno di durata inferiore rispetto allo scorso anno;

i numeri illustrano come saranno ferie per lo più economiche: il 56% delle famiglie, contro il 49% dello scorso anno, non spenderà più di 1.000 euro a persona, con la fascia più numerosa, il 43%, compresa tra i 500 e i 1.000 euro;

interventi mirati, allungamento della stagionalità e, soprattutto, migliorare la qualità dei servizi sono le strategie da seguire per sbaragliare la concorrenza straniera;

la fiscalità italiana penalizza non solo gli albergatori ma anche i tour operator, come mostrano i dati che presentano un saldo negativo per quanto riguarda il mare in Italia di circa l'8,9%, a vantaggio di mete come Mar Rosso, Grecia e Baleari,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire con urgenza, al fine di non penalizzare oltremodo uno dei settori trainanti dell'economia del Paese, rivedendo la fiscalità, aiutando nella promozione e nella ristrutturazione dell'intero sistema turismo.

(4-02502)

SAPORITO - Al Ministro della salute - Premesso che:

il signor Costanzo Daniele, tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, presta servizio presso l'Ospedale Fatebenefratelli di Roma da circa venticinque anni;

da notizie giunte allo scrivente, risulta che al signor Costanzo Daniele sarebbe stato vietato dal 5 luglio 2004, di svolgere parte delle attività inerenti la propria qualifica perché assegnate ad infermieri professionali;

le richieste di chiarimenti circa la possibilità di sostituire l'attività del tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare afferente all'area tecnico assistenziale (decreto ministeriale 27 luglio 1998, n. 316 "Regolamento recante norme per la individuazione della figura e relativo profilo professionale del tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare") con quella dell'infermiere professionale (decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 739 "Regolamento concernente l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell'infermiere"), sarebbero risultate vane e senza esito le missive, firmate anche da altri colleghi, che a tale scopo sarebbero state inviate (26 ottobre 2004, 28 dicembre 2004 e 17 gennaio 2005) alla Regione Lazio - Formazione del personale Servizio sanitario regionale - e al Ministero della salute - Direzione generale professioni sanitarie, sull'interpretazione e attuazione della legge 10 agosto 2000, n. 251 recante "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica."

il signor Costanzo Daniele ha inoltrato richiesta al Difensore civico regionale al fine di sollecitare un intervento presso il Ministero della salute e, come richiesto in data 13 febbraio 2007, elenca analiticamente i compiti e le funzioni a lui preclusi perché assegnati ad altre figure professionali; l'interessato ha precisato altresì che i compiti previsti dal decreto ministeriale 316 del 27 luglio 1998 gli sarebbero assegnati saltuariamente anche a seguito di vari ricorsi intentati dal suddetto al Tribunale Civile - sezione lavoro;

tali quesiti si pongono sulla base di quanto disposto dalla legge che disciplina le professioni sanitarie e dei conseguenti decreti emanati dal Ministero della salute in accordo con il Ministero dell'università e della ricerca scientifica (decreti ministeriali n. 739 del 14 settembre 1994 e n. 316 del 27luglio 1998) che definiscono, rispettivamente, le professioni di infermiere professionale e tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare e relativi campi di attività;

in data 14 febbraio 2007, è stata inviata comunicazione, con due protocolli, al Prefetto di Roma ravvisando l'abuso di professione da parte di personale non abilitato, e da un funzionario interpellato si sarebbe appreso che l'Ufficio del Prefetto non sarebbe competente della materia,

l'interrogante chiede di sapere:

se, alla luce della normativa vigente, sia di competenza della figura dell'infermiere professionale svolgere le mansioni di tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare;

se non si ritenga che le specifiche e diverse competenze, avendo l'unica finalità di garantire il diritto alla salute ai cittadini, necessitino di una attenta sorveglianza e un costante controllo.

(4-02503)

VALDITARA - Al Ministro dell'università e della ricerca - Premesso che:

alcuni dipendenti dell'Università di Pisa, con la qualifica di collaboratore tecnico, inquadrati nel VII livello, a far data dal mese di luglio 1998, hanno intimato all'amministrazione universitaria il riconoscimento del trattamento economico proprio del personale sanitario del IX livello delle USL, così come praticato nei confronti di altri colleghi;

adìto il TAR della Toscana, sulla questione, il Collegio, ritenendo che il principio della spettanza dell'indennità ex articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 761/1979, è stato più volte affermato in giurisprudenza, ha accolto la domanda dei ricorrenti, ordinando all'Università di Pisa di corrispondere agli stessi il trattamento economico del personale USL di IX livello, sul quale vanno calcolati gli interessi legali e la rivalutazione monetaria;

la suddetta decisione è stata confermata dal Consiglio di Stato;

le pronunce del giudice amministrativo non sono state eseguite ovvero eseguite parzialmente, per cui è stato proposto ricorso per l'ottemperanza, il quale, a sua volta, è stato accolto, ordinandosi all'amministrazione resistente il pagamento delle somme relative all'indennità di risultato così come domandato con il ricorso;

inoltre, con il costituirsi della nuova Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, i 23 collaboratori tecnici universitari rimasti in servizio presso la Facoltà di Medicina ed operanti nei DAI, hanno subito una decurtazione della busta paga dal novembre 2006, rispetto al superiore importo che il datore di lavoro aveva invece riconosciuto in esecuzione del giudicato amministrativo del 2005, venendo equiparati al personale del SSN secondo la nuova tabella equiparativa, non applicando però il CCNL 2002-2005 art. 28 comma 6;

adito il Tribunale di Pisa, Sezione lavoro - anche in questo caso i ricorrenti sono risultati "vincitori", sia nella fase cautelare - ex articolo 700 codice di procedura civile -, sia nel merito, cosicché in data 24 luglio 2007 i dipendenti vedevano restituite le somme indebitamente sottratte dal novembre 2006;

nonostante anche quest'ultimo giudicato, l'amministrazione universitaria, in accordo con l'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, ha comunicato che ricorrerà in appello, "continuando così nella persecuzione dei propri dipendenti",

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda adottare ogni utile provvedimento di competenza per sanare la situazione di cui in premessa, nel rispetto dei diritti dei dipendenti collaboratori tecnici.

(4-02504)

SODANO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per i beni e le attività culturali - Vista l'interrogazione a risposta scritta 4-09553, presentata dall'interrogante nella XIV legislatura il 19 ottobre 2005 e pubblicata nel resoconto della 885a seduta pubblica del Senato, relativa al pessimo stato di conservazione della chiesa della SS. Pietà e San Lazzaro di Marigliano (Napoli);

premesso che:

l'edificio religioso rappresenta uno dei monumenti storici più significativi della città e costituisce uno straordinario scrigno di opere pittoriche e scultoree del Cinquecento e del Settecento napoletano;

con ordinanza n. 139 del 19 ottobre 2000, il complesso è stato dichiarato inagibile per un aggravamento del quadro statico complessivo, determinato dai dissesti provocati dagli eventi sismici del 1980/81 e dagli eventi alluvionali e meteorologici registrati nel 1999/2000 e successivamente nel 2004 e nel 2006;

le preoccupanti condizioni di degrado architettonico spinsero nel 2006 il Ministero per i beni e le attività culturali a finanziare un intervento di somma urgenza pari a 25.000 euro per la revisione della cupola, del manto di copertura e del sistema di smaltimento delle acque piovane per impedire, nel caso prevedibile di un mutamento del clima, che infiltrazioni di acqua potessero compromettere ulteriormente il prezioso partito di stucchi, i dipinti e i manufatti lignei già ampiamente provati, innescando danni irreparabili (programma triennale 2006-2008, cod. inter.B07-Nap 14);

in fase di elaborazione del piano degli interventi per la programmazione ordinaria 2007, il Ministero per i beni e le attività culturali annunciò, con carattere di priorità, lo stanziamento di ulteriori 250.000 euro per opere provvisionali di consolidamento e di restauro architettonico dell'edificio monumentale e 50.000 euro per la messa in sicurezza e per interventi conservativi sul patrimonio storico-artistico di pertinenza, prelevati dal fondo di riserva del Capitolo 3760 - Beni non statali;

il Dipartimento della protezione civile, si era dichiarato altresì disponibile ad attivare per il completamento degli interventi specialistici di restauro ulteriori risorse attualmente inutilizzate previste dal comma 1014 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007);

l'intervento di somma urgenza, già finanziato, per la revisione della cupola, del manto di copertura e del sistema di smaltimento delle acque piovane non è stato mai appaltato e la corrispettiva somma è stata inspiegabilmente distratta su altre voci;

il piano annuale dei lavori pubblici per il 2007 predisposto dalla Direzione generale per gli affari generali, il bilancio, le risorse umane e la formazione del Ministero per i beni e le attività culturali, nell'individuare gli interventi da finanziare e l'ammontare degli stessi, ha completamente cancellato la provincia di Napoli, penalizzando un territorio dove è concentrata una parte consistente del patrimonio culturale della nazione;

dall'elenco annuale e dal piano triennale dei lavori 2007-2009, è stato decurtato anche il già deliberato progetto di restauro della chiesa della SS. Pietà e San Lazzaro di Marigliano ulteriormente sollecitato dalla Sovrintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio e per il patrimonio storico artistico e etnoantropologico di Napoli e provincia con nota n. 9436 del 28 marzo 2007 indirizzata al Direttore generale del Ministero, prof. Alfredo Giacomazzi,

si chiede di sapere:

quali siano i criteri di ripartizione delle risorse statali destinate agli interventi di restauro per l'annualità 2007 e le motivazioni che hanno portato all'esclusione di progetti ritenuti inderogabili come il ripristino della chiesa della SS. Pietà e San Lazzaro di Marigliano;

quali siano le cause che hanno determinato lo spostamento delle risorse della somma urgenza, già finanziata, su altre voci;

quali provvedimenti urgenti si intendano assumere per garantire il pieno recupero dell'edificio monumentale e del suo patrimonio culturale di riconosciuto interesse storico-artistico;

quali strumenti e risorse straordinarie si intendano attivare per consentire alla competente Sovrintendenza di realizzare le opere provvisionali, di risanamento delle murature e di restauro, indispensabili per evitare pericoli incombenti alla copertura della navata e alla cupola;

quali iniziative si intendano realmente intraprendere per porre rimedio alle scelte operate dalla Commissione ministeriale, e garantire adeguati finanziamenti ai progetti di conservazione e di valorizzazione dei beni culturali della provincia di Napoli.

(4-02505)

GRAMAZIO, ALLEGRINI, TOTARO, BATTAGLIA Antonio, PARAVIA, MANTOVANO, RAMPONI, SAIA, DE ANGELIS, TOFANI, MUGNAI, BUTTI, VIESPOLI, STRANO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

"l'Italia brucia": questo è il titolo della prima pagina di numerosi quotidiani italiani di mercoledì 25 luglio 2007;

il quotidiano "Il Tempo", con un articolo a firma del giornalista Marino Collacciani, ed il quotidiano "Libero", con un articolo a firma di Oscar Giannino, danno ampio risalto, come tutti gli altri giornali italiani, agli incendi che hanno colpito l'intera Penisola;

"Il Tempo" titola l'intera pagina "Bombe incendiarie pronte ad esplodere", ricordando, fra l'altro, la lotta sostenuta dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato contro gli attentatori che appiccano incendi;

l'articolo del quotidiano "Libero" reca il titolo "I criminali del fuoco", e riferisce come solo il 2% degli incendi sia dovuto a cause naturali;

negli articoli viene anche riferito che nella zona in cui sono stati rinvenuti i resti del Canadair precipitato in località Roccapretura (L'Aquila) sono stati ritrovati dal Corpo forestale dello Stato ordigni pronti all'innesco, fatto che confermerebbe le ipotesi degli investigatori sulle origini dolose degli incendi di questi giorni,

gli interroganti chiedono di conoscere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per coordinare tutte le forze chiamate ad intervenire in caso di incendio, dalla Protezione civile alle Regioni, al Corpo forestale dello Stato, ai Vigili del fuoco ed alle altre Forze di polizia che hanno il compito di prevenire simili atti dolosi che, specialmente nel periodo estivo, creano pericoli per i cittadini e per i turisti, arrecando gravi danni al settore del turismo.

(4-02506)

VALPIANA, RUSSO SPENA, DI LELLO FINUOLI, BOCCIA Maria Luisa - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

come appreso dal quotidiano "Il Gattezzino" del 16 luglio 2007, di recente un detenuto ristretto nella Casa circondariale di Belluno avrebbe scritto al Direttore generale della locale Usl, e per conoscenza al Sindaco della città, denunciando di essere costretto a vivere in condizioni igieniche e sanitarie inaccettabili;

pochi giorni prima un altro detenuto ristretto nel medesimo istituto aveva scritto alla rubrica "Radio Carcere", curata dal giornalista Riccardo Arena, raccontando di essere chiuso dal 10 febbraio 2007 in una cella di isolamento di minime dimensioni (27 per 14 penne bic, secondo l'unica unità di misura a disposizione dello scrivente), priva di arredamento, con bagno alla turca e dotata di una sola finestra piccola e schermata, del tutto insufficiente per l'ingresso di aria e luce naturale;

nella stessa lettera lo scrivente parlava di un ragazzo che si sarebbe impiccato nella cella limitrofa la settimana precedente a quella dell'invio della missiva;

secondo l'Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell'associazione Antigone, le celle della sezione di isolamento del carcere di Belluno sarebbero correttamente descritte dalla lettera pervenuta a Radio Carcere, e il cortile destinato all'ora d'aria dei detenuti in isolamento sarebbe di dimensioni piccolissime e interamente in cemento;

durante l'ultima visita dell'Osservatorio di Antigone all'istituto, la direzione avrebbe sostenuto che nessun detenuto era alloggiato nella sezione di isolamento, mentre i visitatori ne avrebbero incontrato uno poco dopo che camminava nel minuscolo cortile per l'ora d'aria;

secondo l'ultimo Rapporto dell'associazione Antigone, pubblicato nell'ottobre 2006, l'edificio sarebbe in pessime condizioni strutturali, se si eccettua la parte recentemente ristrutturata. Le docce sarebbero in pessimo stato, mancherebbe un'area verde destinata ai colloqui con i familiari, i colloqui con i bambini si terrebbero nelle salette degli avvocati, l'unico specialista sanitario che opererebbe nell'istituto sarebbe il dentista;

la capienza regolamentare dell'istituto è di 84 posti, di cui 6 per le donne. Al 31 maggio 2007 vi erano ristretti 85 detenuti, di cui 5 donne. Prima del provvedimento di indulto del luglio 2006, l'istituto ospitava 125 detenuti, di cui 9 donne,

si chiede di sapere:

se quanto riferito dai due detenuti ristretti nel carcere di Belluno corrisponde a verità;

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per assicurare condizioni dignitose di vita nell'istituto di Belluno;

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per rendere le condizioni strutturali e igieniche del suddetto carcere, conformi alle prescrizioni normative e regolamentari;

come si intenda far fronte alle gravi insufficienze sanitarie che si riscontrano nell'istituto;

quanti siano gli operatori dell'area pedagogica e dei centri di servizio sociale impegnati nel carcere di Belluno;

come si intenda risolvere il problema dei colloqui con i familiari, nel rispetto di quanto disposto dal Regolamento di esecuzione del 2000.

(4-02507)

FAZZONE, CICOLANI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

in data 2 luglio 2007 il Direttore di uno dei maggiori giornali locali molisani, "Nuovo Molise Oggi", del gruppo editoriale "Ciociaria Oggi" di proprietà di Giuseppe Ciarrapico, Gianni Tomeo, si è dimesso in aperta polemica con l'editore che gli avrebbe "imposto" di attaccare il governo regionale molisano di centrodestra e il suo presidente Michele Iorio (FI);

dalla lettera di dimissioni indirizzata al Ciarrapico, il direttore Tomeo ha dichiarato pubblicamente: "la critica è diventata personale e violenta e la linea editoriale imposta ha assunto via via una radicalità sempre più esasperata che io non condivido";

dalle dichiarazioni riprese dalla stampa, si è appreso che il motivo per il quale il dottor Tomeo è stato indotto ad un così clamoroso gesto, sarebbe da imputarsi alla oltraggiosa campagna diffamatoria che l'editore Ciarrapico avrebbe commissionato al giornale, negli ultimi tempi caratterizzatasi per i toni marcatamente diffamatori e lesivi dell'altrui diritti, all'indirizzo del Presidente della Regione Iorio, non condivisa e non ulteriormente condivisibile;

a tale riguardo il dottor Tomeo, in occasione di una intervista rilasciata ad una emittente televisiva locale, ha altresì precisato che la campagna diffamatoria imposta dall'editore Ciarrapico "per non meglio precisati motivi personali era finalizzata a trascinare in uno scandalo il governo regionale molisano, in modo da abbatterlo attraverso un crescente interesse e dunque attraverso un intervento della magistratura";

l'episodio gravissimo, tanto da divenirne un caso di rilevanza nazionale e tale da interessare anche il "Corriere della Sera", evidenzia l'ennesimo scontro tra editore e direttore dietro il quale si annida il rischio concreto di un attacco alla libertà di stampa e per essa alla democrazia, non limitato e circoscritto al contesto molisano nella sua specificità, ma proprio anche di altre realtà, come in particolare quella laziale;

le circostanze delineatesi a seguito delle dimissioni del direttore Tomeo e che ne hanno determinato le formali dimissioni, rappresentano infatti il contesto in cui opera il Ciarrapico, divenendone strumento per il perseguimento di interessi ulteriori e diversi da quelli propri dei suoi quotidiani, estranei all'editoria e più propriamente economici e privati;

l'editore Ciarrapico, infatti, ancorché - a quanto consta - operi per il tramite di prestanomi, palesa questo suo ruolo diretto in prima persona pubblicamente in occasione della inchiesta televisiva "Report" ove si dichiara apertamente tale nelle sue tante testate, fra le quali i quotidiani "Latina Oggi" e "Ciociaria Oggi", facenti capo al medesimo gruppo Nuova editoriale Oggi S.r.l., la cui linea, parimenti al caso denunziato dal direttore Tomeo, troppo spesso è caratterizzata da livori personali, attacchi biechi all'indirizzo di quel politico o quel personaggio, che hanno di recente dato vita ad una campagna di informazione (meglio: di disinformazione) preordinata a colpire la classe politica della Provincia di Latina (Forza Italia in particolare e gli altri partiti della CdL) e del frusinate, fino ad estendersi a quella romana ed anche uno degli interroganti, tesa in particolar modo a delegittimarne il ruolo e le funzioni, per il raggiungimento di inconfessabili finalità a carattere economico e finanziario tanto evidenti, anche in rapporto ai gravi precedenti penali a carico del suo editore Giuseppe Ciarrapico, personaggio ben noto, tanto per le attività imprenditoriali dai futuri incerti, quanto per le innumerevoli cronache giudiziarie che lo hanno interessato, alcune delle quali di particolare allarme sociale, acclarate dal giudicante penale in via definitiva;

questo modo, a giudizio degli interroganti, del tutto personale di intendere la libertà di espressione e la professione giornalistica ha determinato diversi scontri con i direttori responsabili ed i giornalisti delle sue redazioni - ultimo della lista e non certamente isolato - il caso molisano sopra citato, che in questi anni hanno fatto registrare un costante esodo dai suoi giornali di numerosi stimati professionisti (Grassucci, Del Giaccio eccetera) che, al pari del direttore Tomeo, non condividendone la spregiudicatezza, hanno cercato altrove quel rispetto, quella professionalità, quella dignità e quella libertà propria del giornalista troppo spesso vilipesa dalle linee dettate da questo editore;

la libertà di espressione e per essa di stampa, di costituzionale memoria, cresce, invece, con la trasparenza e il controllo pubblico delle scelte evidentemente carenti in questi contesti, ove l'animosità mediatica di tale imprenditore viene alimentata, in entrambi i casi Nuovo Molise, Nuova Editoriale Oggi e Ciociaria Oggi Società Editoriale SRL, dal contributo statale per l'editoria rispettivamente pari ad 2.582.284,50 euro per la testata Editoriale Oggi, ed altrettanti 2.582.284,49 euro per la testata Nuovo Oggi (Molise) - come ampiamente riportato finanche dalla trasmissione televisiva "Report", al pari dell'interrogazione parlamentare 4-01369 sull'argomento in merito alla quale si attende ancora compiuto riscontro - a consolidare questo modus operandi sul territorio i cui costi sono interamente a carico come sempre dei cittadini, gli stessi a cui è rivolta quell'informazione "personale" profusa dalle testate sopra ricordate;

non sono bastate le innumerevoli querele, i continui esposti, le numerose interrogazioni ad attivare quelle misure atte a preservare i soggetti istituzionali e pubblici dalla spregiudicatezza del quotidiano, né quella parte sana di un sistema sempre più vittima di colui che aspira ad esercitare un controllo deviante sugli organi giudiziari, attraverso la manipolazione ad arte di notizie, vere, false o presunte, purché strumento e mezzo per alterare, modificare, organizzare forme illecite di controllo per scopi economici, privati e personali;

per questa "informazione" le garanzie e principi costituzionali, diritti e doveri, con particolare riguardo al segreto istruttorio ed il divieto di pubblicazione sanciti dall'art. 326 codice di procedura penale, rappresentano solo dei meri bizantinismi di un vago senso di giustizia: le numerose delazioni di compiacenti funzionari ed amicizie nei palazzi di giustizia gli consentono di usufruire di indiscrezioni, anticipazioni sui provvedimenti giudiziari, poi sapientemente manipolate, dolosamente alterate e distorte, accompagnate da toni marcatamente diffamatori e calunniosi, ritornelli ossessivi di false verità, pubblicità ingannevoli ripetute con costanza ipnotica, per contribuire a consolidare il ruolo di un personaggio inquietante, la cui inclinazione garantisce al quotidiano il primato nelle vendite locali rafforzandone inesorabilmente il potere di cui è titolare;

le regole che guidano l'iter processuale penale sono tutte ispirate ad un insieme unitario di principi: ricerca della verità con garanzia della difesa, parità della difesa e dell'accusa e, quindi, il contraddittorio, il segreto istruttorio ed il divieto di pubblicazione;

in particolare, gli atti d'indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano "conoscibili dall'indagato", per cui il contenuto di questi atti e documenti, coperto dal segreto istruttorio, non può in alcun modo essere diffuso dai mezzi di informazione;

il rispetto di tali regole e la garanzie offerte dal processo penale rappresentano lo specchio del grado di maturazione democratica di un popolo, che non ammette sistemi empirici e scorciatoie utilitaristiche: tutto vi è predeterminato e tutto deve necessariamente svolgersi nel rispetto più assoluto delle regole dettate dalla legge;

ciononostante non mancano casi in cui l'osservanza di questi principi viene disattesa ed il quadro che negli ultimi tempi emerge dalle prime pagine di un locale quotidiano -"Latina Oggi" edito nella Provincia di Latina - è desolante ed al contempo tristemente eloquente: gogne medianiche, attacchi personali, processi sommari celebrati pubblicamente in pregio a regole e garanzie, giudizi inappellabili orditi sulla base di notizie giudiziarie arbitrariamente diffuse e pubblicate da chi, consapevole di nuocere, ne usa in modo ultroneo, contra legem per finalità economiche e sempre più di sovente per opportunismo politico, tanto da mettere in luce l'esistenza di intrecci perversi tra palazzi di giustizia e politica;

tale condotta contra legem diviene altresì tanto più grave e virulenta dal momento che occasiona attacchi, di natura politica e personale all'indirizzo delle maggiori cariche istituzionali e partitiche comunali, provinciali o regionali, dai toni gravemente diffamanti e calunniosi in aperta violazione dei principi fondamentali del diritto-dovere di informazione (verità, pertinenza e continenza), in violazione dell'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (diritto di rettifica e replica) nonché degli articoli 595, 596, 596-bis, 597, 599 del codice penale (diffamazione a mezzo stampa);

in considerazione della particolare rilevanza dell'informazione e del diritto di stampa e della funzione delicata che è chiamata a svolgere in un Paese democratico nonché della necessarietà di contemperare l'esercizio di tale diritto al principio di costituzionale memoria della presunzione di innocenza e di tutte le norme garantiste che presidiano il processo penale,

si chiede di sapere:

quali iniziative intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per riportare la libertà di stampa e la completezza dell'informazione entro i confini in cui può essere esercitata nel giusto contemperamento della libertà di espressione, l'autonomia e la dignità professionale dei giornalisti ed il diritto ad un giusto processo ispirato e condizionato solo dalle norme chiamate a presidiarlo, senza eccezione alcuna, troppo spesso disattese e gravemente violate dall'opera di chi come il Gruppo editoriale facente capo al Ciarrapico, imprime - a giudizio degli interroganti - un inusitato condizionamento di entrambi i diritti: da un lato condizionando la liberta di stampa e dall'altro alterando l'iter processuale penale del quale pubblica indiscriminatamente notizie e provvedimenti;

quali provvedimenti intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per meglio garantire l'effettività del segreto istruttorio, per assicurare la buona amministrazione della giustizia, per garantire il diritto alla tutela della presunzione d'innocenza delle persone oggetto d'indagine, sempre più spesso vituperate dalle insane "passioni" di certa stampa, affinché la correzione degli eccessi sia diretta e praticata in guisa che si abbia sempre una tutela ragionata del bene, non mai per restrizione arbitraria.

(4-02508)