RAMPONI (AN). Signor Presidente, l'articolo 17 prende in considerazione le possibilità di attività coperte e al comma 5 recita: «Le condotte di cui al comma 1 non possono essere effettuate nelle sedi di partiti politici rappresentati in Parlamento o in un'assemblea o consiglio regionale, nelle sedi di organizzazioni sindacali ovvero nei confronti di giornalisti professionisti iscritti all'albo».
Ebbene, non capisco il motivo per cui queste due ultime categorie - le organizzazioni sindacali e i giornalisti - debbano essere escluse rispetto alla possibilità che si agisca nei loro confronti. D'altra parte, voglio ricordare che, ad esempio, proprio nelle sedi di alcuni sindacati si sono scoperte alcune di quelle chiamate "schegge impazzite", micro-organizzazioni eversive e terroristiche, che naturalmente sono state subito espulse dall'organizzazione sindacale, ma che di essa facevano parte. Allo stesso modo, non capisco perché alcuni giornalisti non possano essere oggetto anche loro di un'azione da parte dei Servizi che - voglio ricordarlo - agiscono per la tutela e l'interesse dello Stato.
Mentre per la parte politica, che è elettiva, posso ancora capirlo, per queste altre due categorie non riscontro una specialità nel loro essere che consenta addirittura di essere al di fuori di iniziative mosse per la tutela delle istituzioni e la difesa della società. Quindi ho presentato l'emendamento 17.3, volto ad escludere queste due categorie dall'impossibilità di poter agire nei loro confronti da parte dei Servizi.