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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 202 del 25/07/2007


DIVINA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DIVINA (LNP). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole anche da parte del Gruppo Lega Nord Padania.

Abbiamo seguito la vicenda della riforma, la cui esigenza parte addirittura dal lontano 1977, allorquando l'emerito presidente Cossiga era ministro dell'interno.

Giudichiamo positivo che non si sia completamente stravolto il sistema operativo, la base organica portante: prima essa era divisa tra esteri e controspionaggio, che facevano riferimento alla Difesa, l'ex SISMI, e l'altro Servizio che faceva perno sull'Interno, il SISDE; adesso nella sostanza le due Agenzie ricalcano l'incardinamento precedente.

Non vi è dubbio che tutto quello che è successo anche in tempi abbastanza recenti - deviazioni, ingerenze, scandali che hanno toccato i Servizi, rivelazioni abbastanza scottanti - ha dettato la necessità anche di una accelerazione della riforma, che è condivisibile per due motivi.

Innanzitutto vi è un maggior controllo governativo sui Servizi, ma - c'è anche un contraltare - anche maggiori poteri ispettivi da parte del Parlamento sulle attività sia governative che dei Servizi. Non era male per noi nemmeno quel tentativo che si esperì sotto il Governo Berlusconi; peccato che ci fu un'impasse perché anche in quel caso due Ministri, della difesa e dell'interno, non riuscirono a trovare la quadra.

Questo provvedimento ha già dimostrato di essere ragionevole. Lo dimostra il fatto che quasi 500 deputati lo abbiano approvato. Sembra che gli unici a non approvarlo alla Camera siano stati i deputati della Rosa nel Pugno. Ad avviso di questo Gruppo la legge avrebbe pregiudicato in futuro la libertà di stampa. Non vi è dubbio che quando si pongono questioni di segreto di Stato è inevitabile che esse confliggano con i princìpi di libertà e di divulgazione di certi atti.

Condividiamo l'impostazione delle due agenzie che rispondono direttamente al Presidente del Consiglio, il quale potrebbe, se lo richiede, trovare anche una forma di autorità delegata, un Ministro, al quale delegare le competenze che, ricordo, sono sostanzialmente due. Due sono le funzioni che incardina il Premier nei confronti dei Servizi: la prima è rappresentata dalla possibilità di opporre e di apporre il segreto di Stato; documenti ed atti dovrebbero poter subire questa procedura speciale secondo la quale per 15 anni non dovrebbero essere resi pubblici, salvo la necessità di prorogare per altri 15 anni questa copertura.

La seconda funzione è rappresentata dalla possibilità, sempre in capo al Premier, di fornire una causa di giustificazione. Non vi è dubbio che vi sono alcune operazioni speciali che è necessario che non finiscano sui giornali perché, con tutta la buona volontà, ciò che è accaduto, il fatto che un magistrato abbia messo in fila una serie di agenti segreti che operano in ambienti estremamente a rischio, è stato un po'come mettere tutto in pasto al sistema del controspionaggio, a questo punto, dei Paesi canaglia che si stanno tentando di monitorare; metterli addirittura su una sorta di libro bianco e fornirlo ai nostri avversari sarebbe poco rispettoso per l'impegno che si richiede a questo tipo di agenti.

Cosa avremmo voluto noi e che invece non è stato inserito nel disegno di legge? Avremmo voluto fosse previsto l'obbligo di informazione a carico del Governo nei confronti dei Presidenti delle Regioni nel momento in cui si dovessero verificare dei fatti e le stesse Regioni fossero minacciate nel contingente. Spiace, perché sarebbe stata l'occasione per un buon coinvolgimento dei territori nell'attività complessiva dei Servizi di sicurezza di questo Paese.

Per tutto il resto la Lega esprime parere favorevole.