Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (763 KB)

Versione HTML base



Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 202 del 25/07/2007


RAMPONI (AN). In occasione della discussione su questo disegno di legge ho sentito in quest'Aula espressioni estremamente favorevoli nei confronti del personale che, a rischio della propria vita, assicura la funzionalità dei Servizi con l'attuale normativa. In occasione del dibattito relativo al trattamento salariale dello stesso, ho anche sentito dichiarare che è necessario avere grande considerazione del personale; qualcuno l'ha chiamato «la componente humint», qualcuno «l'intelligenza della struttura» e non v'è dubbio che, in realtà, la componente umana è sempre la più delicata in tutte le organizzazioni. Anche da parte di quest'Aula, quindi, vi è una grande considerazione dell'importanza, prima di tutto, delle persone che danno vita ad una istituzione.

Seconda considerazione: siamo in una Repubblica che istituzionalmente si dichiara Repubblica parlamentare. Ho udito accenti favorevoli nei confronti delle norme di legge che prevedono un'intensificazione, una maggiore incisività delle capacità di controllo del Parlamento sulla istituzione "Servizi" e del Comitato di controllo parlamentare.

Detto questo, allora, se è vero che la persona ha un'importanza fondamentale, se è vero che è estremamente opportuno che il Parlamento possa recitare questa sua funzione come si deve, il mio emendamento 32.1 semplicemente allerta sulla possibilità di considerare che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica esprima il proprio parere sulle nomine dei direttori e dei vice direttorio del DIS e dei direttori e dei vice direttori dei Servizi di sicurezza.

In questo Paese capitano cose veramente strane. Come ho già ricordato, siamo una Repubblica parlamentare dove il Parlamento recita la sua funzione fondamentale, ma, per esempio, nessuno dei componenti il Parlamento può esprimersi sulla nomina e certi incarichi veramente delicati e fondamentali, come quella di qualche ambasciatore in Paesi di alta importanza e, comunque, di un rappresentante dello Stato italiano, oppure quella del Capo di stato maggiore della Difesa, o dei diversi Capi di stato maggiore, mentre poi il Parlamento si esprime sulla nomina del direttore dell'Istituto Vittorio Emanuele III, oppure della Lega navale.

Suggerisco, allora di cominciare sin d'ora. Se davvero vogliamo attribuire al Parlamento una funzione da protagonista, di controllo e anche - direi - di dovuta assunzione di responsabilità, riconosciamogli la facoltà di esprimere un suo parere sulle scelte del Governo per incarichi davvero importanti e cominciamo da questa volta.

Mi auguro - è l'ultima chance a mia disposizione - che almeno su questa mia proposta di modifica i relatori siano d'accordo, perché non stravolge nulla, ma riconosce una effettiva capacità incisiva al COPACO che in questo modo potrà dire la sua su coloro che sono chiamati a guidare gli organismi d'informazione di cui stiamo parlando.

 

PRESIDENTE. Il restante emendamento si intende illustrato.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.