il 13 luglio 2007 l'Assessore al lavoro del Comune di Firenze ha inviato ad associazioni di categoria, sindacati, comunità di cittadini extracomunitari e corrispettivi consolati presenti a Firenze una comunicazione ufficiale nella quale si fa riferimento ad un "inserimento in attività di lavoro regolare di 30 persone" ai fini di "ridurre il numero di venditori di merce contraffatta" e "far fronte all'emergenza provocata dal traffico abusivo di merce contraffatta";
oltre ai 30 extracomunitari venditori abusivi di merce contraffatta in predicato di essere assunti, a vario titolo, dall'amministrazione comunale, debbono essere considerati "ulteriori 5 inserimenti lavorativi per ogni associazione" come da richiesta del Comune di Firenze, per un totale complessivo di 80 assunzioni suddivise tra ente comunale ed aziende private dell'area fiorentina;
nella comunicazione in oggetto si fa riferimento ad una problematicità legata alla "complessità della materia di avviamento al lavoro in combinato disposto con le norme di soggiorno dei cittadini migranti" per risolvere la quale si rimanda ad un non meglio precisato "raccordo con l'Università e la Provincia di Firenze", senza specificare le criticità derivanti dall'eventuale assunzione di immigrati sprovvisti di regolare permesso di soggiorno;
considerato che:
l'accesso agevolato all'assunzione di venditori abusivi di merce contraffatta favorito dal Comune di Firenze configura un grave precedente in termini di equità di accesso al mercato del lavoro a scapito dei disoccupati italiani ed in contrasto con il principio espresso nell'art. 3 della Costituzione per il quale "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali", ponendo, per di più, in posizione di vantaggio cittadini stranieri rispetto a cittadini italiani;
l'effetto di tale provvedimento risulta essere nullo rispetto ai fini che si propone di fronte alla sostituzione dei venditori extracomunitari neo-assunti con altra manovalanza al soldo delle organizzazioni malavitose che gestiscono il traffico e la vendita illegale della merce contraffatta;
l'effettiva conseguenza di un provvedimento del genere rischia di incentivare l'esercizio di pratiche illegali da parte degli immigrati in Italia fornendo loro una concreta aspettativa di una 'sanatoria' occupazionale in luogo di una repressione dei fenomeni criminosi da parte delle autorità;
ricordato che il 19 luglio 2007 è stato siglato a Firenze tra il Ministro dell'interno, il Sindaco di Firenze, il Presidente della Provincia, i Sindaci dell'area, il Prefetto, i rappresentanti delle Forze dell'ordine ed il Vice Presidente della Regione Toscana, il "Patto per la sicurezza dell'area metropolitana fiorentina" volto al contrasto della dilagante microcriminalità causa, assieme all'esercizio generalizzato dell'abusivismo commerciale, del degrado in cui versa il centro storico fiorentino,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo fossero a conoscenza della specifica politica di contrasto al fenomeno per ridurre il numero di venditori di merce contraffatta messa in atto dal Comune di Firenze;
se tale strategia rientri nei punti del patto per la sicurezza dell'area metropolitana fiorentina o se, in caso contrario, tale provvedimento non confligga con l'accordo sottoscritto dal Ministro dell'interno;
se non ritengano, nel rispetto delle prerogative e dell'indipendenza del Comune di Firenze, di acquisire informazioni presso la Giunta comunale per verificare se la comunicazione in oggetto non violi i diritti costituzionali garantiti all'art. 3 della Costituzione, nonché sia in contrasto con le norme che regolano l'accesso al lavoro per i cittadini extracomunitari in Italia.
(4-02489)