RUSSO SPENA (RC-SE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO SPENA (RC-SE). Signor Presidente, pensiamo anche noi che sia opportuno che il Governo italiano, nella persona del Ministro degli affari esteri o della Vice ministro, abbia un confronto con il Parlamento in questo momento che è certamente drammatico e che ci riempie di preoccupazione. Noi abbiamo grandi responsabilità in quella parte del mondo, nel conflitto mediorientale, in Libano e credo che tale preoccupazione debba farci affrontare con grande responsabilità il tema.
Io penso che le condizioni politiche per l'iniziativa, a guida italiana, delle Nazioni Unite, dell'Europa, dell'Italia permangano, anche se certo in una situazione che è resa più aspra, più difficile non solo dagli eventi odierni, ma dalla situazione degli ultimi giorni. In questo senso, tra l'altro, vorrei aggiungere che anche il Parlamento e i dirigenti politici del centro-sinistra e del centro-destra - che peraltro tutti insieme hanno voluto questa missione e non possono trarre qui oggi delle conclusioni, come mi è parso di intravedere, sulla stessa necessità, possibilità ed efficacia della missione - dovrebbero approcciarsi ad essa con determinazione, ma anche con grande spirito critico e con grande calma.
Innanzi tutto, al di fuori del giudizio della comunità internazionale, del tribunale penale internazionale, noi oggi siamo nel Parlamento di uno Stato e di un Governo coinvolto nella missione in Libano che deve saper mostrare grande sobrietà, grande capacità di approcciarsi criticamente ad un tema senza drammatizzare e che dovrebbe aspettare di comprendere chi sono gli assassini autori dell'infame gesto che è stato compiuto.
Mi pare, senatore Buttiglione, che non si possa partire dal presupposto che gli assassini siano gli Hezbollah, e dunque che gli Hezbollah siano terroristi, e questa è la soluzione del problema. (Commenti del senatore Storace). Tra l'altro, se volessimo parlare seriamente, perché tutti conosciamo i problemi di quella parte del mondo, potremmo dire, per esempio, che i cristiani maroniti e gli Hezbollah, peraltro autori delle stesse azioni che lei ritiene terroristiche, comunque erano legati da un'alleanza politica in questo momento.
Io credo, quindi, che anche in questo caso dovremmo essere coscienti che esiste uno stato di diritto nazionale e uno stato di diritto internazionale. Inoltre, credo che anche rispetto ai nostri due cooperanti, che ancora una volta con grande spirito di sacrificio, inverando cos'è il dono della cooperazione internazionale, si stavano sacrificando in quelle zone per le popolazioni martoriate della Palestina, il Parlamento italiano debba fare un appello affinché al più presto (io mi auguro che avvenga già nelle prossime ore) siano liberati.
Infine, anche se di questo argomento abbiamo già parlato, io credo che vadano dette parole definitive e anche molto serie: ciò che è avvenuto nella manifestazione di sabato a Roma è stato un errore politico molto grave. Sono stati compiuti gesti dissennati, nominate parole indicibili, siamo sdegnati per gli slogan contro i morti di Nasiriya e per il fatto che siano stati bruciati i fantocci dei militari italiani. (Applausi dai Gruppi RC-SE Ulivo, Aut, FI, AN e UDC).
Tutto questo lo diciamo con grande rispetto per i caduti e per le loro famiglie (Applausi della senatrice Villecco Calipari). Riteniamo che la responsabilità degli atti politici sbagliati e dissennati dei Governi, di noi dirigenti politici, di noi parlamentari, non debbano ricadere su persone, su militari che stavano adempiendo al loro dovere per la Patria, per la Nazione tutta. E io credo che quegli atti dissennati siano stati, paradossalmente, la peggiore iniziativa, la più grave e peggiore iniziativa che è stata presa nei confronti di quello stesso popolo palestinese che quegli atti dissennati e in qualche modo incivili volevano difendere. Io credo che sia stato il peggiore atto che poteva essere commesso contro il popolo Palestinese che lotta giustamente per la costruzione del proprio Stato e che deve convivere, in pace e democrazia, accanto allo Stato israeliano: due popoli, due Stati.
Io credo che ogni manifestazione che neghi la parola d'ordine «Due popoli, due stati» sia un gravissimo errore politico, che nessuno che si dica di sinistra o democratico deve commettere. (Applausi dai Gruppi RC-SE, Ulivo e del senatore Scalfaro).