STORACE (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STORACE (AN). Signor Presidente, intervengo per un richiamo al Regolamento. Vorrei che si facesse chiarezza sulle norme interne dell'Assemblea, perché non è che il senatore Castelli abbia detto una parolaccia. Vorrei fosse possibile ottenere un chiarimento, perché lei giustamente parla di un emendamento ritirato per trasformarlo in un ordine del giorno. Si tratta di due passaggi.
L'articolo 102, comma 6, del Regolamento del Senato dice che un emendamento ritirato può essere fatto proprio da qualunque altro senatore. Se il senatore Castelli, intervenendo a titolo personale, avesse chiesto di aggiungere la propria firma all'emendamento, sarebbe stato titolare del diritto a non trasformarlo in ordine del giorno. Lo posso fare io in questo momento.
PRESIDENTE. No, non lo può più fare, perché la decisione è stata già presa dai titolari dell'emendamento. Senatore Storace, perché dobbiamo fare discussioni di questo tipo?
STORACE (AN). Signor Presidente, se chiedo di aggiungere la mia firma a un emendamento, lei non me lo può impedire.
PRESIDENTE. Abbiamo già preso una decisione. Senatore Storace, lei sta riaprendo una discussione chiusa. Mi creda, non è cattiva volontà, non ce l'ho affatto né con lei, né con il senatore Castelli.
STORACE (AN). Signor Presidente, alla fine decide lei, ma ha la pazienza di ascoltare gli argomenti altrui?
PRESIDENTE. Va bene, su questo sono d'accordo.
STORACE (AN). È una questione di rispetto reciproco.
L'articolo 95 del Regolamento parla dell'emendamento che può essere trasformato in ordine del giorno. Ora, se l'Assemblea, chiamata sull'ordine del giorno, chiede di potersi esprimere sullo stesso, qual è il problema per la Presidenza di poter ammettere alla discussione e alla votazione l'emendamento che un senatore vuol fare proprio, perché ritiene che sia importante il voto dell'Assemblea? Per quale motivo dobbiamo accanirci nei confronti di una richiesta del genere? (Applausi dai Gruppi AN, LNP e dei senatori Malan e Buttiglione).