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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 078 del 21/11/2006


BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, intervengo sulla questione della quale si sta discutendo, anzitutto perché è bene che la Presidenza chiarisca un equivoco che mi pare sia insorto.

Questa mattina il presidente Marini ha dato comunicazione all'Assemblea delle decisioni della Conferenza dei Capigruppo, precisando che nella giornata odierna vi sarebbero stati gli interventi in discussione generale e domani mattina le repliche dei relatori e del Governo. Quindi, al più si può passare a votare domani e non questa sera.

In secondo luogo, Presidente, vorrei che fosse chiaro che nelle argomentazioni sollevate si registra qualche contraddizione, perché questa mattina, nella Conferenza dei Capigruppo, l'opposizione ha dimostrato un grande interesse per la discussione sul decreto fiscale, chiedendo di protrarre la seduta fino alle ore 21.

 

BERSELLI (AN). Ostruzionista!

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Adesso, invece, il dibattito non è più considerato interessante: gli iscritti a parlare in discussione generale rinunciano a farlo e il confronto cessa unilateralmente. Mi deve consentire di rilevare che tra le cose dette e le cose fatte qualche contraddizione c'è.

Inoltre, Presidente, per l'ennesima volta è stato introdotto surrettiziamente l'argomento del diritto del Governo di porre la questione di fiducia quando esso ritiene che ciò debba essere fatto. Si tratta di un diritto costituzionale.

Signor Presidente, criticare le decisioni del Governo è un diritto dell'opposizione; giustamente, essa esprime la sua opinione. Noi la rispettiamo, proprio perché, avendo noi per cinque anni fatto notare al Governo di centro-destra che usava lo strumento della fiducia a volte in maniera del tutto abusiva, oggi non potremmo certo criticare un'opposizione che rivolge a noi la stessa critica. (Applausi dal Gruppo AN). Quindi, Presidente, accogliamo queste critiche le quali, però, non limitano il diritto costituzionale del Governo a porre la fiducia in determinate circostanze.

L'opposizione sembrava volesse avere un comportamento costruttivo. Non so se il ritiro delle iscrizioni a parlare interrompe questa volontà, comunque, faremo una valutazione di questa decisione: se non dovessimo interpretare questa decisione come una volontà ostruzionistica, noi stessi della maggioranza potremmo chiedere al Governo di non porre la fiducia.

Adesso faremo una valutazione su questa novità e nulla esclude che, se dovessero permanere le volontà costruttive, si possa procedere regolarmente domani a votare gli emendamenti. Comprenderà però che, anche a proposito di questo argomento, vi è una novità che merita una riflessione. Noi intanto, anche se dialogheremo con i banchi vuoti, continueremo ad intervenire in discussione generale perché, comunque, intendiamo partecipare al dibattito che si è instaurato, continuando ad esprimere la nostra opinione.