CASTELLI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, premetto che in questo caso intervengo a titolo personale e non come Capogruppo, perché credo, su questo tema, di avere posizioni diverse dal mio Gruppo.
Ai sensi del Regolamento, faccio miei gli emendamenti 15.0.2, 15.0.3 e 15.0.4 e chiedo che vengano votati.
PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Castelli, gli emendamenti sono stati ritirati e trasformati in un ordine del giorno che è stato accolto dal Governo
CASTELLI (LNP). Ho capito, ma dal momento che il Regolamento mi consente di farli miei, li faccio miei.
PRESIDENTE. Mi dispiace, ma questo non può avvenire, a norma del Regolamento.
CASTELLI (LNP). Come non posso? Certo che posso!
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati trasformati in un ordine del giorno, senatore Castelli, non possono essere fatti propri, in questo caso.
CASTELLI (LNP). Presidente, adesso non ho sotto mano l'articolo esatto del Regolamento, ma se ben ricordo esso prevede che gli emendamenti ritirati possano essere fatti propri da altri senatori.
PRESIDENTE. Se ritirati, ma in questo caso gli emendamenti sono stati non solo ritirati, ma anche trasformati in un ordine del giorno.
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, gli emendamenti sono stati ritirati e io li faccio miei, mi scusi.
PRESIDENTE. Senatore Castelli, gli emendamenti non esistono più perché sono stati trasformati in un ordine del giorno.
CASTELLI (LNP). No, esistono; se io li faccio miei, esistono, Presidente, scusi.
PRESIDENTE. No, mi dispiace. Non è una cattiva volontà, è una norma regolamentare, senatore Castelli.
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, interpelli gli Uffici. Se mi concede un secondo, ritrovo l'articolo del Regolamento, ma è una prassi consolidatissima quella di far propri gli emendamenti ritirati. Accade da sempre.
PRESIDENTE. Senatore Castelli, guardi, a parte la norma regolamentare, l'interpretazione regolamentare è sempre stata costante.
CASTELLI (LNP). Mi permetto di insistere, perché è una prassi assolutamente consolidata in Senato.
PRESIDENTE. No, è esattamente il contrario: la prassi costantemente seguita - mi creda, non è una cattiva volontà - è quella che la Presidenza in questo momento sta applicando.
CASTELLI (LNP). Mi scusi, sono undici anni che faccio il senatore: ho un po' di Alzheimer, ma non così tanto da impedirmi di ricordare la prassi.
PRESIDENTE. Ma lasci stare l'Alzheimer, non c'entra nulla.
CASTELLI (LNP). La prassi assoluta del Senato (e anche della Camera, se mi consente) è che quando un emendamento viene ritirato dal suo presentatore, qualsiasi altro senatore ha la possibilità di farlo proprio.
PRESIDENTE. Senatore, lei avrebbe perfettamente ragione se l'emendamento o, per l'esattezza, gli emendamenti in questione fossero stati semplicemente ritirati. Non è così. Le sto dicendo che formalmente il contenuto di tali emendamenti è stato riversato in un ordine del giorno che è stato accolto dal Governo e che io non metto in votazione.
CASTELLI (LNP). Non esiste un articolo del Regolamento del genere, Presidente, non esiste!
PRESIDENTE. Va bene: la Presidenza ha deciso in questo modo, senatore Castelli!
CASTELLI (LNP). Ma non può andare contro il Regolamento, Presidente!