Richiamo al Regolamento
STORACE (AN). Il ritiro di un emendamento e la trasformazione in ordine del giorno sono due passaggi distinti. Sottoscrive gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 15 e, quale titolare del diritto di non trasformarli in un ordine del giorno, ne chiede la votazione. La Presidenza sembra voler impedire il voto dell'Assemblea sugli emendamenti. (Applausi dai Gruppi AN e LNP e dei senatori Malan e Buttiglione).
PRESIDENTE. Non si possono sottoscrivere emendamenti che non esistono più perché sono stati trasformati in ordine del giorno.
D'ONOFRIO (UDC). Il Regolamento assicura la possibilità che gli emendamenti ritirati siano fatti propri da altri senatori e ciò appare possibile anche in caso di trasformazione in ordine del giorno. Questa facoltà non può venir meno con la dichiarazione di accoglimento da parte del Governo dell'ordine del giorno, perché altrimenti il Governo stesso esproprierebbe i senatori del diritto di votare delle proposte di modifica. Nel caso di specie, peraltro, i presentatori hanno ottemperato alla richiesta del Governo, ritirando gli emendamenti per mera disciplina di schieramento; ma il richiamo del Governo a tale disciplina non può in alcun modo estendersi all'opposizione, inficiando le prerogative che il Regolamento attribuisce ad ogni senatore. (Applausi dai Gruppi UDC, FI, AN e LNP).
VILLONE (Ulivo). Nel momento del ritiro l'emendamento diventa disponibile per essere fatto proprio da altri senatori, ma il presentatore ha il diritto di disporre della propria iniziativa politica accedendo all'ipotesi di trasformarlo in ordine del giorno. La lettura della Presidenza è pertanto corretta e non vi è alcuna violazione di diritti dell'opposizione.
SCARPA BONAZZA BUORA (FI). Non esiste nel Regolamento alcun divieto nel caso di trasformazione e pertanto sottoscrive gli emendamenti ritirati che evidenziano ulteriori divisioni politiche nel centrosinistra e l'imbarazzodi settori della maggioranza. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Come precisato in precedenza, la sottoscrizione degli emendamenti non è più possibile.
BIONDI (FI). L'interpretazione regolamentare data dalla Presidenza rischia di espropriare il Parlamento di diritti che appartengono ad ogni suo membro. (Applausi dai Gruppi FI, UDC e LNP).
MATTEOLI (AN). L'emendamento e l'ordine del giorno sono strumenti volti ad ottenere risultati diversi. Negare la possibilità di sottoscrivere un emendamento ritiratosignifica creare un precedente preoccupante.Invita quindi la Presidenza a riesaminare la questione. (Applausi dai Gruppi AN e FI).
SALVI (Ulivo). Ritiene corretta la decisione della Presidenza considerato che nel caso l'emendamento fatto proprio fosse respinto decadrebbe anche l'ordine del giorno e pertanto il presentatore sarebbe a privato della possibilità di ottenere il risultato che intendeva raggiungere. Ritiene comunque sia il caso di rimettere la questione alla Giunta per il Regolamento per un'interpretazione definitiva.
FERRARA (FI). Occorre dare una lettura coordinata delle norme regolamentari mentre l'interpretazione della Presidenza introduce uno squilibrio tra il disposto degli articoli 95, comma 7, e 102, coma 6.
CASTELLI (LNP). Esprime rammarico per il comportamento della Presidenza che non ha consentito una piena espressione delle sue considerazioni su una delicata questione procedurale. Invita la Presidenza ad un ripensamento poiché l'interpretazione del comma 6 dell'articolo 102 appare incontrovertibile.
SCHIFANI (FI). Ritiene opportuno trasmettere la questione alla Giunta per il Regolamento. Essendo terminato il tempo previsto dalla Conferenza dei Capigruppo per l'esame della legge comunitaria, invita a passare ad altro punto all'ordine del giorno, manifestando la disponibilità a discutere in altra occasione del provvedimento. (Applausi del senatore Amato).
PRESIDENTE. La Presidenza si è doverosamente attenuta all'applicazione delle norme regolamentari e alla prassi costante: il vero precedente sarebbe stato assumere una decisione diversa ammettendola possibilità di sottoscrivere un emendamento ormai trasformato in ordine del giorno. Non vi sono difficoltà comunque a rimettere la questione alla Giunta per il Regolamento. (Applausi).
Presidenza del vice presidente CALDEROLI