MORANDO (Ulivo). La critica maggiore rivolta al provvedimento è quella di indurre un effetto depressivo dell'economia, in connessione all'obiettivo perseguito dal decreto-legge di un significativo reperimento di risorse destinate alla copertura della manovra finanziaria. Ma la necessità di intervenire sulla finanza pubblica si è resa necessaria per porre rimedio al disastroso stato dei conti pubblici caratterizzato da un indebitamento superiore alla spesa in conto capitale, destinata cioè allo sviluppo del Paese, e la scelta di operare attraverso aumenti di entrata appare più efficace nell'immediato: infatti, considerati gli effetti depressivi riscontrabili anche in una scelta di operare il risanamento attraverso la riduzione della spesa, l'aumento della pressione fiscale, da assumere quale misura temporanea, consente di realizzare risparmi meglio di una politica di tagli, meno accettabile in termini di equità, e di aprire la strada nel prossimo anno alla stagione delle riforme strutturali, che possono assicurare effetti più duraturi allo sforzo di risanamento. Sarebbe quindi auspicabile valutare la possibilità di inserire nella finanziaria una norma che assicuri la destinazione dell'aumento di gettito derivante dal successo nella lotta all'evasione fiscale alla riduzione della pressione fiscale a favore dei cittadini. Si tratta di una questione su cui confrontarsi ma su cui è possibile riscontrare anche significative convergenze. (Applausi dei senatori Tibaldi e Donati).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge n. 1132 ad altra seduta.