PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana ha avuto inizio la discussione generale.
SCHIFANI (FI). Onde favorire una veloce e più agevole discussione delle proposte di modifica avanzate dall'opposizione, i senatori di Forza Italia rinunciano ad intervenire in discussione generale. (Applausi dal Gruppo FI).
MATTEOLI (AN). Stigmatizza le dichiarazioni rese da esponenti del Governo che, prima ancora che si determinino le condizioni, giudicano inevitabile la posizione della questione di fiducia in Senato sul decreto fiscale e successivamente sulla finanziaria. Venendo incontro allo sforzo del presidente Marini per scongiurare una simile evenienza, che comprimerebbe le prerogative parlamentari, i senatori di Alleanza Nazionale rinunciano ad intervenire in discussione generale.
D'ONOFRIO (UDC). Anche i senatori dell'UDC rinunciano ad intervenire in sede di dibattito generale.
CUTRUFO (DC-PRI-IND-MPA). I senatori del Gruppo Democrazia Cristiana-Partito Repubblicano Italiano-Indipendenti-Movimento per l'Autonomia iscritti a parlare rinunciano ad intervenire nella discussione generale.
FRANCO Paolo (LNP). Rinuncia ad intervenire in sede di discussione generale.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Richiamando le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo di cui il Presidente ha dato comunicazione ad inizio seduta e che prevedono lo svolgimento delle repliche dei relatori e l'intervento del rappresentante del Governo nel corso della seduta antimeridiana di domani e quindi rinviano in ogni caso l'inizio delle votazioni ad altra seduta, manifesta sconcerto per il disinteresse mostrato dai Gruppi di opposizione nei confronti della discussione generale, dopo aver richiesto ed ottenuto nella riunione dei Capigruppo il prolungamento dell'odierna seduta pomeridiana oltre l'orario consueto. La propria parte politica valuterà attentamente l'atteggiamento dell'opposizione e, nel caso non ravvisi intenti strumentali, inviterà il Governo a considerare l'opportunità di non apporre la questione di fiducia.
PRESIDENTE. È indubbio che l'apposizione della questione di fiducia sia rimessa alla valutazione esclusiva del Governo, come rimane fermo il diritto di ciascun Gruppo di gestire liberamente il tempo contingentato a propria disposizione.
SCHIFANI (FI). La rinuncia ad intervenire in discussione generale intende rimarcare che le ragioni di un'eventuale questione di fiducia non sono riconducibili ad atteggiamenti ostruzionistici dell'opposizione ma dipendono esclusivamente dalle fragilità intrinseche alla compagine che sostiene il Governo. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LNP).
D'ONOFRIO (UDC). Resta in attesa di chiarimenti sul corso ulteriore dei lavori. (Applausi dai Gruppi UDC e FI).
MATTEOLI (AN). L'imbarazzo del senatore Boccia rende palese che l'unica motivazione di procedere con un voto di fiducia è ravvisabile nelle condizioni di estrema debolezza dell'Esecutivo. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC, LNP e DC-PRI-IND-MPA).
Presidenza del presidente MARINI
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle repliche, in ottemperanza alle deliberazioni della Conferenza dei Capigruppo, avverrà nel corso della seduta antimeridiana di domani, ferma restando la libertà per ciascun Gruppo di ripartire i tempi a disposizione secondo ragioni di opportunità politica.
CASTELLI (LNP). Non ritiene che la Conferenza dei Capigruppo abbia stabilito che l'esame dell'articolato dovrà cominciare nella seduta antimeridiana di domani.
PRESIDENTE. Ribadisce il senso delle comunicazioni rese all'Assemblea e riprende la discussione generale.
ADDUCE (Ulivo). La manovra finanziaria proposta dal Governo Prodi, di cui il provvedimento in esame costituisce presupposto e parte integrante, sconta le rigidità ereditate dalla situazione disastrosa dei conti pubblici prodotta dalla politica di finanza creativa del precedente Esecutivo, che ha determinato un peggioramento significativo e generalizzato di tutti i principali saldi finanziari. L'opposizione dovrebbe quindi riflettere sull'esperienza passata prima di proporre tagli indiscriminati alla spesa corrente, che avrebbero come unico effetto una contrazione eccessiva della spesa sociale e per i servizi di pubblica utilità. La politica economica del centrosinistra segna un momento di netta discontinuità rispetto alle precedenti manovre finanziarie, ponendosi come obiettivo il rilancio dell'economia del Paese nel pieno rispetto dei vincoli di bilancio assunti a livello europeo e redistribuendo l'onere del risanamento dei conti pubblici secondo principi di equità e nel rispetto della capacità contributiva dei cittadini. In tale ottica assume particolare rilievo la scelta di rimodulare il carico fiscale e la ferma volontà di combattere i fenomeni di evasione ed elusione che, riducendo la base imponibile, concorrono ad innalzare la pressione fiscale. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com).
RUBINATO (Aut). Il Governo si sta misurando con i problemi strutturali del declino produttivo, della perdita di competitività, dello squilibrio dei conti pubblici e dell'aumento delle disparità sociali, che minano la coesione sociale e territoriale del Paese. Occorre perciò spiegare all'elettorato che l'azione di risanamento non risponde soltanto ai vincoli europei ma è utile ad aprire una prospettiva di sviluppo. Una distribuzione del reddito tra le più inique in Europa ha imposto di ripartire in modo non omogeneo l'onere del risanamento, facendolo ricadere su categorie sociali che negli ultimi anni hanno accresciuto maggiormente il proprio reddito. Per invertire la tendenza al declino, si può accettare un intervento di breve periodo imperniato sulle entrate: si spiega così la rinuncia responsabile a presentare emendamenti e l'approvazione di importanti ordini del giorno, che impegnano il Governo a destinare alla riduzione della pressione fiscale le risorse derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, a dare attuazione allo statuto del contribuente e a disegnare un nuovo patto fiscale. Occorre infatti un sistema tributario più semplice, più stabile e duraturo, che premi le imprese di cui è certificata la lealtà fiscale, perché la lotta all'evasione risponde a princìpi di giustizia e di rispetto della legalità, ma anche ad esigenze di competizione leale e di sviluppo. In prospettiva, per non soffocare la parte più produttiva del Paese, che ha un ruolo trainante nella crescita complessiva ed è chiamata ad affrontare le sfide della competizione globale, è necessario adottare riforme strutturali, liberalizzare i mercati e introdurre un vero federalismo fiscale (Applausi dal Gruppo Aut. Congratulazioni).
ROSSI Paolo (Ulivo). Nel confronto internazionale l'Italia offre l'immagine di un Paese debole, che invecchia e si sente povero, non programma il futuro e non investe nelle infrastrutture e nella ricerca. Per invertire la tendenza e individuare soluzioni utili per il bene comune, occorre rinunciare alle contrapposizioni pregiudiziali e allargare il perimetro del confronto tra le forze politiche e sociali. Il sistema dei condoni e la tolleranza verso l'evasione fiscale minano la legalità e alimentano una mentalità miope che nuoce allo sviluppo: di fronte ai gravi squilibri che si sono prodotti negli ultimi anni, il Governo ha adottato misure di equità, come primo passo in direzione di una riforma del fisco che deve ispirarsi al modello statunitense nella semplificazione e nel riconoscimento di benefici ai cittadini che pagano le imposte. Per rilanciare la competitività e per valorizzare il merito e le professionalità, occorre però rinnovare il contratto sociale, realizzando riforme strutturali e ridisegnando il welfare con ammortizzatori sociali che sostengano la mobilità del lavoro (Applausi dai Gruppi Ulivo e Aut).
TURANO (Ulivo). Rilevando un'eccessiva divisione tra maggioranza e opposizione, auspica che si accantonino le polemiche sterili e si collabori per il bene dell'Italia. Occorre infatti sostenere il sistema produttivo, agevolando la crescita e la capacità competitiva delle imprese nell'ambito della stabilità dei prezzi e nel rispetto della legalità. La manovra fiscale è necessaria perché lo Stato ha bisogno di adeguate risorse per offrire servizi ai cittadini ed è giusto perciò implementare un sistema di controlli che punisca gli evasori con misure severe. Tra le iniziative per lo sviluppo adottate dal Governo sono particolarmente apprezzabili l'intervento sul cuneo fiscale, che riduce gli oneri del datore di lavoro e favorisce la formazione dei giovani, le agevolazioni a favore delle imprese per l'efficienza energetica e la difesa ambientale e le disposizioni in materia di investimenti regionali nelle infrastrutture. (Applausi dai Gruppi Ulivo e Aut).
ROSSA (Ulivo). Il provvedimento in esame costituisce il primo atto della manovra finanziaria per il 2007, che sconta gli effetti della pesante eredità economico-finanziaria lasciata dal precedente Esecutivo. L'azione governativa è tesa a realizzare una vera e propria inversione di marcia, puntando ad un più favorevole rapporto tra deficit e PIL, ad un aumento dell'avanzo primario, alla qualificazione della spesa pubblica, a coniugare lo sviluppo con l'equità, ponendo particolare attenzione alle infrastrutture e ai temi dell'ambiente e della cultura e ad un più favorevole rapporto tra maggiori entrate e minori spese. Il provvedimento, che nell'esame alla Camera non è stato blindato, ha subìto notevoli modifiche e punta prioritariamente a dare una risposta efficace ai rilevanti e crescenti fenomeni dell'evasione e dell'elusione fiscale, che comportano notevoli conseguenze negative in termini di PIL e di debito pubblico. Il potenziamento delle attività di accertamento e controllo è diretto a rendere nuovamente possibile un'adesione spontanea dei contribuenti al patto fiscale tra Stato e cittadini, recuperando il senso di legalità necessario a garantire alle imprese una competizione leale. Il Paese potrà recuperare la propria capacità produttiva offrendo con flessibilità lavoro ai più giovani senza concedere ulteriore spazio al precariato. (Applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com e Aut. Congratulazioni).
Presidenza del vice presidente CALDEROLI
DONATI (IU-Verdi-Com). I commi da 82 a 90 del provvedimento, proposti dal ministro Di Pietro, investono il tema centrale del sistema di regole delle concessioni autostradali, poiché in presenza di una rete per due terzi privatizzata è opportuno procedere senza indugi alla definizione di aggiornati strumenti di regolazione del settore che tengano conto degli interessi della collettività, offrano un quadro certo di regole all'iniziativa degli imprenditori privati, aggancino gli incrementi tariffari agli investimenti, garantiscano maggiore concorrenza nel mercato degli appalti e ridefiniscano il sistema sanzionatorio. Si tratta quindi di un sistema di regole di interesse generale che andranno applicate alle convenzioni in essere e non si comprendono le accuse di incostituzionalità da parte del centrodestra, che nella scorsa legislatura approvò il quarto atto aggiuntivo della convenzione con l'ANAS, cioè un contratto, con un emendamento al cosiddetto decreto milleproroghe. Positiva appare anche la soluzione data al problema del il divieto della presenza dei costruttori nei consigli di amministrazione delle concessionarie, che consente di superare il vincolo emerso nella fusione tra Autostrade ed Abertis e che, nonostante la procedura di infrazione aperta dal commissario McCreevy, offre garanzie di accoglimento in sede europea. Sottolineando la necessità che accanto al rafforzamento del ruolo di vigilanza e controllo dell'ANAS, si giunga al più presto all'istituzione di un'Authority di regolazione del settore dei trasporti e delle concessionarie autostradali, esprime infine apprezzamento per la nuova destinazione delle somme destinate al ponte sullo Stretto ed auspica in futuro un più deciso sostegno all'intermodalità, per favorire il riequilibrio a favore del trasporto ferroviario e del cabotaggio. (Applausi dei senatori Tibaldi e Zavoli).
PEGORER (Ulivo). Il provvedimento in esame, puntando alla lotta all'evasione e all'elusione fiscale, dà seguito ad uno dei punti qualificanti dell'azione della maggioranza, al fine di garantire equità sociale e concorrenza reale al sistema delle imprese. L'azione di potenziamento dell'amministrazione finanziaria, anche in termini di strumenti informatici e di migliore collegamento con gli intermediari finanziari, intrapresa con l'approvazione del decreto-legge Bersani era la logica premessa per porre in essere una efficace strategia di controllo tesa a far emergere il sommerso e le frodi sull'IVA, puntando sull'adesione spontanea del contribuente. In questo senso va anche inquadrato il rafforzamento dell'amministrazione delle dogane e della Guardia di finanza. Sulla necessità di rispettare pienamente lo statuto del contribuente è invece centrato l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza nella discussione del provvedimento presso la 5a e la 6a Commissioni riunite. (Applausi dal Gruppo Ulivo).
BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Esprime un giudizio complessivamente positivo sul provvedimento e sulle modalità di discussione, considerato che nel corso dell'esame in Commissione sono emerse, dal confronto tra gli opposti schieramenti, alcune questioni problematiche che saranno successivamente affrontate in sede di finanziaria. Il cuore del provvedimento è rappresentato dalla lotta all'evasione fiscale, fenomeno che ha assunto nel Paese una portata patologica tale da giustificare gli interventi duraturi previsti per recuperare ricchezza da destinare ad una successiva perequazione del carico fiscale. Le misure delineate evidenzieranno i loro effetti nell'arco dell'intera legislatura e appaiono sufficientemente congrue a rilanciare lo sviluppo in un quadro di giustizia sociale.
TIBALDI (IU-Verdi-Com). La rilevante entità nella manovra finanziaria è giustificata dalla pesante crisi economico-sociale che investe il Paese, anche a causa dello stato disastroso dei conti pubblici ereditato dalla scorsa legislatura. La tendenza degli ultimi anni si caratterizza per un aumento delle disparità sociali, della precarietà nel mondo del lavoro e per una caduta verticale della competitività del sistema Paese, non certamente a causa del costo del lavoro. In tale quadro la manovra, pur non offrendo risposte del tutto soddisfacenti sotto il profilo dell'equità, appare finalizzata all'obiettivo del risanamento e dello sviluppo, come mostrano in particolare le misure a favore delle imprese per la riduzione del cuneo fiscale. Positiva appare la centralità affidata alla lotta all'evasione quale strumento principale per recuperare ricchezza: ciò da un lato segna un'inversione di tendenza rispetto al passato riaffermando la validità dal punto di vista etico della tassazione, dall'altro può concorrere ad una redistribuzione del carico fiscale tale da salvaguardare in particolare il potere d'acquisto dei lavoratori e dei pensionati. Preannuncia pertanto il voto favorevole al provvedimento.
ALBONETTI (RC-SE). Il provvedimento avvia per la prima volta un cambiamento di tendenza rispetto al recente passato, allorché è stata favorita la slealtà fiscale, aggredendo con interventi efficaci l'evasione e l'elusione fiscale per un recupero di risorse economiche e finanziarie finora sottratte alla disponibilità dello Stato. Particolarmente apprezzabile è lo sforzo di trasparenza teso a rendere tracciabili le transazioni economiche nonché gli impegni assunti per il rafforzamento delle strutture preposte ai controlli, con particolare riguardo all'attività di ispezione e di vigilanza della sicurezza sul lavoro che, oltre al recupero di risorse, è auspicabile consenta di ridurre il numero di morti sul lavoro. Le scelte operate con la manovra mostrano pertanto l'intenzione della maggioranza di dare attuazione al programma presentato agli elettori, anche se al riguardo occorrerebbe da un lato evitare fughe avanti in materia di riforma delle pensioni o di liberalizzazioni, dall'altro esibire maggiore coraggio nell'individuare politiche sociali tese a ridurre la precarietà nel mondo del lavoro e le nuove povertà. (Applausi dal Gruppo RC-SE e del senatore Morando).
MORANDO (Ulivo). La critica maggiore rivolta al provvedimento è quella di indurre un effetto depressivo dell'economia, in connessione all'obiettivo perseguito dal decreto-legge di un significativo reperimento di risorse destinate alla copertura della manovra finanziaria. Ma la necessità di intervenire sulla finanza pubblica si è resa necessaria per porre rimedio al disastroso stato dei conti pubblici caratterizzato da un indebitamento superiore alla spesa in conto capitale, destinata cioè allo sviluppo del Paese, e la scelta di operare attraverso aumenti di entrata appare più efficace nell'immediato: infatti, considerati gli effetti depressivi riscontrabili anche in una scelta di operare il risanamento attraverso la riduzione della spesa, l'aumento della pressione fiscale, da assumere quale misura temporanea, consente di realizzare risparmi meglio di una politica di tagli, meno accettabile in termini di equità, e di aprire la strada nel prossimo anno alla stagione delle riforme strutturali, che possono assicurare effetti più duraturi allo sforzo di risanamento. Sarebbe quindi auspicabile valutare la possibilità di inserire nella finanziaria una norma che assicuri la destinazione dell'aumento di gettito derivante dal successo nella lotta all'evasione fiscale alla riduzione della pressione fiscale a favore dei cittadini. Si tratta di una questione su cui confrontarsi ma su cui è possibile riscontrare anche significative convergenze. (Applausi dei senatori Tibaldi e Donati).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale e rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge n. 1132 ad altra seduta.