Sull'ordine dei lavori
SALVI (Ulivo). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVI (Ulivo). Signor Presidente, chiedo all'Assemblea l'inversione dell'ordine del giorno. Vi sono rimasti due argomenti: la mia relazione sulla sospensione dell'ordinamento giudiziario e successivamente il voto sulle dimissioni di alcuni parlamentari. Per rispetto ai colleghi che altrimenti avrebbero il dubbio sul momento della conclusione della seconda parte per potersi recare a votare, chiedo che si voti prima sulle dimissioni dei parlamentari in modo che successivamente si possa svolgere la relazione, senza che i colleghi abbiano il dubbio sull'orario di un voto per il quale è richiesto il numero legale.
PRESIDENTE. Questo problema era stato posto anche nel corso dei lavori di questa mattina.
Voglio precisare che per quanto riguarda la decisione dell'ordine del giorno, avendolo fissato questo con il parere unanime di tutti i Capigruppo, stamattina ho detto che il Presidente non avrebbe esercitato la facoltà che gli rinviene dall'articolo 56, comma 3, del Regolamento. Il comma 3 però prevede anche la formalità del voto, anche se confermo la posizione di stamattina.
MATTEOLI (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MATTEOLI (AN). Lei ha anticipato il contenuto del mio intervento. Stamattina si è tenuta una Conferenza dei Capigruppo molto lunga al articolata, dove abbiamo cercato di trovare una soluzione per stabilire la chiusura della seduta di stasera. Ma se poi in Aula si arriva, attraverso il voto, a smentire quanto deciso, per carità, è legittimo che questo accada, non è che lo nego, tutti gli sforzi diventano inutili. Lei si deve fare garante della decisione della Conferenza dei Capigruppo. Non è possibile cambiarla ora, perché altrimenti vorrà dire che non approveremo mai più in Conferenza dei Capigruppo all'unanimità, se poi l'Aula stravolge il tutto. Lei deve assumersi la responsabilità di lasciare che i lavori si svolgano secondo la decisione assunta all'unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Senatore Matteoli, quanto da lei riferitoci corrisponde perfettamente alla verità. Nella Conferenza dei Capigruppo abbiamo svolto un lavoro impegnativo e si è presa quella decisione, tanto è vero che questa mattina ho sostenuto che il Presidente non avrebbe modificato l'ordine dei lavori. L'articolo 56, però, riconosce all'Aula un potere, osservate certe forme, che non posso cancellare. Confermo la ricostruzione da lei effettuata, ma c'è questa possibilità che, se si insiste, non posso negare.
SCHIFANI (FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI (FI). Signor Presidente, nel ricordare come il nostro Gruppo abbia apprezzato la coerenza del Presidente del Senato, allorquando stamattina era stata prospettata un'inversione dell'ordine dei lavori che andava a contraddire la lunga mediazione attraverso la quale si era arrivati a un calendario approvato all'unanimità, mi permetto, prendendo atto che il richiamo al Regolamento e la sua applicazione non sono che una garanzia per tutti - quindi, se viene proposta un'inversione all'ordine del giorno non possiamo sottrarci al rispetto del Regolamento e, eventualmente, al voto dell'Aula - di intervenire per impedire che il punto di mediazione, raggiunto nella Conferenza dei Capigruppo, dopo varie ed elaborate trattative costate a ogni Gruppo della maggioranza e dell'opposizione un minimo di rinunzia, e anche grazie al Presidente che ha elaborato un calendario approvato all'unanimità, venga meno. All'uopo, avanzo un'ipotesi di mediazione proprio per evitare il voto e quindi un precedente.
Chiedo al presidente Salvi di accettare questa proposta, che rivolgo sommessamente senza volere minimamente intaccare il ruolo del relatore che è anche il Presidente della Commissione. Visto che la scelta della Conferenza dei Capigruppo prevedeva la prosecuzione dei lavori dell'Aula sino al momento dell'esposizione della relazione del provvedimento, senza dichiarare aperta la discussione generale, che sarebbe avvenuta a settembre con la discussione delle pregiudiziali, chiedo al presidente Salvi di accettare la mia proposta e di dare per depositata la relazione, riservandosi e concedendo naturalmente a tutta l'Aula la possibilità di un'ampia integrazione della relazione orale, quando riprenderanno i lavori. In questo caso, daremmo per acquisita la relazione e quindi manterremmo la coerenza del calendario, superando velocemente questo punto.(Applausi dai Gruppi FI e RC-SE).
SALVI (Ulivo). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVI (Ulivo). Per la verità non ero a conoscenza del fatto che il problema fosse stato già posto questa mattina, perché in quel momento non ero in Aula, quindi ritiro la proposta avanzata.
La Commissione mi ha autorizzato a riferire oralmente: normalmente non mi piace depositare il testo, perché può sembrare una mancanza di riguardo nei confronti dei colleghi, tra l'altro, in questo caso, su un tema che suscita una certa attenzione. Dunque posso, se il Presidente e i colleghi lo consentono, indicare in pochi minuti le ragioni di fondo del provvedimento e riservarmi un'integrazione scritta per le fasi successive.
(Applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, FI e LNP).
CASTELLI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTELLI (LNP). Signor Presidente, ho apprezzato molto le dichiarazioni del senatore Salvi che ci evitano di aprire una discussione che ci avrebbe fatto perdere più tempo di quello necessario allo svolgimento della sua relazione. Capisco che siamo tutti stanchi, ma per una forma di rispetto verso il relatore e anche per l'importanza dell'argomento, credo sia opportuno ascoltare la relazione del senatore Salvi.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, intervengo soltanto per dire che reputo condivisibile la proposta avanzata, tra gli altri, dai senatori Schifani e Matteoli. Su di essa esprimiamo il nostro accordo.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, il nostro Gruppo non contesterà le determinazioni che proporrà all'Assemblea e ne prenderà atto.
Voglio solo ricordare però che nella passata legislatura, molto spesso, decine di volte, si è modificato il calendario deciso dalla Conferenza dei Capigruppo per iniziativa del senatore Malan. Ripeto: decine di volte e questo è un precedente che non può essere dimenticato. (Commenti ironici dai banchi del centro-destra).
PRESIDENTE. Senatore Ripamonti, se riusciamo qualche volta ad apportare un'innovazione positiva, facciamo l'interesse generale del Senato. (Applausi dai senatori Biondi e Caprili). Sulla proposta avanzata dal senatore Salvi mi pare dunque ci sia un consenso generale.