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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 29/07/2006


Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno prevede in conclusione, dopo la votazione finale del disegno di legge in discussione, due ulteriori adempimenti: il primo è la relazione della Commissione giustizia sul disegno di legge Mastella, quello sulla sospensione dell'efficacia di disposizioni in tema di ordinamento giudiziario; il secondo è la votazione sulle dimissioni reiterate da parte di alcuni senatori, sulle quali abbiamo già votato una prima volta.

Vi comunico che, per ragioni di funzionalità, bisognerebbe anticipare il voto sulle dimissioni dei senatori alla relazione della Commissione giustizia sul disegno di legge Mastella. C'è una ragione, perché c'è bisogno che si riunisca la Giunta delle elezioni immediatamente dopo il voto sulle dimissioni per verificare i subentri nella titolarità di componenti del Senato. Questa è la ragione per cui potrebbe essere utile un'anticipazione di questo genere.

TOFANI (AN). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

TOFANI (AN). Signor Presidente, noi chiediamo che l'ordine del giorno di oggi rimanga così come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, senza alcuna anticipazione.

 

PRESIDENTE. Senatore Tofani, ritengo importante che, a conclusione dei lavori della giornata, si raggiunga la certezza sui componenti del Senato. Quindi, decidiamo per questa inversione. La ringrazio comunque per la sua osservazione.

 

TOFANI (AN). No, signor Presidente. Chiedo che la sua proposta sia messa ai voti. Se lei fa una proposta, chiedo allora che venga messa ai voti, perché lei sta modificando l'ordine del giorno di oggi. Altrimenti, la Conferenza dei Capigruppo non serve più a nulla, la mettiamo da parte.

 

PRESIDENTE. Non intendo questo. Mi sembrava forte la motivazione. Non siamo d'accordo? Allora, teniamo fermo il calendario già fissato, perché è sufficiente il dissenso che rilevo ora in Aula. Non c'è una ragione politica, non abbiamo interesse a votare. L'ordine del giorno resta quindi invariato.

CASTELLI (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, desidero intervenire sull'ordine dei lavori.

Credo siamo tutti d'accordo nel ritenere che ci accingiamo ad affrontare un provvedimento che, al di là del fatto che la sua approvazione sia condivisa o meno, caratterizzerà fortemente questo inizio di legislatura. Insieme al disegno di legge n. 223, infatti, sarà probabilmente quello più pregnante, poiché ha avuto maggiore impatto sull'opinione pubblica, anche in conseguenza delle polemiche che ne sono nate.

Ora noi, in sede di Conferenza dei Capigruppo, abbiamo dimostrato il massimo senso di responsabilità: ci siamo resi conto, infatti, che, dopo il voto espresso alla Camera, non si potevano lasciare inevase le speranze e le aspettative dei detenuti, al di là delle opinioni che ciascuno di noi ha sul provvedimento. Abbiamo accettato - magari obtorto collo, ma sicuramente mossi da considerazioni etiche e non politiche - che esso si potesse e si dovesse discutere in tempi rapidi, proprio per evitare che le aspettative, così forti e drammatiche, nate all'interno dei penitenziari, andassero nuovamente deluse.

Ora accade che, a fronte di questo nostro grande senso di responsabilità, ci troviamo di fronte alla seguente situazione. Vi è un corposo fascicolo di emendamenti, presentati però soltanto da tre Gruppi (questo, almeno, è accaduto in Commissione, e credo che lo stesso accadrà in Aula: non ho ancora avuto il tempo materiale di valutarlo, ma ritengo che sia così). Uno di questi tre Gruppi è il nostro: noi non abbiamo assolutamente presentato emendamenti di natura ostruzionistica, ma di merito; pertanto, vorremmo almeno poterli discutere in maniera compiuta.

Ebbene, per la discussione generale, per la dichiarazione di voto, per l'illustrazione degli ordini del giorno e degli emendamenti e per le dichiarazioni di voto su questi ultimi ci è stato assegnato, in totale, un tempo pari a 36 minuti: è chiaro che non potremo articolare alcun discorso. Credo che questo non convenga a nessuno, attesi anche gli elementi di grandissima tensione al momento presenti all'interno della maggioranza e, soprattutto, tra questa ed il Governo.

Chiedo, quindi, che al nostro Gruppo venga assegnato un tempo congruo per poter svolgere un dibattito serio: è questo che intendiamo fare - e nient'altro - purché ci venga consentito; la discussione, altrimenti, ne risulterebbe strozzata, dando un pessimo segnale all'esterno. Chiedo, pertanto, che venga rivisto, in maniera congrua, il tempo che ci è stato assegnato.

BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, desidero sollevare due questioni sull'ordine dei lavori.

In primo luogo, non sapendo quali decisioni assumerà la Presidenza, il Gruppo dell'Ulivo si dichiara disponibile e comprensivo nei confronti della richiesta avanzata dal Presidente Castelli. Diamo, quindi, tutta la nostra disponibilità a cedere dieci minuti del nostro tempo, affinché i colleghi che svolgono opposizione siano liberi di farlo come credono. (Commenti dai banchi dell'opposizione).

In secondo luogo, signor Presidente, vorrei segnalare alla Presidenza che, ai sensi dell'articolo 56, comma 3, del Regolamento del Senato, una volta che l'ordine del giorno è stato stabilito, il Presidente ha l'autorità per decidere l'inversione della trattazione degli argomenti iscritti ad esso senza chiedere il consenso dell'Assemblea. Capisco che lei, Presidente, voglia farlo con il consenso di tutti i Gruppi; ci risulta, però, che tutti i Gruppi avevano convenuto sull'opportunità di procedere alla votazione sulla presa d'atto delle dimissioni di alcuni senatori, subito dopo quella del provvedimento sull'indulto.

Signor Presidente, se viene confermata tale volontà, la Presidenza può decidere con l'assenso generale; altrimenti, le chiedo formalmente - appoggiata la richiesta dal numero di senatori prescritto dal Regolamento - di procedere all'inversione dell'ordine del giorno, nei termini in cui le ho riferito.

PRESIDENTE. Senatore Boccia, la ringrazio per aver sottolineato in tal modo l'autorità del Presidente in materia: ne sono ben consapevole. Abbiamo fissato l'ordine del giorno della seduta con il consenso generale dei Capigruppo e poc'anzi ho esposto le serie motivazioni per cui ne proponevo l'inversione. Senza tale consenso, proprio in base a quel richiamo all'autorità del Presidente da lei testé effettuato, non intendo invertire l'ordine del giorno.

Questa è la situazione cui ci troviamo di fronte.

SCHIFANI (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SCHIFANI (FI). Signor Presidente, intervengo per ribadire che noi non possiamo non apprezzare la sua scelta, frutto di una coerenza scaturita dalla Conferenza dei Capigruppo in cui il calendario dei lavori è stato approvato all'unanimità. Trovo, quindi, coerente la sua scelta, seppur nella discrezionalità della Presidenza.

Non voglio entrare in polemica con quanto affermato dal collega Boccia, ma vi è una coerenza d'insieme da rispettare, e noi la apprezziamo.

Per quanto attiene poi la richiesta avanzata dal senatore Castelli di disporre di tempi più ampi per discutere il provvedimento, anche il Gruppo di Forza Italia si dichiara disponibile a cedere dieci minuti del proprio tempo ai colleghi della Lega.

PRESIDENTE. Senatore Castelli, a proposito della sua richiesta, le assicuro che, sempre nel rispetto della decisione comunemente assunta dai Presidenti dei Gruppi, troveremo il modo di risolvere il problema.

FORMISANO (Misto-IdV). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FORMISANO (Misto-IdV). Signor Presidente, rivolgo all'Aula la stessa richiesta avanzata dal senatore Castelli.

Al Gruppo Misto sono stati assegnati in totale 41 minuti, che sono da ripartire fra le sottocomponenti del Gruppo medesimo. Pur trovandomi d'accordo con la decisione assunta dai Capigruppo e nell'autonomia dell'Aula, chiedo dunque che anche l'Italia dei Valori, sottogruppo del Gruppo Misto, possa essere messa in condizione di sviluppare le sue argomentazioni tese al miglioramento del testo oggi al nostro esame.

PRESIDENTE. Colleghi, capisco le vostre esigenze, però la decisione resta quella assunta in seno alla Conferenza dei Capigruppo. Dal momento, però, che sono state espresse delle disponibilità, cercheremo di organizzare i lavori al meglio.