FORMISANO (Misto-IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMISANO (Misto-IdV). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, mi corre l'obbligo di precisare subito che questo non era un provvedimento di maggioranza; lo ha ribadito il Presidente del Consiglio così come il ministro della giustizia: si tratta di un provvedimento parlamentare. Sotto questo profilo, quindi, è stato giusto e sarà sempre giusto che quando i provvedimenti sono di natura parlamentare, vi sia il più ampio dibattito, al di là degli schieramenti e quindi al di là delle maggioranze e delle opposizioni.
Per quanto riguarda l'Italia dei Valori, credo si possa dire che il nostro comportamento in quest'Aula è stato di una linearità nella battaglia...
BARBATO (Misto-Pop-Udeur). L'insulto però è un'altra cosa. (Richiami del Presidente).
PRESIDENTE. Per favore, senatore Barbato! Ma che fa, scende anche per parlare? Ha già parlato.
Prego, senatore Formisano.
FORMISANO (Misto-IdV). Mi dispiace perché, tra l'altro, io e il senatore Barbato militiamo nello stesso Gruppo, quello Misto, in onore del quale ho dovuto accettare, per rispetto delle altre sensibilità diverse da quelle dell'Italia dei Valori, di contenere in pochi minuti i nostri interventi, per serietà e rispetto verso gli altri senatori.
Questa mattina nel mio intervento ho sostenuto che avremmo condotto con serenità, con sobrietà, ma con fermezza la nostra battaglia qui in Aula, entro quelle 48 ore che sono oggettivamente poche per affrontare un problema, l'indulto, che credo non si affrontasse in Italia da quindici anni ed oltre.
Credo che il comportamento mantenuto in Commissione prima e in Aula dopo non consenta assolutamente di dare un giudizio che non sia di estrema serietà per una battaglia nella quale crediamo e che abbiamo deciso di sostenere dentro e fuori dall'Aula. Si tratta di una battaglia nella quale pensiamo di non essere isolati nel Paese. Certo, gli eccessi sono fisiologici alla democrazia, ma credo che, tutto sommato, la battaglia dell'Italia dei Valori sia stata condotta in buona fede e con disponibilità a valutare qualsiasi apertura sin da stamattina, se fosse venuta.
Ho apprezzato la conduzione dei lavori della Commissione giustizia e, in particolare, l'atteggiamento del relatore, che in alcuni casi si è rimesso all'Aula. Debbo constatare che la sensibilità evidentemente è stata scarsa rispetto al relatore, che da alcune parti ho sentito addirittura definire relatore di minoranza. Ricordo ai colleghi che così lo hanno definito che si tratta di un relatore di una Commissione, indipendentemente dai ruoli di maggioranza o di minoranza, perché esaminavamo un provvedimento che nasceva nel Parlamento.
L'Aula non ha ritenuto di valutare le aperture offerte dal relatore rispetto ad un miglioramento del testo; non ha ritenuto di considerare fondate alcune osservazioni che per noi invece lo sono, esposte dal senatore D'Ambrosio; non ha ritenuto di colmare una lacuna inspiegabile e risolvere la difficoltà che noi dell'Italia dei Valori abbiamo su un punto specifico, ossia spiegare ai cittadini perché, per quanto riguarda i reati di associazione mafiosa, è prevista la non inclusione nell'indulto per gli articoli 416 e 416-bis, ma non per il 416-ter.
Questo dubbio resterà, e non mi pare che sia stato superato da quanto sostenuto dal senatore Casson nel suo intervento. Debbo apprezzare invece il relatore che ha fornito giurisprudenza all'Aula sull'utilità del mantenimento nel codice dell'articolo 416-ter. Probabilmente più avanti - mi auguro che non sia così - capiremo perché questa esclusione sia stata così fortemente voluta da una maggioranza trasversale rispetto a quella che oggi governa il Paese.
Signor Presidente,concludo osservando che ero fra quelli che hanno ascoltato la richiesta di Papa Giovanni Paolo II alle Camere riunite di un provvedimento di clemenza. Bene, Presidente, non credo che la clemenza che stiamo dando con questo provvedimento sia quella invocata dal Papa. Non penso che egli abbia invocato clemenza per i furbetti del quartiere o per altri che sicuramente non rientrano nella previsione che aveva in mente il Papa quando ci chiedeva di fare questo; probabilmente pensava ai poveri cristi. Penso che con questo provvedimento non salviamo - mi auguro in buona fede da parte della stragrande maggioranza dell'Aula, ma non so se è così - né i poveri, né i cristi.