RUSSO SPENA (RC-SE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO SPENA (RC-SE). Signor Presidente, credo che l'intervento del presidente Castelli sia stato molto chiarificatore. È esattamente quello che volevo dire ed è il motivo per cui il nostro Gruppo voterà no all'ordine del giorno G105.
Soltanto un accenno ad una discussione molto seria introdotta dal presidente Andreotti e dal presidente Biondi che credo debba essere sviluppata e non in maniera unilaterale. Non bisogna mai semplificare le complessità.
Io non sono contrario alla costruzione di nuove carceri, ma nell'ordine del giorno G105, così come in quello precedente, il G104, vi è quasi un punto di rivalsa rispetto al provvedimento dell'indulto, con la richiesta al Governo, a mo' di contraltare, di impegnarsi per la costruzione di nuove carceri, (Commenti dai banchi del centro-destra) che è solamente uno dei tanti tasti di questo pianoforte. Credo che gli altri tasti siano la riforma del codice penale, già oggetto della commissione Grosso e poi della commissione Nordio nel Governo di centro-destra, esistono le misure alternative. Operiamo una discussione seria a partire da settembre.
Per quanto riguarda invece l'ordine del giorno G105, credo che il nostro Gruppo e anche tutti gli altri Gruppi debbano votare contro per due motivi.
Il primo motivo è il seguente. Leggiamo il testo dell'ordine del giorno: (lo dico a tutti i senatori e senatrici dell'Unione che hanno votato il decreto-legge Bersani-Visco), c'è scritto: «considerato che: il Governo ha operato pesanti tagli alle spese per la giustizia con il decreto‑legge n. 223/2006 Bersani‑Visco;». Visto che abbiamo contestato questo - lo dico ai colleghi dell'Unione - qualche giorno fa, oggi non dobbiamo cadere in contraddizione.
Il secondo motivo per cui non sono favorevole all'ordine del giorno, proprio sul piano normativo, è che in esso - come dice giustamente il senatore Castelli è espressa l'intenzione attuativa di uno strumento da parte del Governo - si dice che il Governo attuale deve utilizzare una certa struttura che è stata predisposta dal precedente Governo, quindi legandosi le mani rispetto, perfino, alla possibilità di scelta del tipo di intervento. Non è come dice il presidente Biondi. In quest'ordine del giorno si dice al Governo: devi costruire nuove carceri attraverso quella struttura. Ma se togliamo al Governo anche la possibilità di decidere sulle strutture attuative, veramente siamo in una Repubblica dove il rapporto fra Governo e Parlamento viene completamente stravolto.
Per questi motivi. noi voteremo convintamente no all'ordine del giorno G,105. (Applausi dal Gruppo RC-SE e del senatore Brutti Paolo).