CAFORIO (Misto-IdV). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, l'Italia dei Valori è sempre stata favorevole ad un provvedimento di clemenza, ma ad un provvedimento di clemenza che, di pari passo, affrontasse anche la riforma del sistema giudiziario.
Sappiamo bene che esiste il problema contingente dello svuotamento delle strutture carcerarie, ma sappiamo anche che nel giro di cinque o sei mesi il problema si ripresenterà. Si è voluta, invece, percorrere la via dell'urgenza perché, evidentemente, si ha più facilità a coprire accordi che poco hanno a che vedere con quell'atto di clemenza che non solo noi dell'Italia dei Valori vogliamo. Si rischia di dare ragione a quel proverbio che ci ricorda che la gatta frettolosa fece i gattini ciechi.
I nostri colleghi deputati ci hanno inviato un indulto che è un insulto: un insulto alla gente onesta; un insulto ai piccoli risparmiatori; un insulto ai taglieggiati; un insulto che non riesco ad avallare e, soprattutto, a giustificare presso i miei elettori (sì, colleghi, a chi mi ha espresso il proprio consenso a rappresentarlo nella massima istituzione dello Stato e, quindi, mi permette di parlarvi in questo momento). Comprendo che, grazie a quella scellerata legge elettorale, gran parte di noi debba rendere conto soltanto ai capi che li hanno nominati e non ai cittadini elettori, ma dovremmo farne un problema di coscienza.
Spero vivamente che le coscienze di tutti noi si ribellino a questo scandaloso accordo, che ha incluso nel provvedimento di indulto reati come il voto di scambio mafioso, i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione, gli estortori, i delinquenti abituali. Il Presidente del Consiglio del precedente Governo e i suoi alleati per ben cinque anni hanno tentato di dare un colpo di spugna come questo, ma non vi sono riusciti: mi sembra veramente singolare che l'Unione stia proseguendo con quella politica dei provvedimenti legislativi personalizzati.
Voglio, quindi, concludere il mio intervento con un forte richiamo a tutti, affinché in questo ramo del Parlamento vi si metta riparo, approvando quegli emendamenti tesi ad escludere dall'indulto i reati che certamente non contribuiscono allo svuotamento delle carceri, ma rispetto ai quali sarà estremamente difficile giustificarsi con la stragrande maggioranza del popolo italiano. (Applausi dal Gruppo Misto-IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stiffoni. Ne ha facoltà.