GIAMBRONE (Misto-IdV). Onorevole Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, è il primo intervento in materia giudiziaria del nuovo Parlamento e di questo Senato. Nel programma dell'Unione si faceva e si fa sì riferimento ad atti di clemenza (amnistia e indulto previsti dall'articolo 79 della Costituzione), ma in esso si legge chiaramente da adottare però dopo, o contemporaneamente, comunque in coerenza con una organica riforma del codice penale e del relativo codice processuale.
Siamo invece in presenza di una proposta di indulto senza amnistia e senza riforme, anzi di una proposta di indulto in contrasto con la riforma che l'Unione, negli ultimi cinque anni, ha invocato contro il lassismo fatto di depenalizzazioni di reati societari e di conflitto di interessi.
L'indulto, per il quale è richiesta la maggioranza dei due terzi, è atto parlamentare, è atto di grande delicatezza perché incide sulla divisione dei poteri: consente al legislativo di annullare in tutto o in parte una formale sentenza giudiziaria.
Sostenere la necessità di un atto di indulto anche per ridurre il sovraffollamento delle carceri, invocando un sistema carcerario civile, ricordare l'esigenza di umanizzare la pena è parte del programma di Italia dei Valori, è parte del programma dell'Unione, è parte del programma di gruppi ed esponenti politici di entrambi gli schieramenti. Ma che rapporto ha con tali esigenze? Italia dei Valori non è contraria all'indulto, è contraria a questo indulto.
Si escludono dall'indulto, nella proposta oggi al nostro esame, alcuni reati ritenuti di particolare allarme sociale. Non si escludono (rivelando un'inaccettabile mistificazione) reati ritenuti di non particolare allarme sociale.
Non è di particolare allarme sociale l'estorsione? Non sono di particolare allarme sociale i reati contro la pubblica amministrazione? E ancora: peculato, concussione, corruzione in atti d'ufficio non sono reati di particolare allarme sociale? Un corruttore di magistrati e magistrati corrotti non determinano un clima e un particolare allarme sociale? Avvelenare le acque e adulterare alimenti non produce particolare allarme sociale? L'evasione fiscale, i reati societari, i falsi in bilancio di Parmalat, Cirio, «Bancopoli», dei furbetti del quartiere, non producono particolare allarme sociale? Il voto di scambio politico-mafioso, previsto dall'articolo 416-ter del codice penale e per il quale è comminata per rinvio la stessa pena dell'articolo 416-bis dello stesso codice, non produce allarme sociale?
Inoltre, non produce particolare allarme sociale applicare questo indulto a questi reati? E ancora, non produce particolare allarme sociale applicare questo indulto a questi reati commessi sino al 2 maggio 2006, reati commessi, ancorché non contestati, per i quali ancora non è stata avviata alcuna azione penale? Non produce particolare allarme sociale tale termine finale del 2 maggio 2006, con un termine iniziale che risale all'ultimo provvedimento di indulto, ad oltre sedici anni fa? Si propone uno scandaloso colpo di spugna per i reati sino al 2 maggio 2006, cui si aggiunge un incredibile bonus per reati che verranno contestati e magari accertati fra quattro o cinque anni?
Il messaggio è chiaro: chi sbaglia non paga. Un indulto che diventa un insulto per magistrati, poliziotti, carabinieri e finanzieri, ai quali questo Parlamento si accinge a mandare un messaggio devastante: lavorate, indagate, rischiate rappresaglie e conflitti a fuoco, ma ai criminali che riuscirete a individuare e condannare viene dato un bonus di impunità. Un insulto, una derisione.
Un insulto, una derisione per quella cultura della legalità che avrebbe dovuto marcare la differenza tra una maggioranza e un Governo nato anche sull'onda dell'indignazione per la questione morale e il precedente Governo. Questa legislatura, che avrebbe dovuto essere la primavera dopo l'inverno appena trascorso, rischia di consolidare sfiducia nella giustizia e di passare alla storia del nostro Paese come la legislatura della cultura dell'illegalità.
Italia dei Valori vuole impedire che questa legislatura, in materia giudiziaria, si apra con un vero e proprio sequestro: il sequestro della speranza di legalità e trasparenza; il sequestro da parte di criminali dal colletto bianco; il sequestro di migliaia e migliaia di disperati, in carcere per reati che potrebbero essere depenalizzati, i quali potrebbero essere scarcerati con legge ordinaria (a maggioranza semplice e senza nessun accordo). (Applausi dal Gruppo Misto-IdV).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Buccico. Ne ha facoltà.