CASTELLI (LNP). Signor Presidente, esprimo rapidamente, perché il tempo è tiranno, alcune brevi considerazioni che svolgeremo più approfonditamente nel dibattito.
È noto che siamo contrari, perché riteniamo che questo provvedimento rappresenti una resa dello Stato. Nessuna delle motivazioni che il senatore Buccico ha illustrato, peraltro così abilmente come suo solito, mi ha convinto. Soprattutto una: egli ha dichiarato che chi vota no a questo provvedimento risponde a bassi istinti. Il desidero di giustizia e di sicurezza dei cittadini italiani non è un basso istinto, ma un fondamento del vivere civile. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Formisano). È questo il motivo per il quale siamo fondamentalmente contrari a questo provvedimento.
Abbiamo, tuttavia, deciso di assumere un atteggiamento responsabile e rispettoso verso questo provvedimento, sul quale non siamo - ripeto - assolutamente d'accordo. Vi è stato un ramo del Parlamento che ha votato; non possiamo far altro che prendere atto di questo voto, lo rispettiamo.
Il prosieguo del dibattito, quindi, per noi sarà improntato a cercare non tanto di ostacolare l'approvazione di questo provvedimento, quanto piuttosto di migliorarlo. Infatti, colleghi, vi invito tutti a leggere esattamente cosa c'è scritto nel provvedimento dal punto di vista tecnico. Esso non ha mai avuto eguali in tutta la storia della Repubblica. In tutta la storia della Repubblica non vi è un provvedimento di questa natura che di fatto - ed è vero, lo confermo, posso portare i conti - libererà subito circa 16.000 detenuti e in prospettiva più di 60.000. Questo è un dato incontrovertibile, checché se ne dica. Si può dire sì o no, ma qualunque cosa si dica esistono i conti, che si possono verificare anche esaminando il sito Internet del Ministero della giustizia. Sono cifre a disposizione di tutti.
Si possono, allora, apportare correzioni, colleghi. La Camera ha tutto il tempo di recepire le nostre correzioni, che vanno adottate per due motivazioni. In primo luogo, per rivendicare il ruolo fondamentale del Senato: non possiamo essere, su una questione così importante, la mosca cocchiera della Camera. In secondo luogo, vi sono alcune correzioni che vanno apportate per forza, che bisogna assolutamente inserire affinché il provvedimento non lanci un segnale, anche alla comunità internazionale, secondo il quale l'Italia si è arresa alla criminalità.
Occorre ridurre il tempo per il quale è concesso: non può essere di tre anni, ma dev'essere ricondotto a due, come è stato previsto in tutti i provvedimenti d'indulto nella storia della Repubblica.
Bisogna eliminare alcune fattispecie di reato; il collega prima ne ha citate alcune, ma ve ne sono altre, soprattutto l'articolo 416-ter del codice penale, che va inserito tra le norme a cui non si applicano le disposizioni in oggetto, altrimenti non possiamo esitare un provvedimento di questa natura.
Quindi, prego veramente i colleghi, pur favorevoli all'indulto, a soffermarsi su questo tema, nell'ottica quanto meno di migliorarlo. Non si può approvare il disegno di legge così come è stato trasmesso dalla Camera dei deputati. È inaccettabile. Nel corso della discussione cercherò poi di illustrarne le motivazioni.
Approfitto, infine, della presenza del ministro Mastella per approfondire un'altra questione fondamentale. Si dice: intanto liberiamo tutti; intanto diamo questo segnale di resa; intanto tutti i delinquenti e i criminali andranno in giro nel mese di agosto, quando la gente è in vacanza (pensate quali problemi di ordine pubblico!); poi faremo le riforme, poi vareremo i piani.
I piani per costruire nuovi penitenziari e per far fronte al sovraffollamento ci sono già, sono al Ministero della giustizia, alcuni anche innovativi. Io ho presentato l'ordine del giorno G105 che interviene proprio su tale questione.
Sappiamo tutti che le risorse sono scarse, ancora di più adesso che il decreto-legge Bersani ha tagliato 350 milioni di euro per le spese della giustizia (dunque sono ancora più scarse), ma c'è un piano che è legato a due società, varate dal precedente Governo, le cui azioni sono detenute dal Ministero dell'economia e delle finanze, la Patrimonio spa e la Dike Aedifica spa, le quali sono in grado di costruire penitenziari a costo zero.
Io prego vivamente il ministro Mastella di accogliere non solo formalmente quest'ordine del giorno che impegna il Governo a proseguire su tale strada, che consentirà di costruire a costo zero e rapidamente nuovi penitenziari. Credo che questa sia l'unica via civile, rispettosa della volontà di giustizia e sicurezza dei nostri cittadini, per rispondere al problema effettivamente esistente di garantire la dignità ai detenuti. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).
Presidenza del vice presidente CAPRILI (ore 10,37)
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vano. Ne ha facoltà.