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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 29/07/2006


PRESIDENTE. La Commissione bilancio ha espresso parere di nulla osta sul disegno di legge e sulle proposte di modifica, ad eccezione degli emendamenti 1.0.3, 1.0.300, 1.0.301, 1.0.302 e 1.0.303, sui quali il parere è contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Passa all'esame dell'unico articolo del disegno di legge, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e comunica che i senatori De Gregorio e Rame hanno ritirato i propri emendamenti.

MANZIONE, relatore. Premesso che il disegno di legge sfugge alla logica della distinzione dei ruoli di maggioranza e di opposizione, sulla base del dibattito parlamentare sin qui svolto esprime parere contrario su tutte le proposte di modifica, rimettendosi all'assemblea su tre tipologie di emendamenti volte, rispettivamente, a ridurre la misura di applicabilità dell'indulto da tre a due anni per le pene detentive, da 10.000 a 1.000 euro per le pene pecuniarie, nonché ad escludere dal provvedimento il reato di voto di scambio mafioso, con la precisazione che il reato di cui all'articolo 416-ter è figura autonoma.

 

MANCONI, sottosegretario di Stato per la giustizia. E' contrario a tutti gli emendamenti.

 

BRUTTI Massimo (Ulivo). Sottolinea che la Commissione ha respinto tutti gli emendamenti.

 

FORMISANO (Misto-IdV). Per completezza di informazione precisa che, durante l'esame in sede referente, sono stati ritirati tre emendamenti.

 

All'esito di distinte votazioni, risultano respinti gli emendamenti da 1.1 a 1.602. A seguito della votazione nominale elettronica chiesta dal senatore GIAMBRONE (Misto-IdV), risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.7 a 1.30.

CASTELLI (LNP). Dichiara voto favorevole all'emendamento 1.31, che intende ridurre ad un anno la misura di applicazione per le pene detentive perché la previsione di tre anni, tenuto conto dei procedimenti pendenti, equivarrebbe a concedere una sorta di garanzia di impunità per i prossimi sette anni a chi ha un processo pendente per reati che prevedono pene fino a sei anni. La modifica proposta consente di raggiungere gli auspicati obiettivi deflattivi e, in considerazione del largo favore che il provvedimento incontra, l'altro ramo del Parlamento avrebbe la possibilità di licenziare tempestivamente un disegno di legge cui siano state apportate modifiche incisive ma limitate. (Applausi dal Gruppo LNP).

D'AMBROSIO (Ulivo). E' difficile capire per quali ragioni il primo atto in materia di giustizia della nuova maggioranza non sia un provvedimento strutturale, di riduzione della durata del processo o di depenalizzazione dei reati minori, bensì un indulto troppo esteso, di cui non si sono ben comprese le conseguenze. Controproducente sul piano dell'educazione alla legalità, inutile sul piano della soluzione del problema del sovraffollamento delle carceri, il disegno di legge produrrà invece effetti devastanti, quali la scarcerazione di condannati per reati gravi e la vanificazione del lavoro istruttorio in corso, e non aiuterà i più deboli, gli extracomunitari che lavorano in nero. Poiché la delusione delle aspettative suscitate nella popolazione carceraria solleverebbe problemi di ordine pubblico, l'emendamento 1.31 consente, attenuando le conseguenze più negative, di conseguire comunque quell'obiettivo di svuotamento delle carceri che rappresenta la ratio del provvedimento. (Nel corso dell'intervento applausi dai Gruppi AN, LNP, FI e della senatrice Pisa).

 

MANTOVANO (AN). Voterà a favore dell'emendamento 1.31 che, in un ottica di contenimento del danno, mira a rendere più decoroso l'indulto.

 

All'esito di due votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori CASTELLI (LNP) e FORMISANO (Misto-IdV),risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.31 a 1.77 (Testo corretto). Il Senato respinge, quindi, gli emendamenti da 1.78 a 1.812.

 

CASTELLI (LNP). Invita i colleghi dell'opposizione ad approvare, in conformità con le posizioni politiche espresse nella passata legislatura, l'emendamento 1.82, il cui fine è di escludere dai benefici del provvedimento i recidivi.

 

MANTOVANO (AN). Voterà a favore dell'emendamento, finalizzato ad operare un discrimine tra delinquenti occasionali e professionisti del crimine. (Applausi dal Gruppo AN).

 

All'esito della votazione nominale elettronica chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.82 a 1.4001. Il Senato respinge, quindi, gli emendamenti da 1.88 a 1.91.

 

CASTELLI (LNP). L'emendamento 1.92 è volto alla difesa degli interessi delle vittime dei reati.

 

MANTOVANO (AN). Appone la firma all'emendamento 1.92, di cui condivide la finalità nell'ottica di risarcire le vittime dei reati.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.92 a 1.94

 

CASTELLI (LNP). L'emendamento 1.95 recepisce all'interno del provvedimento una disposizione già contenuta nella cosiddetta legge "Bossi-Fini", condizionando l'applicazione agli immigrati clandestini dell'indulto all'abbandono del territorio nazionale.

Il Senato respinge l' emendamento 1.95.

 

CASTELLI (LNP). L'emendamento 1.96 sottende alla salvaguardia degli interessi economici delle vittime dei reati, prevedendo garanzie per il risarcimento del danno pecuniario.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), il Senato respinge l'emendamento 1.96.

 

D'AMBROSIO (Ulivo). In conseguenza della reiezione dell'emendamento 1.31, ritira l'emendamento 1.97.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.100 a 1.1052.

 

CASTELLI (LNP). Coglie l'occasione della votazione dell'emendamento 1.106 per stigmatizzare il carattere ostruzionistico e strumentale delle modifiche proposte da una componente della maggioranza che sostiene il Governo. (Applausi dai Gruppi LNP, FI, AN e UDC).

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.106 a 1.1172. All'esito di due votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori FORMISANO (Misto-IdV) e GIAMBRONE (Misto-IdV), risultano respinti o preclusi rispettivamente gli emendamenti da 1.118 a 1.1182 e da 1.128 a 1.1282. Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 1.119 a 1.1292 e da 1.133 a 1.1532.

 

DE GREGORIO (Misto-IdV). Ricorda alla Presidenza di avere già comunicato alla Segreteria il ritiro di tutti gli emendamenti a sua firma.

 

PRESIDENTE. Ne prende atto.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.154 a 1.4002.

 

FORMISANO (Misto-IdV). Sottolinea che l'emendamento 1.174 é il primo di una serie di emendamenti volti ad escludere dai benefici dell'indulto fattispecie di reato in danno alla pubblica amministrazione.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.174 a 1.1892.

 

CASTELLI (LNP). In coerenza con i numerosi patti internazionali firmati dal Governo italiano per il contrasto alla corruzione, l'emendamento 1.193 propone l'esclusione dai benefici previsti dal provvedimento di tale reato. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

BALBONI (AN). Appone la firma all'emendamento, su cui annuncia il voto favorevole di Alleanza Nazionale.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), il Senato respinge l'emendamento 1.193.

Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 1.190 a 1.2202a. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore FORMISANO (Misto-IdV), Il Senato respinge gli emendamenti da 1.221 a 1.2212. Sono quindi respinti gli emendamenti da 1.222 a 1.2472.

 

CASTELLI (LNP). La votazione dell'emendamento 1.249 che intende escludere dall'indulto i reati societari rappresenta l'occasione per smentire davanti all'opinione pubblica la circostanza che l'improvvisa accelerazione data dalla maggioranza all'indulto possa ascriversi al tentativo di coprire i recenti scandali finanziari, che hanno investito anche società legate al centrosinistra. (Applausi dai Gruppi LNP e AN).

 

FORMISANO (Misto-IdV). Sottoscrive l'emendamento.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), è respinto l'emendamento 1.249.

 

MUGNAI (AN). Segnala che il suo voto favorevole sull'emendamento è apparso erroneamente come contrario.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.2480 a 1.2542.

 

STIFFONI (LNP). Invita a votare a favore dell'emendamento 1.257 tendente escludere dall'indulto il reato di scambio elettorale politico-mafioso.

 

Con due votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori STIFFONI (LNP) e CASTELLI (LNP), il Senato respinge gli emendamenti rispettivamente da 1.257 a 1.2592 e da 1.281 a 1.2672. Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 1.260 a 1.2652 e da 1.268 a 1.2912.

 

MANTOVANO (AN). L'emendamento 1.4005 propone l'esclusione dall'indulto dei reati di rapina aggravata ed estorsione aggravata.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MANTOVANO (AN), è respinto l'emendamento 1.4005. All'esito di distinte votazioni, risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.292 a 1.3972.

 

PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento della votazione dell'articolo 1 in attesa dell'esame degli emendamenti aggiuntivi di articoli dopo l'articolo 1. A tale proposito, ricorda che la senatrice Rame ha ritirato i suoi emendamenti aggiuntivi.

 

DE GREGORIO (Misto-IdV). Invita a votare a favore dell'emendamento 1.0.1 e degli altri sostanzialmente identici tesi a istituire il Fondo per la corresponsione di un contributo a favore dei detenuti in modo da favorirne il reinserimento nella società civile.

 

All'esito di distinte votazioni, risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.0.1 a 1.0.303.

 

ZANDA (Ulivo). Si congratula e ringrazia il presidente Calderoli per la conduzione della seduta. (Generali applausi).

 

Presidenza del vice presidente CAPRILI