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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 29/07/2006


BRUTTI Massimo (Ulivo). L'ampio consenso registrato dal provvedimento è indice della consapevolezza diffusa che le condizioni di vita nelle carceri si discostano drammaticamente dalle previsioni costituzionali. Il sovraffollamento, il disagio, la disperazione, che nei penitenziari colpiscono soprattutto i tossicodipendenti e gli stranieri poveri, impongono, oltre le divisioni politiche, un atto di clemenza. Si tratta di un'emergenza, dopo un periodo molto lungo in cui non sono stati assunti provvedimenti in tale direzione; è innegabile la necessità di interventi strutturali di razionalizzazione delle norme penali e processuali, che richiedono però tempi più lunghi, discussioni approfondite, convergenze tra maggioranza e opposizione. A differenza dell'amnistia, che estingue il reato, l'indulto è una misura eccezionale di riduzione della pena detentiva e il provvedimento in esame ne esclude l'applicazione ai reati più gravi che colpiscono le persone e offendono l'ordinamento democratico, mentre per i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione resteranno validi l'accertamento delle responsabilità, l'interdizione dai pubblici uffici, le pene accessorie temporanee. Richiedendo un elevato quorum parlamentare, il disegno di legge è naturalmente frutto di un incontro tra sensibilità e punti di vista diversi, ma non si tratta di un colpo di spugna e le offensive affermazioni del ministro Di Pietro sono destituite di fondamento. L'Ulivo si assume la responsabilità di esprimere un voto favorevole ad una misura che tende una mano alla popolazione carceraria, ma anche agli operatori di polizia penitenziaria. (Vivi applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, Aut e dai banchi del Governo).