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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 29/07/2006


Ripresa della discussione dei disegno di legge n. 881

DE GREGORIO (Misto-IdV). Il sovraffollamento e il degrado delle carceri italiane vanificano la prospettiva del recupero sociale del condannato e violano le convenzioni internazionali sui diritti umani. In dissenso dal leader dell'Italia dei Valori, che si oppone al provvedimento per comprensibili motivi attinenti alla storia personale e alla cultura politica, dichiara la propria astensione su un disegno di legge che è dettato soprattutto da ragioni di coscienza: corrispondendo ad un appello del Pontefice, si tratta di privilegiare la speranza di una comunità sofferente rispetto all'esigenza di punire i corruttori. (Applausi dal Gruppo Misto-IdV).

BUTTI (AN). I provvedimenti di amnistia e indulto, che nell'immaginario popolare sono atti eccezionali di clemenza, hanno perso in realtà ogni connotazione premiale per diventare atti frequenti di politica giudiziaria, finalizzati a svuotare le carceri e a snellire i fascicoli delle procure senza però rimuovere le cause dei problemi che affliggono la giustizia. Il reale perseguimento della finalità di rieducazione del condannato richiederebbe programmi di edilizia carceraria, misure di ampliamento degli organici, interventi per lo snellimento dei processi; ricorrendo all'indulto, che nel caso in esame riguarda anche reati gravi e di particolare odiosità sociale, lo Stato rinuncia esercitare le sue prerogative, mina la propria credibilità e disconosce il diritto dei cittadini alla sicurezza. Per sostenere il disegno di legge, che sottende la stessa logica immorale del condono fiscale, sarebbe opportuno evitare di strumentalizzare affermazioni del Pontefice. (Applausi dal Gruppo AN. Congratulazioni).

CUTRUFO (DC-Ind-MA). I Democratici Cristiani voteranno a favore del provvedimento che, pur destando perplessità in singoli passaggi, risponde prevalentemente agli interessi della parte più debole della popolazione carceraria. Il disegno di legge rappresenta un'opportunità politica per compiere un atto di pacificazione sociale, coerente con principi religiosi e morali profondamente radicati nel Paese. L'indulto è un atto di riparazione dovuto dalle istituzioni, se si considera che la crisi della giustizia e la durata dei processi sono un'emergenza sociale, e le condizioni carcerarie hanno -in alcuni casi - trasformato l'espiazione della pena in una pratica di tortura. (Applausi dal Gruppo Misto-DC-Ind-MA).

TONINI (Aut). Premesso che l'invito pressante di papa Giovanni Paolo II ad un atto di clemenza ebbe il plauso corale del Parlamento, il provvedimento di concessione dell'indulto non è motivato soltanto da ragioni umanitarie ma dipende anzitutto dalla finalità di recupero sociale del reo, prescritta dalla Costituzione, alla quale l'attuale sistema giudiziario non è in grado di corrispondere per scarsità di risorse e per sovraffollamento delle carceri. Ritenendo però che non si possa sottovalutare l'impatto del disegno di legge su un'opinione pubblica preoccupata per le ricadute sulla sicurezza pubblica, anche al fine di impedire che l'inquietudine sia demagogicamente strumentalizzata, auspica un ulteriore approfondimento, dal cui esito dipenderà l'orientamento di voto. (Applausi dei senatori Negri e Zanone).

CAFORIO (Misto-IdV). L'Italia dei Valori è favorevole a un provvedimento di clemenza se accompagnato da una riforma della giustizia capace di incidere sulle cause delle disfunzioni. Il disegno di legge in esame non può soddisfare tali requisiti e si presta invece al perseguimento di scopi di altra natura. L'indulto, infatti, si trasforma in un insulto per i cittadini se si estende ai reati contro la pubblica amministrazione e alle estorsioni ed è singolare che l'Unione non persegua la discontinuità con il passato Governo anche sul piano della politica della giustizia. (Applausi dal Gruppo Misto-IdV).

STIFFONI (LNP). La Lega Nord è contraria ad un provvedimento generale di indulto che mina la certezza della pena, vanifica gli effetti deterrenti legati alla sanzione e ha conseguenze negative per la sicurezza dei cittadini. Il problema del sovraffollamento delle carceri deve trovare adeguate risposte sul piano dell'edilizia carceraria, nonché di accordi che consentano agli extracomunitari condannati di scontare la pena nei Paesi di origine. Se Di Pietro, anche per ragioni di visibilità personale, ha richiamato l'attenzione sui reati di corruzione e sui reati finanziari, il rifiuto della Lega per il colpo di spugna si appunta sui reati di maggiore pericolosità sociale, quali l'omicidio e la rapina. In merito all'accordo trasversale che è stato costruito in Parlamento occorre precisare che la Lega non ha mutato le proprie convinzioni tenendo ferme le note distinzioni rispetto agli altri partiti del centrodestra, mentre le posizioni del centrosinistra sono contraddittorie e incoerenti. (Applausi dal Gruppo LNP).

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Illustra l'ordine del giorno G100 che impegna il Governo ad approvare entro settembre un adeguato provvedimento di sequestro e confisca dei beni per coloro che abbiano subito provvedimenti di condanna per corruzione e per reati finanziari.

BOCCIA Maria Luisa (RC-SE). La concessione dell'indulto non è sottesa a garantire forme di impunità o di deroga alla legalità, come con una campagna di disinformazione si è cercato di far credere all'opinione pubblica, ma è una misura necessitata dalle particolari condizioni di degrado delle carceri a causa dell'eccessivo affollamento, in parte dovuto all'enfatizzazione delle norme penali e alla criminalizzazione di comportamenti legati ad alcuni fenomeni, come l'immigrazione e la tossicodipendenza, che si è registrata negli ultimi anni. Il provvedimento, che proprio per l'elevato quorum richiesto per l'approvazione non è ascrivibile a ragioni di opportunità o convenienza politica, ma rappresenta un apprezzabile punto di convergenza e di equilibrio tra le forze di maggioranza e di opposizione, è la premessa per l'avvio di una politica di riforme strutturali nei settori penitenziario e giudiziario. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

DIVINA (LNP). Sottolinea la contrarietà dei senatori della Lega Nord al provvedimento di indulto, motivata dai gravi rischi che riveste per la cittadinanza la liberazione di un numero così alto di detenuti, senza che venga accompagnata da misure che scoraggino la reiterazione di reati. Occorre altresì valutare attentamente gli effetti che simili decisioni implicano sulla motivazione del personale addetto alla repressione dei reati e all'amministrazione della giustizia, che vedono così vanificati i loro sforzi, quelli compiuti fino ad oggi per assicurare l'applicazione della legge e addirittura quelli futuri, visto che la riduzione della pena si applicherà anche a reati non ancora passati in giudicato. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

BALBONI (AN). Alleanza Nazionale non è pregiudizialmente contraria all'indulto, purché questo venga accompagnato da riforme organiche e strutturali finalizzate a migliorare nel concreto le condizioni di vita dei detenuti, che possano giustificare l'adozione da parte del Parlamento di provvedimenti eccezionali di clemenza. Per questo motivo esprime forti perplessità sul disegno di legge in esame, che sulla base di pretestuosi principi umanitari pone in essere un intervento demagogico che sacrifica l'interesse delle vittime dei reati alla giusta espiazione delle condanne e aggrava le condizioni di sicurezza dei cittadini per la scarcerazione di migliaia di delinquenti, alcuni colpevoli di reati gravissimi, se solo si considera che tra le fattispecie escluse dal benefico non compare l'omicidio volontario. (Applausi dal Gruppo AN).

RUBINATO (Aut). L'approvazione del provvedimento di clemenza in esame rappresenta la risposta eccezionale alle condizioni gravemente lesive della dignità umana in cui versa la popolazione carceraria, che rendono difficile perseguire le finalità rieducative della detenzione, amplificando gli effetti afflittivi della pena. Il senso di insicurezza dei cittadini che, nonostante il sovraffollamento degli istituti penitenziari, sono sfiduciati circa la reale capacità dello Stato di garantire la certezza del diritto e l'espiazione della pena, rende ineludibile procedere alla riforma del sistema penitenziario e, più in generale, dell'ordinamento della giustizia per ripristinare nel Paese condizioni di realizzazione della giustizia, in ottemperanza a quanto previsto dalla Costituzione. Un preciso impegno in tal senso viene richiesto al Governo con l'ordine del giorno G116. (Applausi dai Gruppi Aut e Misto-IdV).

PITTELLI (FI). Forza Italia è favorevole alla concessione dell'indulto, che corrisponde allo stato di necessità riscontrabile negli istituti penitenziari del Paese per le condizioni di vita disagiate e indecorose dei detenuti, che rendono difficile l'attuazione dei principi di cui all'articolo 27 della Costituzione, sulla funzione rieducativa della privazione della libertà. Su questioni di tale delicatezza ed urgenza è necessario relegare alla campagna elettorale le posizioni ideologiche, demagogiche e pretestuose e procedere speditamente all'approvazione del provvedimento di clemenza, anche se ciò comporta una mortificazione delle prerogative del Parlamento. (Applausi dal Gruppo FI e dei senatori Antonione e Selva).

CASSON (Ulivo). Preannuncia il voto favorevole sul provvedimento in esame che, lungi dal poter essere considerato una forma di rinuncia dello Stato ai principi di certezza del diritto e della legalità, rappresenta una precisa assunzione di responsabilità del Parlamento nei confronti di un fenomeno di grave disagio sociale. L'indulto è quindi una misura emergenziale ed eccezionale, che non permette di risolvere i problemi di fondo alla base del disagio e delle privazioni in cui versa la popolazione carceraria a causa del sovraffollamento degli istituti penitenziari, ma rappresenta la premessa agli interventi di carattere strutturale enunciati nel programma dell'Unione nell'ambito di una nuova ottica in tema di giustizia e di sicurezza. (Applausi dal Gruppo Ulivo, del senatore Biondi e dai banchi del Governo).

 

Presidenza del presidente MARINI

MANTOVANO (AN). Ribadisce la richiesta di una comunicazione in Aula da parte del Ministro dell'interno al fine di valutare l'impatto del provvedimento sulla sicurezza. (Applausi dal Gruppo AN).

PRESIDENTE. Rappresenterà la sollecitazione. Dichiara chiusa la discussione generale.

MANZIONE, relatore. Il dibattito ampio e approfondito ha fatto registrare, oltre ad alcuni prevedibili atteggiamenti ostruzionistici, momenti di alta e nobile partecipazione nonché elementi di perplessità e disagio, spesso condivisibili e comprensibili in considerazione della delicatezza dalla questione. La ricerca della condivisione richiesta sulla materia in virtù del dettato costituzionale va comunque trovata nell'emergenza che attraversa il sistema carcerario in ragione del sovraffollamento, causa di sofferenza che non può rimanere inascoltata. Ciò determina l'assunzione di responsabilità da parte del Parlamento nella consapevolezza della forte aspettativa da parte del mondo carcerario. (Applausi dal Gruppo Ulivo)

MASTELLA, ministro della giustizia. Rivolge un non formale ringraziamento ai senatori intervenuti nel dibattito manifestando rispetto per la pluralità di argomentazioni, peraltro differenziate all'interno delle singole forze politiche, nonché per il disagio manifestato, mentre respinge l'atteggiamento teso ad ostentare una superiorità morale nel dichiarare la contrarietà all'indulto quasi a tacciare gli altri di immoralità . L'intento è quello di ricercare un punto di equilibrio tra le forze politiche, in modo da consentire, ai sensi della norma costituzionale, un'ampia convergenza sull'indulto quale atto di deflazione umanitaria. Peraltro, come sottolineato da un autorevole costituzionalista, lo sconto di pena previsto riguarderebbe per gran parte le pene comminate inferiori a tre anni che, secondo l'ordinamento, non dovrebbero essere scontate in carcere ma in affidamento ai servizi sociali, né il provvedimento consente la scarcerazione di pericolosi criminali. La proposta è tesa a dare risposta all'insostenibile situazione delle carceri, ma non fa venire meno la necessità di riforme strutturali. Peraltro, se l'approvazione di misure clemenziali rientra nel programma dell'Unione, le determinazioni del Parlamento assumono carattere di autonomia quanto più saranno fondate sull'accordo tra maggioranza e opposizione, non in un'idea di allargamento della maggioranza, ma in linea con la norma costituzionale. (Applausi dal Gruppo Ulivo e del senatore Grillo).

 

PRESIDENTE. Passa all'esame degli ordini del giorno.

 

MANZIONE, relatore. Esprime parere favorevole sugli ordini del giorno G100, G101, G104, G115 e G116 e favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno G102, G103, G104, G106, G107, G108, G109, G110, G111, G112, G113 e G114. E' contrario sul G105.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Si rimette all'Aula sull'ordine del giorno G116. Esprime parere conforme a quello del relatore sugli altri.

 

BRUTTI Massimo (Ulivo). Sarebbe utile una convergenza degli ordini del giorno G115 e G116.

 

PRESIDENTE. In quanto accolti dal governo sugli ordini del giorno G100 e G101 non verranno posti in votazione.

 

ZUCCHERINI (RC-SE). Sarebbe preferibile un pieno accoglimento dell'ordine del giorno G102.

 

MANZIONE, relatore. Il problema è che l'impegno chiesto al Governo di emanazione di provvedimenti normativi non è solamente di sua competenza.

 

RUSSO SPENA (RC-SE). Modifica il dispositivo dell'ordine del giorno nel senso indicato (v. Allegato A).

 

MANZIONE, relatore. È favorevole all'accoglimento.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Lo accoglie nel testo riformulato.

 

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G102 non viene posto in votazione.

 

MANTOVANO (AN). L'ordine del giorno G103 impegna il Governo in materia di edilizia penitenziaria, in particolare prevede una posta al riguardo in finanziaria. Chiede un chiarimento in ordine all'accoglimento come raccomandazione.

 

MANZIONE, relatore. Condivide le finalità degli impegni di cui all'ordine del giorno G103 ma sono difficilmente assumibili come obblighi.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Condivide anch'egli la necessità di interventi in materia di edilizia penitenziaria ma, stante problemi di compatibilità finanziaria non desumibili in tale sede, è più corretto un accoglimento come raccomandazione.

 

BIONDI (FI). Pur apprezzando la prudenza, si tratta di un impegno alla prosecuzione attiva di lavori già avviati.

 

MANTOVANO (AN). Chiede la votazione dell'ordine del giorno.

 

CASTELLI (LNP). L'approvazione dell'ordine del giorno rappresenta l'occasione per dare concretezza a mere enunciazioni sul programma di edilizia carceraria.

 

IZZO (FI). Sottoscrive l'ordine del giorno.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MANTOVANO (AN), è approvato l'ordine del giorno G103. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LNP).

 

CASTELLI (LNP). Ritira l'ordine del giorno G 104 ed invita votare a favore del G105, che impegna il Governo a proseguire il progetto deliberato nella scorsa legislatura, che affida ad una società per azioni controllata da Patrimonio dello Stato Spa la realizzazione di programmi di edilizia carceraria attraverso l'utilizzo delle risorse provenienti dalla vendita dei penitenziari dismessi.

MANZIONE, relatore. Modificando il parere precedente, si dichiara favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G105 come raccomandazione, anche in considerazione del fatto che non ritiene opportuno vincolare il Governo sulle scelte di edilizia carceraria.

MASTELLA, ministro della giustizia. Per motivi di correttezza anche rispetto alla condotta assunta sul precedente ordine del giorno, si rimette all'Assemblea.

ANDREOTTI (Misto). Il riconoscimento presente su numerosi documenti ufficiali ministeriali dell'intollerabile quantità della popolazione carceraria rende apparentemente impossibile discordare sulla questione essenziale richiamata dall'ordine del giorno. (Applausi dai Gruppi Aut, FI, AN, UDC e LNP e della senatrice Finocchiaro).

BIONDI (FI). L'ordine del giorno in esame è volto a rimuovere la causa dell'attuale difficile situazione carceraria; il sovraffollamento che il provvedimento mira ad attenuare è solo l'effetto dei ritardi nel campo dell'edilizia carceraria.

CASTELLI (LNP). Premesso che questioni del genere potrebbero più idoneamente essere affrontate con un atto di sindacato ispettivo, sottolinea che le richiamate società per azioni sono di totale proprietà dello Stato: l'ordine del giorno G105 mira a chiarire se il nuovo Governo vuole continuare ad avvalersene.

RUSSO SPENA (RC-SE). L'intervento chiarificatore del senatore Castelli concorre a confermare la contrarietà di Rifondazione Comunista all'ordine del giorno: la critica situazione penitenziaria va affrontata con un'organica serie di misure sulle quali occorrerà promuovere un serio dibattito e non solo con la costruzione di nuove carceri. Invita l'Ulivo a valutare con attenzione il passaggio dell'ordine del giorno relativo ai tagli disposti dal cosiddetto decreto Bersani-Visco ed i vincoli che il testo pone alla discrezionalità del Governo. (Applausi dal Gruppo RC-SE e del senatore Brutti Paolo).

MASTELLA, ministro della giustizia. Il riferimento ai tagli operati dal decreto-legge Bersani-Visco è inaccettabile. Si è rimesso all'Assemblea per correttezza istituzionale, poiché l'ordine del giorno investe questioni di competenza anche del Ministro delle infrastrutture. (Applausi dai Gruppi Ulivo e FI e dai banchi del Governo).

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), il Senato approva l'ordine del giorno G105. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).

 

PRESIDENTE. Essendo stati accolti come raccomandazione, gli ordini del giorno da G106 a G112 non vengono posti ai voti.

MANTOVANO (AN). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G113, attesa l'assenza di un rappresentante del Ministero dell'interno che rende impossibile approfondire la consistenza numerica degli effetti del provvedimento.

BRUTTI Massimo (Ulivo). L'Ulivo potrebbe condividere l'ordine del giorno, a condizione che venga soppressa al premessa, che contiene giudizi inaccettabili per la maggioranza.

 

MANTOVANO (AN). Ritira la premessa dell'ordine del giorno.

 

MANZIONE, relatore. Esprime parere favorevole all'accoglimento del testo modificato.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Concorda con il relatore.

 

TOFANI (AN). Chiede la votazione.

 

Il Senato approva l'ordine del giorno G113 (testo 2).

MANTOVANO (AN). L'ordine del giorno G114 impegna il Governo a garantire nella legge finanziaria un'adeguata copertura della legge sulle vittime del dovere.

FINOCCHIARO (Ulivo). Esprime condivisione per l'ordine del giorno, anche se diretto ad una platea ristretta rispetto alle vittime. (Applausi della senatrice Negri).

 

MANZIONE, relatore. Si rimette all'Assemblea.

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Si rimette all'Assemblea.

 

Il Senato approva l'ordine del giorno G114.

 

PRESIDENTE. Passa all'ordine del giorno G117 (v. Allegato A), derivante dall'unificazione degli ordini del giorno G115 (testo 2) e G116.

 

MANZIONE, relatore. Conferma il parere favorevole espresso sui due ordini del giorno originari.

ZICCONE (FI). Condivide l'ordine del giorno a condizione che venga soppressa, nella parte finale del dispositivo, la parte che chiede di intervenire su tre leggi approvate nella precedente legislatura in tema di immigrazione, tossicodipendenza e benefici della legge Gozzini, richiesta altamente inopportuna per il suo carattere di censura politica rispetto all'operato legislativo della Casa delle libertà. (Applausi dal Gruppo FI).

D'ONOFRIO (UDC). Pone alla Presidenza del Senato il problema dell'ammissibilità della parte dell'ordine del giorno citata dal senatore Ziccone, con la quale il Senato impegna il Governo a sottrargli la potestà legislativa su importanti materie. La sussistenza di tale paradossale profilo, di cui chiede l'eliminazione, impedisce all'UDC di esprimersi favorevolmente sull'ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo UDC).

MANTOVANO (AN). Considerata la notevole articolazione dell'ordine del giorno e le differenziate posizioni politiche esistenti all'interno dell'Assemblea, ne chiede la votazione per parti separate. A parte la questione sollevata nei precedenti interventi, l'ordine del giorno affronta aspetti che andrebbero maggiormente meditati, quale l'istituzione di un ulteriore Garante, e contiene affermazioni inaccettabili, come nel punto in cui si afferma che oggi il regolamento carcerario è calpestato. Singolare è anche la delega ai prefetti di monitorare gli effetti dell'indulto che il Ministro dell'interno si è finora rifiutato di valutare assieme al Parlamento. (Applausi dal Gruppo AN).

FINOCCHIARO (Ulivo). La proposta di votare l'ordine del giorno congiunto per parti separate appare di buon senso. Ricordato che, senza che ciò nulla tolga alle prerogative parlamentari, il Governo è titolare dell'iniziativa legislativa, a maggior ragione su argomenti compresi nel suo programma, condivide le perplessità del senatore Mantovano ed elimina dal testo le parole "oggi calpestato".

 

CASTELLI (LNP). Con il precedente Governo il regolamento penitenziario non era calpestato. (Applausi dai Gruppi LNP, FI e AN).

SALVI (Ulivo). Le osservazioni svolte dal senatore D'Onofrio hanno un fondamento, per cui propone che vengano inserite le parole "promuovere iniziative legislative al fine di" prima del riferimento alle leggi sull'immigrazione, la tossicodipendenza e Gozzini. Ritiene, inoltre, che le considerazioni svolte dal senatore Mantovano per ottenere maggiori notizie sulla sicurezza non siano sufficienti a motivare un voto contrario. Condivide la richiesta di votazione per parti separate ritenendo positivo ogni sforzo destinato a realizzare un'ampia convergenza su tematiche rilevanti. (Applausi del senatore Biondi).

SCHIFANI (FI). Sarebbe contraddittorio se, nel momento in cui è aperta un'accesa polemica sull'invasione del Governo di ambiti propri della funzione legislativa, il Parlamento sollecitasse il Governo ad attivare ancora una volta la decretazione d'urgenza, peraltro su materie che la Casa delle libertà non condivide. In tal senso non è convincente neppure la modifica lessicale proposta dal senatore Salvi. (Applausi dal Gruppo FI).

ANDREOTTI (Misto). L'eterogeneità delle questioni affrontate dall'atto di indirizzo determina difficoltà: appare infatti di problematica valutazione l'istituzione di un ulteriore Garante e non è condivisibile una indicazione al Governo non adeguatamente valutata circa la modifica del sistema sanzionatorio in materia di tossicodipendenze. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LNP).

RUBINATO (Aut). E' naturale chiedere che il Governo attivi le sue strutture per monitorare gli effetti di un provvedimento così importante; contraddittorio è semmai insistere strumentalmente per avere il Ministro in Commissione distogliendolo dai suoi compiti istituzionali. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 

PRESIDENTE. Pone in votazione la richiesta di votare per parti separate l'ordine del giorno.

 

Il Senato approva.

D'ONOFRIO (UDC). Chiede se il Garante proposto dall'ordine del giorno sarà un organo amministrativo o verrà istituito per legge.

MASTELLA, ministro della giustizia. Nell'ambito della rispettiva autonomia costituzionale, argomenti specifici invocati dal Parlamento potrebbero essere oggetto di iniziativa governativa senza espropriare le Camere della titolarità della funzione legislativa. In ordine al Garante nazionale per l'esercizio e la tutela dei diritti dei detenuti, il Governo preannuncia la presentazione di un disegno di legge che tiene conto dell'esperienza maturata in alcune Regioni che hanno già istituito una figura analoga.

 

Con due distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore POLLEDRI (LNP), il Senato approva le parti del dispositivo dell'ordine del giorno G117 (testo 2) che impegnano il Governo, rispettivamente, a promuovere l'istituzione di un Garante per l'esercizio e la tutela dei diritti dei detenuti e ad impartire direttive alle prefetture per il mantenimento della sicurezza e il coordinamento con gli enti locali.

 

SCHIFANI (FI). I successivi punti del dispositivo, che impegnano il Governo a riformare la normativa sull'immigrazione ed il sistema sanzionatorio in materia di tossicodipendenze, determinano una paradossale inversione di ruoli per cui il Parlamento propone un indirizzo politico al Ministro della giustizia. (Applausi dei Gruppi FI e AN).

 

MASTELLA, ministro della giustizia. Gli indirizzi del Dicastero sono stati chiaramente esposti durante l'illustrazione programmatica di fronte alla Commissione giustizia.

 

ANDREOTTI (Misto). Non condivide la modifica proposta dal senatore Salvi, perché esprime un giudizio negativo sull'attuale sistema sanzionatorio in materia di tossicodipendenze, senza che vi sia stata una specifica discussione. Invita perciò l'Assemblea ad astenersi o ad esprimere un voto contrario.

 

Con un'unica votazione nominale elettronica, il Senato respinge la parte del dispositivo tendente a riformare la normativa sull'immigrazione, il sistema sanzionatorio in materia di tossicodipendenze e ad abrogare la limitazione dei benefici previsti dalla legge Gozzini. Con due distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore POLLEDRI (LNP), sono approvati le restanti parti non votate e l'ordine del giorno G117 (testo 2) nel suo complesso (v. Allegato A).

 

PRESIDENTE. Come convenuto, sospende la seduta fino alle ore 15.

 

La seduta, sospesa alle ore 14,15, è ripresa alle ore 15.

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

PRESIDENTE. La Commissione bilancio ha espresso parere di nulla osta sul disegno di legge e sulle proposte di modifica, ad eccezione degli emendamenti 1.0.3, 1.0.300, 1.0.301, 1.0.302 e 1.0.303, sui quali il parere è contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Passa all'esame dell'unico articolo del disegno di legge, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e comunica che i senatori De Gregorio e Rame hanno ritirato i propri emendamenti.

MANZIONE, relatore. Premesso che il disegno di legge sfugge alla logica della distinzione dei ruoli di maggioranza e di opposizione, sulla base del dibattito parlamentare sin qui svolto esprime parere contrario su tutte le proposte di modifica, rimettendosi all'assemblea su tre tipologie di emendamenti volte, rispettivamente, a ridurre la misura di applicabilità dell'indulto da tre a due anni per le pene detentive, da 10.000 a 1.000 euro per le pene pecuniarie, nonché ad escludere dal provvedimento il reato di voto di scambio mafioso, con la precisazione che il reato di cui all'articolo 416-ter è figura autonoma.

 

MANCONI, sottosegretario di Stato per la giustizia. E' contrario a tutti gli emendamenti.

 

BRUTTI Massimo (Ulivo). Sottolinea che la Commissione ha respinto tutti gli emendamenti.

 

FORMISANO (Misto-IdV). Per completezza di informazione precisa che, durante l'esame in sede referente, sono stati ritirati tre emendamenti.

 

All'esito di distinte votazioni, risultano respinti gli emendamenti da 1.1 a 1.602. A seguito della votazione nominale elettronica chiesta dal senatore GIAMBRONE (Misto-IdV), risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.7 a 1.30.

CASTELLI (LNP). Dichiara voto favorevole all'emendamento 1.31, che intende ridurre ad un anno la misura di applicazione per le pene detentive perché la previsione di tre anni, tenuto conto dei procedimenti pendenti, equivarrebbe a concedere una sorta di garanzia di impunità per i prossimi sette anni a chi ha un processo pendente per reati che prevedono pene fino a sei anni. La modifica proposta consente di raggiungere gli auspicati obiettivi deflattivi e, in considerazione del largo favore che il provvedimento incontra, l'altro ramo del Parlamento avrebbe la possibilità di licenziare tempestivamente un disegno di legge cui siano state apportate modifiche incisive ma limitate. (Applausi dal Gruppo LNP).

D'AMBROSIO (Ulivo). E' difficile capire per quali ragioni il primo atto in materia di giustizia della nuova maggioranza non sia un provvedimento strutturale, di riduzione della durata del processo o di depenalizzazione dei reati minori, bensì un indulto troppo esteso, di cui non si sono ben comprese le conseguenze. Controproducente sul piano dell'educazione alla legalità, inutile sul piano della soluzione del problema del sovraffollamento delle carceri, il disegno di legge produrrà invece effetti devastanti, quali la scarcerazione di condannati per reati gravi e la vanificazione del lavoro istruttorio in corso, e non aiuterà i più deboli, gli extracomunitari che lavorano in nero. Poiché la delusione delle aspettative suscitate nella popolazione carceraria solleverebbe problemi di ordine pubblico, l'emendamento 1.31 consente, attenuando le conseguenze più negative, di conseguire comunque quell'obiettivo di svuotamento delle carceri che rappresenta la ratio del provvedimento. (Nel corso dell'intervento applausi dai Gruppi AN, LNP, FI e della senatrice Pisa).

 

MANTOVANO (AN). Voterà a favore dell'emendamento 1.31 che, in un ottica di contenimento del danno, mira a rendere più decoroso l'indulto.

 

All'esito di due votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori CASTELLI (LNP) e FORMISANO (Misto-IdV),risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.31 a 1.77 (Testo corretto). Il Senato respinge, quindi, gli emendamenti da 1.78 a 1.812.

 

CASTELLI (LNP). Invita i colleghi dell'opposizione ad approvare, in conformità con le posizioni politiche espresse nella passata legislatura, l'emendamento 1.82, il cui fine è di escludere dai benefici del provvedimento i recidivi.

 

MANTOVANO (AN). Voterà a favore dell'emendamento, finalizzato ad operare un discrimine tra delinquenti occasionali e professionisti del crimine. (Applausi dal Gruppo AN).

 

All'esito della votazione nominale elettronica chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.82 a 1.4001. Il Senato respinge, quindi, gli emendamenti da 1.88 a 1.91.

 

CASTELLI (LNP). L'emendamento 1.92 è volto alla difesa degli interessi delle vittime dei reati.

 

MANTOVANO (AN). Appone la firma all'emendamento 1.92, di cui condivide la finalità nell'ottica di risarcire le vittime dei reati.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.92 a 1.94

 

CASTELLI (LNP). L'emendamento 1.95 recepisce all'interno del provvedimento una disposizione già contenuta nella cosiddetta legge "Bossi-Fini", condizionando l'applicazione agli immigrati clandestini dell'indulto all'abbandono del territorio nazionale.

Il Senato respinge l' emendamento 1.95.

 

CASTELLI (LNP). L'emendamento 1.96 sottende alla salvaguardia degli interessi economici delle vittime dei reati, prevedendo garanzie per il risarcimento del danno pecuniario.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), il Senato respinge l'emendamento 1.96.

 

D'AMBROSIO (Ulivo). In conseguenza della reiezione dell'emendamento 1.31, ritira l'emendamento 1.97.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.100 a 1.1052.

 

CASTELLI (LNP). Coglie l'occasione della votazione dell'emendamento 1.106 per stigmatizzare il carattere ostruzionistico e strumentale delle modifiche proposte da una componente della maggioranza che sostiene il Governo. (Applausi dai Gruppi LNP, FI, AN e UDC).

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.106 a 1.1172. All'esito di due votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori FORMISANO (Misto-IdV) e GIAMBRONE (Misto-IdV), risultano respinti o preclusi rispettivamente gli emendamenti da 1.118 a 1.1182 e da 1.128 a 1.1282. Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 1.119 a 1.1292 e da 1.133 a 1.1532.

 

DE GREGORIO (Misto-IdV). Ricorda alla Presidenza di avere già comunicato alla Segreteria il ritiro di tutti gli emendamenti a sua firma.

 

PRESIDENTE. Ne prende atto.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.154 a 1.4002.

 

FORMISANO (Misto-IdV). Sottolinea che l'emendamento 1.174 é il primo di una serie di emendamenti volti ad escludere dai benefici dell'indulto fattispecie di reato in danno alla pubblica amministrazione.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.174 a 1.1892.

 

CASTELLI (LNP). In coerenza con i numerosi patti internazionali firmati dal Governo italiano per il contrasto alla corruzione, l'emendamento 1.193 propone l'esclusione dai benefici previsti dal provvedimento di tale reato. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

BALBONI (AN). Appone la firma all'emendamento, su cui annuncia il voto favorevole di Alleanza Nazionale.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), il Senato respinge l'emendamento 1.193.

Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 1.190 a 1.2202a. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore FORMISANO (Misto-IdV), Il Senato respinge gli emendamenti da 1.221 a 1.2212. Sono quindi respinti gli emendamenti da 1.222 a 1.2472.

 

CASTELLI (LNP). La votazione dell'emendamento 1.249 che intende escludere dall'indulto i reati societari rappresenta l'occasione per smentire davanti all'opinione pubblica la circostanza che l'improvvisa accelerazione data dalla maggioranza all'indulto possa ascriversi al tentativo di coprire i recenti scandali finanziari, che hanno investito anche società legate al centrosinistra. (Applausi dai Gruppi LNP e AN).

 

FORMISANO (Misto-IdV). Sottoscrive l'emendamento.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CASTELLI (LNP), è respinto l'emendamento 1.249.

 

MUGNAI (AN). Segnala che il suo voto favorevole sull'emendamento è apparso erroneamente come contrario.

 

Il Senato respinge gli emendamenti da 1.2480 a 1.2542.

 

STIFFONI (LNP). Invita a votare a favore dell'emendamento 1.257 tendente escludere dall'indulto il reato di scambio elettorale politico-mafioso.

 

Con due votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori STIFFONI (LNP) e CASTELLI (LNP), il Senato respinge gli emendamenti rispettivamente da 1.257 a 1.2592 e da 1.281 a 1.2672. Il Senato respinge quindi gli emendamenti da 1.260 a 1.2652 e da 1.268 a 1.2912.

 

MANTOVANO (AN). L'emendamento 1.4005 propone l'esclusione dall'indulto dei reati di rapina aggravata ed estorsione aggravata.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MANTOVANO (AN), è respinto l'emendamento 1.4005. All'esito di distinte votazioni, risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.292 a 1.3972.

 

PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento della votazione dell'articolo 1 in attesa dell'esame degli emendamenti aggiuntivi di articoli dopo l'articolo 1. A tale proposito, ricorda che la senatrice Rame ha ritirato i suoi emendamenti aggiuntivi.

 

DE GREGORIO (Misto-IdV). Invita a votare a favore dell'emendamento 1.0.1 e degli altri sostanzialmente identici tesi a istituire il Fondo per la corresponsione di un contributo a favore dei detenuti in modo da favorirne il reinserimento nella società civile.

 

All'esito di distinte votazioni, risultano respinti o preclusi gli emendamenti da 1.0.1 a 1.0.303.

 

ZANDA (Ulivo). Si congratula e ringrazia il presidente Calderoli per la conduzione della seduta. (Generali applausi).

 

Presidenza del vice presidente CAPRILI

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Il Gruppo voterà a favore della proposta di indulto ritenendo necessario dare responsabilmente una soluzione urgente alla situazione di insostenibile sovraffollamento delle carceri che giustifica l'eccezionalità dell'intervento. Peraltro, si ottempera finalmente all'appello rivolto dal Papa Giovanni Paolo II alle Camere nel novembre del 2002 e si pongono le basi per successive riforme organiche. Appare inaccettabile l'ostruzionismo posto in essere da una componente della maggioranza che, con atteggiamento censorio, qualifica come immorale il sostegno ad un atto umanitario. Peraltro, sono esclusi dal provvedimento i reati di particolare allarme sociale e appaiono indiscutibili i benefici anche per chi opera nelle strutture penitenziarie. (Applausi dal Gruppo Misto-Pop-Udeur e del senatore Biondi).

FORMISANO (Misto-IdV). Nel precisare che il provvedimento non è da valutare in un ottica di maggioranza, la sua parte politica ha condotto con sobrietà in Senato la battaglia contro la proposta di indulto, nella convinzione di interpretare la sensibilità di una parte dell'opinione pubblica. Si rammarica per il mancato accoglimento delle sollecitazioni rivolte non soltanto dalla sua parte politica con riguardo all'esclusione del reato di cui all'articolo 416-ter (relativo allo scambio di voto politico-mafioso), ai reati societari e contro la pubblica amministrazione, a dimostrazione che la proposta non risponde a quei requisiti richiesti da Giovanni Paolo II nel 2002 allorché si pronunciò per un atto di clemenza nei confronti degli emarginati.

CUTRUFO (DC-Ind-MA). Manifesta apprezzamento per il lavoro dell'Aula che oltre all'indulto, attraverso l'approvazione degli ordini del giorno, ha indotto il Governo ad impegnarsi per la realizzazione dei progetti di edilizia carceraria approvati nella scorsa legislatura.

BULGARELLI (IU-Verdi-Com). A nome della maggioranza del suo Gruppo, sottolinea le ragioni di un atto di indulto, atteso da lunghi anni dal mondo carcerario a causa del sovraffollamento, fonte di drammatici problemi oltre che di violenza. L'indulto rappresenta peraltro una delle precondizioni per un complessivo ripensamento del sistema penale e della sua funzione, nella prospettiva di una riforma radicale del sistema carcerario incardinata sulla promozione di strumenti idonei a un effettivo recupero sociale. A beneficiare del provvedimento saranno pertanto non soltanto i detenuti ma anche gli operatori penitenziari, ai quali non è dato oggi svolgere con dignità il proprio lavoro, essendo anch'essi vittime delle inadempienze dello Stato, con particolare riguardo alle carenze delle piante organiche. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com e RC-SE).

 

Presidenza del vice presidente BACCINI

PETERLINI (Aut). I tempi erano maturi per provvedere all'emanazione di un provvedimento di indulto che vede il favore di gran parte delle forze politiche. L'auspicio del Santo Padre Giovanni Paolo II, teso alla concessione di un atto di clemenza che non compromettesse la sicurezza dei cittadini, appare pienamente recepito da un atto di riduzione, ma non di abolizione della pena. In tema di clemenza il Gruppo per le Autonomie chiede al Presidente della Repubblica un atto di grazia per reati politici commessi in Alto Adige Südtirol circa mezzo secolo fa in una fase storica di particolare tensione. Entrando nel merito del provvedimento, rileva con piacere l'esclusione dai benefici per chi abbia commesso reati gravi, mentre depreca l'inclusione di chi abbia commesso reati finanziari, fiscali e contro la pubblica amministrazione. Dichiarando il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie, richiama la necessità che il Governo rafforzi le misure per non compromettere la sicurezza dei cittadini. (Applausi dal Gruppo Aut).

CASTELLI (LNP). L'attuale tendenza all'aumento della popolazione penitenziaria costituisce un fenomeno sociale globale cui il precedente Governo aveva inteso porre rimedio attraverso la legge Bossi-Fini, che conteneva in sé una sorta di indulto permanente per i detenuti extracomunitari disposti a rimpatriare e mediante strumenti finanziari di natura privatistica, in grado di reperire risorse per la costruzione di nuovi penitenziari. L'incapacità di contrasto del fenomeno criminale porta invece il Governo ad aprire le porte delle carceri, determina incertezza nella pena e produce un vulnus a cittadini e forze dell'ordine , tanto evidente che si è dovuto al contempo approvare un ordine del giorno in cui si richiede alle prefetture un'attenzione particolare sul fronte della sicurezza pubblica. L'ampiezza dello sconto di pena costituisce un precedente assoluto nella storia della Repubblica, così come non era mai avvenuto che un Ministro insultasse pesantemente i parlamentari della sua stessa maggioranza. La Lega Nord voterà convintamente contro il provvedimento. (Applausi dai Gruppi LNP e FI e del senatore Balboni).

D'ONOFRIO (UDC). Anche al Senato l'UDC voterà convintamente a favore del provvedimento, ritenendolo straordinariamente rilevante. Tale orientamento politico non nasce solo dal fatto che sono passati molti anni dall'ultimo indulto, né vuole rappresentare solo una risposta all'appello umanitario del Santo Padre Giovanni Paolo II, ma si riallaccia alla considerazione che riveste nella tradizione cristiana la visita ai carcerati, considerato come un vero e proprio dovere, che si sta riproponendo almeno in termini di coscienza dei problemi legati agli istituti penitenziari. Inoltre, è un atto di riappropriazione del potere sanzionatorio da parte del legislativo rispetto all'ordine giurisdizionale, che potrebbe anche costituire il preludio al riesame del codice penale, come previsto da un ordine del giorno approvato in Aula. Sono questi alcuni dei motivi per i quali sul provvedimento si è realizzata un'ampia convergenza tra i poli. (Applausi dal Gruppo UDC e del senatore Peterlini. Congratulazioni).

DI LELLO FINUOLI (RC-SE). La presenza di ostacoli di ordine economico e sociale limita la libertà e l'uguaglianza dei cittadini e indirettamente costituisce la causa primaria della detenzione: il provvedimento in esame rappresenta dunque un risarcimento sociale rispetto alla mancata attuazione dell'articolo 3 della Costituzione. Il fenomeno dell'aumento della popolazione carceraria è determinato anche dall'incapacità dello Stato di rispondere ai gravi disagi di ordine sociale della popolazione, rispetto ai quali il carcere è la soluzione più economica, senza garanzia di eguaglianza fra i vari strati sociali e di riabilitazione del detenuto. La composizione sociale di chi viene ridotto in carcere appare la stessa da decenni e si può ricondurre all'analfabetismo, ieri prevalentemente italiano oggi sostanzialmente extracomunitario. Il Gruppo, pertanto, voterà convintamente a favore del provvedimento, anche in quanto stimolo per una seria riforma del sistema penale. (Applausi dal Gruppo RC-SE, Ulivo e FI. Congratulazioni).

 

Presidenza del presidente MARINI

CARUSO (AN). Alleanza Nazionale voterà contro il provvedimento in esame, che non potrà mai essere considerato uno strumento di politica criminale: è inaccettabile in quanto lesivo dei princìpi di giustizia ed inopportuno in quanto aumenta la distanza tra il comune sentire dei cittadini e le istituzioni. Le deboli motivazioni addotte dal Governo a giustificazione della necessità di varare immediatamente provvedimenti come la legge Bersani-Visco e quello in esame svelano l'intenzione della maggioranza di approvare i provvedimenti più indigesti ad inizio legislatura, contando sulla tradizionale assuefazione degli italiani. Il silenzio del Governo ha fatto seguito all'intelligente adesione del senatore Salvi alla richiesta di audire un rappresentante del Ministro dell'interno, affinché esprimesse le proprie valutazioni in Commissione giustizia sull'atteso aumento dei reati a seguito dell'approvazione del provvedimento. Ma appare maldestro anche il tentativo di manipolare i dati previsionali inerenti gli effetti del provvedimento, in quanto i dati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria permettono di quantificare in non meno di 17.000 i detenuti realmente interessati al provvedimento, a fronte dei 12.750 stimati dal Ministro della giustizia. È stato inoltre sottaciuto il fatto che il provvedimento riguarderà un totale di circa 150.000 persone, considerando chi è affidato agli uffici dell'esecuzione penale esterna e coloro che, definitivamente condannati, sono in attesa di destinazione al carcere o all'esecuzione penale esterna. (Applausi dal Gruppo AN. Congratulazioni).

BIONDI (FI). Forza Italia voterà a favore di un provvedimento necessario ed urgente, rispetto al quale non hanno fondamento le campagne propagandistiche, le divisioni partitiche, le separazioni tra garantisti e giustizialisti. A seguito di una discussione serena, finalmente libera da vincoli di appartenenza politica, nella quale hanno potuto esprimersi convinzioni personali, i rappresentanti del popolo si apprestano ad approvare una misura eccezionale, prevista dalla Costituzione e non paragonabile all'atto di indulgenza di un sovrano. Il provvedimento, pur ispirato da considerazioni umanitarie, è dettato fondamentalmente da quel criterio di ragionevolezza che decide, nel caso di conflitto tra valori costituzionalmente tutelati, quale interesse debba prevalere. La necessità di rimuovere le cause del problema è condivisibile, ma non è legittimo respingere l'indulto in base ad una presunzione di recidiva. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Bulgarelli).

BRUTTI Massimo (Ulivo). L'ampio consenso registrato dal provvedimento è indice della consapevolezza diffusa che le condizioni di vita nelle carceri si discostano drammaticamente dalle previsioni costituzionali. Il sovraffollamento, il disagio, la disperazione, che nei penitenziari colpiscono soprattutto i tossicodipendenti e gli stranieri poveri, impongono, oltre le divisioni politiche, un atto di clemenza. Si tratta di un'emergenza, dopo un periodo molto lungo in cui non sono stati assunti provvedimenti in tale direzione; è innegabile la necessità di interventi strutturali di razionalizzazione delle norme penali e processuali, che richiedono però tempi più lunghi, discussioni approfondite, convergenze tra maggioranza e opposizione. A differenza dell'amnistia, che estingue il reato, l'indulto è una misura eccezionale di riduzione della pena detentiva e il provvedimento in esame ne esclude l'applicazione ai reati più gravi che colpiscono le persone e offendono l'ordinamento democratico, mentre per i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione resteranno validi l'accertamento delle responsabilità, l'interdizione dai pubblici uffici, le pene accessorie temporanee. Richiedendo un elevato quorum parlamentare, il disegno di legge è naturalmente frutto di un incontro tra sensibilità e punti di vista diversi, ma non si tratta di un colpo di spugna e le offensive affermazioni del ministro Di Pietro sono destituite di fondamento. L'Ulivo si assume la responsabilità di esprimere un voto favorevole ad una misura che tende una mano alla popolazione carceraria, ma anche agli operatori di polizia penitenziaria. (Vivi applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, Aut e dai banchi del Governo).

ZANONE (Ulivo). In dissenso dal Gruppo voterà contro un provvedimento che comporta costi maggiori dei benefici e rappresenta un retaggio illiberale dell'antico regime, offensivo per i diritti dei cittadini e lesivo dell'autorevolezza dello Stato. Un trattamento penitenziario non contrario all'umanità e teso alla rieducazione del condannato è garantito non già da misure di scarcerazione bensì da attrezzature carcerarie adeguate e la necessità di un intervento urgente, nella vita parlamentare, è spesso argomento pretestuoso per rinviare l'adozione di provvedimenti strutturali. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Balboni).

PALERMI (IU-Verdi-Com). Condividendo le premesse ma non le conclusioni del senatore Bulgarelli, annuncia anche a nome di altri rappresentanti del Gruppo un voto di astensione su un provvedimento che, esito di uno scambio tra diverse forze politiche, lascia inalterati i problemi sociali che si riflettono in maniera esasperata nella condizione carceraria. Le questioni drammatiche della tossicodipendenza e della immigrazione avrebbero richiesto scelte politiche coraggiose sulla depenalizzazione e misure alternative alla detenzione. La concessione dell'indulto per i reati fiscali, le truffe contro il risparmio e i delitti contro i lavoratori è in palese contraddizione con l'ispirazione politica e morale dell'Unione. (Applausi dei senatori Tibaldi e Bulgarelli).

 

FISICHELLA (Ulivo). In dissenso dal Gruppo, voterà contro la concessione dell'indulto.

 

Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 79, primo comma, della Costituzione, il Senato approva il disegno di legge n. 881, composto del solo articolo 1. (Applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE, IU-Verdi-Com, Aut, Misto-Pop-Udeur, FI e UDC).

 

ZAVOLI (Ulivo). Non avendo potuto farlo in precedenza, sottolinea il suo sostegno al provvedimento di indulto. (Commenti e proteste dai banchi dell'opposizione). Per porre fine alle proteste di senatori dell'opposizione, rinuncia ad intervenire. (Applausi dei senatori Boccia Antonio e Russo Spena).