Discussione e approvazione del disegno di legge:
(881) Deputato BUEMI ed altri. - Concessione di indulto (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale con la maggioranza dei due terzi dei componenti) (Relazione orale)
MANZIONE, relatore. Le forze politiche contrarie al provvedimento hanno mostrato un atteggiamento responsabile, permettendo la conclusione dei lavori in Commissione nei tempi angusti assegnati. Il disegno di legge per la concessione di indulto, il cui precedente ultimo risale al 1992, perviene al Senato nel testo risultante dallo stralcio delle disposizioni in materia di amnistia, e viene incontro all'esigenza improcrastinabile di allentare il sovraffollamento degli istituti penitenziari, che rende disumane le condizioni di vita dei detenuti e pregiudica la funzione rieducativa della pena. Illustra quindi alcuni elementi che destano perplessità, in particolare l'eccessiva prossimità temporale del termine di applicazione (previsto al 2 maggio 2006) rispetto alla data di prima presentazione della proposta di legge originaria, la quantificazione temporale del beneficio con l'inclusione delle pene pecuniarie e la mancata esclusione di alcune fattispecie di reato percepite dai cittadini come particolarmente odiose o pericolose per la sicurezza pubblica. Ad ogni modo, in considerazione delle forti aspettative nutrite dalla popolazione carceraria ed in sintonia con l'ampia convergenza manifestatasi nel voto espresso dalla Camera, auspica l'approvazione del provvedimento da parte del Senato, sottolineando la necessità che venga accompagnato quanto prima da riforme organiche di sistema. (Applausi dal Gruppo Ulivo).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
GIAMBRONE (Misto-IdV). Contrariamente a quanto previsto nel programma dell'Unione, la proposta di indulto all'esame del Parlamento non è collegata a quelle riforme del codice penale che avrebbero potuto dare organicità all'atto di clemenza. La sua parte politica non è pregiudizialmente contraria all'indulto, condividendo la necessità di intervenire sul sovraffollamento delle carceri, ma alle modalità con cui è articolata la proposta, con particolare riguardo alla scelta operata in ordine alle tipologie di reati da escludere. In proposito, si è fatto richiamo al criterio dell'allarme sociale, ma se ne è data un'interpretazione inaccettabile, considerato che sono stati esclusi i reati contro la pubblica amministrazione, i reati societari, quelli fiscali nonché il voto di scambio politico-mafioso, fissando peraltro un termine entro il quale operare lo scandaloso colpo di spugna. Tale proposta di indulto lancia un messaggio profondamente contraddittorio in quanto mina la cultura della legalità colpendo piuttosto il lavoro delle forze dell'ordine che non la criminalità. (Applausi dal Gruppo Misto-IdV).
BUCCICO (AN). Stigmatizza in primo luogo il comportamento del ministro Di Pietro che, in maniera del tutto arbitraria e soggettiva, si è fatto paladino della moralità lanciando una campagna offensiva nei confronti del Parlamento. Sarebbe stato indubbiamente preferibile collegare l'atto di indulto a contestuali riforme strutturali sia un campo legislativo che in ordine all'edilizia carceraria, secondo quanto richiesto dalla sua parte politica, ciononostante voterà a favore della proposta. Occorre in primo luogo prendere atto dell'intollerabile situazione di invivibilità del sistema carcerario e della conseguente necessità di un intervento immediato ed urgente, precondizione indispensabile per avviare qualsiasi processo riformatore. Segnalati gli effetti di deflazione giudiziaria che potranno conseguire dall'indulto, sottolinea l'eccezionalità di tale strumento costituzionale, considerato che l'ultimo risale al 1990. (Applausi dai Gruppi AN, FI, Ulivo, RC-SE e IU-Verdi-Com ).
TIBALDI (IU-Verdi-Com). L'atto d'indulto rappresenta un atto di civiltà da parte dello Stato in considerazione del sovraffollamento delle carceri diventato insostenibile negli ultimi anni anche a causa degli effetti negativi delle leggi dei centrodestra. Ma le modalità con cui è articolata la proposta appaiono prive di ragionevolezza e buonsenso in particolare per la scandalosa esclusione dei reati societari, fiscali e contro la pubblica amministrazione, del reato previsto all'articolo 416-ter del codice penale, il voto di scambio mafioso, nonché dei reati contro la salute e la sicurezza sul lavoro. Unitamente ad altri senatori del Gruppo, ha presentato alcuni emendamenti tesi a porre rimedio ad alcune delle esclusioni operate e deciderà al termine dell'esame del provvedimento come orientare il proprio voto. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com e LNP).
CASTELLI (LNP). Il Gruppo, pur essendo contrario all'atto di clemenza, ritenendo che compito principale dello Stato sia quello di assicurare giustizia e sicurezza ai cittadini onesti, assumerà un atteggiamento responsabile e rispettoso del voto espresso dall'altro ramo del Parlamento, offrendo un contributo al miglioramento del provvedimento. Nel presupposto di arginare i pericolosi effetti che deriverebbero dalla liberazione di decine di migliaia di detenuti, vi sono infatti i presupposti per operare alcune correzioni con riguardo in particolare all'estensione temporale dell'indulto, all'ambito temporale di applicazione di efficacia nonché all'esclusione di alcune fattispecie, quali quella del voto di scambio di cui al 416-ter. Non è inoltre condivisibile l'ipotesi di rinviare ad un momento successivo le riforme e la definizione del piano di edilizia penitenziaria considerato che, a tale ultimo riguardo, vi è la possibilità di procedere alla costruzione di nuovi penitenziari a costo zero, secondo le modalità previste nella scorsa legislatura indicate nell'ordine del giorno G105. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).
Presidenza del vice presidente CAPRILI
VANO (RC-SE). L'indulto appare lo strumento consono per affrontare urgentemente la questione del sovraffollamento delle carceri, che ha determinato condizioni di disumanità che violano la dignità dell'uomo e la finalità rieducativa della sanzione penale.Peraltro, l'indulto può rappresentare l'incentivo per il riordino complessivo del sistema penale, in ragione della necessità di depenalizzazione di numerosi reati a carattere sociale. I dati relativi al sistema carcerario indicano una composizione di detenuti appartenente per lo più a fasce emarginate e segnala un alto numero di suicidi e di atti di violenza, ingenerati dalle drammatiche condizioni carcerarie, anche da parte di agenti e penitenziari. I detenuti attendono dalle istituzioni un atto sia pure parziale di responsabilità nonché l'avvio di un percorso che assicuri, in linea con il dettato costituzionale, condizioni dignitose di detenzione. (Applausi dal Gruppo RC-SE e del senatore Adragna. Molte congratulazioni ).
VALENTINO (AN). L'atteggiamento contrario verso il provvedimento della maggioranza di Alleanza Nazionale non impedisce ai suoi componenti di esprimersi con posizioni di segno diverso, senza le scomposte manifestazioni di dissenso del ministro Di Pietro, sfociate nell'autosospensione dalla funzione ministeriale, che confermano l'alto tasso di conflittualità interno della maggioranza. Per motivi di coscienza esprime dunque il proprio consenso al provvedimento, pur rilevando gli effetti negativi che lo stesso produce in termini di certezza della pena. Va però considerato che la difficile situazione delle carceri incide, oltre che sulle condizioni dei detenuti, sul lavoro degli agenti di custodia e degli impiegati dell'amministrazione penitenziaria, che svolgono efficacemente la loro funzione servente, anche rieducativa, nei confronti delle categorie più disagiate della società, affette peraltro da altissimi livelli di patologie. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC).
FORMISANO (Misto-IdV). Un'efficace politica delle carceri necessita di una serie articolata di misure, mentre il disegno di legge non risolve i problemi e non garantisce certezze neanche in merito alla platea dei potenziali beneficiari. Non si comprendono alcune peculiarità del provvedimento quali l'aumento a tre anni del beneficio, la sua applicazione ai reati previsti dall'articolo 416-ter del codice penale, pur venendo espressamente esclusi i reati di associazione mafiosa ed il termine applicativo previsto, eccessivamente ravvicinato. Invitando l'Assemblea a valutare con particolare attenzione il provvedimento, l'Italia dei Valori continuerà la sua forte iniziativa politica anche nelle fasi successive dell'esame e concede libertà di voto ai propri senatori. (Applausi dal Gruppo Misto-IdV).
PERRIN (Aut). Dichiarando la non pregiudiziale contrarietà del Gruppo per le Autonomie al disegno di legge, informa di voler rinviarne la complessiva valutazione alla conclusione del dibattito, con riguardo anche al possibile accoglimento degli ordini del giorno presentati. Con il provvedimento in esame lo Stato sembra rinunciare all'affermazione dello scopo rieducativo della pena, che diventa ingiustamente afflittiva, e punta solo a decongestionare le carceri. Scegliendo il semplice differimento dei problemi alla ricerca di soluzioni reali ai mali della giustizia, si è rinunciato a porre in essere riforme strutturali. Infine, appaiono incongrue l'inedita estensione a tre anni del beneficio e la decisione di concederlo anche a categorie che costituiscono un modello negativo per la società. (Applausi dal Gruppo Aut).
PELLEGATTA (IU-Verdi-Com). L'affollamento delle carceri ed il conseguente estremo disagio delle condizioni dei detenuti sono imputabili all'inasprimento delle pene, deciso senza tener conto delle condizioni del sistema carcerario. Il provvedimento, tuttavia, deve definire degli argini etici tenendo fermi alcuni temi fondamentali, in particolare la lotta alla mafia, a sostegno di tutti coloro che vi concorrono continuativamente e senza clamore, ed il rapporto tra etica e politica, per evitare che un gesto di grande equilibrio possa essere considerato un modo per favorire alcuni specifici soggetti. (Applausi della senatrice Negri).
MANTOVANO (AN). La riduzione di pena riconosciuta dal provvedimento di indulto, all'interno dell'articolato sistema costituito dai benefici previsti dalle norme penali e processulali, renderebbe addirittura possibile l'affidamento prova al servizio sociale di un soggetto resosi colpevole di tentato omicidio. La congestione delle carceri dovrebbe piuttosto essere affrontata potenziando l'edilizia penitenziaria, razionalizzando l'impiego della polizia penitenziaria e del personale di sostegno, aumentando i magistrati di sorveglianza, incrementando gli accordi con gli Stati di provenienza degli extracomunitari, prevedendo a questo scopo adeguate risorse finanziarie. A fronte della mancanza di specifiche politiche, è certo che l'indulto determinerà l'aumento dei reati, come avvenne in occasione del precedente provvedimento. Riveste particolare gravità a questo riguardo l'assenza del Ministro dell'interno, il cui intervento era stato sollecitato propriai fini di una valutazione dell'impatto del disegno di legge sulla sicurezza collettiva, motivo per il quale rinnova la richiesta alla Presidenza del Senato. (Applausi dal Gruppo AN e dei senatori Zanoletti e Tomassini).
PRESIDENTE. Sarà cura della Presidenza trasmettere al Governo la richiesta del senatore Mantovano.