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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 29/07/2006


TIBALDI - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che:

con il piano industriale 2006 - 2008, il gruppo dirigenziale di Poste Italiane S.p.A., nel predisporre la riorganizzazione del recapito postale, ha dichiarato circa seimila eccedenze ed ulteriori tremila per la chiusura dei centri di raccolta su base provinciale, attualmente sospese in forza dell'apertura di un piano negoziale tra la società Poste Italiane S.p.A. e le organizzazioni sindacali nazionali di categoria;

tali organizzazioni sindacali ritengono la situazione critica in relazione sia alla salvaguardia dei posti di lavoro sia all'unitarietà dell'azienda;

la politica di esternalizzazione dei servizi postali attuata soprattutto nelle grandi città, sovente a società del medesimo gruppo, ma con personale non dipendente, comporta notevoli ripercussioni negative, oltre che sulla qualità del servizio, anche e soprattutto sulla tutela del lavoratore, che vede gravemente diminuita la possibilità di acquisizione di una formazione e professionalità adeguate;

esprimendo grave preoccupazione, per quanto appena esposto, per la sorte di migliaia di lavoratori, nonché per la chiusura o l'accorpamento di alcuni uffici o centri di raccolta, con i conseguenti ed inevitabili disagi per i cittadini utenti;

rilevato, altresì, che la carenza di personale ha determinato gravi lacune strutturali ed organizzative del servizio recapiti e dei servizi bancoposta,

l'interrogante chiede di sapere:

quali misure il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per evitare che l'azienda proceda ai licenziamenti dei lavoratori;

se non ritenga utile aprire un tavolo di trattative tra Poste Italiane S.p.A., Enti locali ed organizzazioni sindacali al fine di garantire i livelli di occupazione e la qualità di un servizio pubblico essenziale.

(4-00420)