DONATI - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e dell'ambiente e della tutela del territorio - Premesso che:
a Castel D'Azzano (Verona) nei pressi di villa Violini Nogarola, vincolata con decreto ministeriale 25 ottobre 1950 e che risulta anche inserita nel catalogo dell'Istituto regionale delle ville venete, si trova una fonte di risorgive perenni e un brolo che costituisce un complesso di beni e un unicum omogeneo per le valenze storico-artistiche e ambientali; infatti il brolo, cinto da antiche mura ancora in parte esistenti, contiene un'importante risorsa idrica e naturalistica e la fossa Baldona ai quali è legata l'esistenza stessa della villa;
tali risorse risorgive, che costituiscono un'area umida e sono inoltre la fonte primaria per l'irrigazione dei terreni ad esse prossimi e per attività di itticultura, risultano di grande rilevanza paesistica e faunistica, anche per la presenza di un biotopo, e sono assai sensibili alla pressione edilizia e antropica sia per gli stessi tratti del corso d'acqua Baldona che per i tratti a monte quali fonte unica di alimentazione del sistema irriguo; tale area è inoltre riconosciuta a vulnerabilità elevata nel Piano territoriale della provincia di Verona del 1995;
il Comune di Castel D'Azzano, in difformità con quanto chiesto dalla Regione all'atto di approvazione del Piano regolatore generale che richiedeva di non ledere tali contesti pregiati, ha approvato una lottizzazione che prevede interventi edilizi a ridosso delle fonti sorgive con la compromissione nel loro complesso sia del bene culturale che di quello ambientale;
i vincoli che insistono su tali risorgive e sulla fossa da esse derivati, di cui al regio decreto n. 523 del 25 luglio 1904 che prescrive una fascia di rispetto di 10 metri, confermato con decreto legislativo n. 152 dell'11 maggio 1999, e incrementato con la legge n. 431 del 1985 per una fascia di 150 metri per ambo le sponde, sono vanificati dall'azione del Comune, che disconosce la presenza del corso d'acqua nell'elenco delle acque pubbliche, e del Genio civile di Verona, che ha autorizzato la sdemanializzazione del corso d'acqua il 12 dicembre 2003;
comitati locali quali ad esempio Sos risorgive, associazioni ambientaliste quali ad esempio il WWF e singoli cittadini hanno richiesto da tempo alla locale Sovrintendenza di estendere il vincolo del complesso monumentale villa Violini Nogarola anche alle aree delle risorgive, alla fossa e al brolo,
si chiede di sapere:
quali informazioni abbiano i Ministri in indirizzo sullo stato di avanzamento della procedura per estendere il vincolo monumentale di villa Violini Nogarola e se intendano intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, per sollecitare il vincolo di tutela di così importante insieme di beni culturali e ambientali;
come si intenda intervenire ai fini della tutela delle risorse idriche poste in pericolo dalle decisioni assunte dal Comune di Castel D'Azzano in merito alla lottizzazione ed in particolare se si intenda annullare gli atti illegittimi riportati ed avviare procedure per il vincolo ambientale di tali risorse.
(4-00413)
EUFEMI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il sig. Massimiliano Muntoni, per aver affitto sui pali dell'energia elettrica in Guspini (Cagliari) alcune locandine relative all'incontro di preghiera organizzato dal gruppo Apostoli di Maria, guidato da don Massimiliano Pusceddu, per il giorno 2 luglio 2006 presso il Palazzetto dello sport di Cagliari, è stato sanzionato in solido con il parroco suddetto dai Vigili urbani del Comune di Guspini per oltre 300 euro, con l'obbligo di rimozione delle locandine e ripristino originario dello stato dei luoghi, per aver violato l'ordinanza n. 7 del 10 febbraio 1998;
le affisioni, come fatto presente dal sig. Muntoni, che dichiarava anche di non conoscere l'ordinanza 7/98, occupavano solo piccoli spazi dei suddetti pali sui quali vi erano tra l'altro molteplici locandine di propaganda elettorale;
l'ordinanza 7/98 vietava l'affissione di manifesti al di fuori degli spazi destinati dall'amministrazione comunale all'affissione pubblicitaria, "riportanti scritte goliardiche e/o contenenti messaggi augurali in occasione di celebrazioni di matrimoni o cerimonie in generale, lungo le vie del centro abitato", e quindi escludeva inequivocabilmente dal suo divieto le affisioni relative agli incontri religiosi che sono rivolti alla collettività e rivestono dunque, un interesse di natura pubblica e visto il loro innegabile contenuto spirituale, lato sensu, culturale,
si chiede di sapere:
quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo rispetto a quella che, a giudizio dell'interrogante, si configura come una palese e grave violazione delle libertà civili e spirituali, garantite dall'ordinamento costituzionale, cagionata dalla sanzione comminata dai Vigili e dal Sindaco di Guspini, Francesco Marras;
quali iniziative di competenza intenda adottare, tenuto conto anche del serio danno determinato, attraverso queste decisioni, a giudizio dell'interrogante, all'immagine pubblica di don Massimiliano Pusceddu.
(4-00414)
BAIO DOSSI, BINETTI, BOSONE, ROSSI Paolo, RUBINATO, BODINI, BASSOLI - Al Ministro della salute - Premesso che:
secondo i dati elaborati dall'Istituto superiore di sanità, nel 2005 sono stati segnalati 945 casi di meningite mentre nel 2006, sino ad oggi, i casi segnalati ammontano a 271;
il fenomeno si caratterizza per una diversa distribuzione territoriale, con punte sensibilmente maggiori in Piemonte e Lombardia;
nella seduta del 3 marzo 2005 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome firmava l'accordo concernente il nuovo Piano nazionale vaccini 2005-2007, che prevede l'estensione dell'offerta dei vaccini contro alcune forme di meningite come quella pneumococcica e meningococcica di tipo C entro il triennio 2005-2007;
alcune Regioni hanno già incluso nei loro piani vaccinali l'offerta attiva ai nuovi nati dei vaccini contro lo pneumococco e il meningococco C; invece, in Lombardia e in Piemonte non è stato fatto nessun passo in tale direzione. In particolare la Regione Piemonte, con una circolare, ha indicato questi vaccini come «non prioritari», limitandone l'uso ai soli bambini con particolari patologie;
in termini più generali le modalità della vaccinazione variano, spesso sensibilmente, da Regione a Regione, a differenza di quanto accade in altri Paesi (Francia, Olanda, Belgio, Austria) che hanno introdotto l'offerta attiva e gratuita del vaccino a tutti i nuovi nati;
negli USA, la vaccinazione attiva e gratuita contro lo pneumococco, già dal 2000, ha mostrato una grande efficacia non solo nel proteggere i soggetti vaccinati, ma, grazie ad un effetto indiretto, ha avuto un impatto nel ridurre alcune patologie anche negli adulti e anziani, dimostrando di essere uno strumento efficace di sanità pubblica per migliorare lo stato di salute di tutta la popolazione;
tra i punti cardine del new deal della salute emerge l'esigenza di perseguire la «unitarietà del sistema» sanitario in tema di diritti e di prestazioni esigibili,
si chiede di sapere:
quali siano le Regioni che non garantiscono gratuitamente il servizio di vaccini sopra descritto;
se il Ministro in indirizzo intenda sollecitare le Regioni in ritardo, affinché estendano, come indicato nel Piano nazionale vaccini, le vaccinazioni all'intera popolazione infantile attivamente e gratuitamente;
se ritenga opportuno inserire nei livelli essenziali di assistenza i vaccini contro lo pneumococco e il meningococco C, in modo che questi costituiscano un presidio uniforme su tutto il territorio nazionale in linea con la tutela, costituzionalmente prevista, del diritto alla salute in favore di tutti i cittadini.
(4-00415)
DONATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e delle infrastrutture - Premesso che:
la realizzazione della variante alla strada statale 51, nel comune di Cortina d'Ampezzo, avente lo scopo di realizzare un asse tangenziale al centro abitato, attualmente attraversato sia dalla strada statale 51 "di Alemagna" che dalla la strada statale 48 "delle Dolomiti" risulta inserita nel programma delle infrastrutture strategiche di cui alla delibera Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) n. 121 del 21 dicembre 2001, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002 supplemento ordinario n. 51, integrato mediante l'allegato degli interventi infrastrutturali del Documento di programmazione economico-finanziaria 2005-2008, nonché a mezzo della deliberazione CIPE n. 3 del 18 marzo 2005;
tale intervento è denominato "Complementi di viabilità del Corridoio 5: Asse di viabilità tangenziale Cortina d'Ampezzo" e risulta altresì compreso nel Piano pluriennale della viabilità 2003-2012 e nel Contratto di programma triennale 2003-2005;
il progetto prevede importanti trasformazioni permanenti del territorio montano interessato, presentando il tracciato uno sviluppo complessivo pari a 11,38 chilometri comprensivi di 2 ponti e 2 viadotti e di 9 chilometri (pari all'82% dello sviluppo complessivo) in 4 gallerie naturali in luoghi che presentano criticità geologiche connesse alla realizzazione delle previste gallerie su frane attive e alle conseguenze per sorgenti, acquedotti, biotipi e zone umide;
inoltre, il progetto presentato dall'Anas ha impatti su un ambito territoriale comunale vincolato a causa delle caratteristiche del progetto e della sua localizzazione su aspetti geologici, paesaggistici e ambientali e, indirettamente, su ecosistemi e biotopi tutelati. In particolare le opere sono localizzate nei margini cotonali di sistemi ambientali dalla forte criticità, identificati dal Piano regolatore generale quali aree di interesse naturalistico: la zona umida di Noulù, il lago Marzo ed il bosco in località Fraina, la zona umida del Pisandro di Fiames, il biotopo lungo le sponde del fiume Boite;
considerato che:
il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, in attuazione della legge n. 443 del 2001, con riferimento alla realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale, regola la progettazione, la valutazione, l'approvazione dei progetti e la realizzazione delle opere, individuate a mezzo del programma di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443;
in particolare il citato decreto, in attuazione dell'articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, disciplina la procedura per la valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e l'autorizzazione integrata ambientale, delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi soggetti a tale procedura a norma delle disposizioni vigenti relative alla VIA, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 2 della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, come modificata dalla direttiva 97/11/CE del Consiglio, del 3 marzo 1997;
il decreto 190/2002, modificato dal decreto legislativo 17 agosto 200, n. 189, disciplina nel dettaglio le modalità di predisposizione dello Studio di impatto ambientale che deve essere trasmesso dal soggetto proponente al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, ai fini delle valutazioni di propria competenza, delle eventuali osservazioni ad esso rimesse dai soggetti pubblici e dai privati interessati, nei modi e termini di cui all'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, stabilendo altresì che il provvedimento di compatibilità ambientale è adottato dal CIPE, contestualmente all'approvazione del progetto preliminare;
l'articolo 19, comma 2, del decreto 190/2002, modificato dall'articolo 1 del decreto-legge n. 315 del 2003, ai fini dell'applicazione della disciplina sulla valutazione dell'impatto ambientale di cui all'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modifiche ed integrazioni, ha previsto l'istituzione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di una Commissione speciale di Valutazione di impatto ambientale per le valutazioni dell'impatto ambientale di infrastrutture e di insediamenti strategici, prevedendo che per i progetti per i quali sia stato riconosciuto, in sede di intesa, un concorrente interesse regionale, la commissione è integrata da un componente designato dalle Regioni o dalle Province autonome interessate;
la Commissione speciale VIA provvede all'istruttoria tecnica di cui all'articolo 19 e, entro sessanta giorni dalla presentazione del progetto da parte del soggetto proponente, esprime il proprio parere sul progetto assoggettato alla valutazione dell'impatto ambientale, salva la proroga per le eventuali necessarie integrazioni. Il provvedimento di valutazione di compatibilità ambientale viene quindi trasmesso dal Ministero dell'ambiente al Ministero delle infrastrutture e alle Regioni interessate e viene adottato dal CIPE contestualmente all'approvazione del progetto preliminare;
considerato inoltre che:
il progetto preliminare relativo alla strada statale 51 di Alemagna - Variante dell'abitato di Cortina d'Ampezzo non è stato sottoposto a procedura di Valutazione di impatto ambientale di cui al decreto legislativo 190;
viceversa il progetto è stato sottoposto a procedura di Valutazione di impatto ambientale dalla Regione Veneto e il 12 aprile 2006 la Commissione di Valutazione di impatto ambientale della stessa Regione ha espresso parere positivo sulla compatibilità ambientale del progetto presentato dal proponente Anas S.p.a nel luglio 2005 con il relativo Studio di impatto ambientale;
la Giunta regionale del Veneto ha quindi recepito nel giudizio favorevole di compatibilità ambientale il parere della commissione regionale VIA, comunicando di voler procedere conseguentemente alla trasmissione del provvedimento al CIPE per l'approvazione definitiva;
peraltro in tali decisioni non si è tenuto conto del parere espresso dalla Provincia di Belluno che, non ritenendo con ciò di essere pregiudizialmente contro la Circonvallazione di Cortina, esprime parere sfavorevole alla proposta progettuale in oggetto;
tanto meno si è tenuto conto che, il 23 agosto 2005, la Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso ha espresso, per quanto di propria competenza, parere contrario proprio in ragione dell'impatto paesaggistico della realizzazione delle bretelle, degli svincoli e dei raccordi previsti dal progetto preliminare alla luce degli impatti negativi dell'opera per la galleria Zuel (impatto su frane attive, falde e biotopi); impatti paesistici del viadotto di collegamento tra lo svincolo di Cortina Sud e l'albergo Miramonti; l'alterazione di un'area naturale con lo svincolo di Cortina Sud; la compromissione della sinistra orografica e ripariale del fiume Boite con la bretella di collegamento tra Cortina Sud e la statale 48 per il passo Falzarego; la compromissione, infine, della frazione di Alverà;
il progetto è stato approvato con prescrizioni da parte del Ministero per i beni e le attività culturali in data 17 gennaio 2006;
nella suddetta procedura di VIA si riscontrano inesattezze e irregolarità perché mancano: adeguate alternative progettuali a partire dall'alternativa "zero" prevista; una valutazione ambientale strategica (VAS) che, vista la valenza territoriale d'area vasta dell'opera, oltre che per le sue ricadute paesaggistiche ed economiche, appare di fondamentale importanza; adeguate valutazioni su tutti gli effetti relativi alla fase di esercizio e cantiere dell'opera; analisi specifiche;
infine, è stato impedito, nonostante le rassicurazioni in fase di presentazione del progetto, l'accesso agli atti progettuali integrativi, e non sono stati tenuti in considerazione importanti documenti quali la Convenzione delle Alpi, la legge n. 97 del 1994 sulla montagna, direttiva 2004/42/CE sulla VAS e l'art. 50 della legge regionale 11/2004, recante norme per il governo del territorio,
si chiede di sapere:
se non si ritenga illegittima la procedura avviata di compatibilità ambientale per il progetto preliminare relativo alla strada statale 51 di Alemagna - Variante dell'abitato di Cortina d'Ampezzo, non essendo stato sottoposto ai sensi della legislazione nazionale alla speciale Commissione VIA, opportunamente integrata da un componente di nomina regionale, ai fini della Valutazione dell'impatto ambientale, trattandosi di un'opera inserita nel primo programma delle infrastrutture strategiche di cui alla delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001 e successive integrazioni;
se non si ritenga pertanto inefficace ai fini della Valutazione di impatto ambientale la procedura ed il parere adottato dalla Regione Veneto e che, pertanto, si debba provvedere ad una nuova procedura di valutazione di impatto ambientale nel rispetto della vigente normativa nazionale;
se non si ritenga opportuno da parte dei Ministri in indirizzo dare indicazione all'Anas perché ritiri il progetto presentato nel luglio 2005 e provveda alla predisposizione di un nuovo progetto che tenga maggiormente presenti gli aspetti di tutela ambientale e le osservazioni indicate dalla Soprintendenza, prevedendo la sistemazione e l'adeguamento della viabilità esistente.
(4-00416)
ANDREOTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Considerate le questioni trattate nella Conferenza di Roma, l'interrogante chiede di conoscere se il Governo non ritenga opportuno sollecitare l'ONU affinché predisponga un dettagliato rapporto sui profughi palestinesi concentrati nel Libano, al fine di mettere in atto un articolato programma di aiuti e di stabilizzazioni, offrendo al Libano stesso adeguati sostegni ad hoc.
(4-00417)
SARO - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali - Premesso che:
il Consiglio dei diritti genetici (CDG) è un organismo di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Dal 2002 opera come associazione scientifica e culturale indipendente, impegnata in attività di studio, informazione, progettazione sulle applicazioni e le diverse forme di impatto delle innovazioni biotecnologiche;
il CDG comprende fra i suoi compiti: informazione scientifica indipendente sulle applicazioni e le diverse forme di impatto delle biotecnologie; costruzione ed aggiornamento di archivi tematici di ricerca on-line; organizzazione di convegni, seminari e dibattiti;
il CDG ha fino ad oggi realizzato progetti di comunicazione sulle biotecnologie agroalimentari attraverso forme di collaborazione pubblico-privato che hanno visto la partecipazione finanziaria del Ministero delle politiche agricole e forestali, del Comune di Roma, della Regione Toscana, di realtà del mondo associativo, di Coop Italia e di importanti aziende alimentari italiane presenti sul mercato nazionale ed internazionale fra cui Maina, Loacker, Progeo, Surgitaol, Grandi molini italiani e molte altre;
un esponente del CDG è membro supplente del Ministero delle politiche agricole e forestali presso la Commissione interministeriale biotecnologie presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ed è stato delegato più volte a rappresentare l'Italia a Bruxelles su questioni regolatorie relative agli organismi geneticamente modificati (OGM);
il CDG ha manifestato a chiare lettere la sua avversità nei confronti delle biotecnologie agroalimentari, criticandone le attuali applicazioni e richiamandosi ad una gestione rigorosa,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi per i quali il Ministero delle politiche agricole e forestali finanzia le attività di un organismo quale il CDG che si definisce indipendente pur essendo finanziato da aziende private che hanno attuato una politica di marketing contraria all'impiego degli OGM;
se, proprio in considerazione della politica di marketing posta in essere da queste aziende, il Ministro in indirizzo non ritenga che esista un conflitto di interessi nella nomina di un esponente del CDG quale membro di una commissione scientifica indipendente per la valutazione degli aspetti di sicurezza alimentare e ambientale degli OGM.
(4-00418)
CALDEROLI - Al Ministro degli affari esteri - Si chiede di sapere se risulti al Governo che:
il dottor Pier Francesco Negrotto Cambiaso eserciti, al momento, la sua attività di consulente presso il Ministero degli affari esteri e più precisamente presso la Segreteria del vice ministro Patrizia Sentinelli;
il dottor Pier Francesco Negrotto Cambiaso sia stato impiegato quale esperto del Ministero degli affari esteri presso la UTC - Unità tecnica centrale - di via Contarini;
al dottor Pier Francesco Negrotto Cambiaso durante il suo servizio presso l'UTC e fino al suo pensionamento, avvenuto pochi anni fa, fosse affidato il compito di valutare, approvare e monitorare i progetti che il Ministero degli affari esteri finanziava alle organizzazioni non governative e alle Agenzie delle Nazioni Unite, a favore dei Paesi dell'America latina;
nello stesso periodo il dottor Giacomo Negrotto Cambiaso, figlio del dottor Pier Francesco Negrotto Cambiaso, fosse impiegato dall'organizzazione non governativa Associazione per la partecipazione allo sviluppo (APS);
all'APS, nel periodo in cui il dottor Pier Francesco Negrotto Cambiaso esercitava la funzione di esperto per l'America latina ed il dottor Giacomo Negrotto Cambiaso veniva remunerato dall'organizzazione non governativa APS, siano stati assegnati cospicui finanziamenti da parte del Ministero degli affari esteri e più precisamente: n. 6 in Argentina, n. 4 in Honduras, n. 3 a Cuba, n. 3 in Venezuela, n. 2 in Salvador, n. 1 in Bolivia, n. 1 in Brasile, n. 1 in Messico;
il dottor Giacomo Negrotto Cambiaso, dopo la sua lunga collaborazione con l'APS, sia stato impiegato presso l'Agenzia delle Nazione Unite UNOPS in progetti in America latina finanziati dal Ministero degli affari esteri;
i suddetti progetti UNOPS venissero valutati e approvati dall'ufficio UTC, presso il quale lavorava, sempre nello stesso periodo, il dottor Pier Francesco Negrotto Cambiaso;
l'organizzazione non governativa APS e tutti i suoi vertici siano stati inquisiti dalla Procura di Torino e rinviati a giudizio per gravissimi reati e che l'organizzazione stessa sia stata chiusa.
(4-00419)
TIBALDI - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che:
con il piano industriale 2006 - 2008, il gruppo dirigenziale di Poste Italiane S.p.A., nel predisporre la riorganizzazione del recapito postale, ha dichiarato circa seimila eccedenze ed ulteriori tremila per la chiusura dei centri di raccolta su base provinciale, attualmente sospese in forza dell'apertura di un piano negoziale tra la società Poste Italiane S.p.A. e le organizzazioni sindacali nazionali di categoria;
tali organizzazioni sindacali ritengono la situazione critica in relazione sia alla salvaguardia dei posti di lavoro sia all'unitarietà dell'azienda;
la politica di esternalizzazione dei servizi postali attuata soprattutto nelle grandi città, sovente a società del medesimo gruppo, ma con personale non dipendente, comporta notevoli ripercussioni negative, oltre che sulla qualità del servizio, anche e soprattutto sulla tutela del lavoratore, che vede gravemente diminuita la possibilità di acquisizione di una formazione e professionalità adeguate;
esprimendo grave preoccupazione, per quanto appena esposto, per la sorte di migliaia di lavoratori, nonché per la chiusura o l'accorpamento di alcuni uffici o centri di raccolta, con i conseguenti ed inevitabili disagi per i cittadini utenti;
rilevato, altresì, che la carenza di personale ha determinato gravi lacune strutturali ed organizzative del servizio recapiti e dei servizi bancoposta,
l'interrogante chiede di sapere:
quali misure il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per evitare che l'azienda proceda ai licenziamenti dei lavoratori;
se non ritenga utile aprire un tavolo di trattative tra Poste Italiane S.p.A., Enti locali ed organizzazioni sindacali al fine di garantire i livelli di occupazione e la qualità di un servizio pubblico essenziale.
(4-00420)
STRACQUADANIO - Al Ministro dell'istruzione - Premesso che:
la scuola materna "Cristo Re" di Brescia delle Suore di S. Dorotea in via Fabio Filzi n. 11 è convenzionata con l'Assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Brescia;
il piazzale interno della suddetta scuola materna, di circa trecentocinquanta metri quadri, dove, durante il giorno giocano i bambini dell'asilo, assistiti dalle maestre, è pavimentato con piastrelle ricavate dalla pietra e posate nello stile architettonico di "pavimentazione di pietra bugnata a opera incerta"
la suddetta pavimentazione è molto ruvida, con rischio di infortuni continui per i bambini, e quindi non idonea per un asilo e non conforme alla legge 626/94;
il sig. Giuseppe Giordano, padre della piccola Elena di quattro anni che frequenta regolarmente la suddetta scuola materna, ha più volte manifestato, alle maestre e alle suore, il pericolo di traumi accidentali per i bambini a causa della suddetta pavimentazione;
i consigli del sig. Giordano sono stati disattesi;
il giorno 19 giugno 2006, la figlia del sig. Giordano, Elena Giordano, alle ore 14.00 circa, mentre giocava sul piazzale della suddetta scuota materna, è caduta sulla pavimentazione fatta in pietra, procurandosi accidentalmente un trauma ed è stata trasportata immediatamente presso il Pronto Soccorso pediatrico dell'Ospedale civile di Brescia, dove è stata sottoposta alla medicazione del taglio sotto il mento, preso il Reparto di chirurgia pediatrica, con anestesia locale e quattro punti regolari di sutura (come risulta dalla cartella clinica di pronto soccorso n. 2006019424), con il rischio che il segno della ferita non scompaia nel tempo e che, considerata la posizione visibile sul volto, ne derivi un grave danno per la bambina,
l'interrogante chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché tali incidenti non accadano più nella scuola materna "Cristo Re" delle Suore di S Dorotea di Brescia;
quali iniziative intenda assumere per verificare la convenzione della suddetta scuola materna con il Comune di Brescia;
quali iniziative intenda assumere nei confronti delle persone che hanno dato il benestare e l'idoneità alla sicurezza per i bambini che frequentano il suddetto asilo;
quali motivi impediscano un intervento immediato presso il legale rappresentante dell'assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Brescia affinché tali spiacevoli incidenti non avvengano più, considerando che Brescia è una delle città più avanzate d'Italia quanto a sviluppo economico, industriale. tecnologico e di servizi pubblici e privati
(4-00421)
TOFANI - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che:
da articoli di stampa pubblicati, nei giorni 25, 26 e 28 luglio 2006, su alcuni quotidiani nazionali si è appresa la notizia secondo la quale l'avv. Bonetto, che rappresenta le centinaia di vittime della società Eternit, avrebbe riferito ai suoi intervistatori che i legali e/o rappresentanti della società avrebbero improvvisamente interrotto le trattative in corso per il risarcimento alle vittime e ai parenti, trattative ormai a buon punto, sempre secondo le dichiarazioni del predetto avv. Bonetto. Ciò a seguito di una improvvisa telefonata che i rappresentanti dell'Eternit avrebbero avuto con Roma ("La Repubblica", martedì 25 luglio 2006, pag. 13) o addirittura con non specificati uffici del Ministero della giustizia ("l'Unità", mercoledì 26 luglio 2006, pag. 7, e venerdì 28 luglio 2006, pag. 26) che avrebbero garantito circa l'approvazione in autunno di un'amnistia per le pene sino a 5 anni;
la prerogativa della concessione dell'indulto e dell'amnistia spetta esclusivamente al Parlamento,
si chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di accertare se le notizie di stampa sopra riportate corrispondano al vero, accertando, eventualmente, l'identità degli autori di simili affermazioni, e se esse rivestano profili meritevoli di denunzia all'autorità giudiziaria.
(4-00422)
STRACQUADANIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dei trasporti, delle infrastrutture e dello sviluppo economico - Premesso che:
con proprio decreto del 27 aprile 2006, il Ministro pro tempore delle infrastrutture e trasporti, prof. Pietro Lunardi, ha nominato Commissario dell'Autorità portuale di Trieste la dott.ssa Marina Monassi, già presidente della medesima Autorità: e ciò considerati i positivi risultati raggiunti dalla dott. ssa Monassi durante il suo mandato al vertice dello scalo triestino;
i risultati positivi indicati dal Ministro hanno rappresentato una svolta storica nella gestione dell'Autorità portuale di Trieste; in particolare concretizzandosi:
nella variante urbanistica del Porto Vecchio, che consente di avviare le operazioni per il riuso di 60 ettari di area portuale strategica per lo sviluppo del porto medesimo e della città tutta;
nel rilascio, per la prima volta dopo 90 anni, di una concessione volta alla realizzazione della nuova sede di "Italia Marittima SpA" (già Lloyd Triestino SpA);
nell'approvazione in sede CIPE del progetto per realizzare un'area di 247.000 metri quadri, per un importo di 278,5 milioni di euro;
nell'avvio, dopo 50 anni, delle infrastrutture previste dal Piano regolatore portuale;
nello sblocco e nel conseguente appalto di lavori per 108 milioni di euro;
in dati di traffico positivi su Trieste, in controtendenza rispetto alla generalità dei porti nazionali;
nell'acquisizione, per la prima volta nel mercato delle crociere, del ruolo di hub strategico per le compagnie Costa Crociere e Carnival Cruise, avviando i lavori per la nuova stazione marittima;
nella realizzazione, in sinergia con le Ferrovie italiane ed austriache, di una vera e propria "autostrada del mare" da e per la Turchia (con 6 treni A/R al giorno per Salisburgo), rendendo così Trieste unico porto capolinea;
l'8 giugno 2006, il ministro prof. Alessandro Bianchi, come primo atto della propria gestione in ambito portuale, ha rimosso da Commissario la dott.ssa Monassi, nominando nuovo commissario l'ammiraglio Castellani, comandante della Capitaneria di porto di Trieste;
tale decisione, per quanto consta all'interrogante, sembra determinata dalla richiesta - politicamente pressante - rivoltagli da una delegazione della Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia guidata dal presidente Illy;
la Corte costituzionale nel 2005 ha annullato sia la disposizione regionale che attribuiva al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia il potere di nomina del Presidente dell'Autorità portuale di Trieste, sia la norma sulla base della quale il ministro Lunardi aveva proceduto, dopo deliberazione del Consiglio dei ministri, alla nomina di un Presidente, unanimemente designato dagli Enti locali, ma sul quale la Regione aveva posto un veto di natura essenzialmente politica; a seguito di ciò, il TAR Friuli Venezia Giulia, con propria sentenza del 5 aprile 2006, (che singolarmente motivava anche su fatti avvenuti a processo concluso, e quindi mai acquisiti né acquisibili agli atti), procedeva all'annullamento della nomina come atto consequenziale alla pronuncia della Corte; appena insediatosi, senza neppure attendere la formale attribuzione della delega e senza alcuna consultazione, il ministro Bianchi ha revocato la nomina della dott.ssa Monassi e ha provveduto alla nuova nomina sopra indicata,
l'interrogante chiede di sapere:
se il decreto di commissariamento dell'Autorità portuale di Trieste rientri nelle specifiche competenze del Ministro dei trasporti, segnatamente perché non si era ancora realizzato il cosiddetto "spacchettamento" delle deleghe alla data del nuovo commissariamento;
quali incontri siano avvenuti tra il ministro Bianchi ed i rappresentanti della Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia guidata dal presidente Illy, incontri propedeutici e determinanti la rimozione del Commissario dott.ssa Marina Monassi;
quali riscontri negativi possano ascriversi alla gestione presidenziale e commissariale della dott.ssa Marina Monassi, considerando anche che tutta la gestione è stata improntata alla sostanziale unanimità di consensi in sede di deliberazioni di Comitato portuale;
per quale ragione, trattandosi di revoca ovvero di un atto di ritiro di precedente provvedimento amministrativo, per motivi di opportunità e non di illegittimità, non sia stato evidenziato, come era doveroso, al Commissario in carica, ai sensi della legge 8 agosto 1990 n. 241, l'intenzione di provvedervi, al fine di acquisirne le eventuali osservazioni, procedura che non risulta essere stata osservata per motivi ignoti all'interrogante;
quali siano state le ragioni di urgenza che abbiano impedito di provvedere a regolarizzare la nomina del nuovo presidente.
(4-00423)
ALBERTI CASELLATI - Al Ministro dei trasporti - Premesso che:
mercoledì 26 luglio 2006, il volo Alitalia AZ 1463 delle ore 8.55 in partenza da Roma per Venezia è stato cancellato;
nonostante le ripetute richieste, nessun responsabile o dirigente dell'Azienda ha fornito spiegazioni sulle cause dell'avvenuta cancellazione o ha, quanto meno, provveduto a scusarsi con i passeggeri per il disservizio;
Alitalia si è limitata ad imbarcare i passeggeri rimasti a terra sul volo successivo, AZ 1465, con partenza prevista per le ore 9.45, ma poi effettivamente decollato alle 10.45;
i disagi subiti sono stati notevoli, considerando che, tra la cancellazione del primo volo e il ritardo del secondo, si è determinata la perdita dell'intera mattinata lavorativa;
considerato che:
episodi come quello riferito si verificano con frequenza pressoché giornaliera presso tutti gli scali italiani senza che vi siano avverse condizioni meteorologiche o agitazioni sindacali che li possano giustificare;
tali disservizi causano gravi danni sia a coloro che devono raggiungere la propria destinazione per motivi di lavoro, spesso indifferibili ed urgenti, sia all'immagine dell'Alitalia, considerata inefficiente e scarsamente competitiva;
in tal modo si rendono del tutto vani gli sforzi del Governo a sostegno della Compagnia di bandiera, per evitare il cui fallimento sono stati erogati consistenti aiuti statali;
rilevato che non esiste tutela per i cittadini che usufruiscono del trasporto aereo quando si verificano disservizi e ritardida parte delle compagnie aeree e, in particolare, non è previsto alcun rimborso, come invece avviene nel trasporto ferroviario, in caso di ritardi superiori ad un certo limite di tempo,
l'interrogante chiede di sapere:
quanti voli Alitalia siano stati cancellati dall'inizio dell'anno ad oggi, e quali siano i motivi che hanno causato tali cancellazioni;
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda promuovere presso la compagnia aerea per renderla maggiormente efficiente e competitiva, così da far cessare la perdita di clientela a vantaggio di altre compagnie aeree concorrenti considerate, oggi, maggiormente affidabili;
se non intenda attivarsi, per quanto di sua competenza, affinché anche nel trasporto aereo i passeggeri che subiscono ritardi considerevoli abbiano diritto ad un rimborso che li risarcisca del danno subito, anche in considerazione del fatto che l'uso dell'aereo è spesso determinato da ragioni legate alla necessità di spostarsi velocemente in situazioni in cui un ritardo può provocare danni notevoli.
(4-00424)