SCHIFANI. Signor Presidente, ci siamo lasciati ieri sera al termine di una giornata convulsa, che ha visto più volte le nostre lagnanze su strappi di carattere regolamentare. Noi, Presidente, siamo perfettamente consapevoli che ella è un Presidente di turno facente funzioni, un Presidente che deve svolgere esclusivamente questo mandato finalizzato a gestire l'Assemblea per l'elezione del nostro futuro Presidente del Senato. Ma abbiamo rilevato come questa funzione, secondo noi, non la dovesse sottrarre a quello che era l'esercizio delle funzioni, dei compiti ed anche delle responsabilità decisionali della carica di Presidente del Senato, seppur facente funzioni.
Mi riferisco, riallacciandomi a quanto, ad esempio, detto poc'anzi dal collega Pastore, a quella che è la logica numerica della composizione del Collegio dei segretari scrutinatori. Un organo decisionale o un organo funzionale non può essere composto da un numero pari di membri, e quindi il numero pari è finalizzato a vedere poi nella sua Presidenza, seppur di turno, il momento di sintesi, a volte anche il momento decisionale, laddove il Collegio fosse diviso nelle sue decisioni.
Ma vorrei richiamare ai colleghi come sulla presunta limitazione delle funzioni del Presidente di quest'Aula in questa occasione non vi sia nessun richiamo regolamentare. Non esiste alcuna norma del Regolamento che sostiene che il Presidente anziano chiamato a svolgere funzioni di guida dell'Aula in occasione dell'elezione del Presidente del Senato funge da notaio, è privo di facoltà decisionali e di indirizzo dell'Aula, è privo di autonomia decisionale, di quella autonomia decisionale della quale dispone il Presidente titolare. Non esiste nessun richiamo, e quindi noi siamo perfettamente convinti che questa Presidenza è uguale ad altre ed è dotata di una piena titolarità, è dotata di diritti, di doveri e di capacità decisionale.
Diciamo questo perché ieri avevo chiesto, Presidente, un dibattito sulle regole. L'intervento del presidente Cossiga che sconoscevamo sia sull'evento, sia sul contenuto, sostanzialmente ha aperto il dibattito sulle regole, delle regole che noi chiediamo alla Presidenza, ma anche all'Aula. Noi desideriamo sommessamente che prima di votare si conosca in maniera chiara, concordata, in che termini vanno valutate e interpretate alcune espressioni di voto.
Chiediamo che si stabiliscano aprioristicamente le regole interpretative del voto in maniera tale che non vi siano fraintesi e in modo che non vi possano essere nello stesso giorno pronunciamenti differenti da parte di un organismo, seppur provvisorio qual è quello del Collegio dei segretari scrutinatori. (Applausi dal centro-destra).
Ieri i senatori segretari, in occasione di uno scrutinio, hanno deliberato nel senso di inficiare la votazione perché non hanno trovato l'unanimità sull'attribuzione nella scheda dell'espressione "Francesco Marini" al candidato Franco Marini; successivamente, invece, abbiamo preso atto che il Collegio aveva deciso a maggioranza di attribuire quell'espressione di voto "Francesco Marini" a Franco Marini, con ciò creando a mio avviso un precedente che desidero qui denunciare e voglio evitare. Non vorrei che il precedente di ieri sera possa costituire il viatico per l'attribuzione a Franco Marini in quest'occasione di tutte le schede che portano il nome "Francesco Marini".
Questo va evitato, ed ecco che l'occasione di questa seduta e dell'eventuale dibattito sulle regole è necessaria e indispensabile. Pur rispettando l'autonomia della Presidenza, che ieri abbiamo apprezzato per aver dichiarato a titolo personale e non istituzionale il suo pensiero, chiediamo, ove possibile, che la concertazione su questi argomenti possa avvenire alla luce del sole, in quest'Aula, perché credo che sia interesse di tutti, dei candidati ma principalmente delle istituzioni, arrivare all'elezioni della seconda carica più alta dello Stato secondo procedure trasparenti e cristalline e in maniera tale da costituire fonte di piena e totale legittimazione del Presidente del Senato, chiunque sarà eletto in quest'Aula. (Applausi dai banchi del centro-destra).
E allora, signor Presidente, non vorrei ribadire le anomalie della seduta di ieri in ordine a sedute fissate per un orario e poi spostate. Ne abbiamo già parlato, ma mi duole che anche ieri sera, quando la signoria vostra aveva proposto all'Aula un orario di inizio della seduta per le ore 15, non si sia potuto nemmeno aprire un dibattito ed ella abbia deciso di chiudere la seduta senza dare la parola ad alcuno e di fissare d'autorità e unilateralmente l'inizio della seduta per le 10,30 di oggi. Ne abbiamo preso atto e abbiamo iniziato a lavorare perché rispettiamo le decisioni della Presidenza, anche se lamentiamo l'esigenza di iniziare a discutere in quest'Aula serenamente in un palese e trasparente contraddittorio ma nel pieno rispetto della democrazia parlamentare.
Ed allora torno ad insistere, signor Presidente, sull'esigenza che prima di iniziare queste operazioni di voto, con la sua guida, con quella dell'Ufficio di Presidenza e con la collaborazione dell'Aula si possano concordare dei principi ai quali ci atterremo, se condivisi da tutti. Da parte di questa coalizione vi è tutto l'interesse affinché le operazioni di voto, comprese quelle di scrutinio, possano svolgersi in un clima di piena e totale serenità perché epurate sin dall'inizio da eventuali motivi di conflittualità interpretativa.
Facciamolo prima, come ribadito dal presidente Cossiga. Stabiliamo delle regole e facciamo in modo che le operazioni si possano gestire in maniera del tutto democratica ma collegialmente. Aiutiamo anche noi, come Aula, l'Ufficio di Presidenza e i segretari scrutatori affinché queste regole siano condivise da tutti. Non carichiamo questi segretari scrutatori, che quasi sicuramente sono alla loro prima elezione e in quanto più giovani sono chiamati a questa carica provvisoria, di responsabilità più grandi di loro e forse anche di noi singoli esponenti di questo ramo del Parlamento. Facciamo in modo che queste regole siano il frutto di una diffusa concertazione e di un'assunzione totale di responsabilità da parte di quest'Aula.
Richiamo quest'Assemblea, signor Presidente, la sua Presidenza e la signoria vostra a questo momento: un momento di sintesi e di responsabilità che deve vederci tutti uniti nel cercare sin dall'inizio, fin dalle prime battute di lavoro di questo ramo del Parlamento, ad assumerci le nostre responsabilità. Noi siamo pronti a farlo. Chiediamo a voi di fare altrettanto, al fine di evitare di creare delle barriere irreversibili di incomunicabilità che inficerebbero sicuramente tutte le future giornate parlamentari di questa legislatura. Partiamo bene, facciamolo insieme: noi siamo pronti a farlo, ad assumerci le nostre responsabilità. (Applausi dal centro-destra).