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Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 002 del 29/04/2006


BERSELLI. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BERSELLI. Ieri al Senato abbiamo vissuto una giornata che tutti noi ci auguriamo non possa e non debba ripetersi. Nella seconda votazione, a fronte di tre schede che riportavano il nome di Francesco Marini, due erano soltanto le scelte: o le si attribuivano a Franco Marini, facendo una forzatura, come ha ricordato il presidente Cossiga - in quel caso Franco Marini sarebbe stato eletto Presidente di questo ramo del Parlamento - o inevitabilmente dovevano essere dichiarate nulle quelle tre espressioni di voto e si sarebbe dovuto procedere alla terza votazione.

Invece si è scelta un'altra strada, abbastanza bizzarra dal punto di vista giuridico-regolamentare, quella di annullare la seconda votazione, cosa che si sarebbe applicata se vi fossero stati dei tumulti, se qualche onorevole senatore fosse stato coartato nella sua libera determinazione dal comportamento di altri. Comunque, si è proceduto all'annullamento della seconda votazione.

In occasione della terza votazione, come è stato ricordato, ci siamo ritrovati in presenza di un'ennesima scheda su cui era scritto "Francesco Marini". Inevitabilmente, alla luce del precedente maturatosi in occasione della seconda votazione, che non condivido dal punto di vista giuridico, si sarebbe dovuto procedere automaticamente all'annullamento di quella scheda. Invece, con una visione assolutamente incomprensibile e soprattutto molto grave dal punto di vista della corretta dialettica tra maggioranza ed opposizione, quella scheda è stata ritenuta valida, in contrasto con le precedenti tre schede che tali non erano state ritenute.

Anche io voglio richiamare l'attenzione, onorevole Presidente, su alcune regole. Vi sono tre segretari provvisori che non sono espressione della maggioranza e dell'opposizione, ma sono stati scelti unicamente in funzione di ragioni anagrafiche. Il motivo per cui loro siedono accanto a lei, onorevole Presidente, non è da ricercarsi in funzione di una espressione di Gruppi ancora non costituiti, ma unicamente dell'alea legata all'età di ciascuno di essi.

Allora è evidente, onorevole Presidente, che quando giovani senatori, che assumono tale importante incarico, come abbiamo visto, non in funzione di un'esperienza che non possono avere ma unicamente di ragioni anagrafiche, lei, onorevole Presidente, avrebbe dovuto coordinare ed aiutare i giovani segretari provvisori perché assumessero una decisione giusta e non legata a logiche politiche.

Detto questo, devo fare alcuni richiami al Regolamento. Questa mattina è accaduto un fatto su cui chiedo a lei di riflettere. Come ricorderà, per richiamo al Regolamento, oltre a me sono intervenuti il ministro Castelli, il presidente Schifani, il senatore Strano ed altri.

Ad un certo punto, il senatore Baldassarri ha chiesto di parlare. Inizialmente lei, onorevole Presidente, era orientato a non concedere la parola in funzione di suggerimenti avuti dal Segretario generale di questo ramo del Parlamento. Poi, ha concesso una certa magnanimità - così è sembrato di capire - al senatore Baldassarri nonostante che - sono sue parole - il Segretario generale le avesse fatto presente che avrebbe potuto tranquillamente non concedere la parola ad alcuno.

Voglio richiamare l'attenzione, sua ed anche, eventualmente, se mi è consentito, del Segretario generale, in ordine al diritto di ogni senatore di intervenire quando voglia per un richiamo al Regolamento. L'articolo 112 del Regolamento, che è stato invocato nei confronti del senatore Baldassarri per significare come la Presidenza avrebbe potuto impedire ai senatori di intervenire su questioni legate al Regolamento stesso, è contenuto nel Capo XIII che si riferisce alle votazioni e recita quanto segue: «Non sono ammesse proteste sulle deliberazioni del Senato: se pronunziate, non si inseriscono nel processo verbale e nei resoconti della seduta». L'articolo precedente si riferisce alla proclamazione del risultato delle votazioni.

Onorevole Presidente, il richiamo al Regolamento che lei ha fatto nei confronti del senatore Baldassarri per significare come per un suo atto di generosità lei gli avesse concesso la parola ovviamente non è legato ad alcuna regola di questo ramo del Parlamento: lei non poteva non far parlare il senatore Baldassarri, lei non poteva non far parlare alcuno che si fosse richiamato, come ci eravamo richiamati tutti, al Regolamento. Quindi, le chiederei un ripensamento sull'interpretazione che ha dato questa mattina in ordine al fatto che un senatore non possa prendere la parola per un richiamo al Regolamento in quanto ciò contrasterebbe con un articolo, il 112, che si richiama a tutt'altra fattispecie.

Un'altra questione, onorevole Presidente, sul processo verbale.

Abbiamo ascoltato la lettura del processo verbale e abbiamo colto nelle ultime righe le seguenti parole: «La seduta è rinviata a sabato, alle ore 10,30.». Io contesto, onorevole Presidente, la corrispondenza del verbale a quanto effettivamente lei ha pronunciato questa mattina alle ore 2,30. Lei questa mattina alle ore 2,30 (ed è registrato dalle televisioni e dalle radio, non è registrato ancora nel Resoconto stenografico di ieri perché non lo abbiamo a disposizione) ha pronunciato una frase completamente diversa: «La seduta è rinviata a domani, alle ore 10,30.». Questo avveniva alle ore 2,33 di questa mattina. Quindi, il processo verbale che è stato letto è sbagliato in quanto fa riferimento ad una frase che lei non ha mai pronunciato. Se fossimo in un'aula giudiziaria ci troveremmo di fronte ad un falso ideologico in quanto il processo verbale fa riferimento a quanto lei non ha assolutamente detto, forse può averlo tutt'al più pensato.

Un'ultima considerazione. L'intervento da me svolto questa mattina era per un richiamo all'articolo 4 del Regolamento, in quanto ritenevamo, e riteniamo, che il "giorno successivo" fosse legato non alla votazione bensì allo scrutinio, avvenuto alle prime ore di oggi, sabato. Qualora lei confermasse tale orientamento, in contrasto con quanto risulta dalle registrazioni delle radio e delle televisioni e smentito invece da un resoconto che contiene passaggi assolutamente non veritieri, chiedo che venga invece fatta constatare a verbale l'assoluta illegittimità della convocazione della terza votazione in data odierna e l'assoluta nullità, che io anticipo, di tutte le operazioni che verranno svolte questa mattina. (Applausi dal centro-destra).