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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 964 del 07/03/2006


PIATTI (DS-U). Signor Presidente, intervengo solo per aggiungere pochissime considerazioni. È del tutto evidente che il Ministero dell'economia e delle finanze non voleva questo provvedimento.

Durante l'anno trascorso abbiamo visto i tentativi del ministro Alemanno di inserire queste norme prima in un decreto specifico, poi - fu detto - in finanziaria, poi nel decreto fiscale, poi nel cosiddetto decreto mille proroghe; ebbene, tutti questi tentativi sono andati a vuoto, evidentemente perché il provvedimento costava e c'era una divergenza con il Ministero dell'economia e delle finanze.

Valgono, però, le osservazioni fatte dal senatore Morando e da altri colleghi. Anche il Ministero dell'economia ha giocato una partita molto ambigua: sarebbe infatti stata sufficiente una relazione tecnica sui costi e il Parlamento avrebbe poi autonomamente deciso cosa fare.

Ricordo che il tema l'avevamo posto all'attenzione; quindi, non ci sorprende il messaggio del Presidente della Repubblica, dato che anche nell'ultima sedute avevamo posto tali questioni. Io stesso - mi cito a memoria - ho detto di fare attenzione a chiamare in causa il Presidente della Commissione bilancio; fra l'altro è abbastanza singolare anche questo aspetto, cioè che il Presidente della Commissione bilancio proponga un emendamento che non ha la copertura: guardate che è una cosa enorme!

Stimolato da noi, il presidente Azzollini ci ha ricordato - sono gli atti Parlamentari a dirlo - tutti i motivi per cui le variazioni intervenute alla Camera dovevano essere approvate perché eravamo tranquilli. Ricordo di avere commentato quell'intervento invitando a fare attenzione perché c'è il rischio che la montagna partorisca il topolino, e infatti di topolino si tratta. Quindi, manca la copertura finanziaria.

Tralascio poi, perché ne ha parlato diffusamente il senatore Morando in altra riunione, la questione che si consegna tutta la vicenda a EUROSTAT, cioè ad un organo statistico. Il Parlamento italiano - anche questo è un capolavoro per una maggioranza che spesso critica la burocrazia europea - consegna ad EUROSTAT la possibilità di fare il decreto del Presidente del Consiglio.

Tutto ciò non ci sorprende perché la questione è stata gestita con grande superficialità e con grande divisione tra Ministeri. Il risultato è che, però, abbiamo illuso migliaia di agricoltori che adesso presentano il conto. Quindi, la situazione non è certo più quella di prima.

Il minimo che si possa fare è bloccare gli effetti della cartolarizzazione, perché in questi giorni stanno arrivando le cartelle e i pignoramenti. Tuttavia, vale quanto diceva il senatore D'Amico, perché anche questo passaggio, come sapete, non è dei più lineari: imponiamo alla società alla quale abbiamo concesso di recuperare i crediti di fermarsi e quindi introduciamo un elemento anomalo con i riflessi che lo stesso collega D'Amico efficacemente ricordava.

Non siete stati in grado di affrontare la questione. Credo che l'espediente della commissione serva ad arrivare al nuovo Governo, sperando che ci pensi il nuovo Governo. Bisogna quindi veramente fare un salto di qualità diverso.

Noi voteremo contro queste modifiche mantenendo invece un giudizio di astensione sull'insieme del provvedimento che, come sappiamo, ha contenuti importanti relativamente a tutta un'altra serie di questioni che sono vitali per l'agricoltura. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bongiorno. Ne ha facoltà.