DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, certamente la vicenda del condono previdenziale è estremamente significativa di come il Governo su una serie di questioni - oggi ci occupiamo in particolare di questo - ha portato avanti i provvedimenti. Ha segnalato il collega Morando - lo voglio ribadire - non solo l'imperizia di prevedere una copertura che evidentemente non era così adeguata e certa, ma anche di non avere assolutamente avuto nei fatti un via libera dal Ministero dell'economia.
Vorrei ricordare, tra l'altro, che nel messaggio del presidente Ciampi alle Camere si parla, non a caso, della documentazione e delle valutazioni effettuate dal Ministero dell'economia che al Parlamento non sono mai state trasmesse e che evidentemente sono state trasmesse al Presidente della Repubblica. Questo la dice lunga però su come si è affrontata la questione.
La scorsa settimana avevamo discusso - perché i problemi di copertura ci sembravano già abbastanza chiari - ed ovviamente sottolineato il fatto che l'introduzione da parte della Camera del comma 6, in base al quale il decreto attuativo era sottoposto, nei fatti, al via libera di Eurostat, era un elemento di fragilità dell'operazione che si stava compiendo. Non a caso, infatti, abbiamo parlato di un manifesto elettorale: vedo il senatore Bongiorno che si risentì un po' di questa nostra affermazione.
Dobbiamo ora constatare che quello che avevamo previsto si è puntualmente verificato; vi è stata, quindi, imperizia ed anche il tentativo di alcuni autorevoli senatori di vantarsi sui giornali locali di aver portato a casa e completato l'opera della loro vita con il condono previdenziale agricolo. Questa è l'opera della loro vita.
Ora, Ministro, mi rivolgo a lei: dopo tutta questa lunga discussione (che dura non solo dall'ultima finanziaria, infatti, quella sul condono e sul pregresso dei contributi agricoli è una discussione che ci trasciniamo da molto tempo), arrivare alla soluzione di una sospensione del recupero crediti fino al 2006, potrebbe essere definita, come si fa con gli sfratti in tempo di elezioni, una specie di sospensione elettorale che rinvia il problema, che crea ancora di più situazioni di non certezza del futuro.
Voi avete, infatti, ad esempio, modificato la parte che faceva riferimento alla possibilità di accedere ai premi della PAC, coordinandola con la proposta di emendamento, ma sapete perfettamente che allo scadere della sospensione del 31 luglio 2006, cioè il 1° agosto, ci troveremo in una situazione molto complicata, anche per le aspettative che si sono create. In questo hanno ragione i miei colleghi nel dire che adesso la situazione è peggiorata.
La commissione poteva essere istituita molto tempo fa. Fin dall'inizio tale questione è apparsa a tutti molto complessa; erano state indicate alcune strade, anche durante il lavoro della Commissione bilancio, nel corso della discussione della finanziaria e del decreto fiscale collegato, erano state avanzate delle proposte; se non si fosse stati dell'idea di volerla utilizzare solo a fini di parte, si sarebbe forse trovata e praticata una soluzione diversa.
Non solo oggi stiamo peggio, ma, avendo creato questa situazione economicamente molto complessa, ci si è anche assunti il rischio di trascinare gli altri provvedimenti contenuti nel decreto in materia agricola che, lo ribadisco, rimangono in attesa: infatti, non solo vi sono sit-in davanti al Senato, ma in tutta Italia vi è attesa per una soluzione dell'emergenza del settore aviario, come di quello bieticolo-saccarifero.
Esprimiamo, quindi, un giudizio fortemente negativo sulla soluzione presentata con l'emendamento in discussione, perché essa aggrava i problemi esistenti. Vi ricordo che il 1° agosto - il gioco adesso è lasciare il cerino ad altri! - lo scadere della sospensione del recupero crediti e della proroga degli effetti del comma 7 dell'articolo 10 del decreto-legge n. 203 del 2005 creerà una situazione esplosiva, e si deve sapere di chi è la responsabilità.
Esprimiamo, pertanto, un giudizio fortemente negativo su tale proposta di aggiustamento - desidero ribadirlo - con cui vengono mantenuti solo i commi 1 e 2 dell'articolo 01, mentre si propone la soppressione dei commi dal 3 al 7. Cerchiamo di evitare, ovviamente, che anche i restanti provvedimenti contenuti nel decreto in esame possano risentire della situazione così difficile che si è venuta a creare.
Il nostro è quindi un giudizio negativo: spero che questa volta non abbiate il coraggio di dire che stiamo facendo campagna elettorale, perché evidentemente qualcun altro ha provato a farla. Oggi dovete andare a proporre una sospensiva che, lo ripeto, al suo scadere, peggiorerà la situazione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Siena. Ne ha facoltà.