Poiché ai restanti articoli del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo alla votazione finale.
DE PETRIS (Verdi-Un). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, abbiamo il dovere, credo, anche di replicare ad alcune affermazioni fatte poco fa in quest'Aula.
Ribadisco con forza che scopro adesso, oltre la fine di questa legislatura, che alcuni autorevoli esponenti della maggioranza sono evidentemente contrari alle politiche delle cartolarizzazioni. Per cinque anni avete fatto solo questo, forse bisognerebbe spiegarlo al Ministro dell'economia e delle finanze. Vedremo anche in questo caso le conseguenze.
Caro Ministro e caro senatore Bongiorno, vi vorrei ricordare che avete creato ulteriori problemi (Commenti dai banchi della maggioranza), posto che nel decreto fiscale il Governo ha inserito la norma che fa sì che chi non è in regola con i contributi non possa accedere ai premi previsti dalla PAC. Questa è una norma che avete inserito voi! Altro che frittata, altro che maionese, il risultato di questa vicenda è del tutto impazzito!
Giustamente avevamo dato tutti la disponibilità affinché si trovasse una soluzione. Per onestà intellettuale, dovete ammettere che siete invece andati avanti immaginando di trovare delle soluzioni alla spicciolata, procedendo in maniera superficiale, e questo è il risultato, assumendovi peraltro anche la responsabilità - torno a ripeterlo - di mettere a rischio una serie di interventi urgentissimi come quelli destinati al settore avicolo.
Purtroppo, questo decreto-legge e questa maldestra operazione di condono credo siano il simbolo di come sono stati portati avanti molti provvedimenti; non parlo solo in generale, ma anche per quanto riguarda molte questioni che investono la crisi agricola. Certo, adesso tutti scoprono che servono provvedimenti strutturali davanti alla crisi profonda del sistema agricolo italiano. Eppure, lo dicevamo da tempo. Ci siamo invece trovati sempre davanti a provvedimenti tampone, continuando così a sottovalutare le situazioni di crisi che avevamo di fronte. Questo è il risultato di un modo evidentemente molto superficiale e propagandistico di affrontare le questioni che riguardano l'agricoltura.
Ovviamente, teniamo molto a risolvere i problemi ed è per questo che abbiamo dato sempre la nostra disponibilità. È anche il motivo per cui abbiamo votato contro l'emendamento sostitutivo dei commi relativi al condono previdenziale agricolo; allo stesso modo, esprimendo ora un voto di astensione sul provvedimento nel suo complesso, ci assumiamo ancora una volta le nostre responsabilità, proprio perché non siamo abituati a fare la campagna elettorale sulla pelle degli agricoltori! (Applausi dai Gruppi Verdi-Un, DS-U e del senatore Bedin).
STANISCI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANISCI (DS-U). Signor Presidente, intervengo per ribadire il voto di astensione sull'intero provvedimento al nostro esame da parte dei Democratici di Sinistra. Vorrei inoltre sottolineare che sull'emendamento il nostro Gruppo ha espresso voto contrario proprio perché riteniamo che quella proposta dal Governo e dalla maggioranza sia una soluzione fallimentare.
Desidero altresì ricordare, soprattutto al senatore Bongiorno, che sono passati cinque lunghi anni e quella odierna è solo l'ultima puntata di una vicenda, davvero complessa e difficile, rispetto alla quale tuttavia il Governo è stato con gli occhi bendati sino all'ultimo minuto, salvo poi ricordarsi alla scadenza della legislatura che bisognava risolvere il problema anche a fronte degli impegni presi con gli agricoltori.
Riguardo poi alla questione secondo cui il centro-sinistra avrebbe fatto la "frittata", vorrei rammentare al senatore Bongiorno che in risposta il centro-destra ha appaltato in questi minuti ad una commissione di esperti la possibilità di trovare una soluzione, sancendo così, una volta per tutte, il fatto che per cinque anni i propri esperti, quelli del Governo e della maggioranza, non sono riusciti a trovarla perché evidentemente non si sono impegnati in tal senso. Le proposte del centro-sinistra erano sul tavolo, sarebbe bastato prenderle in considerazione e presentarle e sarebbero state approvate e in questo modo avremmo dato tutti una soluzione certa e vera agli agricoltori italiani, soprattutto a quelli meridionali. (Applausi dai Gruppi DS-U e Verdi-Un).
BEDIN (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BEDIN (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto di astensione del mio Gruppo sull'insieme del provvedimento in esame che contiene risposte, seppur parziali, ad alcuni temi cui il mondo agricolo è in questo momento particolarmente attento e nei confronti dei quali vi è grande preoccupazione.
Approfitto anche per ricordare che il Gruppo della Margherita ha votato contro l'emendamento proposto dal Governo e dalla maggioranza per le ragioni che il senatore D'Amico ha già illustrato ed inoltre per ribadire l'assoluta incapacità del Governo che si conferma fino all'ultimo provvedimento inefficace nella guida della nostra economia.
In tal senso desidero altresì sottolineare come l'intervento del Capo dello Stato abbia alla fine smascherato la finzione introdotta nel decreto-legge con il tentativo di chiamare in causa l'Europa, laddove questa si fosse opposta all'applicazione della norma. Fortunatamente il Presidente della Repubblica ha impedito questa ulteriore sceneggiata elettorale e di ciò gli siamo grati. (Applausi dal Gruppo DS-U).
AZZOLLINI (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AZZOLLINI (FI). Signor Presidente, nonostante le difficoltà del cammino di questo decreto-legge esprimo comunque, con soddisfazione, il voto favorevole di Forza Italia per il suo testo così come emendato anche quest'oggi.
Voglio chiarire due questioni, l'una tecnica e l'altra politica, che mi stanno a cuore. Con riguardo alla prima, ho già illustrato nel mio intervento in sede di dichiarazione di voto nel precedente passaggio in Senato le ragioni tecniche per le quali, a mio avviso, il complesso della riforma della previdenza agricola e quindi la regolarizzazione e la rateizzazione del passato e la riduzione del futuro fossero tecnicamente, anche sotto il profilo della copertura, perfettamente anzi rigorosamente a posto sotto il profilo finanziario. Ho anche detto che nel corso del cammino la copertura era stata affinata con la prudenza e l'ultimo testo, quello precedente naturalmente all'emendamento di questa sera, a mio avviso rimane integralmente coperto.
Non ho ravvisato sotto il profilo tecnico, nemmeno nel messaggio alle Camere, una contestazione efficace delle ragioni che avevo posto a favore della puntuale e prudente copertura di quel disegno di legge. Esso era coperto ma era anche giuridicamente a posto, in primo luogo perché era sta introdotta una condizione sospensiva e dunque l'efficacia di quel provvedimento era subordinata ad una previa e concordata verifica del suo mancato impatto sulla dinamica dei conti pubblici.
Era altresì stato introdotto un meccanismo che salvaguardava il carattere specificamente civilistico dell'operazione. Il senatore D'Amico può dunque stare assolutamente tranquillo perché questi erano problemi che ci eravamo posti; non c'era nessun intervento autoritativo dell'ente pubblico; l'accordo contrattuale delle parti era salvaguardato così come la conformità alle clausole contrattuali ed il complesso civilistico delle norme di cartolarizzazione.
Erano problemi che ci eravamo posti, ma c'eravamo posti anche il problema delle quantità da sostituire introducendo a tale scopo un puntuale riferimento al valore commerciale che ci metteva a posto sia dal punto di vista giuridico, che sto ora affrontando, sia dal punto di vista economico-finanziario sul quale ho riferito prima.
Su questa norma il Parlamento nel suo complesso ha esercitato una funzione forte sia nella elaborazione che nel controllo. Probabilmente, una più attenta lettura della stessa avrebbe potuto portare ad esiti diversi. Dico di più: quel tipo di copertura e di impostazione - se, come io auspico, il nuovo Governo che uscirà dalle prossime elezioni sarà il nostro Governo - sarà portato altresì in sede europea perché ritengo che la norma, così come è fatta, sia assolutamente rispondente anche alle preoccupazioni dell'Europa.
Fermo restando che in Europa il centro-destra intende starci sempre, con l'orgoglio di esserci, quindi anche con la difesa delle proprie ragioni quando ritiene di averle e sempre ben conscio di essere nel contesto europeo e convinto di rispettare il contesto della normativa europea.
Tutto questo a noi francamente era molto ben presente quando abbiamo elaborato la norma, sempre pronti a modificare ed a cambiare - si tratta di normativa complessa - e lo abbiamo fatto. Sotto il profilo tecnico sono pronto, quando dovesse essere necessario, a ribadire punto per punto queste ragioni che da nessun altro testo sono state affrontate così sistematicamente. Mi rendo conto però - e qui è il problema politico - che le istituzioni hanno anche un rapporto ed un dovere di collaborazione leale, forte, sempre nell'intento del benessere dei cittadini.
Allora, con molta correttezza istituzionale - è stato presentato dal relatore l'emendamento che ha eliminato completamente ogni dubbio sulla materia - si istituisce una commissione alla quale io do un valore molto importante. Vi è la solita battuta: in Italia, quando non si sa che fare, si istituisce una commissione! E' vero. Sono però un pervicace illuminista e ritengo che questo problema sia così grande che quella commissione debba funzionare, riprendere tutti gli aspetti che abbiamo elaborato e compreso. Ove vi sia qualcosa da modificare, da migliorare siamo naturalmente pronti a farlo ed è utile farlo, ma ritengo che quella commissione debba lavorare perché, ove la parte di regolarizzazione del passato intervenga entro l'anno, il quadro di riforma organica della previdenza si completerebbe in maniera tempestiva.
In tal senso, la nostra è una correttezza istituzionale molto grande; il senso di collaborazione tra le istituzioni è in noi vivo, ma rimaniamo anche fermi in alcune nostre convinzioni e siamo pronti, con tutte le altre istituzioni, in un clima meno di emergenza a discutere, a trovare una soluzione condivisa ed approfondita.
Sotto il profilo politico, francamente non condivido ciò che hanno detto i colleghi dell'opposizione. Vi prego: i fatti sono macigni; stanno sulla vostra strada ed ostruiscono le vostre parole. Da parte vostra vi è stata una trascuratezza totale rispetto a questo problema negli anni e forse nel decennio in cui avete governato; da parte nostra vi è stata attenzione, tentativi di soluzione, sforzi concreti, soluzioni adottate.
Questo è il punto. E' un fatto che pesa come un macigno sulla vostra strada. Noi lo abbiamo affrontato e questa sera lo portiamo parzialmente a soluzione. Potete anche non dirlo, ma tutti i contadini, gli agricoltori e le imprese agricole sanno che dal 1 gennaio 2006, con questa norma, vi è stata una significativa e strutturale riduzione della contribuzione in agricoltura che è il primo passo verso la restituzione ad un comparto che riteniamo fondamentale di una grande competitività all'interno del contesto europeo. Non lo avevate fatto; noi lo abbiamo fatto, stasera lo approviamo. Questo è il primo punto di fondo.
Per quanto riguarda il passato ho già detto prima: abbiamo proposto delle soluzioni, ci aspettiamo che diate il vostro contributo in termini concreti; in alcune sedi è stato fatto e lo riconosco. La polemica in Aula forse prende la mano a tutti i colleghi ed io cerco di non farlo.
È evidente però che abbiamo proposto una soluzione che ritengo tecnicamente valida; il senso di collaborazione con le istituzioni ci impone in questo momento di rimandare la soluzione del problema. Vi assicuriamo però che in qualsiasi veste ci troveremo a partire da aprile, crediamo al Governo ma, ove mai - non lo auspico - fossimo all'opposizione, potete essere certi: vi talloneremo con il nostro modo di fare opposizione ricordandovi che questo comparto è fondamentale per l'economia italiana nel contesto europeo. Ricordiamo che questo Ministero, questo Governo, questa maggioranza ridanno dignità allo stesso comparto all'interno dell'Europa; vi talloneremo anche con soluzioni concrete che abbiamo già abbozzato, che noi riteniamo tecnicamente valide, che siamo pronti a discutere ma sulle quali non transigeremo. Ho detto che diamo alla commissione un valore effettivo, al nostro impegno un valore di serietà.
Con questo spirito esprimiamo convintamente un voto favorevole al provvedimento al nostro esame, sapendo che i settori della pesca, dell'allevamento e dell'agricoltura procurano significativi, strutturali e non assistenziali risultati, che non è necessario che io enumeri nuovamente, visto che l'hanno già fatto i colleghi.
Siamo convinti che il poco che rimane ancora da fare per regolarizzare le situazioni che si sono create in passato troverà soluzioni efficaci e valide all'interno del contesto italiano ed europeo.
Per queste ragioni il nostro voto sarà convintamente favorevole. (Applausi dal Gruppo FI).
PRESIDENTE. Con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari, metto ai voti il disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato.
È approvato.