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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 964 del 07/03/2006


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIV LEGISLATURA ------

964a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO (*)

 

MARTEDÌ 7 MARZO 2006

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Presidenza del vice presidente MORO,

indi del vice presidente SALVI

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(*) Include gli ERRATA CORRIGE pubblicati nel Resoconto della seduta n. 965 del 14 marzo 2006 e nell'APPENDICE
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democratici di Sinistra-l'Ulivo: DS-U; Forza Italia: FI; Lega Padana: LP; Margherita-DL-l'Ulivo: Mar-DL-U; Per le Autonomie: Aut; UDC Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro (CCD-CDU): UDC; Verdi-l'Unione: Verdi-Un; Misto: Misto; Misto-il Cantiere: Misto-Cant; Misto-Comunisti Italiani: Misto-Com; Misto-Democrazia Cristiana per le Autonomie: Misto-DC-Aut; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-La Casa delle Libertà: Misto-CdL; Misto-Lega per l'Autonomia lombarda: Misto-LAL; Misto-MIS (Movimento Idea Sociale): Misto-MIS; Misto-Nuovo PSI: Misto-NPSI; Misto-Partito Repubblicano Italiano: Misto-PRI; Misto-Rifondazione Comunista: Misto-RC; Misto-Rosa nel pugno: Misto-Rnp; Misto Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur.

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RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente MORO

 

La seduta inizia alle ore 17,03.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta del 28 febbraio.

 

Comunicazioni della Presidenza

 

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

 

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 17,07 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Disegni di legge, richiesta di nuova deliberazione

da parte del Presidente della Repubblica

PRESIDENTE. Dà lettura del messaggio con cui il Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione, ha rinviato alle Camere il disegno di legge n. 3723 motivando la richiesta di nuova deliberazione con le carenze di quantificazione e quindi di copertura degli oneri finanziari derivanti dall'articolo sui contributi previdenziali agricoli (v. Resoconto stenografico).

Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:

(3723-B/bis) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (Rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricordato che il disegno di legge, a norma dell'articolo 74 della Costituzione, è stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica il 3 marzo 2006 per una nuova deliberazione, comunica che i tempi della discussione sono stati ripartiti tra i Gruppi e autorizza il senatore Ruvolo a svolgere la relazione orale.

 

RUVOLO, relatore. Considerate le osservazioni del Capo dello Stato in ordine alla mancanza di copertura finanziaria delle disposizioni relative alla previdenza agricola, chiede una sospensione dei lavori per consentire alla Commissione bilancio di esprimere il parere sulla rimodulazione degli oneri.

 

MORANDO (DS-U). Non ha obiezioni alla richiesta di sospensione, che deve essere però motivata correttamente, perché allo stato nessun provvedimento pende all'esame della Commissione bilancio e il rinvio è funzionale all'assunzione di una decisione da parte del Governo e della maggioranza che devono scegliere se presentare un emendamento che accolga i rilievi del Presidente della Repubblica oppure stralciare la normativa sul cosiddetto condono previdenziale agricolo.

 

PRESIDENTE. Sospende la seduta per un'ora.

 

La seduta, sospesa alle ore 17,18, è ripresa alle ore 18,28.

 

RUVOLO, relatore. Chiede un'ulteriore sospensione dei lavori.

 

PRESIDENTE. Non facendosi osservazioni, così rimane stabilito.

 

La seduta, sospesa alle ore 18,29, è ripresa alle ore 19,12.

RUVOLO, relatore. Illustra l'emendamento 01.100 che, accogliendo i rilievi del Presidente della Repubblica, propone la soppressione delle norme in materia di condono dei crediti agricoli pregressi. E' prevista altresì la sospensione dei giudizi pendenti e delle procedure di riscossione e recupero fino al 31 luglio prossimo, data entro la quale una commissione di esperti all'uopo istituita dovrà presentare al Presidente del Consiglio le proposte per l'estinzione dei debiti dei lavoratori agricoli verso l'INPS.

 

Presidenza del vice presidente SALVI

ALEMANNO, ministro delle politiche agricole e forestali. Si tratta di una soluzione accettabile in quanto salva la riduzione operata a favore dei territori svantaggiati e sospende in ogni caso le procedure di riscossione fino al 31 luglio, in attesa di una soluzione definitiva della questione cui sarà possibile addivenire previa ponderata valutazione.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

MORANDO (DS-U). La mancata presentazione da parte del Governo della relazione tecnica, prevista dalle norme regolamentari e di contabilità, che avrebbe dovuto accompagnare le disposizioni in materia di contributi previdenziali agricoli ai fini di valutarne l'impatto finanziario ha determinato gli effetti evidenziati dal Presidente della Repubblica sotto il profilo della copertura. Ne deriva che a causa dell'imperizia del Governo rimane irrisolta una questione di grande rilievo per il settore agricolo, a cui era stata prospettata una soluzione illusoria di carattere meramente elettoralistico. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e della senatrice De Petris).

PASSIGLI (DS-U). La vicenda è indicativa del modo di operare del Governo nel corso della legislatura: come è avvenuto in numerosi altri settori, si è infatti proceduto ad un mero effetto annuncio cui non è seguito alcun reale beneficio per il comparto interessato.

DE PETRIS (Verdi-Un). L'opposizione aveva denunciato con forza l'imperizia del Governo e la fragilità della norma che rinviava l'attuazione del condono previdenziale al previo assenso di Eurostat ma esprime un giudizio fortemente negativo sulla soluzione individuata per ottemperare ai rilievi del Presidente della Repubblica. La sospensione infatti delle procedure di riscossione e dei giudizi pendenti sino al 31 luglio non fa che rinviare il problema generando ulteriore incertezza per il futuro.

DI SIENA (DS-U). La soluzione pasticciata individuata rappresenta l'esito annunciato di una vicenda che avrebbe dovuto essere affrontata già in sede di finanziaria, su cui il Governo ha scelto di legiferare con disinvoltura anche a causa dell'ostilità manifestata da forze politiche di maggioranza alla soluzione del problema. Nonostante i tentativi elettoralistici posti in essere, la vicenda segnala il complessivo fallimento della politica agricola del Governo. (Applausi dal Gruppo DS-U).

D'AMICO (Mar-DL-U). Il rinvio del provvedimento alle Camere da parte del Presidente della Repubblica per violazione dell'articolo 81 della Costituzione chiama in causa ancora una volta le pesanti responsabilità del Ministro dell'economia sul preoccupante andamento dei conti pubblici. Anche per quanto riguarda la soluzione del problema dei contributi previdenziali pregressi in agricoltura, il Governo ha cercato di forzare le regole costituzionali e le discipline comunitarie ed ha conseguito l'ennesimo insuccesso, al quale pone rimedio da un lato rinviando irresponsabilmente la questione al prossimo Governo, dall'altro disponendo un blocco temporaneo delle procedure relative alla riscossione dei crediti che tradisce l'operazione di trasferimento degli stessi a società private e rischia di recuperare a debito pubblico gli importi delle cartolarizzazioni INPS, con gravissime conseguenze per i conti dello Stato. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

PIATTI (DS-U). Il Ministro dell'economia ha in più occasioni bloccato le iniziative del ministro Alemanno volte a dare una soluzione al problema dei contributi previdenziali pregressi in agricoltura, stante l'impossibilità di trovare un'adeguata copertura finanziaria; tuttavia ha assunto un atteggiamento ambiguo, non fornendo la necessaria relazione tecnica in occasione dell'esame della soluzione trovata in sede parlamentare e consentendo così l'approvazione di un emendamento, paradossalmente sostenuto dal Presidente della Commissione bilancio del Senato, sprovvisto di copertura finanziaria. Questa gestione superficiale ed irresponsabile di un problema fortemente sentito dal mondo agricolo ha creato attese che ora vengono tradite dalle modifiche al testo del decreto-legge che, peraltro, come evidenziato nei precedenti interventi, rischiano di avere conseguenze sul debito pubblico. Sarà compito del prossimo Governo, cui questa maggioranza ha scaricato il problema, fare un salto di qualità nella gestione dei problemi del mondo agricolo. I Democratici di sinistra voteranno contro l'emendamento del relatore e confermano l'astensione dal voto del disegno di legge nel suo complesso. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

BONGIORNO (AN). Il problema cui il Governo non riesce a fornire soluzione entro la fine della legislatura per rispetto dei vincoli di bilancio deriva dalla decisione sbagliata adottata nella precedente legislatura dal Governo D'Alema che, con la cartolarizzazione dei crediti INPS, ha condannato gli agricoltori ad uno stato economico fallimentare a causa dei pignoramenti e delle ipoteche che ne hanno condizionato l'attività imprenditoriale. Il centrodestra, se avrà nuovamente la fiducia degli elettori, completerà nella prossima legislatura l'azione posta in essere negli ultimi cinque anni in tema di previdenza agricola; azione che ha comunque condotto ad una riforma strutturale di grande rilievo che, attraverso la drastica riduzione dei contributi, migliorerà sensibilmente le condizioni economiche dell'agricoltura nazionale. (Applausi dal Gruppo AN. Congratulazioni).

AGONI (LP). La Lega, che nel corso dell'esame del provvedimento ha lottato affinché venissero adottate in favore dei produttori di latte misure analoghe a quelle disposte per i crediti previdenziali in agricoltura, chiede al Governo una particolare attenzione nel confronti degli agricoltori operanti nella filiera avicola. (Applausi dai Gruppi LP e FI. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale. Poiché il relatore ed il Ministro delle politiche agricole non intervengono in replica, data comunicazione del parere di nulla osta della Commissione bilancio sull'emendamento 01.100, passa all'esame dell'ordine del giorno G100 che, accolto dal Governo, non viene posto ai voti.

Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione e all'emendamento 01.100 riferito all'articolo 01 del decreto-legge da convertire. Sull'emendamento, che si intende illustrato, il Ministro delle politiche agricole si è espresso favorevolmente.

 

DE PETRIS (Verdi-Un). Dichiara voto contrario all'emendamento.

 

Il Senato approva l'emendamento 01.100.

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

DE PETRIS (Verdi-Un). Non soltanto il Governo ha lasciato trascorrere l'intera legislatura senza riuscire a risolvere il problema dei contributi previdenziali in agricoltura, ma ha addirittura aggravato la situazione degli agricoltori prevedendo nel decreto fiscale l'impossibilità di accedere ai contributi PAC per coloro che non avessero ottemperato al pagamento dei crediti. L'atteggiamento superficiale e propagandistico della maggioranza non ha condotto ad alcuna riforma strutturale, ma soltanto a provvedimenti tampone di natura emergenziale, non adeguatamente sostenuti dal punto di vista economico. Conferma il voto di astensione dei Verdi sul disegno di legge di conversione. (Applausi dai Gruppi Verdi-Un e DS-U e del senatore Bedin).

STANISCI (DS-U). I Democratici di sinistra si asterranno nella votazione finale del provvedimento sottolineando l'esito fallimentare del tentativo del centrodestra di risolvere il problema dei contributi previdenziali pregressi in agricoltura, che ora viene demandato ad una commissione di esperti per non aver voluto accogliere le proposte chiare ed efficaci avanzate dall'opposizione. (Applausi dai Gruppi DS-U e Verdi-Un).

BEDIN (Mar-DL-U). I senatori della Margherita, che hanno votato contro l'emendamento del relatore, confermano l'astensione sul disegno di legge nel suo complesso, che contiene risposte, per quanto parziali, fortemente attese dal mondo agricolo. (Applausi dal Gruppo DS-U).

AZZOLLINI (FI). Annunciando il voto favorevole di Forza Italia, sottolinea la correttezza tecnica delle disposizioni relative alla rateizzazione dei contributi agricoli che salvaguardano, grazie al riferimento all'accordo tra le parti e al valore commerciale dei crediti, la natura civilistica della procedura di sostituzione dei crediti e non patiscono carenze di copertura in virtù della verifica europea su loro impatto finanziario. Mentre il centrosinistra si è disinteressato del problema della riduzione della contribuzione, il centrodestra lo ha parzialmente risolto con misure strutturali e la commissione istituita dall'emendamento oggi approvato consentirà di completare un'organica riforma della previdenza agricola. (Applausi dal Gruppo FI).

 

Con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari, il Senato approva il disegno di legge composto dal solo articolo 1, nel testo emendato.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Avverte che il Senato tornerà a riunirsi martedì 14 marzo, alle ore 17, per l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 68 in materia di reimpiego di lavoratori ultracinquantenni, ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera. Dà annunzio infine delle interrogazioni con richiesta di risposta scritta pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

 

La seduta termina alle ore 20,20.

  

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente MORO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 17,03).

Si dia lettura del processo verbale.

 

CALLEGARO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 febbraio.

 

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 17,07).

 

Disegni di legge, richiesta di nuova deliberazione
da parte del Presidente della Repubblica

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del messaggio (Doc. I, n. 8) inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica:

«Roma, 3 marzo 2006

Signori Parlamentari,

mi è stata sottoposta per la promulgazione la legge: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa", approvata dal Senato della Repubblica il 9 febbraio 2006, modificata dalla Camera dei deputati il 22 febbraio 2006 e definitivamente approvata dal Senato della Repubblica il 1° marzo 2006.

L'articolo 01 della legge, recante disposizioni in materia di previdenza agricola, prevede una quantificazione degli oneri finanziari, per il triennio 2006-2008, largamente inferiore alle risorse necessarie al perseguimento degli scopi indicati nella norma.

Nel dettaglio, con specifico riguardo ai commi da 3 a 7, l'onere effettivo connesso all'intervento sui contributi previdenziali agricoli di cui ai commi stessi, detratti i presumibili incassi del condono ivi previsto, può valutarsi nell'ordine di 1.750 milioni di euro. Ciò sulla base:

a)dell'importo dei crediti interessati dall'operazione, rilevabile da documenti ufficiali e corrispondente a circa cinque miliardi di euro;

b)del rapporto di sostituzione dei crediti previsto dalle clausole contenute nella tipologia di contratti posti in essere (elemento al quale fa rinvio il comma 4 dell'articolo 01);

c)di un indice prudenziale di realizzabilità dei crediti di questo tipo, di regola ipotizzato nell'80 per cento.

Tale importo, sommato agli altri oneri recati dai commi 1 e 2 del medesimo articolo, sale a circa 2.550 milioni di euro, a fronte di quanto indicato nel comma 17, che prevede, nel triennio considerato, un onere di 730,5 milioni di euro, al quale è rapportata la copertura prevista.

Le predette osservazioni, per quel che attiene alla metodologia impiegata, trovano riscontro nelle valutazioni effettuate dal Ministero dell'economia e delle finanze, contenute in documenti acquisiti agli atti del Parlamento nel corso dell'iter di conversione.

Neppure le modifiche apportate nella fase finale del dibattito parlamentare, e recepite nel testo definitivamente approvato, appaiono idonee a colmare le evidenziate carenze di quantificazione e, quindi, di copertura del provvedimento. Tali carenze integrano la palese inosservanza dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.

Chiedo, pertanto, alle Camere, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione sulla legge a me sottoposta.

Carlo Azeglio Ciampi

Castelli, Ministro della giustizia».

 

Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:

(3723-B/bis) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (Rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione) (Relazione orale) (ore 17,11)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 3723-B/bis.

Ricordo che il disegno di legge, a norma dell'articolo 74 della Costituzione, è stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica il 3 marzo 2006 per una nuova deliberazione.

Come preannunciato per le vie brevi, i tempi di discussione sono stati già ripartiti tra i Gruppi parlamentari.

Il relatore, senatore Ruvolo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

RUVOLO, relatore. Signor Presidente, il presente provvedimento torna all'esame del Senato avendo il Presidente della Repubblica posto alcune questioni concernenti l'articolo 01, relativamente alla materia attinente la previdenza agricola, sottolineando che il suddetto articolo non ha la copertura finanziaria di cui all'articolo 81, comma 4, della Costituzione.

Signor Presidente, in attesa che la 5a Commissione possa esprimere il proprio parere in ordine alla rimodulazione del testo in esame, chiedo una breve sospensione dei nostri lavori.

MORANDO (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MORANDO (DS-U). Signor Presidente, desidero intervenire sulla proposta testé avanzata dal relatore.

Dico subito che non ho obiezioni riguardo a tale proposta, tuttavia desidero rappresentare che quanto sostenuto dal relatore, a mia conoscenza, non ha per ora alcun fondamento. Pertanto, se è necessario sospendere la seduta, facciamolo pure, tuttavia è mio obbligo riferirle che nella seduta della Commissione bilancio che si è svolta regolarmente all'ora prevista per la sua convocazione e che è stata poi sospesa, il Governo, attraverso il Sottosegretario per l'economia e le finanze, ha manifestato esplicitamente la sua intenzione non già di emendare il testo, nel senso di coprire gli oneri relativi, oppure di rimodularli in modo da poterli coprire con le risorse già stanziate, bensì di stralciare le norme che nel loro complesso riguardano la previdenza agricola, il cosiddetto condono previdenziale agricolo.

Quindi, che a me risulti non c'è nessuna valutazione in corso in sede di Commissione bilancio. Diciamo le cose come stanno: il Governo e la sua maggioranza legittimamente devono ancora decidere come misurarsi con le questioni poste dal messaggio del Presidente della Repubblica.

Io non ho nulla in contrario a che vi sia una sospensione, per fare in modo che il Governo e la maggioranza possano decidere e poi valutare un'eventuale proposta di emendamento in sede di Commissione bilancio e quindi in Aula; credo, però, signor Presidente, che, per correttezza, la sospensione debba essere richiesta con questa motivazione e non inventandosi una riunione della Commissione bilancio che non è in corso e non so se ci sarà.

 

PRESIDENTE. Senatore Ruvolo, intende aggiungere qualcosa?

RUVOLO, relatore. Signor Presidente, ribadisco quanto ho sostenuto poc'anzi. La Commissione agricoltura ha concluso i suoi lavori dando a me, in qualità di relatore, il mandato di riferire all'Aula. (Brusìo in Aula).

 

PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo di limitare il brusìo perché non si riesce a capire nulla.

 

RUVOLO, relatore. Come stavo dicendo, signor Presidente, la Commissione agricoltura non ha potuto che prendere atto che la Commissione bilancio, deputata a svolgere gli approfondimenti richiesti in relazione ai motivi del rinvio presidenziale, non aveva concluso i lavori e, tenuto conto della calendarizzazione dello stesso decreto da parte dell'Assemblea del Senato, ha conferito il mandato a me, in qualità di relatore, nel presupposto che la stessa Commissione bilancio riferirà direttamente al plenum dell'Assemblea per i profili di competenza.

 

PRESIDENTE. Signor relatore, lei pensa che un quarto d'ora sia sufficiente a risolvere il problema, oppure è meglio prevedere una sospensione di mezz'ora?

 

RUVOLO, relatore. Signor Presidente, intendo chiedere un'ora di sospensione perché ci sono ancora adempimenti da effettuare.

MORANDO (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORANDO (DS-U). Signor Presidente, la proposta del relatore è cambiata e quindi voglio insistere sul punto. Il motivo per cui la Commissione bilancio ha sospeso i propri lavori - e del resto lei, signor Presidente, lo sa perché vi ha partecipato - è il fatto che, ad ora, non risulta presentato alcuno strumento legislativo da parte del Governo e della maggioranza che la Commissione bilancio possa esaminare.

Quindi, la questione che le pongo è la seguente: io non ho obiezioni ad una sospensione di un'ora o di due ore, purché essa venga motivata correttamente. La ragione per cui si chiede la sospensione è che maggioranza e Governo legittimamente non hanno ancora deciso e quindi vogliono il tempo necessario per decidere sulle due alternative possibili: presentare un emendamento che accolga le osservazioni contenute nel messaggio del Presidente della Repubblica o eliminare dal testo del decreto le norme relative al condono previdenziale.

È una richiesta legittima, ma non capisco perché debba essere motivata in maniera impropria. Questa è la ragione per cui c'è bisogno di una sospensione di un'ora. Io sono d'accordo con la sospensione, ma che sia motivata con la sua motivazione reale e non con una riunione della Commissione bilancio già svoltasi. Naturalmente, la 5a Commissione ha stabilito di riconvocarsi qualora vi fosse uno strumento legislativo da esaminare; se non ci sarà nulla da esaminare, essa non si riunirà.

Insisto: va bene la sospensione di un'ora, ma essa è motivata dal fatto che il Governo e la maggioranza devono decidere quale strada scegliere tra le due che si appalesano loro dinanzi.

PRESIDENTE. Resta il fatto che siamo in assenza di un parere della 5a Commissione permanente e nell'ora di sospensione credo che i problemi da lei sollevati possano trovare soluzione.

Pertanto, sospendo la seduta fino alle ore 18,20.

 

(La seduta, sospesa alle ore 17,18, è ripresa alle ore 18,28).

 

Riprendiamo i nostri lavori.

RUVOLO, relatore. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

RUVOLO, relatore. Signor Presidente, intervengo solo per chiedere se è possibile rinviare di un'altra mezz'ora la ripresa dell'esame del provvedimento, perché la Commissione bilancio sta ancora valutando il parere.

PRESIDENTE. Purché questa mezz'ora sia sufficiente per poter poi proseguire i nostri lavori.

Poiché non si fanno osservazioni, sospendo la seduta fino alle ore 19.

 

(La seduta, sospesa alle ore 18,29, è ripresa alle ore 19,12).

 

Riprendiamo i nostri lavori.

Senatore Ruvolo, mi auguro che dopo quasi due ore, rispetto al quarto d'ora da lei richiesto, sia stato possibile giungere ad un buon risultato.

RUVOLO, relatore. Signor Presidente, la nuova formulazione, in ossequio al messaggio inviato dal Capo dello Stato, ha stabilito la soppressione dei commi da 3 a 7 dell'articolo 01, relativi alla procedura di rateizzazione dei crediti agricoli INPS, ivi compresi quelli che erano stati oggetto di cartolarizzazione.

La necessità di giungere ad una soluzione accettabile anche in sede comunitaria dell'annosa vicenda dei crediti agricoli INPS ha portato all'istituzione di una commissione di tre esperti, nominata dal Presidente del Consiglio dei ministri, che dovrebbe, entro il 31 luglio prossimo, sottoporre al Presidente stesso proposte per l'estinzione dei predetti debiti. Quindi, parallelamente vengono sospesi, fino al 31 luglio 2006, i giudizi pendenti e le procedure di riscossione e recupero relative ai suddetti crediti.

Si tratta, in definitiva, di una soluzione che, nel rispetto delle indicazioni del Capo dello Stato, consente di congelare il contenzioso in essere, atteso che la commissione di esperti potrà, nel frattempo, verificare in sede Eurostat i margini di manovra per un'operazione di concambio dei crediti ceduti.

La copertura di spesa, originariamente prevista dal comma 19 dell'articolo 01, è stata, infine, conseguentemente rideterminata su indicazione del Ministero dell'economia e delle finanze, tenuto conto del venir meno degli oneri relativi ai commi da 3 a 7, ora soppressi.

Presidenza del vice presidente SALVI (ore 19,15)

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Ministro delle politiche agricole e forestali. Ne ha facoltà.

ALEMANNO, ministro delle politiche agricole e forestali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la soluzione individuata in Commissione bilancio è una soluzione, a mio avviso, pienamente accettabile. Infatti, si dà il via a una riforma importante della previdenza agricola, con un fortissimo abbassamento dei contributi previdenziali: nelle aree sottoutilizzate la riduzione è del 28 per cento, con uno sconto dal 40 al 68 per cento; quindi, un terzo dei contributi previdenziali viene tagliato e queste norme entrano immediatamente a regime.

Per quanto riguarda invece il pregresso, come ha detto il relatore, si tratta di bloccare tutti gli effetti dei contenziosi pregressi fino al 31 luglio, data entro cui dovrà pervenire la risposta della commissione interministeriale nominata dalla Presidenza del Consiglio per affrontare e risolvere il problema che ha sicuramente, di ciò sono profondamente convinto, un impatto economico e di oneri finanziari nettamente inferiore a quello valutato dagli uffici del Tesoro e riportato nel messaggio del Capo dello Stato.

Si tratta di un problema risolvibile; è necessario, però, che ci sia un attento lavoro sui mercati finanziari per recuperare questi crediti non al valore nominale, ma all'effettivo valore commerciale. Con questa commissione si crea un'autorità e un riferimento per instaurare questa trattativa, poterla realizzare e giungere a chiudere entro il 31 luglio questa vicenda difficile, nata appunto dalla cartolarizzazione dei crediti in agricoltura che, come sappiamo, con la legge finanziaria dello scorso anno sono stati vietati.

Questa è la situazione. Tutte le altre norme relative all'influenza aviaria, allo zucchero, alle bioenergie, all'IVA sulla pesca e alla semplificazione delle procedure relative alla stessa sono fatte salve e quindi tutte le disposizioni urgenti sono difese e riconfermate.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Morando. Ne ha facoltà.

MORANDO (DS-U). Signor Presidente, credo che si possa e si debba prima di tutto osservare che quando si viola così apertamente lo spirito e la lettera del nostro Regolamento e della legge di contabilità si finisce nei guai.

Ebbene, a proposito di regole di copertura, cosa prescrive il Regolamento del Senato nel suo combinarsi con la legge di contabilità? Prescrive, signor Presidente, onorevoli colleghi, che quando viene sottoposta all'attenzione dell'Aula una norma che abbia a che fare con la previdenza e quando la norma presentata produce un impatto finanziario significativo, se il Governo la fa sua - perché è direttamente sua l'iniziativa o perché la sposa con un parere favorevole a fronte di un'iniziativa parlamentare - il Ministro dell'economia e delle finanze deve presentare una relazione tecnica che, quando si tratti di oneri e di materia previdenziale, deve avere una proiezione annuale di medio, lungo e lunghissimo periodo. Ciò per evitare che si ripeta nel nostro Paese quanto accaduto nei decenni che sono alle nostre spalle, quando norme di natura previdenziale venivano approvate con proiezioni sugli effetti finanziari ai due, tre anni immediatamente successivi, determinando poi nei decenni seguenti conseguenze finanziarie di portata enorme.

Ora noi, fin dall'inizio, signor Presidente, abbiamo chiesto al Governo, al Ministro dell'economia e delle finanze di presentare, a proposito del condono previdenziale in agricoltura, la relazione tecnica che specificasse gli oneri della norma al nostro esame.

Orbene, malgrado il Governo nell'ambito della Commissione di merito abbia espresso parere favorevole all'approvazione della norma e le Assemblee del Senato prima e della Camera poi abbiano provveduto di conseguenza ad approvarla, non vi è mai stata, però, da parte del Governo e quindi del Ministro dell'economia e delle finanze la presentazione della relazione tecnica.

Il risultato è che abbiamo deciso al buio, esponendo così la finanza pubblica a rischi molto seri. E che questi ultimi fossero molto seri è risultato e risulta evidente dalla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, il quale quantifica in una cifra pari grosso modo attorno a 800 milioni di euro la scopertura di questa norma recante provvedimenti per il condono previdenziale in agricoltura.

Spero, quindi, signor Presidente, che dalla vicenda al nostro esame tutti gli schieramenti politici traggano una conseguenza assai precisa, e cioè che formalmente si decida - ed in tal senso mi rivolgo anche alla Presidenza dell'Assemblea - che norme di questa portata finanziaria senza una relazione tecnica, e quindi in violazione del Regolamento del Senato e della legge di contabilità, non possano essere messe effettivamente in votazione, salvo che con procedure rafforzatissime per ridurre al minimo conseguenze come quelle che poi in questo caso si sono determinate e che hanno visto l'intervento del Presidente della Repubblica.

Questo per quanto riguarda il punto specifico della mancanza di relazione tecnica al provvedimento; vengo ora molto rapidamente al merito del testo in esame.

Che ci fossero problemi relativi all'impatto finanziario della norma risultava evidente, tant'è che oggi siamo di fronte alla necessità di prendere atto che, a causa della mancata preparazione dell'approvazione di questa norma e del mancato approfondimento dei suoi impatti finanziari, il Governo si prende la responsabilità per l'ennesima volta di chiudere la legislatura senza sanare la ferita rappresentata da questa massa enorme di contributi previdenziali in agricoltura non versati regolarmente negli anni e nei decenni che ci stanno alle spalle.

Questo è il problema, signor Presidente! Bisogna che sia chiaro che nell'emendamento che è stato ora presentato (concludo rapidamente, signor Presidente, anche se credo che qualche minuto in più si possa concedere ai fini di un minimo di approfondimento della questione al nostro esame) il condono previdenziale in agricoltura non è più previsto. E badate, colleghi della maggioranza, vorrei chiarire che per quanto riguarda il rapporto con il Paese non è che adesso si può ritornare alla situazione precedente, visto che siamo andati dagli interessati dicendo loro che c'era una legge del Parlamento che avrebbe chiuso la vicenda del pregresso relativo al mancato versamento dei contributi previdenziali in agricoltura.

Ciò ha suscitato un'enorme attesa, perché tutti sappiamo che questo provvedimento è all'esame del Parlamento da più di un decennio. Ora, noi avremo una delusione indotta dall'approvazione della norma presentata attraverso l'emendamento con il risultato dell'esasperazione di tutti i problemi economico-sociali legati a tale questione. Sia chiaro che l'esasperazione e l'esacerbarsi degli animi a questo proposito sono dovuti interamente ed esclusivamente alla totale imperizia del Governo e della maggioranza, nonché alla incompetenza con cui hanno seguito questo tema.

Noi dell'opposizione, nel corso di questi mesi, non ci siamo limitati a mettere in evidenza che la norma aveva bisogno di una copertura e che quella copertura non c'era; abbiamo avanzato delle proposte che tentavano di collegare la chiusura di tale questione, la sanatoria, alla questione relativa agli interventi sulle calamità naturali, lasciando fuori dall'intervento le società di cartolarizzazione e consentendo che i soggetti interessati avessero, in buona sostanza, dallo Stato le risorse per pagare quanto le società di cartolarizzazione loro chiedevano. Attraverso questa strada, si sarebbe quantificato correttamente l'onere e si sarebbe potuto provvedere a varare effettivamente il condono previdenziale.

Avete voluto seguire un'altra strada che si è rivela un vicolo cieco, siete dunque responsabili del fatto che sarà adesso il prossimo Governo nella prossima legislatura ad intervenire su questo punto; avete drammaticamente aggravato un problema già grave perché l'illusione della soluzione adesso determinerà un'ulteriore esasperazione degli animi. Avete fatto una gigantesca frittata e adesso ne portate interamente la responsabilità. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e della senatrice De Petris).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Passigli. Ne ha facoltà.

PASSIGLI (DS-U). Signor Presidente e onorevoli colleghi, la vicenda mi suggerisce una breve riflessione di natura prettamente politica in quanto il merito è già stato esaminato molto bene dal senatore Morando.

La vicenda di questo decreto è indicativa del modus operandi di questo Governo e della sua tendenza a privilegiare una politica di annunci cui non è riuscito spesso a far seguire la concreta realizzazione delle misure annunciate. Ciò è avvenuto per le infrastrutture ove, a fronte di annunci di mirabolanti opere, ha corrisposto l'apertura di ben pochi cantieri operanti. Le opere concretamente realizzate nel quinquennio dei Governi Berlusconi sono solo quelle messe in cantiere e finanziate dal centro-sinistra.

Ciò è avvenuto anche per l'occupazione, ove al netto dei posti di lavoro persi e della sanatoria dei lavoratori clandestini extra-comunitari, i nuovi posti di lavoro creati sono poco più di 300.000, di cui 140.000 sono rappresentati dall'immissione in ruolo dei precari della pubblica amministrazione. Sono posti, cioè, creati dal Governo con aggravio di spesa pubblica e non dal mercato. I posti effettivamente creati dall'azione di politica economica del Governo sono dunque poco più di 150.000, ben misera cosa, ben diversa dagli annunci fatti in campagna elettorale.

Questa stessa logica di annunci privi di esecuzione, con il rinvio di questa oltre che delle misure annunciate a carico dei futuri Governi, si applica anche a questo provvedimento; anche qui, infatti, al pari di tante altre misure - ricordo solo l'aumento delle pensioni minime e la riduzione delle aliquote fiscali - una misura necessaria che doveva trovare la sua copertura viene rinviata al futuro Governo, viene rinviata - credo sia proprio il caso di dirlo - a tempi migliori, ai tempi migliori del futuro Governo di centro-sinistra.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, certamente la vicenda del condono previdenziale è estremamente significativa di come il Governo su una serie di questioni - oggi ci occupiamo in particolare di questo - ha portato avanti i provvedimenti. Ha segnalato il collega Morando - lo voglio ribadire - non solo l'imperizia di prevedere una copertura che evidentemente non era così adeguata e certa, ma anche di non avere assolutamente avuto nei fatti un via libera dal Ministero dell'economia.

Vorrei ricordare, tra l'altro, che nel messaggio del presidente Ciampi alle Camere si parla, non a caso, della documentazione e delle valutazioni effettuate dal Ministero dell'economia che al Parlamento non sono mai state trasmesse e che evidentemente sono state trasmesse al Presidente della Repubblica. Questo la dice lunga però su come si è affrontata la questione.

La scorsa settimana avevamo discusso - perché i problemi di copertura ci sembravano già abbastanza chiari - ed ovviamente sottolineato il fatto che l'introduzione da parte della Camera del comma 6, in base al quale il decreto attuativo era sottoposto, nei fatti, al via libera di Eurostat, era un elemento di fragilità dell'operazione che si stava compiendo. Non a caso, infatti, abbiamo parlato di un manifesto elettorale: vedo il senatore Bongiorno che si risentì un po' di questa nostra affermazione.

Dobbiamo ora constatare che quello che avevamo previsto si è puntualmente verificato; vi è stata, quindi, imperizia ed anche il tentativo di alcuni autorevoli senatori di vantarsi sui giornali locali di aver portato a casa e completato l'opera della loro vita con il condono previdenziale agricolo. Questa è l'opera della loro vita.

Ora, Ministro, mi rivolgo a lei: dopo tutta questa lunga discussione (che dura non solo dall'ultima finanziaria, infatti, quella sul condono e sul pregresso dei contributi agricoli è una discussione che ci trasciniamo da molto tempo), arrivare alla soluzione di una sospensione del recupero crediti fino al 2006, potrebbe essere definita, come si fa con gli sfratti in tempo di elezioni, una specie di sospensione elettorale che rinvia il problema, che crea ancora di più situazioni di non certezza del futuro.

Voi avete, infatti, ad esempio, modificato la parte che faceva riferimento alla possibilità di accedere ai premi della PAC, coordinandola con la proposta di emendamento, ma sapete perfettamente che allo scadere della sospensione del 31 luglio 2006, cioè il 1° agosto, ci troveremo in una situazione molto complicata, anche per le aspettative che si sono create. In questo hanno ragione i miei colleghi nel dire che adesso la situazione è peggiorata.

La commissione poteva essere istituita molto tempo fa. Fin dall'inizio tale questione è apparsa a tutti molto complessa; erano state indicate alcune strade, anche durante il lavoro della Commissione bilancio, nel corso della discussione della finanziaria e del decreto fiscale collegato, erano state avanzate delle proposte; se non si fosse stati dell'idea di volerla utilizzare solo a fini di parte, si sarebbe forse trovata e praticata una soluzione diversa.

Non solo oggi stiamo peggio, ma, avendo creato questa situazione economicamente molto complessa, ci si è anche assunti il rischio di trascinare gli altri provvedimenti contenuti nel decreto in materia agricola che, lo ribadisco, rimangono in attesa: infatti, non solo vi sono sit-in davanti al Senato, ma in tutta Italia vi è attesa per una soluzione dell'emergenza del settore aviario, come di quello bieticolo-saccarifero.

Esprimiamo, quindi, un giudizio fortemente negativo sulla soluzione presentata con l'emendamento in discussione, perché essa aggrava i problemi esistenti. Vi ricordo che il 1° agosto - il gioco adesso è lasciare il cerino ad altri! - lo scadere della sospensione del recupero crediti e della proroga degli effetti del comma 7 dell'articolo 10 del decreto-legge n. 203 del 2005 creerà una situazione esplosiva, e si deve sapere di chi è la responsabilità.

Esprimiamo, pertanto, un giudizio fortemente negativo su tale proposta di aggiustamento - desidero ribadirlo - con cui vengono mantenuti solo i commi 1 e 2 dell'articolo 01, mentre si propone la soppressione dei commi dal 3 al 7. Cerchiamo di evitare, ovviamente, che anche i restanti provvedimenti contenuti nel decreto in esame possano risentire della situazione così difficile che si è venuta a creare.

Il nostro è quindi un giudizio negativo: spero che questa volta non abbiate il coraggio di dire che stiamo facendo campagna elettorale, perché evidentemente qualcun altro ha provato a farla. Oggi dovete andare a proporre una sospensiva che, lo ripeto, al suo scadere, peggiorerà la situazione.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Siena. Ne ha facoltà.

DI SIENA (DS-U). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, la soluzione rattoppata e pasticciata del cosiddetto condono per la previdenza agricola, che qui ci è stato illustrato, per le ragioni testé ricordate dal senatore Morando, rappresenta un esito della vicenda sostanzialmente annunciato. Eppure, abbiamo appreso questa sera che verrà istituita una commissione con l'incarico di studiare i contenuti e il contorno effettivo di tale annoso problema che ci trasciniamo da tempo.

Tuttavia, non è che la questione non fosse nota: senza bisogno di tornare a periodi molto remoti, vorrei ricordare che fin dalla legge finanziaria, sia in seno alla maggioranza - con un emendamento promosso dal presidente della Commissione bilancio, senatore Azzollini, che di coperture dovrebbe saperne, nel merito, più di ogni altro - sia in seno all'opposizione - con emendamenti presentati sia dal sottoscritto sia dalla senatrice Stanisci - si erano proposte soluzioni a tale problema. Si è cercato di affrontare, quindi, per tempo una materia che, lo ricordo, ha costituito una delle ragioni dal malessere che ha attraversato le campagne, soprattutto meridionali, nel corso dell'estate scorsa.

Che non si sia arrivati ad un risultato accettabile né ad una soluzione soddisfacente dipende non solo dalla disinvoltura con cui la maggioranza legifera - e quindi si affrontano le questioni sollevate dal Presidente della Repubblica - ma anche da un'ostilità politica presente all'interno della maggioranza stessa e portata avanti con grande determinazione.

Vorrei ricordare qui, oggi, l'azione di ostruzione condotta dalla Lega Nord nel corso della discussione che abbiamo svolto qualche tempo fa e vorrei anche che qualcuno lo spiegasse agli alleati meridionali della Lega. Insomma, da parte di questa maggioranza vi sono state ragioni di orientamento politico che hanno impedito di trovare una soluzione adeguata.

Siamo per questa ragione, del resto, di fronte forse all'esempio più evidente, alla narrazione più esplicita del fallimento della politica agricola di questo Governo. Il ministro Alemanno ha, nel corso di questi anni, mostrato in qualche momento una ostentata sensibilità ai problemi della nostra agricoltura, che spesso ha trovato anche qualche orecchio attento nel corso di questi anni verso i nostri agricoltori. (Richiami del Presidente). Ma una politica di Governo non può limitarsi all'attenzione: quando arrivano i nodi al pettine, è del tutto evidente che non è possibile procedere come si è proceduto, attribuendo spesso la responsabilità ai vincoli dell'Unione Europea oppure ai problemi strutturali di fondo che comunque in cinque anni potevano almeno essere, non dico affrontati, ma delineati nel loro profilo e nelle prospettive.

Ci troviamo, quindi, a fine legislatura di fronte ad un fatto che ha un carattere estremamente clamoroso e che - come ricordava la senatrice De Petris - è anche stato oggetto di una già avviata campagna elettorale, oggi svelata nel suo contenuto demagogico nei riguardi di un settore così esposto ai problemi della competizione, come quello dell'agricoltura italiana. (Applausi dal Gruppo DS-U).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Amico. Ne ha facoltà.

D'AMICO (Mar-DL-U). Signor Presidente, anzitutto una premessa. Stiamo discutendo di una norma di legge che è stata rinviata in Parlamento per violazione dell'articolo 81 della Costituzione, il quale è uno dei cardini del nostro sistema istituzionale, in particolare del nostro sistema parlamentare.

All'interno del Governo esiste una responsabilità specifica con riferimento al bilancio, che attiene al Ministero dell'economia e allora dico con tutto il rispetto per il Ministro dell'agricoltura, che è il Ministro di settore competente e che va bene sia qui presente: a me sarebbe sembrato doveroso, di fronte al rinvio del Presidente della Repubblica per violazione dell'articolo 81, che il Governo fosse presente in quest'Aula anche con il Ministero dell'economia.

La verità è che nell'attuale legislatura, da parte di questo Governo, per responsabilità del Ministero dell'economia, che ha consentito alla spesa corrente di continuare a crescere al di là di ogni ragionevolezza, l'articolo 81 è stato più volte forzato. Chi paga per la forzatura dell'articolo 81 sono i cittadini italiani. Infatti, la situazione del debito pubblico italiano è già preoccupante e tanto più lo è in prospettiva, nel momento in cui sui mercati si disegna una prospettiva di rialzo dei tassi di interesse; la finanza pubblica italiana rischia di riavvitarsi di nuovo nella spirale di interessi elevati, disavanzo elevato e, quindi, debito elevato e purtroppo questo Governo arrischia: le scelte da esso compiute rischiano di mettere l'economia italiana di nuovo in quella spirale.

Ciò detto, vengo brevemente al merito della questione. Esistono motivi, se vogliamo anche di equità, comunque motivi di solidarietà sociale, i quali inducono a ritenere che la questione annosa degli arretrati previdenziali nel settore agricolo debba trovare una soluzione. Ma un Governo capace di trovare le soluzioni e di costruirle, costruisce soluzioni che non siano incompatibili con la Costituzione e con la disciplina comunitaria.

Molte volte, quando questo Governo si è trovato di fronte a problemi (e problemi chi governa ne trova di fronte a sé), ha provato a risolverli forzando o le regole della Costituzione o quelle dell'Unione Europea. Ci troviamo di nuovo di fronte a un caso di questo genere e il Governo prova a venirne fuori con il sistema che ha utilizzato fin troppe volte, quello cioè di rinviare la palla alla nuova legislatura. Nell'incapacità di risolvere i problemi, spesso le soluzioni adottate sono pure e semplici soluzioni di rinvio. Ora, noi speriamo di ritornare al governo del Paese, ma crediamo che non sia responsabile una maggioranza pro tempore che sistematicamente scarica i propri problemi su chi verrà dopo di essa.

C'è un'altra questione delicatissima nella soluzione che viene adottata. Il Presidente della Repubblica ha detto - ma per la verità anche in quest'Aula del Parlamento alcuni di noi avevano provato a dire - che le norme, così come sono concepite, violano l'articolo 81 della Costituzione. A questo punto il Governo, nell'impossibilità di procedere e di finanziare i costi messi in evidenza dal messaggio del Presidente della Repubblica, sostanzialmente rinvia la soluzione a un momento successivo, alla prossima legislatura. Nel frattempo fa un'operazione pericolosissima e provo a spiegare perché: stabilisce che tutte le attività di recupero di questi crediti siano bloccate per legge.

Vorrei che il Governo - e per questo avrei desiderato fosse presente il Ministro dell'economia - si rendesse conto di questo fatto. Le cartolarizzazioni INPS sono state utili per abbattere il livello del debito pubblico. Come sappiamo, in Europa molti discutono della natura di quelle cartolarizzazioni.

L'operazione in sé è semplice, viene descritta come complicata, ma è semplice: si vendono i crediti ad una società veicolo, questa società acquista tali crediti e si finanzia sul mercato, apre un debito. Il punto è che quel debito non è debito pubblico, secondo la classificazione adottata dall'Italia con riferimento a questo genere di operazioni; non è debito pubblico nella misura in cui quella cessione è una vera cessione e nella misura in cui lo Stato non è più nella disponibilità di quei crediti, perché li ha venduti.

Ma se noi, come nella soluzione che oggi il Ministro di settore ci propone, immaginiamo che il Governo possa di nuovo intervenire su quei crediti, per esempio bloccando le procedure di recupero, allora il sospetto che la cessione sia fittizia viene a tutti. Siccome il criterio utilizzato nella contabilizzazione non è mai un criterio formale ma sostanziale, nel momento in cui il Governo della Repubblica italiana dichiara che quei crediti sostanzialmente rimangono suoi (tanto è vero che con un atto di legge si interviene su tali crediti) ebbene il rischio che venga recuperato a debito pubblico l'intero ammontare delle cartolarizzazioni INPS è serio.

Se ciò avvenisse, aumenterebbe il rapporto tra debito e PIL, come già sta succedendo. Dopo il 1995, per lungo tempo in Italia quel rapporto era diminuito e questo aveva creato la fiducia dei mercati nel nostro Paese; nel 2005 purtroppo ricomincia ad aumentare. Tale rapporto aumenterebbe vieppiù nel caso in cui, a seguito di scelte tecnicamente sbagliate fatte dal Governo, con riferimento a quei crediti venisse adottata una decisione capace di recuperare al debito pubblico l'importo delle cartolarizzazioni INPS.

Il Governo ovviamente fa bene a lasciar decadere una norma che non è in grado di finanziare. Ha provato a fare un'operazione elettoralistica; il Presidente della Repubblica, nella sua alta funzione, si è trovato di fronte ad una palese violazione dell'articolo 81 e ha fatto quello che era giusto facesse, richiamando l'intero Parlamento, ma in particolare maggioranza e Governo, al rispetto dell'articolo 81.

In questa situazione, il Governo è costretto a fare marcia indietro, rinviando la risoluzione del problema a un momento successivo alle elezioni, e sceglie una soluzione tecnica, in base alla quale sottopone i conti del Paese ad un ulteriore rischio.

Credo che ci sia, diciamo la verità, non solo l'irresponsabilità di chi rinvia i problemi, anziché affrontarli, ma anche l'incapacità nella gestione del bilancio pubblico di un Paese come l'Italia che è in una difficile situazione.

Spero che gli italiani abbiano presto occasione per pronunciarsi su questa manifesta incapacità del Governo di fronte ai difficili problemi che attendono il Paese. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Piatti. Ne ha facoltà.

PIATTI (DS-U). Signor Presidente, intervengo solo per aggiungere pochissime considerazioni. È del tutto evidente che il Ministero dell'economia e delle finanze non voleva questo provvedimento.

Durante l'anno trascorso abbiamo visto i tentativi del ministro Alemanno di inserire queste norme prima in un decreto specifico, poi - fu detto - in finanziaria, poi nel decreto fiscale, poi nel cosiddetto decreto mille proroghe; ebbene, tutti questi tentativi sono andati a vuoto, evidentemente perché il provvedimento costava e c'era una divergenza con il Ministero dell'economia e delle finanze.

Valgono, però, le osservazioni fatte dal senatore Morando e da altri colleghi. Anche il Ministero dell'economia ha giocato una partita molto ambigua: sarebbe infatti stata sufficiente una relazione tecnica sui costi e il Parlamento avrebbe poi autonomamente deciso cosa fare.

Ricordo che il tema l'avevamo posto all'attenzione; quindi, non ci sorprende il messaggio del Presidente della Repubblica, dato che anche nell'ultima sedute avevamo posto tali questioni. Io stesso - mi cito a memoria - ho detto di fare attenzione a chiamare in causa il Presidente della Commissione bilancio; fra l'altro è abbastanza singolare anche questo aspetto, cioè che il Presidente della Commissione bilancio proponga un emendamento che non ha la copertura: guardate che è una cosa enorme!

Stimolato da noi, il presidente Azzollini ci ha ricordato - sono gli atti Parlamentari a dirlo - tutti i motivi per cui le variazioni intervenute alla Camera dovevano essere approvate perché eravamo tranquilli. Ricordo di avere commentato quell'intervento invitando a fare attenzione perché c'è il rischio che la montagna partorisca il topolino, e infatti di topolino si tratta. Quindi, manca la copertura finanziaria.

Tralascio poi, perché ne ha parlato diffusamente il senatore Morando in altra riunione, la questione che si consegna tutta la vicenda a EUROSTAT, cioè ad un organo statistico. Il Parlamento italiano - anche questo è un capolavoro per una maggioranza che spesso critica la burocrazia europea - consegna ad EUROSTAT la possibilità di fare il decreto del Presidente del Consiglio.

Tutto ciò non ci sorprende perché la questione è stata gestita con grande superficialità e con grande divisione tra Ministeri. Il risultato è che, però, abbiamo illuso migliaia di agricoltori che adesso presentano il conto. Quindi, la situazione non è certo più quella di prima.

Il minimo che si possa fare è bloccare gli effetti della cartolarizzazione, perché in questi giorni stanno arrivando le cartelle e i pignoramenti. Tuttavia, vale quanto diceva il senatore D'Amico, perché anche questo passaggio, come sapete, non è dei più lineari: imponiamo alla società alla quale abbiamo concesso di recuperare i crediti di fermarsi e quindi introduciamo un elemento anomalo con i riflessi che lo stesso collega D'Amico efficacemente ricordava.

Non siete stati in grado di affrontare la questione. Credo che l'espediente della commissione serva ad arrivare al nuovo Governo, sperando che ci pensi il nuovo Governo. Bisogna quindi veramente fare un salto di qualità diverso.

Noi voteremo contro queste modifiche mantenendo invece un giudizio di astensione sull'insieme del provvedimento che, come sappiamo, ha contenuti importanti relativamente a tutta un'altra serie di questioni che sono vitali per l'agricoltura. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bongiorno. Ne ha facoltà.

BONGIORNO (AN). Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente molti di coloro i quali siedono stasera in quest'Aula avranno sentito parlare, avranno letto, avranno seguito a teatro un'opera di Luigi Pirandello: "Il berretto a sonagli", un'opera nella quale si fa riferimento all'uso della corda mentale.

Qui si fa riferimento alla corda civile, laddove si dice non sino in fondo ciò che si pensa, in ossequio ad una regola non scritta di ipocrisia sociale o, se volete, di ipocrisia politica. Poi si fa riferimento alla corda seria, quando si dice ciò che si pensa ma con atteggiamento civile, appunto; quindi si fa riferimento alla corda pazza, quando si arriva a straparlare e, straparlando straparlando, si dice, magari in maniera esasperata, esattamente la verità.

Ora io non credo che stasera siamo giunti ancora alle condizioni per cui si debba attivare o si possa correre il rischio di attivare la corda pazza, ma che si è certamente nelle condizioni di attivare quella civile non c'è dubbio. Quindi, ritengo che si debba dire con assoluto garbo la verità e come stanno esattamente le cose.

Allo stesso modo, per proseguire con Pirandello, questa sera si è continuato a fare il gioco delle parti. Chi sta nella maggioranza e dalla parte del Governo evidentemente sostiene le ragioni del Governo e le posizioni da esso assunte sull'argomento mentre chi sta all'opposizione sostiene esattamente il contrario.

Qual è il vero problema di cui si sta discutendo questa sera e si è discusso nell'ambito dell'attuale legislatura? È il problema dell'impossibilità o comunque dell'eccessiva difficoltà di poter sovvertire una condizione economica che è stata determinata da un provvedimento assunto nella precedente legislatura, dalla precedente maggioranza di centro-sinistra e dal precedente Governo guidato dall'onorevole D'Alema, sulla base di una strategia di politica economica che ha portato quel Governo a cartolarizzare ciò che non era opportuno cartolarizzare.

Ora, le considerazioni di tecnica economica svolte stasera sono certamente condivisibili, ma quando si vuole sostenere che la responsabilità dell'impossibilità di risolvere il problema in tempi brevi e comunque entro la fine di questa legislatura è del centro-destra, del Governo della Casa delle Libertà e in particolare del Ministero dell'economia e delle finanze e di quello delle politiche agricole, consentitemi di replicare che state dicendo il falso. Eventuali responsabilità sono da ricercare, per le ragioni che ho già sostenuto, nelle scelte operate dal Governo del 1998.

Pertanto, quando poco fa il senatore Morando faceva riferimento ad una frittata non posso che dargli ragione: la frittata è stata fatta, ma non la si può far risalire ai giorni e alle settimane scorse. Caso mai negli ultimi giorni e nelle ultime settimane si è tentato, purtroppo inutilmente, di porre rimedio alle conseguenze della frittata che voi avete fatto nel 1998 cartolarizzando i crediti INPS dei contributi agricoli. Questa è la verità.

 

BONAVITA (DS-U). Negli ultimi 5 anni potevate rimediare al guaio.

 

BONGIORNO (AN). Negli ultimi 5 anni abbiamo tentato di risolvere il problema.

 

ROTONDO (DS-U). Non ci siete riusciti.

 

BONGIORNO (AN). Voi, invece, in una sola battuta nel 1998 il problema lo avete creato. Pertanto, desidero tranquillizzare i colleghi dell'opposizione sul fatto che noi ci assumiamo le nostre responsabilità. Con l'ipotesi che emerge dall'emendamento proposto questa sera dal senatore Ruvolo, si vuole cercare di risolvere il problema nella prossima legislatura, nel momento in cui saremo ancora titolari del Governo della Repubblica italiana.

 

BEDIN (Mar-DL-U). Ne siamo sicuri! (Commenti della senatrice Stanisci).

 

BONGIORNO (AN). Ce ne assumiamo la responsabilità e siamo sicuri di poter risolvere il problema, ma in ogni caso, anche nel caso in cui l'elettorato dovesse dare al centro-sinistra la responsabilità del Governo della Nazione, val bene il motto "chi di spada ferisce di spada perisce", nel senso che voi avete creato il problema e voi dovete risolverlo, se ne avete la capacità e la volontà. In tal caso, di qui a tre o quattro mesi, verificheremo se questa è la vostra volontà e capacità.

Per quanto riguarda, infine, senatore Piatti, il suo riferimento al topolino che avrebbe partorito questa iniziativa legislativa, le rispondo che in realtà non credo si tratti di un topolino, considerato che in ogni caso si è arrivati ad un risultato che equivale alla riforma del sistema previdenziale agricolo, all'abbassamento delle aliquote, come riferito correttamente dal signor Ministro, del 28 per cento rispetto alle riduzioni ed agevolazioni già previste dalla legge vigente. Sostanzialmente, si passa dal 40 al 68 per cento con riferimento alle aree svantaggiate e al 75 per cento con riferimento alle zone montane.

Senatore Piatti, se tutto ciò le sembra un topolino ne prendiamo atto. Vorremmo che tutti i Governi fossero in grado o fossero stati in grado di partorire topolini del genere a vantaggio dell'agricoltura italiana e, in generale, del mondo agricolo. (Applausi dal Gruppo AN).

È un grande risultato, un risultato strutturale. Del resto, provvedimenti strutturali sono necessari per rimettere nel giusto cammino economico l'agricoltura italiana e l'agroindustria. Lo abbiamo fatto e voi stessi lo state riconoscendo. Voi, invece, nella precedente legislatura avete cartolarizzato i crediti INPS condannando gli agricoltori italiani ad una situazione di soggezione, ad uno stato economico fallimentare a causa delle ipoteche e dei pignoramenti che li hanno inseguiti dal 1998 ad oggi.

Per queste ragioni, credo che Alleanza Nazionale voglia e debba ancora sostenere e difendere questo importante provvedimento, dichiarandosi pienamente soddisfatta dell'operato e dell'atteggiamento del Governo, rispetto al quale preannuncia il suo voto assolutamente favorevole al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo AN. Congratulazioni).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Agoni. Ne ha facoltà.

AGONI (LP). Signor Presidente, non è mia intenzione entrare nel merito della questione al nostro esame, quanto rispondere innanzitutto al collega Di Siena. Ancora una volta, siamo di fronte ad un problema che riguarda il Ministero delle politiche agricole, il Ministero delle finanze e il Presidente della Repubblica, ma di chi è la colpa? Della Lega! Il collega ha trovato che tutto il sistema è stato bloccato per colpa della Lega; della serie: piove, Governo ladro.

Vorrei tranquillizzare il senatore Di Siena, perché quello che aveva chiesto la Lega erano uguali condizioni. Se si vuole fare un intervento sulla previdenza lo si deve fare anche sulle quote latte. Avevamo chiesto le stesse condizioni: venticinque anni di pagamento con lo stesso sistema. Questo è quanto aveva chiesto la Lega. Tra l'altro, essa aveva accettato il rinvio della discussione sulla questione del pagamento delle multe, ciò che stasera mi sembra sia stato fatto anche per la previdenza. Spero che tra i tre esperti di quella commissione, signor Ministro, ci sia anche qualcuno che si faccia carico di risolvere il problema, ormai atavico, delle quote latte. Lo farà chi ci sarà.

Vorrei poi sottoporre alla sua attenzione, signor Ministro, un problema che è stato sollevato e portato all'ordine del giorno: quello del vero danno procurato dall'aviaria agli allevatori. Infatti, tutti i soldi che abbiamo stanziato con questo provvedimento vanno, come lei sa, a beneficio delle industrie di trasformazione, delle industrie mangimistiche che sono, grazie alle soccide, i veri proprietari degli animali e hanno un problema, così come lo hanno i trasportatori.

La prego di valutare la possibilità di adottare apposite misure anche per il fermo dei capannoni. Questo infatti è l'unico danno che subiscono gli agricoltori. Non so se sarà compito suo o delle Regioni, nel qual caso la prego di sollecitare le Regioni competenti, perché il danno che stanno avendo gli agricoltori è quello del fermo dei capannoni. (Applausi dai Gruppi LP e FI. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Poiché il relatore ed il rappresentante del Governo non intendono intervenire in replica, passiamo all'esame dell'ordine del giorno G100 della Commissione, che si intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunciarsi.

 

ALEMANNO, ministro delle politiche agricole e forestali. Esprimo parere favorevole.

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G100 non verrà posto ai voti.

Do ora lettura del parere espresso dalla 5a Commissione sul disegno di legge e sugli emendamenti: «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché il relativo emendamento 01.100 esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta sul testo e sulla suddetta proposta emendativa».

Procediamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 01 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui il Governo si è pronunciato favorevolmente.

Procediamo dunque alla votazione di tale emendamento.

DE PETRIS (Verdi-Un). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, dichiaro il voto contrario del Gruppo dei Verdi a questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 01.100, presentato dal relatore.

È approvato.

Poiché ai restanti articoli del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo alla votazione finale.

DE PETRIS (Verdi-Un). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, abbiamo il dovere, credo, anche di replicare ad alcune affermazioni fatte poco fa in quest'Aula.

Ribadisco con forza che scopro adesso, oltre la fine di questa legislatura, che alcuni autorevoli esponenti della maggioranza sono evidentemente contrari alle politiche delle cartolarizzazioni. Per cinque anni avete fatto solo questo, forse bisognerebbe spiegarlo al Ministro dell'economia e delle finanze. Vedremo anche in questo caso le conseguenze.

Caro Ministro e caro senatore Bongiorno, vi vorrei ricordare che avete creato ulteriori problemi (Commenti dai banchi della maggioranza), posto che nel decreto fiscale il Governo ha inserito la norma che fa sì che chi non è in regola con i contributi non possa accedere ai premi previsti dalla PAC. Questa è una norma che avete inserito voi! Altro che frittata, altro che maionese, il risultato di questa vicenda è del tutto impazzito!

Giustamente avevamo dato tutti la disponibilità affinché si trovasse una soluzione. Per onestà intellettuale, dovete ammettere che siete invece andati avanti immaginando di trovare delle soluzioni alla spicciolata, procedendo in maniera superficiale, e questo è il risultato, assumendovi peraltro anche la responsabilità - torno a ripeterlo - di mettere a rischio una serie di interventi urgentissimi come quelli destinati al settore avicolo.

Purtroppo, questo decreto-legge e questa maldestra operazione di condono credo siano il simbolo di come sono stati portati avanti molti provvedimenti; non parlo solo in generale, ma anche per quanto riguarda molte questioni che investono la crisi agricola. Certo, adesso tutti scoprono che servono provvedimenti strutturali davanti alla crisi profonda del sistema agricolo italiano. Eppure, lo dicevamo da tempo. Ci siamo invece trovati sempre davanti a provvedimenti tampone, continuando così a sottovalutare le situazioni di crisi che avevamo di fronte. Questo è il risultato di un modo evidentemente molto superficiale e propagandistico di affrontare le questioni che riguardano l'agricoltura.

Ovviamente, teniamo molto a risolvere i problemi ed è per questo che abbiamo dato sempre la nostra disponibilità. È anche il motivo per cui abbiamo votato contro l'emendamento sostitutivo dei commi relativi al condono previdenziale agricolo; allo stesso modo, esprimendo ora un voto di astensione sul provvedimento nel suo complesso, ci assumiamo ancora una volta le nostre responsabilità, proprio perché non siamo abituati a fare la campagna elettorale sulla pelle degli agricoltori! (Applausi dai Gruppi Verdi-Un, DS-U e del senatore Bedin).

STANISCI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

STANISCI (DS-U). Signor Presidente, intervengo per ribadire il voto di astensione sull'intero provvedimento al nostro esame da parte dei Democratici di Sinistra. Vorrei inoltre sottolineare che sull'emendamento il nostro Gruppo ha espresso voto contrario proprio perché riteniamo che quella proposta dal Governo e dalla maggioranza sia una soluzione fallimentare.

Desidero altresì ricordare, soprattutto al senatore Bongiorno, che sono passati cinque lunghi anni e quella odierna è solo l'ultima puntata di una vicenda, davvero complessa e difficile, rispetto alla quale tuttavia il Governo è stato con gli occhi bendati sino all'ultimo minuto, salvo poi ricordarsi alla scadenza della legislatura che bisognava risolvere il problema anche a fronte degli impegni presi con gli agricoltori.

Riguardo poi alla questione secondo cui il centro-sinistra avrebbe fatto la "frittata", vorrei rammentare al senatore Bongiorno che in risposta il centro-destra ha appaltato in questi minuti ad una commissione di esperti la possibilità di trovare una soluzione, sancendo così, una volta per tutte, il fatto che per cinque anni i propri esperti, quelli del Governo e della maggioranza, non sono riusciti a trovarla perché evidentemente non si sono impegnati in tal senso. Le proposte del centro-sinistra erano sul tavolo, sarebbe bastato prenderle in considerazione e presentarle e sarebbero state approvate e in questo modo avremmo dato tutti una soluzione certa e vera agli agricoltori italiani, soprattutto a quelli meridionali. (Applausi dai Gruppi DS-U e Verdi-Un).

BEDIN (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BEDIN (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto di astensione del mio Gruppo sull'insieme del provvedimento in esame che contiene risposte, seppur parziali, ad alcuni temi cui il mondo agricolo è in questo momento particolarmente attento e nei confronti dei quali vi è grande preoccupazione.

Approfitto anche per ricordare che il Gruppo della Margherita ha votato contro l'emendamento proposto dal Governo e dalla maggioranza per le ragioni che il senatore D'Amico ha già illustrato ed inoltre per ribadire l'assoluta incapacità del Governo che si conferma fino all'ultimo provvedimento inefficace nella guida della nostra economia.

In tal senso desidero altresì sottolineare come l'intervento del Capo dello Stato abbia alla fine smascherato la finzione introdotta nel decreto-legge con il tentativo di chiamare in causa l'Europa, laddove questa si fosse opposta all'applicazione della norma. Fortunatamente il Presidente della Repubblica ha impedito questa ulteriore sceneggiata elettorale e di ciò gli siamo grati. (Applausi dal Gruppo DS-U).

AZZOLLINI (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

AZZOLLINI (FI). Signor Presidente, nonostante le difficoltà del cammino di questo decreto-legge esprimo comunque, con soddisfazione, il voto favorevole di Forza Italia per il suo testo così come emendato anche quest'oggi.

Voglio chiarire due questioni, l'una tecnica e l'altra politica, che mi stanno a cuore. Con riguardo alla prima, ho già illustrato nel mio intervento in sede di dichiarazione di voto nel precedente passaggio in Senato le ragioni tecniche per le quali, a mio avviso, il complesso della riforma della previdenza agricola e quindi la regolarizzazione e la rateizzazione del passato e la riduzione del futuro fossero tecnicamente, anche sotto il profilo della copertura, perfettamente anzi rigorosamente a posto sotto il profilo finanziario. Ho anche detto che nel corso del cammino la copertura era stata affinata con la prudenza e l'ultimo testo, quello precedente naturalmente all'emendamento di questa sera, a mio avviso rimane integralmente coperto.

Non ho ravvisato sotto il profilo tecnico, nemmeno nel messaggio alle Camere, una contestazione efficace delle ragioni che avevo posto a favore della puntuale e prudente copertura di quel disegno di legge. Esso era coperto ma era anche giuridicamente a posto, in primo luogo perché era sta introdotta una condizione sospensiva e dunque l'efficacia di quel provvedimento era subordinata ad una previa e concordata verifica del suo mancato impatto sulla dinamica dei conti pubblici.

Era altresì stato introdotto un meccanismo che salvaguardava il carattere specificamente civilistico dell'operazione. Il senatore D'Amico può dunque stare assolutamente tranquillo perché questi erano problemi che ci eravamo posti; non c'era nessun intervento autoritativo dell'ente pubblico; l'accordo contrattuale delle parti era salvaguardato così come la conformità alle clausole contrattuali ed il complesso civilistico delle norme di cartolarizzazione.

Erano problemi che ci eravamo posti, ma c'eravamo posti anche il problema delle quantità da sostituire introducendo a tale scopo un puntuale riferimento al valore commerciale che ci metteva a posto sia dal punto di vista giuridico, che sto ora affrontando, sia dal punto di vista economico-finanziario sul quale ho riferito prima.

Su questa norma il Parlamento nel suo complesso ha esercitato una funzione forte sia nella elaborazione che nel controllo. Probabilmente, una più attenta lettura della stessa avrebbe potuto portare ad esiti diversi. Dico di più: quel tipo di copertura e di impostazione - se, come io auspico, il nuovo Governo che uscirà dalle prossime elezioni sarà il nostro Governo - sarà portato altresì in sede europea perché ritengo che la norma, così come è fatta, sia assolutamente rispondente anche alle preoccupazioni dell'Europa.

Fermo restando che in Europa il centro-destra intende starci sempre, con l'orgoglio di esserci, quindi anche con la difesa delle proprie ragioni quando ritiene di averle e sempre ben conscio di essere nel contesto europeo e convinto di rispettare il contesto della normativa europea.

Tutto questo a noi francamente era molto ben presente quando abbiamo elaborato la norma, sempre pronti a modificare ed a cambiare - si tratta di normativa complessa - e lo abbiamo fatto. Sotto il profilo tecnico sono pronto, quando dovesse essere necessario, a ribadire punto per punto queste ragioni che da nessun altro testo sono state affrontate così sistematicamente. Mi rendo conto però - e qui è il problema politico - che le istituzioni hanno anche un rapporto ed un dovere di collaborazione leale, forte, sempre nell'intento del benessere dei cittadini.

Allora, con molta correttezza istituzionale - è stato presentato dal relatore l'emendamento che ha eliminato completamente ogni dubbio sulla materia - si istituisce una commissione alla quale io do un valore molto importante. Vi è la solita battuta: in Italia, quando non si sa che fare, si istituisce una commissione! E' vero. Sono però un pervicace illuminista e ritengo che questo problema sia così grande che quella commissione debba funzionare, riprendere tutti gli aspetti che abbiamo elaborato e compreso. Ove vi sia qualcosa da modificare, da migliorare siamo naturalmente pronti a farlo ed è utile farlo, ma ritengo che quella commissione debba lavorare perché, ove la parte di regolarizzazione del passato intervenga entro l'anno, il quadro di riforma organica della previdenza si completerebbe in maniera tempestiva.

In tal senso, la nostra è una correttezza istituzionale molto grande; il senso di collaborazione tra le istituzioni è in noi vivo, ma rimaniamo anche fermi in alcune nostre convinzioni e siamo pronti, con tutte le altre istituzioni, in un clima meno di emergenza a discutere, a trovare una soluzione condivisa ed approfondita.

Sotto il profilo politico, francamente non condivido ciò che hanno detto i colleghi dell'opposizione. Vi prego: i fatti sono macigni; stanno sulla vostra strada ed ostruiscono le vostre parole. Da parte vostra vi è stata una trascuratezza totale rispetto a questo problema negli anni e forse nel decennio in cui avete governato; da parte nostra vi è stata attenzione, tentativi di soluzione, sforzi concreti, soluzioni adottate.

Questo è il punto. E' un fatto che pesa come un macigno sulla vostra strada. Noi lo abbiamo affrontato e questa sera lo portiamo parzialmente a soluzione. Potete anche non dirlo, ma tutti i contadini, gli agricoltori e le imprese agricole sanno che dal 1 gennaio 2006, con questa norma, vi è stata una significativa e strutturale riduzione della contribuzione in agricoltura che è il primo passo verso la restituzione ad un comparto che riteniamo fondamentale di una grande competitività all'interno del contesto europeo. Non lo avevate fatto; noi lo abbiamo fatto, stasera lo approviamo. Questo è il primo punto di fondo.

Per quanto riguarda il passato ho già detto prima: abbiamo proposto delle soluzioni, ci aspettiamo che diate il vostro contributo in termini concreti; in alcune sedi è stato fatto e lo riconosco. La polemica in Aula forse prende la mano a tutti i colleghi ed io cerco di non farlo.

È evidente però che abbiamo proposto una soluzione che ritengo tecnicamente valida; il senso di collaborazione con le istituzioni ci impone in questo momento di rimandare la soluzione del problema. Vi assicuriamo però che in qualsiasi veste ci troveremo a partire da aprile, crediamo al Governo ma, ove mai - non lo auspico - fossimo all'opposizione, potete essere certi: vi talloneremo con il nostro modo di fare opposizione ricordandovi che questo comparto è fondamentale per l'economia italiana nel contesto europeo. Ricordiamo che questo Ministero, questo Governo, questa maggioranza ridanno dignità allo stesso comparto all'interno dell'Europa; vi talloneremo anche con soluzioni concrete che abbiamo già abbozzato, che noi riteniamo tecnicamente valide, che siamo pronti a discutere ma sulle quali non transigeremo. Ho detto che diamo alla commissione un valore effettivo, al nostro impegno un valore di serietà.

Con questo spirito esprimiamo convintamente un voto favorevole al provvedimento al nostro esame, sapendo che i settori della pesca, dell'allevamento e dell'agricoltura procurano significativi, strutturali e non assistenziali risultati, che non è necessario che io enumeri nuovamente, visto che l'hanno già fatto i colleghi.

Siamo convinti che il poco che rimane ancora da fare per regolarizzare le situazioni che si sono create in passato troverà soluzioni efficaci e valide all'interno del contesto italiano ed europeo.

Per queste ragioni il nostro voto sarà convintamente favorevole. (Applausi dal Gruppo FI).

PRESIDENTE. Con l'intesa che la Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari, metto ai voti il disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato.

È approvato.

 

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 55, comma 6, del Regolamento, avverto che il Senato tornerà a riunirsi martedì 14 marzo, alle ore 17, per l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 6 marzo 2006, n. 68, recante misure urgenti per il reimpiego di lavoratori ultracinquantenni, ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati.

Anche per tale provvedimento si procederà alla ripartizione dei tempi d'esame, secondo il consueto schema.

 

Interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza interrogazioni con richiesta di risposta scritta, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 14 marzo 2006

PRESIDENTE.Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 14 marzo, alle ore 17, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

 

La seduta è tolta (ore 20,20).

 

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (3723-B/BIS)

________________

(*) Rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica con messaggio motivato in data 3 marzo 2006 per una nuova deliberazione ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione

ORDINE DEL GIORNO

G100

LA COMMISSIONE

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 3723-B/bis, di conversione del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,

        premesso che:

        l'emergenza sanitaria legata al rischio di diffusione dell'influenza aviaria sta determiando gravi effetti economici sullo stato e sulle prospettive del settore avicolo nazionale, con evidenti ricadute economiche anche sulle imprese di autotrasporto che lavorano in esclusiva o in via prevalente per la filiera avicola;

        in particolare, le imprese di autotrasporto di merci per conto terzi specializzate nel trasporto di mangimi avicoli, di votatili vivi e di prodotti avicoli macellati o di scarti di prodotti dalla macellazione di prodotti avicoli, a causa del perdurare dell'emergenza aviaria, sono costrette a subire una grave crisi che incide sensibilmente ed inevitabilmente sul loro livello di reddito e di liquidità,

        impegna il Governo a valutare la possibilità di adottare apposite misure di sostegno per le imprese di autotrasporto che lavorano in esclusiva o in via prevalente per la filiera avicola, necessarie al ripristino delle condizioni economico-fìnanziarie e alla ripresa delle normali attività produttive delle imprese medesime.

________________

(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE (*)

ART. 1.

    1. Il decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell’agricoltura, dell’agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d’impresa, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

    2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

________________

(*) Approvato, con modificazioni al testo del decreto-legge, il disegno di legge composto del solo articolo 1

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 10 GENNAIO 2006, N.  2

        All’articolo 1, è premesso il seguente:

        «Art. 01. – (Disposizioni in materia di previdenza agricola) – 1. Per il triennio 2006-2008 sono sospesi gli aumenti di aliquota di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, del decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146.

        2. Dal 1º gennaio 2006, per lo stesso periodo di cui al comma 1, le agevolazioni contributive previste dall’articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, sono così determinate:

            a) nei territori montani particolarmente svantaggiati la riduzione contributiva compete nella misura del 75 per cento dei contributi a carico del datore di lavoro, previsti dal citato articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge n. 67 del 1988;

            b) nelle zone agricole svantaggiate, compresi le aree dell’obiettivo 1 di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, nonché i territori dei comuni delle regioni Abruzzo, Molise e Basilicata, la riduzione contributiva compete nella misura del 68 per cento.

        3. Relativamente ai carichi contributivi risultanti, fino alla data del 30 giugno 2005, dalle giornate denunciate trimestralmente all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) relativi ai periodi non ancora prescritti e sgravati dalle riduzioni previste dalla normativa sulle calamità naturali, compresi quelli che hanno formato oggetto di cessione ai sensi dell’articolo 13 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, i datori di lavoro agricolo ed i lavoratori autonomi agricoli possono estinguere il debito, senza corrispondere gli interessi di mora, e le sanzioni civili con il pagamento di una somma pari all’importo dovuto oltre a quanto dovuto al concessionario a titolo di rimborso per le spese sostenute per le procedure esecutive eventualmente effettuate dallo stesso, avvalendosi della facoltà di rateizzare i suddetti importi in venticinque anni.

        4. Ai fini del comma 3, per i crediti contributivi oggetto di cessione da parte dell’INPS, l’Istituto, entro due mesi dalla data di emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 6, esercita la facoltà di sostituire i crediti già ceduti con altri crediti di pari valore commerciale, attraverso un accordo, in conformità alle clausole contrattuali, con la società cessionaria di cui al comma 4 dell’articolo 13 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni.

        5. Entro novanta giorni dalla data di emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 6, gli enti previdenziali informano i debitori di cui al comma 3 che, entro centoventi giorni dalla data di emanazione del medesimo decreto, possono sottoscrivere apposito atto con il quale dichiarano di avvalersi della facoltà attribuita dal citato comma 3, versando contestualmente almeno il 2 per cento delle somme di cui al medesimo comma 3. Un’ulteriore rata, pari all’8 per cento delle somme di cui al comma 3, deve essere versata entro i successivi sei mesi e comunque entro il 20 dicembre 2006. Il residuo importo è versato in rate semestrali di uguale importo entro il 31 dicembre 2030.

        6. Le disposizioni di cui ai commi da 3 a 5 entrano in vigore previa emanazione di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sul presupposto di una positiva e concorde verifica, sul piano statistico, con la Commissione europea, sull’assenza di un loro impatto negativo sulla dinamica dei conti pubblici, come definita nel Programma di stabilità italiano.

        7. Fino alla presentazione dell’istanza di cui al comma 5, e comunque non oltre il 30 giugno 2006, sono sospesi i giudizi pendenti e le azioni di recupero relativi alle fattispecie previste dai commi da 3 a 5. Con la sottoscrizione e con il contestuale versamento di cui al comma 5 è disposta ad istanza dell’interessato la sostituzione delle ipoteche iscritte con garanzia fideiussoria assicurativa decennale, per i crediti oggetto della medesima definizione, senza spese, e i giudizi pendenti e sospesi ai sensi del primo periodo del presente comma sono estinti con compensazione integrale delle spese tra le parti.

        8. A decorrere dal 1º gennaio 2006, la retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi agricoli unificati, dovuti per tutte le categorie di lavoratori agricoli a tempo determinato e indeterminato, è quella indicata all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389.

        9. La retribuzione di cui al comma 8, con la medesima decorrenza ivi prevista, vale anche ai fini del calcolo delle prestazioni temporanee in favore degli operai agricoli a tempo determinato e assimilati.

        10. A decorrere dal 1º luglio 2006, i datori di lavoro agricolo devono trasmettere all’INPS per via telematica trimestralmente, entro il mese successivo al trimestre di riferimento, le dichiarazioni di manodopera agricola con i dati retributivi e le informazioni necessarie per il calcolo dei contributi, per l’implementazione delle posizioni assicurative individuali e per l’erogazione delle prestazioni. A tal fine l’INPS emana le relative istruzioni tecniche e procedurali.

        11. Entro il 30 giugno 2006 tutte le aziende agricole in attività devono ripresentare per via telematica la denuncia aziendale di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375, con le modalità previste dall’articolo 44, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni.

        12. A decorrere dal 1º luglio 2006 la denuncia aziendale di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375, deve essere trasmessa per via telematica, su apposito modello predisposto dall’INPS. Ai datori di lavoro che assumono operai a tempo determinato è fatto obbligo di inserire nel predetto modello l’indicazione del tipo di coltura praticata o allevamento condotto, nonché il presunto fabbisogno di manodopera. L’INPS procede alla verifica delle denunce aziendali con priorità a quelle che presentano valori di manodopera impiegata inferiori a quelli calcolati sulla base dei valori medi d’impiego di manodopera, conformemente a quanto previsto dall’articolo 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334.

        13. I datori di lavoro agricolo effettuano le comunicazioni di assunzione, di trasformazione e di cessazione del rapporto di lavoro previste, rispettivamente, dall’articolo 9-bis del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, dall’articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e dall’articolo 21 della legge 29 aprile 1949, n. 264, e successive modificazioni, per via telematica esclusivamente alle sedi INPS territorialmente competenti. L’INPS provvede a trasmettere le comunicazioni previste dal presente comma al servizio competente di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, nel cui ambito territoriale è ubicata la sede di lavoro, e all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).

        14. A decorrere dal 1º luglio 2006 i datori di lavoro agricolo, che, ai sensi delle vigenti disposizioni legislative e della contrattazione collettiva applicata, anticipano ai lavoratori agricoli prestazioni temporanee a carico dell’INPS, possono portare in compensazione, in sede di dichiarazione mensile, gli importi anticipati. Il datore di lavoro ha facoltà di effettuare le dichiarazioni di cui ai commi 10, 11, 12 e 13 del presente articolo per il tramite dei soggetti di cui all’articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, e successive modificazioni, e degli altri soggetti abilitati dalle vigenti disposizioni di legge alla gestione ed alla amministrazione del personale dipendente del settore agricolo.

        15. L’INPS, nell’ambito della propria autonomia organizzativa e della vigente dotazione organica di personale, istituisce un’apposita struttura centrale e periferica dedicata alla previdenza agricola, con il compito di attuare le relative normative e gestire i conseguenti rapporti con le aziende, i lavoratori e loro rappresentanti, sia con riferimento al versante della contribuzione sia con riferimento al versante delle prestazioni. La struttura, a livello centrale, è affidata ad un dirigente dell’Istituto che risponde direttamente al direttore generale.

        16. Al fine di rendere più efficaci i controlli finalizzati all’emersione del lavoro irregolare in agricoltura, l’INPS e l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), con le risorse umane già assegnate a legislazione vigente, procedono sistematicamente all’integrazione delle proprie banche dati, con particolare riferimento alle informazioni relative alle coltivazioni e agli allevamenti realizzati per ciascun anno solare e alle particelle catastali sulle quali insistono i terreni.

        17. All’onere derivante dai commi da 1 a 7 del presente articolo, pari a 291 milioni di euro per l’anno 2006, a 236,5 milioni di euro per l’anno 2007, a 203 milioni di euro per l’anno 2008 e a 103 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009, si provvede:

            a) quanto a 42 milioni di euro per l’anno 2006, a 48 milioni di euro per l’anno 2007 e a 54 milioni di euro per l’anno 2008, mediante utilizzo delle maggiori entrate recate dai commi 2 e 8;

            b) quanto a 830 milioni di euro per l’anno 2006, a 425 milioni di euro per l’anno 2007 e a 352 milioni di euro per l’anno 2008, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come rideterminata dalle tabelle D e F della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Ai fini dell’invarianza del fabbisogno e dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, l’importo relativo al limite delle erogazioni del Fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica stabilito dal comma 33 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è ridotto, per l’anno 2006, di 100 milioni di euro e la percentuale indicata al comma 34 dell’articolo 1 della predetta legge n. 266 del 2005, riferita ai pagamenti per spese relative a investimenti fissi lordi, è rideterminata nella misura dell’87 per cento.

        18. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

        19. L’articolo 1, comma 147, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è abrogato.

        20. Ai fini delle disposizioni contenute al comma 7 dell’articolo 10 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, nonché all’articolo 1, comma 553, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, la regolarità contributiva per le imprese del settore agricolo si ottiene con il regolare versamento delle rate di cui al comma 3 del presente articolo.

        21. Sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con i commi da 1 a 20».

        All’articolo 1:

            i commi 1 e 2 sono soppressi;

            al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per l’anno 2006, il termine di cui all’articolo 1, comma 1, secondo periodo, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, è differito al 2 maggio 2006»;

            al comma 6, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

            «a) la tariffa in euro è sostituita dalla seguente: ’’0,01’’»;

            il comma 7 è sostituito dal seguente:

        «7. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 01, comma 19, pari a 70 milioni di euro annui a decorrere dal 2006, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione dei commi da 3 a 6 del presente articolo, nonché mediante parziale utilizzazione delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione dell’articolo 01, commi da 10 a 13».

        Dopo l’articolo 1, sono inseriti i seguenti:

        «Art. 1-bis. – (Ulteriori disposizioni in materia di agricoltura) – 1. Per l’anno 2006 il contributo ordinario, di cui alla legge 27 ottobre 1949, n. 851, a favore del Comitato Nazionale per il collegamento tra il Governo italiano e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) è determinato in euro 750.000. Al relativo onere, pari a euro 466.000 per l’anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente ’’Fondo speciale’’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero delle politiche agricole e forestali. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

        2. Le somme assegnate all’AGEA, destinate all’attuazione di interventi e misure sul mercato agricolo, affluiscono all’apposito conto corrente n. 20082 acceso presso la Tesoreria centrale dello Stato e intestato all’AGEA medesima. Nell’ambito dello stato di previsione dell’AGEA per l’anno 2006 è istituito un apposito capitolo in entrata, denominato ’’Fondo per l’attuazione di interventi e misure nazionali nel settore agricolo e agroalimentare’’. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, sono individuati gli interventi e le misure da attuare utilizzando le risorse iscritte al predetto capitolo di entrata.

        3. Le assegnazioni all’AGEA degli stanziamenti di cui all’articolo 10, commi 20 e 21, del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, all’articolo 2, commi 1 e 2, del decreto-legge 24 luglio 2003, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 settembre 2003, n. 268, all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 28 febbraio 2005, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2005, n. 71, agli articoli 1, commi 1, 2 e 5, 1-bis e 5-bis del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231, e all’articolo 5 del decreto-legge 1º ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244, sono utilizzate per le finalità di cui all’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, e successive modificazioni.

        4. All’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ’’Con decreto del Ministro sono trasferite le risorse strumentali e finanziarie per l’espletamento delle funzioni relative alla valorizzazione economica, alla tutela ed ai controlli in materia di indicazioni geografiche, denominazioni di origine, specialità tradizionali garantite’’.

        5. All’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

            ’’5-bis. La copertura assicurativa per le produzioni zootecniche di cui al presente decreto deve intendersi comprensiva del costo di smaltimento dei capi morti per qualsiasi causa’’.

        6. Ove non diversamente disposto, i diritti all’aiuto di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, derivanti da contratti associativi di soccida, sono assegnati dall’AGEA per il 50 per cento al soccidario e per il 50 per cento al soccidante.

        7. All’articolo 5 del decreto-legge 1º ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244, il comma 3-bis è sostituito dal seguente:

            ’’3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2006 e fino al 31 ottobre 2006, a favore degli allevatori avicoli, delle imprese di macellazione e trasformazione di carne avicola nonché mangimistiche operanti nella filiera e degli esercenti attività di commercio all’ingrosso di carni avicole sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, nonché il pagamento di ogni contributo o premio di previdenza e assistenza sociale, ivi compresa la quota a carico dei dipendenti, senza aggravio di sanzioni, interessi o altri oneri. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato. Sono altresì sospesi per il predetto periodo i pagamenti delle rate delle operazioni creditizie e di finanziamento, ivi comprese quelle poste in essere dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA)’’.

        8. Al fine di assicurare la realizzazione di interventi urgenti diretti a fronteggiare l’emergenza nel settore avicolo è istituito presso il Ministero delle politiche agricole e forestali un Fondo, denominato ’’Fondo per l’emergenza avicola’’, con dotazione pari a 100 milioni di euro per l’anno 2006, avente le seguenti finalità:

            a) interventi, in conformità a quanto previsto dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea C 244 del 1º ottobre 2004, per fare fronte all’interruzione dell’attività avicola e ai conseguenti danni economici e sociali;

            b) finanziamento delle misure di cui ai commi 10 e 11;

            c) programmi finalizzati alla realizzazione di interventi per l’abbandono dell’attività produttiva, come previsto dal punto 9 degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C 28 del 1º febbraio 2000;

            d) investimenti nelle imprese avicole per misure di biosicurezza, ivi comprese le spese sostenute per misure sanitarie;

            e) interventi, disposti dall’autorità sanitaria a fini di benessere degli animali, per l’abbattimento degli avicoli in caso di sovraffollamento delle strutture produttive o di blocco della movimentazione dei capi.

        9. All’articolo 2 della legge 2 giugno 1988, n. 218, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 4:

                1) al primo periodo, dopo le parole: ’’è concessa al proprietario’’, sono inserite le seguenti: ’’o al soccidario, in ragione degli accordi stipulati con il soccidante,’’;

                2) al secondo periodo, dopo le parole: ’’prodotti zootecnici contaminati, al proprietario’’, sono inserite le seguenti: ’’o al soccidario, in ragione degli accordi stipulati con il soccidante,’’;

                3) al terzo periodo, dopo le parole: ’’il proprietario degli animali di cui sia stato disposto l’abbattimento’’ sono inserite le seguenti: ’’o il soccidario’’;

            b) al comma 8, dopo il primo periodo, è inserito il seguente: ’’L’indennità non è altresì concessa a coloro che contravvengono ai provvedimenti assunti dalle autorità competenti in relazione alle malattie epizootiche degli animali’’.

        10. Nell’ambito di programmi di prevenzione, controllo ed eradicazione della influenza aviaria realizzati a livello comunitario, nazionale e regionale è concessa alle imprese agricole che esercitano attività di allevamento avicolo una indennità compensativa della perdita di reddito o delle maggiori spese sopportate a causa del verificarsi dell’evento.

        11. A favore delle imprese agricole che esercitano attività di allevamento avicolo sottoposte a restrizioni della movimentazione degli animali o a fermo produttivo a seguito di provvedimenti sanitari è concessa una indennità per i danni indiretti nella misura prevista dal decreto di cui al comma 12.

        12. Il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute adottano, con decreti di natura non regolamentare, le disposizioni attuative dei commi 8, 10 e 11, nei limiti di spesa previsti dal medesimo comma 8.

        13. All’onere derivante dall’attuazione del comma 8, pari a 100 milioni di euro per l’anno 2006, si provvede nell’ambito delle disponibilità previste dall’articolo 3, comma 1, della legge 2 giugno 1988, n. 218, incrementate, per l’anno 2006, di 100 milioni di euro. A tale fine il livello complessivo della spesa del Servizio sanitario nazionale, al cui finanziamento concorre lo Stato, di cui all’articolo 1, comma 164, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e all’articolo 1, comma 278, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è incrementato, per l’anno 2006, di 100 milioni di euro.

        14. Alla maggiore spesa di cui al comma 13, pari a 100 milioni di euro per il 2006, si fa fronte:

            a) quanto a 25 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa recata dall’articolo 48, comma 9, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266;

            b) quanto a 10 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa, per l’anno 2006, di cui all’articolo 5, comma 3-quater, del decreto-legge 1º ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244;

            c) quanto a 10 milioni di euro, nell’ambito delle disponibilità dell’AGEA per gli interventi di cui all’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, come rideterminati ai sensi del comma 3. L’AGEA provvede a versare la somma di 10 milioni di euro all’entrata del bilancio dello Stato;

            d) quanto a 30 milioni di euro, mediante utilizzo di una quota delle disponibilità in conto residui relative all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 4, della legge 18 giugno 1998, n. 194, come rifinanziata dalla tabella D della legge 30 dicembre 2004, n. 311, che a tale fine è versata all’entrata del bilancio dello Stato nell’anno 2006;

            e) quanto a 25 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale ’’Fondo speciale’’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

        15. Per fare fronte al rafforzamento del sistema di sorveglianza della filiera avicola è assegnata, per l’anno 2006, la somma di un milione di euro al Corpo forestale dello Stato e di un milione di euro all’Ispettorato centrale repressione frodi. Al relativo onere, pari a 2 milioni di euro per l’anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa, per l’anno 2006, di cui all’articolo 5, comma 3-ter, del decreto-legge 1º ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244.

        Art. 1-ter. – (Disposizioni in favore delle imprese ubicate nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa colpite dal sisma del 1990). – 1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nei limiti di 52.000.000 di euro, per l’anno 2006 sono definiti i criteri per la riduzione dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi, relativi agli anni 1990, 1991 e 1992, dovuti dalle imprese, ivi comprese quelle agricole e agroalimentari, colpite dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990 e ubicate nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa. Conseguentemente, nel rispetto del limite di spesa di cui al precedente periodo, il termine per il versamento di cui al secondo periodo del comma 17 dell’articolo 9 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, è fissato al 30 settembre 2006 e il termine per la rateizzazione di cui al terzo periodo del predetto comma 17 è fissato al 1º ottobre 2006. A tal fine è istituito apposito fondo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali alimentato tramite un versamento in conto entrata nel bilancio dello Stato a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate previsto dall’articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per un importo equivalente ai fini della invarianza dei saldi per i medesimi anni».

        All’articolo 2:

            al comma 1, dopo le parole: «Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio», sono inserite le seguenti: «nonché da tre presidenti di regioni designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano»;

            dopo il comma 4, è inserito il seguente:

        «4-bis. Al Fondo di cui al comma 4 è altresì attribuita, per l’anno 2006, una dotazione finanziaria annuale di 65,8 milioni di euro, finalizzata ad assicurare l’erogazione degli aiuti nazionali per la produzione bieticolo-saccarifera previsti dalla normativa comunitaria, nonché ad assicurare, relativamente al primo anno di attuazione, la più efficace realizzazione degli obiettivi della riforma dell’organizzazione comune di mercato dello zucchero. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione per l’anno 2006 dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come rideterminata ai sensi delle tabelle D e F della legge 23 dicembre 2005, n. 266»;

            dopo il comma 5, è aggiunto il seguente:

        «5-bis. La quota di raffinazione di zucchero di canna greggio spettante all’Italia a partire dall’anno 2007 nell’ambito dell’organizzazione comune di mercato dello zucchero è attribuita con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali. I criteri da determinare ai sensi dell’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, prevedono la assegnazione della quota suddetta garantendo l’unitarietà della quota stessa e la priorità per l’ubicazione dell’impianto nelle regioni dell’obiettivo convergenza».

        Dopo l’articolo 2, sono inseriti i seguenti:

        «Art. 2-bis. – (Etichettatura del miele). – 1. All’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 179, la lettera f) è sostituita dalla seguente:

            ’’f) sull’etichetta devono essere indicati il Paese o i Paesi d’origine in cui il miele è stato raccolto;’’.

        Art. 2-ter. – (Differimento di termine per adempimenti concernenti il prelievo supplementare). – 1. Tutti i versamenti di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, sono rinviati al 31 luglio 2006.

        Art. 2-quater. – (Interventi nel settore agroenergetico). – 1. Per il conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128, e per favorire lo sviluppo della filiera agroenergetica, è incentivata la produzione e la commercializzazione di bioetanolo, per un periodo di sei anni a partire dal 1º gennaio 2008.

        2. Dal 1º luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina sono obbligati ad immettere al consumo biocarburanti di origine agricola oggetto di un’intesa di filiera, o di un contratto quadro, o di un contratto di programma agroenergetico, stipulati ai sensi del presente articolo, in misura pari all’1 per cento dei carburanti diesel e della benzina immessi al consumo nell’anno precedente. Tale percentuale, espressa in potere calorifico inferiore, è incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010.

        3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali e con il Ministro delle attività produttive, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità per l’invio da parte dei produttori di carburanti diesel e di benzina, con autocertificazione, dei dati relativi all’immissione in consumo di biocarburanti di origine agricola, riferiti all’anno in corso e dei dati relativi all’immissione in consumo di carburanti diesel e di benzina, riferiti all’anno precedente. Con detto decreto sono altresì stabilite le misure per il mancato rispetto dell’obbligo previsto dal comma 2.

        4. L’intesa di filiera o il contratto quadro di cui agli articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, hanno per scopo, altresì, l’integrazione della filiera agroenergetica, la valorizzazione, la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la distribuzione di biomasse agricole e di biocarburanti di origine agricola. Gli imprenditori agricoli e le imprese di produzione e di distribuzione di biocarburanti e i soggetti interessati, pubblici o privati, stipulano contratti di coltivazione e fornitura in attuazione degli articoli 11, 12 e 13 del predetto decreto legislativo n. 102 del 2005.

        5. Il CIPE, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro delle attività produttive e del Ministro delle politiche agricole e forestali, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, delibera la disciplina dei contratti di programma agroenergetici, individuando l’amministrazione competente per la loro stipula. I contratti di programma agroenergetici hanno rilevanza territoriale nazionale e sono finalizzati alla creazione di occupazione aggiuntiva, anche mediante l’attivazione di nuovi impianti. È assicurata priorità nella stipula dei predetti contratti ai soggetti che riconoscono agli imprenditori agricoli una quota dell’utile conseguito in proporzione ai conferimenti della materia prima agricola.

        6. La sottoscrizione di un contratto di coltivazione e di fornitura, o contratti ad essi equiparati, o di un contratto di programma agroenergetico costituisce titolo preferenziale:

            a) nei bandi pubblici per i finanziamenti delle iniziative e dei progetti nel settore della promozione delle energie rinnovabili e dell’impiego dei biocarburanti;

            b) nei contratti di fornitura dei biocarburanti per il trasporto ed il riscaldamento pubblici.

        7. Le pubbliche amministrazioni stipulano contratti o accordi di programma con i soggetti interessati al fine di promuovere la produzione e l’impiego di biomasse e di biocarburanti di origine agricola, la ricerca e lo sviluppo di specie e varietà vegetali da destinare ad utilizzazioni energetiche.

        8. Ai fini dell’articolo 21, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, il biogas è equiparato al gas naturale.

        9. Ai fini dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e successive modificazioni, il gestore della rete di trasmissione nazionale assicura la precedenza, per una quota annuale fino al 30 per cento, all’energia elettrica prodotta da biomasse o da biogas oggetto di un’intesa di filiera, o di un contratto quadro, o di un contratto di programma agroenergetico, stipulati ai sensi del presente articolo.

        10. Gli operatori della filiera di produzione e distribuzione dei biocarburanti di origine agricola devono garantire la tracciabilità e la rintracciabilità della filiera. A tal fine realizzano un sistema di identificazioni e registrazioni di tutte le informazioni necessarie a ricostruire il percorso del biocarburante attraverso tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione, con particolare riferimento alle informazioni relative alla biomassa ed alla materia prima agricola, specificando i fornitori e l’ubicazione dei siti di produzione.

        11. All’articolo 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo le parole: ’’energia elettrica’’, sono inserite le seguenti: ’’e calorica’’;

            b) dopo le parole: ’’da fonti rinnovabili agroforestali’’, sono inserite le seguenti: ’’e fotovoltaiche’’.

        Art. 2-quinquies. – (Modifica all’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228). – 1. All’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ’’Per la vendita al dettaglio esercitata su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità non è richiesta la comunicazione di inizio attività’’».

        All’articolo 3, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

        «2-bis. All’articolo 11-quaterdecies, comma 17, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ’’tra le strade pugliesi SP 231 e SP 238’’».

        All’articolo 4:

            al comma 4, le parole: «Regolamento CEE n. 4045/1989 del Consiglio, del 21 dicembre 1989» sono sostituite dalle seguenti: «regolamento (CEE) n. 4045/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, e successive modificazioni»;

            dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti:

        «4-bis. Al fine di migliorare l’efficienza del sistema per l’identificazione e la registrazione degli animali e la tracciabilità dei prodotti alimentari, il Ministero della salute ed il Ministero delle politiche agricole e forestali, ferme restando le attribuzioni e i compiti già svolti dal Centro servizi nazionale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, si avvalgono della società consortile ’’Consorzio anagrafi animali’’ quale ente strumentale di assistenza tecnica al sistema nazionale delle anagrafi animali e della tracciabilità degli alimenti, anche ai fini della promozione internazionale del sistema Italia di tracciabilità degli alimenti e degli animali. I Ministeri suddetti assegnano direttamente alla società consortile ’’Consorzio anagrafi animali’’, con provvedimento amministrativo, funzioni, servizi e risorse relativi a tali compiti.

        4-ter. La società consortile ’’Consorzio anagrafi animali’’ assicura, nello svolgimento della funzione di cui al comma 4-bis e sulla base di un programma annuale formulato conformemente alle indicazioni dei Ministeri competenti, il coordinamento degli interventi necessari a dare piena attuazione agli adempimenti connessi. Per la promozione di attività riconducibili a quanto previsto dal comma 4-bis, anche altre amministrazioni ed enti dello Stato possono avvalersi della società consortile ’’Consorzio anagrafi animali’’, d’intesa con il Ministero della salute ed il Ministero delle politiche agricole e forestali. Quale contributo agli oneri di funzionamento ed ai costi generali di struttura della predetta società consortile, per lo svolgimento della funzione di ente strumentale di assistenza tecnica, l’AGEA assegna alla società medesima un contributo a decorrere dall’anno 2006 di un milione di euro. Al relativo onere si provvede mediante riduzione di un milione di euro, a decorrere dall’anno 2006, dell’autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

        4-quater. Al fine di prevenire le frodi nel commercio dell’olio di oliva ed assicurare una migliore informazione ai consumatori, è fatto divieto ai pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente.

        4-quinquies. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 4-quater, si applica a carico degli esercenti la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000».

        Dopo l’articolo 4, è inserito il seguente:

        «Art. 4-bis. – (Lotta alla contraffazione e misure di finanziamento). – 1. All’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione, istituito dall’articolo 1-quater del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, spetta il compito di assicurare il monitoraggio, anche nel settore agroalimentare, dei fenomeni in materia di violazione dei diritti di proprietà industriale e di proprietà intellettuale, di coordinamento e di studio delle misure volte a contrastarli, nonché di assistenza alle imprese per la tutela contro le pratiche commerciali sleali.

        2. Per il pieno svolgimento delle attribuzioni in materia di lotta alla contraffazione, l’Alto Commissario si avvale di un comitato tecnico composto da non più di 10 unità scelte tra i magistrati amministrativi, contabili e ordinari, gli avvocati dello Stato, i professori universitari ordinari e gli avvocati del libero foro nonché tra esperti di particolare e comprovata qualificazione in materia, ivi compresi quelli di cui alla legge 24 aprile 1980, n. 146, e successive modificazioni. Le eventuali spese sono poste a carico dell’Alto Commissario.

        3. È altresì assegnato all’Ufficio dell’Alto Commissario un contingente di 15 unità di personale, di cui 2 con qualifica non inferiore a dirigente. Il personale appartenente alle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, è collocato obbligatoriamente in posizione di fuori ruolo ovvero di aspettativa retribuita dalle rispettive amministrazioni di appartenenza.

        4. Con propri atti regolamentari interni l’Alto Commissario disciplina il funzionamento e l’organizzazione dell’attività dell’Ufficio di cui al comma 3.

        5. I Vice Alto Commissari sono collocati obbligatoriamente fuori ruolo o in aspettativa retribuita dai rispettivi organi di autogoverno anche in deroga alle norme e ai criteri che disciplinano i rispettivi ordinamenti, per un periodo non superiore alla durata di due mandati.

        6. All’articolo 1, comma 235, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo le parole: ’’è autorizzata la spesa di 1 milione di euro’’ le parole: ’’per l’anno 2006’’ sono sostituite dalle seguenti: ’’dall’anno 2006’’.

        7. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo, pari a 800.000 euro per l’anno 2006 e a 1.800.000 euro a decorrere dall’anno 2007, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al ’’Fondo per interventi strutturali di politica economica’’ istituito ai sensi dell’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

        8. In conformità a quanto previsto dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nelle risoluzioni 53/197 e 58/221, per consentire lo sviluppo del programma di microfinanza, al fine di incentivare la costituzione di microimprese, anche nel settore agricolo, il Comitato nazionale italiano per il 2005 – anno internazionale del Microcredito è trasformato nel Comitato nazionale italiano permanente per il Microcredito, senza oneri aggiuntivi per l’erario. I componenti del Comitato, già costituito presso il Ministero degli affari esteri, durano in carica quattro anni e possono essere rinnovati una sola volta».

        All’articolo 5:

            al comma 1, dopo le parole: «di cui all’articolo 28 del», «dall’articolo 5 del» e «previste dal» sono inserite le seguenti: «regolamento di cui al»; le parole: «così come modificato» sono sostituite dalle seguenti: «come sostituito»;

            dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti:

        «1-bis. È autorizzata presso il Ministero delle politiche agricole e forestali la costituzione di un Fondo di assistenza per le famiglie dei pescatori, destinato alla corresponsione di contributi agli eredi di ciascun deceduto in mare nella misura massima di 50.000 euro. Con decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali sono determinate le modalità per l’erogazione dei contributi anche per gli avvenimenti verificatisi nell’anno 2005.

        1-ter. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1-bis, pari a euro 500.000 a decorrere dall’anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente ’’Fondo speciale’’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando, per gli anni 2006 e 2007, l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e, a decorrere dall’anno 2008, l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

        1-quater. Per l’anno 2006 sono confermati gli obiettivi e gli strumenti di intervento previsti per il 2005 ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, nei limiti delle disponibilità previste dal Piano nazionale della pesca marittima di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 267, per l’anno 2006, come determinate dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali si provvede alla ripartizione delle predette disponibilità.

        1-quinquies. Il naufragio delle unità da pesca, avvenuto nel corso dell’anno 2005 ed accertato dall’Autorità marittima, è equiparato al ritiro definitivo con priorità della domanda presentata dagli interessati entro il 31 marzo 2006 a valere sulle disponibilità finanziarie del programma comunitario Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP).

        1-sexies. In via sperimentale per l’anno 2006 agli imprenditori ittici esercenti attività di pesca marittima di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226, si applica il regime previsto dall’articolo 34, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, emana il decreto di cui all’articolo 34 del predetto decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, stabilendo le percentuali di compensazione, per un onere complessivo massimo determinato nei limiti di 12 milioni di euro per l’anno 2006, a valere sulle disponibilità previste dal Piano nazionale della pesca marittima di cui all’articolo 1, comma 1, della legge n. 267 del 1991. Al fine di dare attuazione al presente comma, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1, della legge n. 267 del 1991 per l’anno 2006 è conseguentemente aumentata di 10 milioni di euro per le finalità di cui al precedente periodo.

        1-septies. All’onere di cui al comma 1-sexies, determinato nel limite massimo di 12 milioni di euro per l’anno 2006, si provvede quanto a 2 milioni di euro a valere sull’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1, della legge n. 267 del 1991, quanto a 5 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, come determinate dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per l’anno 2006, e quanto a 5 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, come determinata dalla predetta tabella C della legge n. 266 del 2005».

        Dopo l’articolo 5, sono inseriti i seguenti:

        «Art. 5-bis. – (Modifica al comma 369 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in materia di distretti produttivi). – 1. Al comma 369 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo le parole: ’’ai sistemi produttivi locali, distretti industriali’’ sono inserite le seguenti: ’’e della pesca’’.

        2. La disposizione recata dal comma 1 si applica nel rispetto del limite di spesa di cui all’articolo 1, comma 372, della citata legge n. 266 del 2005.

        Art. 5-ter. – (Interventi di semplificazione nel settore della pesca). – 1. I certificati di cui all’articolo 33 del decreto del Capo del Governo 12 gennaio 1930, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 1930, la visita periodica della cassetta dei medicinali di bordo, le revisioni delle zattere di salvataggio, delle cinture, dei dispositivi di evacuazione, degli estintori di bordo e dei ganci idrostatici, nonché le visite periodiche agli apparati radio a bordo delle unità da pesca si effettuano ogni due anni. Per le unità in esercizio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la data di scadenza delle revisioni di cui al presente comma è prorogata fino a due anni dalla data di rilascio.

        2. Costituisce prova dell’avvenuto imbarco delle provviste e dotazioni di bordo, ad esclusione dei carburanti e lubrificanti, la procedura semplificata prevista dalla circolare del Ministero delle finanze – Direzione generale delle dogane n. 30819/8 divisione XV dell’11 aprile 1973.

        3. Ai fini dell’applicazione delle tariffe sanitarie di cui al decreto del Ministro della sanità 14 febbraio 1991, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 15 marzo 1991, le prestazioni effettuate a bordo di unità da pesca attraccate in banchina possono essere effettuate anche dai medici di base e si intendono rese entro il circuito doganale.

        4. Al codice della navigazione sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all’articolo 146, primo comma, dopo la parola: ’’sovraordinate’’ sono aggiunte le seguenti: ’’ad eccezione dei compartimenti marittimi di Mazara del Vallo e Salerno, per i quali le matricole dei pescherecci sono tenute presso i medesimi compartimenti marittimi’’;

            b) all’articolo 169, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        ’’Per i pescherecci d’altura il libro giornale nautico, parte I, inventario di bordo, parte II, generale di contabilità, parte III, di navigazione, giornale di macchina sono unificati in un unico libro. I pescherecci che effettuano la pesca mediterranea e costiera possono dotarsi del giornale di pesca’’;

            c) all’articolo 176, primo comma, dopo le parole: ’’di bordo’’ sono aggiunte le seguenti: ’’ad eccezione delle unità da pesca’’.

        5. In caso di improvvise e temporanee indisponibilità di marittimi imbarcati a bordo di navi da pesca, il comandante del peschereccio annota l’assenza in un apposito registro vidimato dall’autorità marittima d’iscrizione della nave; in tal caso è consentito l’esercizio delle attività di pesca, purché sia assicurato il rispetto delle tabelle minime di sicurezza dell’unità.

        6. All’articolo 6, ultimo comma, della legge 5 giugno 1962, n. 616, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ’’ad eccezione delle unità da pesca la cui durata è fissata in tre anni’’. Per le unità in esercizio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la data di scadenza del certificato di idoneità deve intendersi prorogata fino alla visita intermedia triennale del certificato di navigabilità, comunque non oltre tre anni dalla data di rilascio.

        7. Al regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all’articolo 261, il secondo comma è sostituito dal seguente:

            ’’Il capo barca per la pesca costiera può assumere il comando di navi non superiori a 100 GT abilitate all’esercizio della pesca costiera’’;

            b) all’articolo 273, secondo comma, la lettera b. è sostituita dalla seguente:

            ’’b. motori a combustione interna o a scoppio, installati su navi di stazza lorda non superiore a 100 GT, adibite alla pesca costiera’’.

        8. Per le unità da pesca che hanno installato apparati radio in MF-RTF/DSC di classe A antecedentemente al 7 aprile 2005, è consentito l’utilizzo di tale apparecchiatura anche da parte di personale abilitato con certificato limitato di operatore MF-RTF/DSC di classe E.

        9. Per il personale di bordo dei pescherecci, il rilascio del libretto sanitario previsto dall’articolo 37 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327, ed i relativi rinnovi periodici dell’idoneità si effettuano nell’ambito della visita biennale; detta visita sostituisce anche quella prevista dall’articolo 23 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271.

        10. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano nuovi oneri per lo Stato.

        Art. 5-quater. – (Disposizioni in materia di contratti di lavoro nel settore ittico). – 1. All’articolo 2, comma 7, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226, le parole: ’’i pertinenti contratti collettivi nazionali di lavoro’’ sono sostituite dalle seguenti: ’’i contratti collettivi nazionali di lavoro del settore, ferme restando le previsioni dell’articolo 3 della legge 3 aprile 2001, n. 142,’’».

        All’articolo 7, al comma 1:

            nella lettera a), la parola: «aggiunte» è sostituita dalla seguente: «inserite»; le parole: «del 29 settembre 2003 del Consiglio» sono sostituite dalle seguenti: «del Consiglio, del 29 settembre 2003» e le parole: «9 novembre 2005» sono sostituite dalle seguenti: «11 novembre 2005»;

            nella lettera b), la parola: «aggiunte» è sostituita dalla seguente: «inserite»; le parole: «del 29 settembre 2003 del Consiglio» sono sostituite dalle seguenti: «del Consiglio, del 29 settembre 2003» e le parole: «9 novembre 2005» sono sostituite dalle seguenti: «11 novembre 2005».

        Dopo l’articolo 7, è inserito il seguente:

        «Art. 7-bis. – (Ulteriori disposizioni in materia di prelievo supplementare). – 1. In attuazione dell’articolo 10, comma 30, del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento dell’emergenza derivante dall’epizoozia denominata blue tongue provvede a comunicare all’AGEA le aziende oggetto di prelievo supplementare nella campagna 2002/2003 che rientrano nelle fattispecie di cui dell’articolo 9, comma 3, lettera c-bis), del predetto decreto-legge n. 49 del 2003. L’AGEA provvede alla restituzione del prelievo supplementare nei limiti delle disponibilità già assegnate alla stessa AGEA ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 27 gennaio 2004, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 marzo 2004, n. 77.

        2. All’articolo 4, comma 28, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, le parole: ’’della regione autonoma della Sardegna’’ sono sostituite dalle seguenti: ’’delle regioni autonome della Sardegna e della Sicilia’’».

ARTICOLI DEL DECRETO-LEGGE

ARTICOLO 1.

(Disposizioni in materia di contribuzione previdenziale in agricoltura e di catasto)

        1. Per l’anno 2006, sono rinviati al 1º marzo gli aumenti di aliquota di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, del decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146.

        2. All’articolo 1, comma 147, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole: «dal 1º gennaio 2006», sono sostituite dalle seguenti: «dal 1º marzo 2006».

        3. Con provvedimento interdirigenziale dei Direttori delle Agenzie delle entrate e del territorio, di concerto con il Ministero della giustizia, adottato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i termini e le modalità della progressiva estensione delle procedure telematiche di cui all’articolo 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, a tutti i soggetti, nonché a tutti gli atti, incluse la registrazione di atti e denunce, la presentazione di dichiarazioni di successione, le trascrizioni, iscrizioni ed annotazioni nei registri immobiliari ed alle volture catastali, da qualunque titolo derivanti. Con lo stesso decreto sono stabilite, altresì, le modalità anche tecniche della trasmissione del titolo per via telematica relative sia alla prima fase di sperimentazione, che a quella di regime.

        4. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e finanze, adottato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite, a parità di gettito, le tariffe dell’imposta di bollo, dovuta in misura forfetaria ovvero commisurata alla natura ed entità degli adempimenti correlati, sugli atti di cui al comma 3.

        5. L’accesso ai servizi di consultazione telematica ipotecaria e catastale è consentito a chiunque in rispetto della normativa vigente in tema di riutilizzazione commerciale dei dati ipotecari e catastali, su base convenzionale ovvero con pagamento telematico contestuale per ogni consultazione effettuata. In tale ultimo caso, le tasse ipotecarie ed i tributi speciali catastali sono aumentati del cinquanta per cento e gli importi riscossi sono riversati alla sezione di Tesoreria provinciale dello Stato entro il terzo giorno lavorativo necessario a quello della riscossione. Con decreto del direttore dell’Agenzia del territorio, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, adottato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità attuative del presente comma.

        6. Al numero d’ordine 4.1 della Tabella delle tasse ipotecarie allegata al testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, come da ultimo sostituita dall’allegato 2-sexies alla legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) la Tariffa in euro è sostituita dalla seguente: «0,001»;

            b) le Note sono sostituite dalle seguenti: «L’importo è dovuto anticipatamente. Il servizio sarà fornito progressivamente su base convenzionale. La tariffa è raddoppiata per richieste relative a più di una circoscrizione o sezione staccata».

        7. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi 1 e 2, pari a 17 milioni di euro per l’anno 2006, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione dei commi da 3 a 6.

Articolo 2.

(Interventi urgenti nel settore bieticolo-saccarifero)

        1. Al fine di fronteggiare la grave crisi del settore bieticolo – saccarifero è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Comitato interministeriale composto dal Presidente del Consiglio dei ministri, che lo presiede, dal Ministro delle politiche agricole e forestali, con le funzioni di Vice-presidente, dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro delle attività produttive, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministro per le politiche comunitarie e dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Le funzioni di segreteria, senza alcun onere per il bilancio dello Stato, sono svolte da un dirigente del Ministero delle politiche agricole e forestali, preposto ad un Ufficio dirigenziale generale.

        2. Il Comitato di cui al comma 1:

            a) approva, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il piano per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera;

            b) coordina le misure comunitarie e nazionali previste per la riconversione industriale del settore e per le connesse problematiche sociali;

            c) formula direttive per l’approvazione dei progetti di riconversione.

        3. Le imprese saccarifere presentano al Ministero delle politiche agricole e forestali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un progetto di riconversione per ciascuno degli impianti industriali ove cesserà la produzione di zucchero. I progetti di riconversione, finalizzati anche alla salvaguardia dell’occupazione nel territorio oggetto dell’intervento, sono approvati dal Ministero delle politiche agricole e forestali, sentite le Amministrazioni interessate, anche avvalendosi del supporto tecnico dell’Istituto sviluppo agroalimentare s.p.a. (ISA).

        4. È costituito presso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) il Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera, al quale affluiscono le risorse finanziarie comunitarie destinate alla diversificazione produttiva del settore bieticolo-saccarifero in Italia, nonché le risorse presenti nel Fondo per il risanamento del settore bieticolo-saccarifero di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 12 agosto 1983, n. 371, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 ottobre 1983, n. 546. Le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo sono disposte con decreto di natura non regolamentare del Ministro delle politiche agricole e forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

        5. Ai fini dell’attuazione del piano di cui al comma 2, lettera a), gli aiuti comunitari alla ristrutturazione delle imprese derivanti dalla attuazione della riforma della orgarnizzazione comune di mercato dello zucchero non concorrono alla formazione del reddito.

Articolo 3.

(Misure urgenti per favorire il finanziamento degli investimenti per lo sviluppo)

        1. All’articolo 8, comma 3, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, le parole da: «, alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2» fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: «abbia presentato al CIPE la proposta di adozione della relativa delibera di approvazione, ai sensi del punto 7.2 della delibera CIPE n. 26 del 25 luglio 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 215 del 16 settembre 2003, non oltre il 30 settembre 2005 e per un importo, per le proposte presentate al CIPE dopo il 17 marzo 2005, di contributi statali non superiore a 400 milioni di euro che determinano erogazioni nell’anno 2005 non superiori a 80 milioni di euro».

        2. Al comma 10 dell’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, le parole: «del 30 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «del 60 per cento».

Articolo 4.

(Rafforzamento del contrasto alle frodi agroalimentari e ambientali)

        1. Agli appartenenti ai ruoli degli operatori e collaboratori del Corpo forestale dello Stato è attribuita la qualifica di agente di polizia giudiziaria e agli appartenenti ai ruoli dei revisori e dei periti del medesimo Corpo è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, limitatamente alle funzioni esercitate. Il Ministro dell’interno, su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, può altresì attribuire con proprio decreto la qualifica di agente di pubblica sicurezza al personale di cui al presente comma, limitatamente alle funzioni esercitate. All’onere relativo alle spese di formazione del predetto personale si provvede nell’ambito delle esistenti dotazioni di bilancio all’uopo finalizzate.

    2. All’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all’alinea le parole: «ad una denominazione protetta», sono sostituite dalle seguenti: «ad una o più denominazioni protette»;

            b) al numero 1), le parole: «quando la denominazione è il componente esclusivo della categoria merceologica di appartenenza e gli utilizzatori del prodotto composto, elaborato o trasformato» sono sostituite dalle seguenti: «quando gli utilizzatori del prodotto composto, elaborato o trasformato».

        3. Gli articoli da 13 a 23 della legge 14 febbraio 1990, n. 30, sono abrogati. Alle violazioni previste dalla citata legge n. 30 del 1990 si applicano le sanzioni di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297.

        4. I controlli di competenza del Ministero delle politiche agricole e forestali, prescritti dal Regolamento CEE n. 4045/1989 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, concernenti gli aiuti comunitari erogati nel settore agricolo, sono svolti dal Corpo forestale dello Stato e dall’Ispettorato centrale repressione frodi, secondo le modalità previste con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Articolo 5.

(Interventi urgenti nel settore della pesca)

        1. L’entrata in vigore dell’obbligo di cui all’articolo 28 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 5 agosto 2002, n. 218, così come modificato dall’articolo 5 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 26 luglio 2004, n. 231, è fissata al 1º gennaio 2007. Fino a tale data continuano ad applicarsi le disposizioni di sicurezza previste dal decreto del Ministro della marina mercantile 22 giugno 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 22 luglio 1982, e dal decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 19 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1º giugno 2000.

Articolo 6.

(Cessione di partecipazioni)

        1. All’articolo 1, comma 131, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le parole: «a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2002» sono sostituite dalle seguenti: «nei precedenti periodi d’imposta». Le maggiori entrate derivanti dal presente comma affluiscono al Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

Articolo 7.

(Modificazioni al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102)

        1. All’articolo 18 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, dopo le parole: «anche le quote di produzione», sono aggiunte le seguenti: «, i diritti all’aiuto di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del 29 settembre 2003 del Consiglio, iscritti nel registro di cui all’articolo 3 del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2005, n. 231»;

            b) al comma 2, dopo le parole: «le quote di produzione», sono aggiunte le seguenti: «, i diritti all’aiuto di cui al regolamento (CE) n.  1782/2003 del 29 settembre 2003 del Consiglio, iscritti, nel registro di cui all’articolo 3 del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2005, n. 231».

Articolo 8.

(Entrata in vigore)

        1.  Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

EMENDAMENTO

01.100

Il Relatore

Approvato

All'articolo 01, sono apportate le seguenti modificazioni:

        1. Sono soppressi i commi 3, 4, 5, 6 e 7.

        2. Dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: "2-bis. Al fine di verificare la possibilità di definire modalità di estinzione dei debiti dei datori di lavoro agricoli e dei lavoratori autonomi agricoli verso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), ivi compresi quelli che hanno formato oggetto di cessione ai sensi dell'articolo 13 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è istituita una commissione di tre esperti, di cui uno designato dal Ministro dell'economia e delle finanze e uno dal Ministro delle politiche agricole e forestali. La commissione presenta al Presidente del Consiglio dei ministri le proposte per l'estinzione dei predetti debiti entro il 31 luglio 2006. Fino a tale data sono sospesi i giudizi pendenti e le procedure di riscossione e recupero relativi ai suddetti carichi contributivi risultanti alla data del 30 giugno 2005.".

        3. Sostituire il comma 17 con il seguente: "17. All'onere derivante dai commi 1, 2, 2-bis e 19 del presente articolo, pari a 304 milioni di euro per l'anno 2006, a 336 milioni di euro per l'anno 2007, a 369 milioni di euro per l'anno 2008 e a 167 milioni di euro annui a decorrere dal 2009, si provvede:

          a) quanto a 42 milioni di euro per l'anno 2006, a 48 milioni di euro per l'anno 2007, a 54 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2008, mediante utilizzo delle maggiori entrate recate dai commi 1 e 2;

          b) quanto a 262 milioni di euro per l'anno 2006, a 288 milioni di euro per l'anno 2007, a 315 milioni di euro per l'anno 2008 e a 113 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come rideterminata dalle tabelle D e F della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Ai fini dell'invarianza del fabbisogno e dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, l'importo relativo al limite di cui al comma 33 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è ridotto di 50 milioni di euro; la percentuale stabilita dal comma 34 dell'articolo 1 della citata legge n. 266 del 2005 è rideterminata in misura corrispondente ad una riduzione dei pagamenti per spese relative a investimenti fissi lordi di 130 milioni di euro; il predetto fondo per le aree sottoutilizzate è ridotto per l'anno 2007 di ulteriori 200 milioni di euro.".

        4. Il comma 20 dell'articolo 01 è sostituito dal seguente: "20. Ai fini della regolarità contributiva le disposizioni contenute al comma 7 dell'articolo 10 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, nonché all'articolo 1, comma 553, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono sospese fino al 31 luglio 2006.

     All'articolo 1 sopprimere il comma 7

.

Allegato B

 

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Antonione, Baldini, Bosi, Caruso Antonino, Cutrufo, Giuliano, Mantica, Saporito, Sestini, Siliquini, Travaglia, Vegas e Ventucci.

 

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Giovanelli e Novi , per attività della 13a Commissione permanente; Budin e Rigoni, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

 

Commissione parlamentare d'inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale militare italiano impiegato nelle missioni internazionali di pace, sulle condizioni della conservazione e sull'eventuale utilizzo di uranio impoverito nelle esercitazioni militari sul territorio nazionale, approvazione di documenti

La Commissione parlamentare d'inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale militare italiano impiegato nelle missioni internazionali di pace, sulle condizioni della conservazione e sull'eventuale utilizzo di uranio impoverito nelle esercitazioni militari sul territorio nazionale ha approvato - nella seduta del 1° marzo 2006 - la relazione conclusiva sulle risultanze delle indagini svolte dalla Commissione stessa (Doc. XXII-bis, n. 4).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Ministro politiche agricole e

Presidente del Consiglio dei ministri

(Governo Berlusconi-III)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (3723-B/BIS)

(presentato in data 03/03/2006)

S.3723 approvato dal Senato della Repubblica; C.6352 approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati;

S.3723-B rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica dal Senato della Repubblica;

Sen. Passigli Stefano

Integrazioni al D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modificazioni, in materia di intermediazione finanziaria (3795)

(presentato in data 06/03/2006);

 

Sen. Passigli Stefano

Modifiche alla legge 20 Luglio 2004, n. 215, recante "Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi" (3796)

(presentato in data 03/03/2006).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

 

9ª Commissione permanente Agricoltura

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa (3723-B/BIS)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio

S.3723 approvato dal Senato della Repubblica; C.6352 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati;

S.3723-B rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica dal Senato della Repubblica;

(assegnato in data 03/03/2006).

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 8ª Commissione permanente Lavori pubb.

 

in data 02/03/2006 il senatore Pedrazzini Celestino ha presentato la relazione unica sui disegni di legge:

 

Sen. Pasquini Giancarlo ed altri

" Delega al Governo per la determinazione dei principi e criteri di riconoscimento delle associazioni di amatori di veicoli storici e modifiche al codice della strada" (826);

 

Sen. Fabris Mauro

" Nuove norme in materia di autocaravan e modificazioni al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni" (2363);

 

Sen. Magnalbò Luciano

" Disposizioni concernenti i veicoli di interesse storico" (2575);

 

Sen. Camber Giulio

" Modifica dell'articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, in materia di veicoli di interesse storico o collezionistico" (2963).

Disegni di legge, ritiro

La senatrice Marina Magistrelli, in data 2 marzo 2006, ha dichiarato, anche a nome dell'altro firmatario, di ritirare il disegno di legge: Magistrelli e Cavallaro. - "Modifiche alla legge 11 agosto 1991, n. 266, legge-quadro sul volontariato" (n. 3361).

Governo, trasmissione di atti per il parere

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 2 marzo 2006, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 20, comma 6, della legge 15 marzo 1997, n. 59 e dell'articolo 1, allegato A, n. 28, della legge 24 novembre 2000, n. 340 - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante: «Regolamento di semplificazione delle procedure di prevenzione incendi relative ai depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fissi di capacità non superiore a 5 metri cubi» (n. 630).

 

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 6 marzo 2006 - alla 13a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 5 maggio 2006. La 1ª Commissione permanente potrà formulare osservazioni alla Commissione di merito entro il 5 aprile 2006.

   

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 6 marzo 2006, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare definitivo, ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131 - lo schema di decreto legislativo recante: «Ricognizione dei principi fondamentali in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici» (n. 631).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, in data 6 marzo 2006, lo schema di decreto è stato deferito - d'intesa con il Presidente della Camera dei deputati - alla Commissione parlamentare per le questioni regionali, che esprimerà il parere entro il 5 maggio 2006.

   

Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 6 marzo 2006, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge 18 dicembre 1997, n. 440 - lo schema di direttiva per l'anno 2006 concernente gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsti dalla legge n. 440 del 1997, recante l'istituzione del fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi (n. 632).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di direttiva è deferito alla 7a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 27 marzo 2006.

   

Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 6 marzo 2006, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 - lo schema di riparto di una quota dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2006, relativo a contributi in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (n. 633).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, l'atto è deferito alla 7a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 27 marzo 2006.

   

Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici

Il Ministro per i rapporti con Parlamento, con lettera in data 2 marzo 2006, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del professor Vincenzo Cappelletti a Presidente dell'Istituto italiano di studi germanici (n. 168).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 7a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 26 marzo 2006.

 

Governo, trasmissione di atti e documenti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 27 febbraio 2006, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, la comunicazione concernente il conferimento degli incarichi di livello dirigenziale generale al dottor Carlo Capotorto, nell'ambito del Ministero della salute, e al dottor Federico Cempella, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

 

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

   

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 2 marzo 2006, ha inviato, ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, la comunicazione concernente la nomina del dottor Giacomo Grassi a Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative volte a fronteggiare le conseguenze dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) e l'emergenza derivante dalla epizoozia denominata "blue tongue".

 

Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 9a Commissione permanente.

   

Con lettere in data 24 febbraio 2006, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Corchiano (VT), Sant'Angelo Lomellina (PV), Cerro Veronese (VR), Assisi (PG).

   

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 1° marzo 2006, ha inviato - ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 maggio 2005, la prima relazione programmatica del Programma Galileo in materia di navigazione satellitare, relativa al 2005 (Doc. CCXXVI, n. 1).

 

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente.

  

Il Ministro della salute, con lettera in data 28 febbraio 2006, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge 5 giugno 1990, n. 135, la relazione sullo stato di attuazione delle strategie attivate per fronteggiare l'infezione da HIV nell'anno 2004 (Doc. XCVII, n. 5).

 

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12a Commissione permanente.

   

Il Ministro della salute, con lettera in data 1° marzo 2006, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 24, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, la relazione sulle iniziative adottate a livello nazionale e regionale per la chiusura degli ospedali psichiatrici e per l'attuazione del Progetto-obiettivo "Tutela della salute mentale 1994-1996", aggiornata al 31 dicembre 2005 (Doc. CXXVI, n. 5).

 

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12a Commissione permanente.

   

Il Ministro della salute, con lettera in data 28 febbraio 2005, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 30 marzo 2001, n. 125, la relazione sugli interventi realizzati ai sensi della predetta legge in materia di alcool e di problemi alcoolcorrelati, riferita all'anno 2004 (Doc. CC, n. 3).

 

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12a Commissione permanente.

   

Il Ministro delle politiche agricole e forestali, con lettera in data 28 febbraio 2006, ha inviato, ai sensi dell'articolo 59, comma 5, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, la relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni sullo sviluppo dell'agricoltura biologica e di qualità, riferita all'anno 2004 (Doc. CLXXVI, n. 4).

 

Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 9a Commissione permanente.

Garante del contribuente, trasmissione di documenti

Con lettere in data 15, 16, 17 e 22 febbraio 2006, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, sono state inviate le relazioni sull'attività svolta, per l'anno 2005:

 

dal Garante del contribuente per la regione Molise (Doc. LII-bis, n. 60);

dal Garante del contribuente per la regione Valle d'Aosta (Doc. LII-bis, n. 61);

dal Garante del contribuente per la regione Lombardia (Doc. LII-bis, n. 62);

dal Garante del contribuente per la regione Liguria (Doc. LII-bis, n. 63).

 

I predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente.

 

Corte costituzionale, trasmissione di sentenze

La Corte costituzionale, con lettere in data 3 marzo 2006, ha inviato, a norma dell'articolo 30, comma 2, della legge 11 marzo 1953, n. 87, copia delle sentenze n. 80, n. 81 e n. 82 del 22 febbraio 2006, depositate il successivo 3 marzo in cancelleria, con le quali la Corte stessa ha dichiarato l'illegittimità costituzionale:

 

dell'articolo 2, comma 2, della legge della regione Liguria 17 giugno 2003, n. 17 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 9 settembre 1998, n. 31, recante norme in materia di trasporto pubblico locale), dell'articolo 3, comma 1, della legge della regione Veneto 26 novembre 2004, n. 30 (Disposizioni di interpretazione autentica e di modifica in materia di trasporto pubblico locale di cui alla legge regionale 30 ottobre 1998, n. 25 "Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale", e successive modificazioni), dell'articolo 1, comma 11, lettere b) e f), della legge della regione Calabria 29 dicembre 2004, n. 36 (Modifiche alla legge regionale 7 agosto 1999, n. 23, recante "Norme per il trasporto pubblico locale") e dell'articolo 25 della legge della regione Veneto 25 febbraio 2005, n. 8 (Disposizioni di riordino e semplificazione normativa - collegato alla legge finanziaria 2004 in materia edilizia residenziale pubblica, viabilità, mobilità, urbanistica ed edilizia). Il predetto documento (Doc. VII, n. 254) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 8a e alla 10a Commissione permanente;

 

degli articoli 35 e 39 della legge della regione Abruzzo 8 febbraio 205, n. 6 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2005 e pluriennale 2005-2007 - legge finanziaria regionale 2005). Il predetto documento (Doc. VII, n. 255) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 10a Commissione permanente;

 

dell'articolo 4, comma 4, della legge della regione Campania 12 novembre 2004, n. 8 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della regione Campania - legge finanziaria regionale 2004), nella parte in cui prevede che il Sindaco di Napoli provvede secondo le procedure e deroghe di cui all'ordinanza 11 luglio 2001, n. 3142 del Ministro dell'interno. Il predetto documento (Doc. VII, n. 256) è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 13a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di documentazione

La Corte dei conti, con lettera in data 2 marzo 2006, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, la comunicazione concernente il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Italo Guarente.

 

Tale comunicazione sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Consigli regionali, trasmissione di voti

E' pervenuto al Senato un voto del Consiglio regionale dell'Emilia Romagna per far fronte all'emergenza del settore avicolo (n. 142).

 

Tale voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 9a Commissione permanente

Parlamento europeo, trasmissione di documenti

Il Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 16 febbraio 2006, ha inviato il testo di sette risoluzioni, di una posizione e di una decisione, approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata del 16-19 gennaio 2006:

una posizione sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo dell'accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica di Corea, dall'altro, al fine di tener conto dell'adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca all'Unione europea (Doc. XII, n. 566). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulle strategie di prevenzione della tratta di donne e bambini, vulnerabili allo sfruttamento sessuale (Doc. XII, n. 567). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 2a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione speciale in materia di infanzia e di minori e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani;

sui cambiamenti climatici (Doc. XII, n. 568). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 13a e alla 14a Commissione permanente;

una decisione sulla modifica del regolamento del Parlamento europeo per quanto attiene alle norme di comportamento applicabili ai deputati europei (Doc. XII, n. 569). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sull'attuazione della Carta europea per le piccole imprese (Doc. XII, n. 570). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 10a e alla 14a Commissione permanente;

sulla Cecenia dopo le elezioni e sulla società civile in Russia (Doc. XII, n. 571). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

sul periodo di riflessione: struttura, temi e contesto per una valutazione del dibattito sull'Unione europea (Doc. XII, n. 572). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

sul futuro della strategia di Lisbona per quanto riguarda la prospettiva di genere (Doc. XII, n. 573). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 3a, alla 11a e alla 14a Commissione permanente;

su disabilità e sviluppo (Doc. XII, n. 574). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 11a, alla 12a e alla 14a Commissione permanente.

 

 

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 28 febbraio al 6 marzo 2006)

 

 

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 189

 

BUDIN, BORDON: sui lavoratori esposti all'amianto (4-09542) (risp. MARONI, ministro del lavoro e delle politiche sociali)

 

COMPAGNA: sul piano delle attività estrattive in Campania (4-08212) (risp. D'ALI', sottosegretario di Stato per l'interno)

 

FALOMI: sul servizio INPS di medicina fiscale (4-08067) (risp. MARONI, ministro del lavoro e delle politiche sociali)

 

FLORINO: sulla situazione del comune di Portici (4-09217) (risp. D'ALI', sottosegretario di Stato per l'interno)

 

sulla situazione del comune di Melito (4-09725) (risp. D'ALI', sottosegretario di Stato per l'interno)

 

sulla situazione del comune di Sant'Arpino (4-09891) (risp. D'ALI', sottosegretario di Stato per l'interno)

 

LAURO: sui servizi sanitari sull'isola di Ischia (4-09882) (risp. CURSI, sottosegretario di Stato per la salute)

 

MALABARBA: su alcune assunzioni in un istituto alberghiero in Calabria (4-09709) (risp. APREA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca)

 

MARTONE: sulla vicenda di un sindacalista colombiano (4-09941) (risp. BONIVER, sottosegretario di Stato per gli affari esteri)

 

MINARDO: sul fenomeno dell'immigrazione in Sicilia (4-09108) (risp. D'ALIA, sottosegretario di Stato per l'interno)

 

MODICA: sul trasferimento di due insegnanti (4-07154) (risp. APREA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca)

 

VILLONE: sulla criminalità a Napoli (4-10024) (risp. D'ALI', sottosegretario di Stato per l'interno)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

DE PETRIS - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

per iniziativa del Governo è stata inserita nella legge comunitaria 2005 (legge 25 gennaio 2006, n. 29) una disposizione abrogativa dei commi 1 e 2 dell'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, che esentava i fitofarmaci naturali, i prodotti corroboranti e protettivi delle piante utilizzati in agricoltura biologica e biodinamica dalle complesse procedure autorizzative previste per i prodotti agrochimici;

l'entrata in vigore dal 23 febbraio 2006 della suddetta norma abrogativa ha di fatto messo fuorilegge gran parte delle preparazioni naturali utilizzate per la cura delle piante in agricoltura biologica e biodinamica e costretto a sospendere ogni attività delle molte piccole aziende nazionali che producono e commercializzano tali formulati, senza prevedere peraltro alcuna disposizione per l'esaurimento delle scorte;

l'approvazione delle disposizioni in questione ha di fatto bloccato l'adozione di norme specifiche di autorizzazione semplificata per tali formulati naturali, compatibili con la disciplina comunitaria, già previste in bozza e pronte per l'adozione in un provvedimento predisposto d'intesa dai Ministeri della salute e delle politiche agricole, al termine di apposita istruttoria tecnica;

le norme abrogative sopra citate rischiano di provocare gravi difficoltà all'esercizio dell'attività delle aziende agricole biologiche, tenuto conto che l'Italia riveste tutt'ora il primato in Europa per numero di tali aziende e per ettari dedicati a queste modalità di coltivazione,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario disporre l'adozione di norme urgenti rivolte a consentire in via transitoria la commercializzazione dei formulati naturali utilizzati in agricoltura biologica e biodinamica fino all'adozione di norme autorizzative specifiche per questo comparto, tenuto conto dei gravi danni che l'inerzia del Governo potrebbe invece arrecare ad un settore vitale dell'economia agricola nazionale.

(4-10251)

MARTONE - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che:

il giorno 10 febbraio 2006 il quotidiano "Il Sardegna", in un articolo a firma di Enrico Fresu, dal titolo "Mai una denuncia ma associate alle Br", riporta la vicenda di due donne che in un documento della Divisione di Polizia anticrimine della Questura di Cagliari, indirizzato alla magistratura, verrebbero inserite in una lista di pregiudicati appartenenti all'area anarco - insurrezionalista;

nell'articolo citato, si legge che "stare in loro compagnia sarebbe tra le cause che giustificherebbero la sorveglianza speciale da affibbiare ad un ex militante delle Brigate Rosse ora in libertà";

considerato che:

le due donne oggetto dell'articolo di stampa risultano essere un'insegnante di diritto in pensione e una giovane architetto; le due persone risultano impegnate nel sociale e nell'interesse collettivo e frequentano la locale sezione del Social Forum;

in riferimento ai certificati penali delle due donne, risulta all'interrogante che il casellario giudiziale di Cagliari, in data 7 febbraio 2006, abbia attestato che nel competente ufficio locale "nulla" risulta, ossia che nei loro confronti non risultano esserci né precedenti né procedimenti giudiziari,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare affinché venga effettuata, da parte della Divisione di Polizia anticrimine di Cagliari, la cancellazione delle due persone incensurate da eventuali liste di pregiudicati contenute in documenti o atti ufficiali;

come sia stato possibile indicare, da parte della Polizia anticrimine di Cagliari, due cittadine incensurate quali pregiudicate e se tale errore abbia determinato un atteggiamento ingiustificato nei loro confronti.

(4-10252)

MALABARBA - Ai Ministri dell'ambiente e per la tutela del territorio e della difesa - Premesso che alcuni cittadini di Piacenza residenti nelle zone limitrofe all'area della caserma ex Pertite (facente parte del comprensorio del Polo di mantenimento pesante nord di Piacenza) hanno segnalato l'effettuazione, nell'anno 2004, di lavori di scavo e di movimentazione di terreno all'interno dello stesso stabilimento;

valutate anche informazioni provenienti da numerosi cittadini di Piacenza relative al possibile interramento nell'ambito dell'area del Polo di mantenimento di Piacenza di rifiuti;

avuta conferma da cittadini residenti nelle vie adiacenti al comprensorio ex Pertite che l'area interessata dal possibile interramento è stata delimitata con apposita segnaletica e che anche attualmente risultano essere in corso lavori di scavo e movimentazione terra da parte di mezzi e personale dell'esercito,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero la realizzazione, a cura di alcune ditte private, negli anni 2003, 2004 e nei primi mesi del 2005, di lavori di scavo nell'ambito dell'area ex-Pertite;

a quale scopo fossero finalizzati i lavori di scavo suddetti;

se sia stata verificata l'esistenza di un possibile interramento di rifiuti di varia natura, tra cui l'eventuale presenza di rifiuti catalogabili come tossico/nocivi, nell'ambito dei vari scavi realizzati;

se nulla risulti in merito ai locali organi competenti della AUSL e dell'ARPA, di cui si chiede il coinvolgimento al fine di verificare la eventuale presenza di rifiuti abusivamente interrati e l'eventuale pericolosità degli stessi per la salute dei cittadini e dei lavoratori;

se non si ritenga opportuno avviare un'azione ispettiva del Ministero della difesa al fine di accertare quanto sopra e di verificare eventuali responsabilità;

quali siano i progetti di utilizzo della suddetta area ex-Pertite e se su questi progetti si sia avviato un confronto con gli enti locali.

(4-10253)

MARINO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute - Risulta all'interrogante che:

il concorso a cattedre di otorinolaringoiatria, bandito dal Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica nel 1988, già oggetto finora di molteplici interrogazioni parlamentari da parte di varie forze politiche (De Notaris ed altri, Senato, 28/9/1995; Baiamonte ed altri, Camera dei deputati, 17/11/1997; Marino e Pagano, Senato, 28/11/2001; Colasio, Camera dei deputati, 5/11/2002), dovrebbe essere giunto all'epilogo in quanto attualmente la vicenda ha superato tutti i gradi di giudizio; più precisamente:

sentenza: Tribunale penale di Roma n. 4146/1996 del 7/6/1999;

sentenza: Corte di appello penale di Roma n. 1478/2000 del 1°/12/2000;

sentenza: Corte di cassazione penale di Roma n. 1732/2001 del 5/11/2001;

parere - decisione: Consiglio di Stato n. 375/2002 del 20/3/2002 (che - alla richiesta del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica sulla possibilità di mantenere sul posto i "vincitori" del concorso del 1988 in attesa del suo rifacimento - risponde, a pag. 4: "tale assunto non può essere condiviso");

sentenza: Corte di cassazione penale di Roma n. 1324/2003 del 28/3/2003;

ordinanza di annullamento del concorso del 1988: Corte di appello penale di Roma dell'8/10/2004;

sentenza: TAR della Campania n. 15722/2005 del 7/7/2005 che conferma l'annullamento del concorso del 1988, per quanto riguarda la decadenza dal ruolo del prof. Gaetano Motta, con effetto immediato "accogliendo il ricorso e, per l'effetto, dichiarando l'obbligo delle intimate amministrazioni, secondo le rispettive competenze, di provvedere sull'atto di diffida e messa in mora notificato in data 26/3/2005";

sentenza: Corte di cassazione penale di Roma del 30/11/2005 (sul ricorso n. 23708/2005) che conferma l'annullamento degli atti del concorso del 1988 stabilito dall'ordinanza della Corte penale di appello di Roma dell'8/10/2004;

Consiglio di Stato (Sezione VII), n. 10635/2005, in data 7/2/2006, che nega la "sospensiva" della sentenza del TAR della Campania e, quindi, obbliga il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica ad "annullare" immediatamente il concorso a cattedre di otorinolaringoiatria del 1988;

in particolare il Tribunale penale di Roma, la Corte di appello penale di Roma e la Corte di cassazione penale hanno emesso condanne, per il concorso a cattedre di otorinolaringoiatria del 1988, per reati penali (che vanno, seppur con responsabilità differenziate fra i vari condannati, dall'abuso d'ufficio al falso ideologico, ecc.), con conseguente annullamento amministrativo del concorso da parte del Consiglio di Stato, decisione n. 375 del 20/3/2002, del TAR della Campania e, recentemente, ancora del Consiglio di Stato;

tale sconcertante vicenda occupa ormai da diversi anni le cronache di importanti quotidiani e periodici italiani ("Il Corriere della Sera", "La Repubblica", "Il Messaggero", "Il Mattino", "Il Resto del Carlino", "La Stampa", "Il Tempo", "L'Indipendente", "Roma", "Il Giornale di Napoli", "Telegiornale", "Panorama", "L'Espresso", ecc.), con risalto anche su autorevoli testate internazionali ("Times", "Science", "Nature", ecc.), su "Cassazione Penale" (vol. 42, n. 495, pagg. 1645-1653, maggio 2002), su "Università Oggi" (n. 35 del 18/09/2002, n. 37 del 13/03/2003, n. 38 del 24/06/2003, n. 39 del 10/10/2003, n. 44 del 25/10/2004, n. 45 del 12/01/2005, n. 46 del 14/07/2005, n. 47 del 21/10/2005, n. 48 del 14/11/2005), organo ufficiale del Sindacato C.I.P.U.R. (Coordinamento intersedi professori universitari di ruolo), nonché su alcuni libri di larga diffusione: Felice Froio ("Le mani sull'Università" per gli Editori Riuniti, 1996), Riccardo Chiaberge ("Cervelli d'Italia" per la Sperling & Kupfer Editori, 1996), Goffredo Locatelli e Daniele Martini ("Tengo famiglia" per Longanesi Editrice, 1997) e Cosimo Loré ("Medicina, Diritto e Comunicazione" per Giuffrè Editore, 2005),

si chiede di sapere:

perché sinora le precedenti interrogazioni siano rimaste prive di risposta e di provvedimenti consequenziali da parte dei Ministri ai quali erano state rivolte;

quali siano stati i motivi che hanno indotto il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica a non costituirsi parte civile nei processi penali svoltisi ed a non applicare successivamente il disposto dei giudicati intervenuti;

quali iniziative si intendano adottare per l'attuazione finalmente delle citate sentenze penali ed amministrative, in osservanza della decisione del Consiglio di Stato nonché delle altre citate sentenze della Corte di cassazione penale;

quali iniziative si intendano inoltre intraprendere per accertare i motivi che hanno indotto le autorità accademiche a non prendere provvedimenti nei confronti di coloro che sono stati condannati con sentenze passate in giudicato.

(4-10254)

MALABARBA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali - Premesso come la Federazione Italiana Giuoco Calcio sopravviva con il contributo del Coni e quindi del cittadino- contribuente;

atteso come il vice Presidente Vicario della F.I.G.C., supervisore in particolare della parte amministrativa della Federazione stessa, avrebbe ricevuto una segnalazione con la quale lo si informava che alcuni dipendenti, in posizioni strategiche e con responsabilità particolari avrebbero percepito, oltre lo stipendio, dei bonifici mensili che si aggiravano dai 3 ai 6.000 euro;

rilevato come, dopo un controllo incrociato, effettuato tramite la BNL, lo stesso vice Presidente Vicario, per quanto consta all'interrogante, avrebbe appurato la veridicità della segnalazione, trovandosi di fronte a bonifici senza pezze giustificative e sui quali non sarebbero state neppure calcolate né le ritenute di legge, né le trattenute previdenziali;

preso atto come tali bonifici sarebbero stati anche effettuati a persone che ricoprono incarichi istituzionali e che, fra l'elenco dei beneficiari, risulterebbe anche una signora che fu a suo tempo improvvisamente allontanata dagli uffici della Can e sulla quale gravavano sospetti che la stessa potesse aver dato direttive agli arbitri dopo il sorteggio;

rilevato infine come in una riunione tempestosa, convocata di venerdì sera alle ore 18,30, dopo accese discussioni, sarebbe stato allontanato il responsabile amministrativo, senza approfondire ulteriori e più gravi responsabilità su chi avrebbe impartito queste direttive,

si chiede di conoscere:

se i fatti sopra descritti corrispondano a realtà;

a quale titolo sarebbero stati effettuati tali bonifici;

quali provvedimenti si intendano adottare, nel diritto-dovere di vigilanza, qualora emergessero precise responsabilità a carico di dirigenti della predetta Federazione.

(4-10255)

IOVENE - Ai Ministri della giustizia, dell'ambiente e per la tutela del territorio e dell'interno - Premesso:

che nel 1998 un'inchiesta giudiziaria denominata "Artemide" e condotta dal dott. De Magistris della Procura della Repubblica di Catanzaro ha coinvolto la Regione e l'ufficio del Commissario per l'emergenza ambientale;

che, a seguito dell'inchiesta, gli inquirenti avrebbero accertato che nella Piana di Sibari sono stati smaltiti in modo illegale svariate tonnellate di ferriti di zinco, sostanza fortemente inquinante e nociva per la salute dei cittadini e devastante per l'economia della zona a forte vocazione agricola;

che l'Azienda sanitaria locale di Rossano (Cosenza) ha accertato un notevole aumento delle patologie tumorali negli ultimi anni in quel territorio;

che nel processo, ancora in corso di svolgimento, si sono costituiti parte civile sia associazioni ambientaliste locali che diversi enti della zona come ad esempio l'Ente Parco nazionale del Pollino, il Comune di Cassano Ionio, la Provincia di Cosenza e molti altri;

che l'operazione "Artemide" ha accertato che lo smaltimento illegale delle ferriti di zinco è avvenuto principalmente nel territorio del Comune di Cerchiara di Calabria, dove sarebbero state interrate diverse tonnellate di materiale ritenuto altamente inquinante e che ha destato forte preoccupazione negli esperti circa la salubrità di quei terreni dove insiste una forte agricoltura, ha portato all'arresto di numerose persone;

che il processo per disastro ambientale in corso presso il Tribunale di Castrovillari (Cosenza) rischia di essere prescritto per decorrenza dei termini;

considerato:

che in una Regione come la Calabria la magistratura è chiamata a svolgere un ruolo delicato ed importante;

che delle ferriti di zinco, della sibaritide, come di altre sostanze nocive, e di siti inquinati si è occupato il Parlamento discutendo e approvando un provvedimento per la bonifica dei siti inquinati;

che il dato preoccupante delle ferriti di zinco non è solo il quantitativo accertato nel sottosuolo ma sopratutto l'enorme quantità di sostanza nociva illegalmente smaltita e ancora non trovata così come risulta dalle carte degli inquirenti che parlerebbero di migliaia di quintali di sostanza;

che in Calabria negli ultimi anni si sono svolte numerose inchieste legate allo smaltimento illegale dei rifiuti e sulla depurazione delle acque;

che sulla vicenda depurazione è in corso una indagine della Magistratura di Catanzaro che ha portato all'emissione di alcuni avvisi di garanzia e sulla quale lo scrivente ha presentato diversi atti di sindacato ispettivo;

che negli anni scorsi in occasione della presentazione della seconda relazione della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Calabria sull'inquinamento delle coste e la gestione degli impianti di depurazione nei comuni costieri della fascia tirrenica compresa tra le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza sono emersi numerosi punti di criticità tra cui: alte percentuali di inquinamento organico, derivante da residui e scarichi fognari non depurati e carenze informative sui possibili rischi per la balneazione; assenza di attività di repressione amministrativa delle cause di inquinamento; insufficienza complessiva della politica del Commissario per l'emergenza ambientale; utilizzo non condivisibile di procedure d'urgenza e deroga in materia di appalti e gare comunitarie;

che detta relazione della Corte dei Conti ha espresso un giudizio negativo su inquinamento e gestione dei depuratori e sull'operato dell'ufficio del Commissario per l'emergenza ambientale di allora;

che anche al fine di evitare condizionamenti sull'andamento di indagini in corso è bene ricordare che il dott. De Magistris è titolare dell'inchiesta relativa alla gestione commissariale dell'emergenza rifiuti nella Regione Calabria che ha visto coinvolti diversi esponenti politici,

si chiede di sapere:

quali iniziative concrete ed immediate i Ministri in indirizzo intendano adottare per evitare che il processo penale per disastro ambientale vada prescritto per decorrenza dei termini;

se non si ritenga indispensabile assicurare alla Procura di Catanzaro, evitando interferenze di qualunque genere, le condizioni migliori per il più rapido e sollecito accertamento della verità attraverso la conclusione dell'inchiesta in corso.

(4-10256)

FORCIERI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso:

che in data 25 ottobre 2004, a Parigi, il Ministro della difesa, on. Antonio Martino, ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con il Ministro della difesa francese, signora Michèle Alliot-Marie, per l'avvio della fase di sviluppo e produzione del programma FREMM per la costruzione delle nuove fregate multimissione, essendosi conclusa con esito positivo la fase dello studio di fattibilità, avviata nel 2002;

che il progetto FREMM rappresenta, come recita testualmente un comunicato stampa dello stesso Ministero della difesa in data 24 ottobre 2004, "il più importante programma di costruzioni navali mai realizzato in Europa nel contesto di una cooperazione internazionale" e che esso "prevede la realizzazione di una nuova linea di fregate multimissione - 27 unità, di cui 10 per la Marina militare italiana - caratterizzate da elevata flessibilità di impiego e con capacità di operare in tutte le situazioni tattiche";

che le nuove unità navali sono, sempre secondo il citato comunicato ufficiale del Ministero, "l'espressione di un progetto di grande valore strategico, operativo e tecnico a livello europeo, che assicurerà altresì il mantenimento e lo sviluppo delle già eccellenti capacità delle industrie italiane e francesi del settore"

che il programma FREMM si inserisce dunque a pieno titolo nel quadro degli impegni sottoscritti dall'Italia e dal Governo in ambito Unione europea e Nato (Helsinki Headline Goals, Berlin Plus, Prague Capabilities Committments) per lo sviluppo di capacità di difesa congiunte ed interoperabili con i nostri alleati;

che le unità navali destinate alla Marina italiana dovranno sostituire le fregate della classe Lupo e Maestrale, con la caratteristica di richiedere equipaggi meno numerosi e di poter essere impiegate in funzioni multiruolo, con riduzione dei costi, grande flessibilità e capacità di impiego in tutte le situazioni di difesa e di pattugliamento;

che a distanza ormai di numerosi anni dal varo del programma FREMM, il programma stesso, da parte italiana ha avuto luogo un difficile e tormentato iter legislativo per il finanziamento;

che il finanziamento per l'avvio del programma fu inserito - in una prima fase e su iniziativa dell'opposizione - nell'iter parlamentare di conversione del decreto-legge sulla competitività, che avrebbe dovuto sostenere, nel 2005, la ripresa dell'economia nazionale;

che tale finanziamento fu poi dal Governo parzialmente soppresso nella prima stesura della legge finanziaria del 2006 e che, dopo una dura battaglia parlamentare da parte dell'opposizione e a seguito di numerose iniziative politiche e sindacali, nella finanziaria del 2006 venne poi nuovamente inserito il finanziamento per l'avvio del programma, comprendente gli oneri relativi alle spese di progettazione e alla realizzazione delle prime due unità navali;

che in conseguenza di quanto sopra il finanziamento del programma FREMM è attualmente previsto dalla vigente legge finanziaria per il 2006;

considerato:

che il programma viene ritenuto fondamentale per l'ammodernamento delle due Marine e addirittura vitale per l'industria cantieristica italiana e francese;

che le unità navali previste dal programma FREMM sono caratterizzate da un altissimo contenuto tecnologico, con ricadute positive non soltanto per l'industria cantieristica italiana, ma anche per lo sviluppo dei sistemi elettronici, radaristici, di comunicazione, dell'armamento, della motoristica e con un forte potenziale di ricaduta anche sull'industria civile, e non solo militare, e che gli ordinativi daranno luogo ad una produzione di eccellenza garantendo stabilità e continuità occupazionale per un rilevante numero di addetti e per un significativo periodo di tempo;

che un così avanzato investimento tecnologico potrà aprire ampi spazi all'esportazione per tutti i comparti produttivi interessati accrescendo la competitività del paese sui mercati internazionali;

che i Ministeri della difesa e delle attività produttive hanno ultimato tutto l'iter amministrativo previsto mentre giunge notizia che permangono tuttora difficoltà per quanto concerne l'iter finanziario;

che in particolare, a quanto si apprende informalmente, presso il Ministero del tesoro vi sarebbero dubbi sull'effettiva quota di spesa che dovrebbe essere imputata all'esercizio finanziario 2006 relativamente al programma FREMM;

che starebbe prendendo consistenza una interpretazione in virtù della quale potrebbe gravare sull'esercizio finanziario 2006 l'intero ammontare del debito del programma FREMM, e non invece la sua quota annuale, come il Governo riteneva allorché formalizzò l'emendamento alla finanziaria che recepiva il finanziamento del programma stesso;

che tale interpretazione metterebbe in discussione la possibilità di impegnare le somme già stanziate e quindi il concreto avvio del programma FREMM,

l'interrogante chiede di sapere:

se tale ipotesi corrisponda a verità;

come sia possibile, ove ciò corrispondesse al vero, che a distanza di solo poche settimane dall'approvazione della legge finanziaria il tesoro assuma orientamenti in contrasto con posizioni assunte dal Governo ai massimi livelli di responsabilità politica e finanziaria, e altresì in contrasto con la volontà del legislatore, che si è inequivocabilmente espresso a favore del finanziamento del programma;

se il Presidente del Consiglio abbia considerato le conseguenze che si verificherebbero qualora il programma FREMM non potesse essere concretamente avviato, con l'inevitabile conseguente ritiro dell'Italia dal programma stesso, mentre la Francia procederebbe in autonomia;

se egli abbia considerato che ciò avrebbe effetti devastanti sul piano dell'affidabilità internazionale del nostro paese nei confronti dei paesi alleati e partner, e che rappresenterebbe il secondo clamoroso dietro-front dopo l'uscita dal programma A400M, con conseguente isolamento e perdita di competitività e di quote di mercato anche nel settore navale;

che effetti non meno devastanti tale situazione avrebbe sul presente e sul futuro dell'industria cantieristica e della difesa italiana;

che il ritiro dal programma porrebbe una seria ipoteca sul futuro di moltissimi lavoratori della cantieristica navale e dell'industria dell'alta tecnologia, oltretutto fortemente concentrati nel territorio ligure, con il rischio, tutt'altro che teorico, di una crisi economica ed occupazionale che penalizzerebbe tutte le componenti del tessuto lavorativo della regione, indotto incluso;

si chiede infine di sapere se il Presidente del Consiglio sia consapevole, in assenza di validi rimedi, che la dotazione delle nuove fregate multiruolo Fremm è indispensabile per mettere le Forze Armate italiane in condizione di svolgere, oltre ai compiti di istituto, delicati compiti in materia di lotta al terrorismo nel Mediterraneo e di adempiere gli impegni conseguenti alla nostra partecipazione a numerose missioni internazionali di pace e, quindi, quali iniziative egli intenda assumere per scongiurare che una tale situazione possa verificarsi.

(4-10257)

FALOMI - Ai Ministri dell'ambiente e per la tutela del territorio e delle attività produttive - Premesso che:

con provvedimento n. 6102 del 7 ottobre 2002, il Ministero dell'ambiente e per la tutela del territorio ha dato parere favorevole in merito al pronunciamento di compatibilità ambientale del progetto denominato «Elettrodotto a 380 KV in doppia e semplice terna, Laino-Feroleto-Rizziconi ed opere accessorie», di proprietà della TERNA S.p.a.;

nel Piano energetico regionale, di recente adottato dalla Regione Calabria, è detto a chiare lettere che l'elettrodotto Laino-Rizziconi è indispensabile esclusivamente al trasporto fuori dalla Calabria dell'energia che dovrà essere prodotta dalle centrali termoelettriche di grande potenza e di nuova costruzione, comprese quelle di cui all'accordo di programma sottoscritto tra Regione e Sondel. Nello stesso Piano energetico si afferma che la costruzione delle citate centrali renderà insufficiente anche l'elettrodotto Laino-Rizziconi;

la Calabria attualmente esporta il 26 per cento dell'energia elettrica prodotta, per cui non ha bisogno di altre centrali né di elettrodotti di trasmissione;

l'elettrodotto di cui sopra è stato realizzato e non è ancora entrato in funzione al pieno delle sue capacità;

nei mesi passati e, in ultimo, il 24 febbraio 2006 si sono tenute importanti e partecipate manifestazioni delle comunità locali, cui hanno preso parte numerosi rappresentanti delle stesse istituzioni locali contro la presenza e la piena attivazione dell'elettrodotto Laino-Feroleto-Rizziconi;

numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato l'emergere di gravi patologie per le popolazioni che vivono a ridosso degli elettrodotti ad alta tensione;

considerato che:

al fine di limitare l'impatto sulla salute delle persone residenti in prossimità dell'elettrodotto sarebbe necessario procedere all'interramento dei tratti interessati;

nei comuni di Montalto e San Fili (Cosenza) la situazione appare particolarmente grave per la vicinanza dell'elettrodotto a nuclei abitati e l'interramento appare come l'unica soluzione praticabile,

si chiede di sapere:

in che modo i Ministri in indirizzo intendano procedere per la tutela della salute delle popolazioni residenti in prossimità dell'elettrodotto, in particolare se ritengano opportuno procedere, di concerto con la proprietà dell'elettrodotto stesso, alla stesura di un piano per la realizzazione di tratti interrati alfine di diminuire i rischi sulla salute.

(4-10258)

DI GIROLAMO - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

è stata istituita la Commissione nazionale che, secondo quanto previsto da alcune disposizioni del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, convertito dalla legge 21 febbraio 2006, n. 49, deve stabilire le quantità massime delle sostanze stupefacenti o psicotrope che appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale;

tale Commissione risulta composta da 11 membri, di cui tre Direttori generali del Ministero della salute ed altri otto con qualifica di esperti;

alcuni degli esperti nominati sono fortemente connotati politicamente, quali Andrea Fontana, dirigente del Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio ed ex dirigente del Fuan, Nicola Carlesi, ex deputato di AN, Luisa Regimenti, medico legale e responsabile di AN nel Lazio per le politiche femminili, mentre altri appartengono unicamente alla categoria degli specialisti in tossicologia forense o medicina legale, quali Roberto Gagliano Candela, Presidente della Società italiana di tossicologia forense, Marcello Chiarotti, medico legale e docente alla Cattolica, Franco Lodi, docente di tossicologia alla Università di Milano e Santo Davide Ferrara, docente alla Università di Padova;

fra gli esperti risultano totalmente assenti sia altri profili professionali quali esperti farmacologi, clinici, giuristi, sia rappresentanti dei Servizi pubblici (SERT), degli operatori della tossicodipendenza, delle Comunità di accoglienza, del Terzo settore e delle forze dell'ordine;

la Commissione, pertanto, appare politicamente connotata in senso organico al Governo attualmente in carica ed in particolare ad uno specifico partito politico;

questa articolazione della Commissione appare essere funzionale a sostenere un orientamento fortemente restrittivo in merito alla definizione delle quantità ammesse per uso personale,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga necessario rivedere la composizione della suddetta Commissione nazionale, abolendo totalmente la rappresentanza politica e garantendo al contempo la presenza delle diverse competenze che intervengono in questo delicato settore.

(4-10259)

FLORINO - Al Ministro dell'interno - Premesso:

che in data 04/03/2006, alle ore 21,20, l'interrogante, intento a discutere con alcuni amici nella sede di AN sita in via Foria 169 di Napoli, veniva sorpreso dall'irruzione di un commando di tre persone, una delle quali armata, sopraggiunte all'interno del cortile del palazzo con due ciclomotori 150cc;

che le stesse persone non si sono qualificate; per le frasi da loro proferite, si evidenziava un atteggiamento non consono a quello criminale; infatti, né soldi né oggetti sono stati prelevati; dopo aver chiesto insistentemente se l'interrogante e i suoi amici fossero armati, procedevano ad una sommaria perquisizione fisica;

che, dopo alcuni minuti, sono andati via come erano arrivati, a bordo degli stessi ciclomotori lasciati incustoditi nel cortile suddetto;

che l'interrogante si chiede quali conseguenze sarebbero scaturite dal blitz in questione ove mai uno dei presenti, munito di pistola, avesse reagito;

che l'anomalo blitz potrebbe collegarsi all'azione intrapresa dall'interrogante contro corpi deviati delle Istituzioni;

che tale intimidazione potrebbe anche sfociare in provocazione e/o in una serie di false montature,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda disporre ad horas le indagini dovute presso il Comando dei Carabinieri, di Polizia, della Guardia di finanza e di qualunque altro organo.

(4-10260)

  

Errata corrige

 

Nel Resoconto sommario e stenografico della 963a seduta pubblica del 1° marzo 2006, a pagina 60, sotto il titolo "Governo, trasmissione di atti e documenti", alla quinta riga del primo capoverso, sostituire le parole: "Doc. CCI, n. 25" con le seguenti: "Doc. CCI, n. 15".