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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 963 del 01/03/2006


Deliberazione per la costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere in un conflitto di attribuzione sollevato dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma (ore 11,46)

 

Approvazione delle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari

PRESIDENTE. Con ricorso del 25 maggio 2005, il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione alla deliberazione adottata nella seduta del 30 giugno 2004 - per il procedimento civile avente il medesimo oggetto e che, come risulta dagli atti, il Senato ha ritenuto applicabile anche alla fattispecie presente - con la quale l'Assemblea ha dichiarato che il fatto oggetto del procedimento penale pendente nei confronti del senatore Roberto Castelli concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricade pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

Il ricorso è stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale con ordinanza 23 gennaio 2006, n. 24, depositata in cancelleria il successivo 27 gennaio.

Nella seduta odierna, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha concluso a maggioranza nel senso che il Senato debba costituirsi in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel conflitto.

Se l'Assemblea converrà con le conclusioni cui è pervenuta la Giunta, la Presidenza si intenderà autorizzata a dare mandato per la difesa del Senato a uno o più avvocati del libero Foro.

Poiché nessuno domanda di intervenire, metto ai voti le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari relative alla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel conflitto di attribuzione sollevato dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Roma.

Sono approvate.

 

La Presidenza si intende pertanto autorizzata a dare mandato per la difesa del Senato a uno o più avvocati del libero Foro.