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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 963 del 01/03/2006


DE PETRIS (Verdi-Un). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, mi è d'obbligo precisare alcune questioni con riferimento a quanto testé detto dal senatore Malan.

Innanzitutto, senatore Malan, lei sa perfettamente che è certamente possibile che qualcuno sia stato iscritto tra i Verdi senza per questo, come lei afferma, essere stato tra i fondatori di tale formazione politica. Inoltre, lei sa perfettamente anche che in rapporto al simbolo sono stati presentati vari ricorsi proprio per palese violazione con quanto è indicato nella legge elettorale. Lo sa perfettamente perché, se vi fosse stata la volontà di arrivare ad un chiarimento definitivo, non vi sarebbe stato evidentemente alcun ostacolo ad accogliere l'ordine del giorno in questione.

Con molta chiarezza voglio anche dire - e mi dispiace che in questo momento non sia presente il sottosegretario D'Alì, che pure questa mattina era in Aula - che è grave che il Viminale, considerato che il nostro simbolo è praticamente, come al solito, identico, abbia potuto accettare un simbolo palesemente strumentale per rubare voti ad un'altra forza politica.

Lei sa perfettamente che i Verdi Verdi non esistono praticamente da nessuna parte; vorrei vedere che cosa avrebbe fatto il Viminale se qualcuno avesse presentato un simbolo "Forza Italia Forza Italia". È chiaro che non si può autorizzare un atteggiamento parassitario, perché ‑ lo dico con chiarezza ‑ questa è una violazione delle regole del gioco; e il Viminale evidentemente ne è parte! Inviterei il senatore Malan a leggersi le motivazioni per cui è stato, per esempio, ricusato il simbolo di Craxi, dicendo che c'era un gambetto del garofano che assomigliava a quello di De Michelis; nel nostro caso si tratta praticamente di tutto il simbolo.

L'episodio da questo punto di vista è molto grave, perché questo è un modo per turbare l'ordine delle elezioni, ed è gravissimo che il Ministero dell'interno non si sia attenuto scrupolosamente al rispetto della legge. Ne abbiamo discusso a lungo; su questo argomento è intervenuto in 1a Commissione addirittura il presidente Pastore. Il dibattito che c'è stato sia in Aula che in Commissione credo abbia fornito una chiara interpretazione della legge.

Vi è stata, pertanto, una violazione per cercare ancora una volta di imbrogliare gli elettori. Questo credo sia, a mio avviso, un comportamento gravissimo da parte del Viminale, che stigmatizzo fortemente. Non è la prima volta che ciò accade; vorrei ricordare che, in occasione delle elezioni regionali, il Viminale ha tentato, fino all'ultimo, di non far riunire la commissione per evitare di accertare che le firme della lista dei Verdi Verdi erano false e apposte con l'imbroglio. Questa è la situazione in cui ci troviamo; pensavamo che questa volta, dopo quanto era accaduto sulla legge elettorale, ci si attenesse almeno al rispetto della normativa.

Faremo valere le nostre ragioni non solo in sede giurisdizionale, com'è normale e giusto; credo che sia davvero un problema di denuncia politica, perché qui si stanno falsando le regole del gioco per tentare disperatamente, da parte della Casa delle libertà, di strappare qualche altra piccola e infima percentuale, con l'inganno deliberato degli elettori!

Quindi, non si venga dire che si sta parlando di una forza politica che non esiste, l'avete voi stessi in qualche modo legittimata. Questa è la realtà, senatore Malan, e in questa vicenda, purtroppo, il Viminale non è super partes, ma è parte della competizione elettorale. Questo è gravissimo e lo denunceremo in tutte le sedi e in tutte le forme! (Applausi dal Gruppo Verdi-Un e del senatore Petrini).