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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 963 del 01/03/2006


DE PETRIS (Verdi-Un). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DE PETRIS (Verdi-Un). Signor Presidente, i ragionamenti che sono stati posti all'attenzione dell'Aula, anche se purtroppo non da parte del Governo perché solo questa mattina - a differenza di ieri quando non si era in Aula alcun rappresentante del Ministero delle politiche agricole - è presente il Ministro, sono esattamente gli stessi che ha ripreso adesso il collega Morando.

Siamo, molto preoccupati - e quindi non è mia intenzione fare un intervento come se fossi in campagna elettorale, come invece ha fatto il senatore Bongiorno nel replicare alle nostre osservazioni - del precedente che è stato inserito, considerato che il concordato previdenziale previsto è subordinato alla verifica del suo impatto sui conti pubblici italiani da parte di Eurostat.

È la prima volta che in un atto legislativo compare questo. Da una parte si strilla sempre verso l'Europa, dall'altra per legge ‑ fatto gravissimo ‑ si dice che siamo praticamente sotto tutela.

Ma davvero in questo modo pensate ‑ per questo abbiamo definito questa norma una sorta di manifesto elettorale, lo dico anche al Ministro ‑ di andare dai nostri agricoltori a dire che il Governo si è impegnato? Vorrei peraltro ricordare che il decreto, così com'è uscito dal Governo, rinviava tutta questa materia al marzo 2006. È stato il lavoro svolto in Commissione e in Aula che ha posto nuovamente il problema del concordato previdenziale e che ha posto il problema del ripristino dell'indennità di disoccupazione, che non compariva all'inizio. Ma è evidente che voi pensate davvero di andare dagli agricoltori a dire che intanto avete fatto una norma per il concordato, poi quando l'Europa ‑ perché già gli indicate la strada‑ vi dirà di no, allora sarà colpa dell'Europa. Credo che questo non sia un modo serio - lo dico al ministro Alemanno ‑ di affrontare queste questioni.

Su questo decreto abbiamo offerto la nostra collaborazione‑ lo voglio ribadire in questa sede‑ e abbiamo contribuito ad inserire durante la discussione in Aula degli emendamenti migliorativi. Sappiamo quanto il settore avicolo, così fortemente in crisi, ha bisogno di questi interventi, che ‑ ribadisco ‑ sono assolutamente insufficienti. Però vi dico con estrema franchezza che anche sulla questione del settore avicolo vi è lo stesso atteggiamento nei confronti dell'Europa. Voi non siete in grado di contrattare prima (cosa che bisognerebbe fare) e vi precipitate, come hanno fatto Alemanno e Storace, solo al culmine della crisi; quando poi sul decreto sull'influenza aviaria era stata già bocciata la parte sugli aiuti, non si era mosso niente. Quindi praticamente il settore è rimasto scoperto, lasciato a se stesso a consumare la crisi. È evidente che oggi si interviene, a seguito della grande richiesta che c'è stata da parte di tutti, alla fine quasi del gioco.

Per quanto ci riguarda - torno a ripeterlo - pensiamo che per esempio le norme contenute nella parte degli aiuti al settore aviario siano ancora carenti, perché sono indirizzate solo al ritiro del prodotto invenduto e alla riduzione della produzione degli allevamenti industriali, mentre non vi sono indirizzi efficaci circa la riqualificazione dell'attività sul fronte della qualità, della tracciabilità, del benessere animale. Soprattutto ‑ lo dico al Ministro ‑ non vi è alcuna norma che permetta di fronteggiare la gravissima situazione degli allevamenti rurali e biologici, che sono in questo momento i più colpiti dalla crisi. Quindi si rischia ancora una volta che non andrà nulla agli agricoltori e andrà molto agli industriali.

Sul settore saccarifero ripeto in questa sede i dati: lei, ministro Alemanno, è venuto a sbandierarci una grande vittoria, la riduzione immediata del 50 per cento, ma sa perfettamente che nel resto d'Europa le riduzioni sono state di gran lunga inferiori. C'è una situazione a rischio. Anche qui ci siamo permessi di dare il nostro contributo per migliorare; certamente le responsabilità ce le siamo assunte e ce le assumeremo, però la nostra insoddisfazione su questo decreto è profonda.

Nonostante questo, proprio per dare risposta a crisi gravi, come quella del settore avicolo e quella del concordato e dell'indennità di disoccupazione, e nonostante il grave vulnus inserito nel testo legislativo, per cui si deve andare da Eurostat per il concordato previdenziale (qualcosa che voi pensate di usare in campagna elettorale, ma credo che gli agricoltori capiranno bene come sono andate le cose), noi confermiamo il nostro voto di astensione, perché siamo delle persone assolutamente responsabili e crediamo di avere dato un contributo su questo provvedimento. Tuttavia, signor Ministro, rimangono davanti a noi i problemi che prima ho elencato e spero davvero che questo precedente così grave ‑ l'aver dichiarato nel provvedimento che noi siamo praticamente sotto tutela ‑ possa trovare una soluzione vera. Non conviene a nessuno farne un uso elettorale e ingannare gli agricoltori.