Discussione del documento:
(Doc. IV, n. 10) Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 313 del codice penale, nei confronti dei signori Antonio Santacroce e Andrea Leanza (ore 13,06)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Documento: «Domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 313 del codice penale, nei confronti dei signori Antonio Santacroce e Andrea Leanza, per il reato di cui all'articolo 290 del codice penale (vilipendio delle Assemblee legislative)».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata già stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, all'unanimità, di proporre all'Assemblea il diniego dell'autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 313 del codice penale, nei confronti dei signori Antonio Santacroce e Andrea Leanza.
Chiedo al relatore, senatore Crema, se intende intervenire.
CREMA, relatore. Signor Presidente, vorrei intervenire brevemente per ricordare all'Assemblea non solo che la Giunta ha votato all'unanimità, ma anche che quanto è oggetto di confronto e discussione è una miserevole vignetta, che è, sì, in qualche maniera, offensiva del Parlamento repubblicano, ma che, più che altro, dovrebbe essere perseguita per altri reati, essendo una tipica forma di reato di opinione.
Vorrei ricordare all'Assemblea che il Parlamento repubblicano recentemente ha approvato una norma, che è legge della Repubblica, che di fatto depenalizza questi reati per cui si prevedeva come pena il carcere, sostituendo tale pena con un'ammenda da 1.000 a 5.000 euro. Credo che il Senato abbia, autorevolmente, da occuparsi di altro, anche in conformità ai precedenti verificatisi nelle ultime legislature, per i quali ha sempre negato questa forma di autorizzazione. Da un lato, quindi, ci sono ben altre maniere, anche per l'autorità giudiziaria, di agire e reprimere questa sconcezza, e, dall'altro, c'è una consolidata giurisprudenza del Senato della Repubblica in materia.
Signor Presidente, riservandomi eventualmente in replica di chiarire alcuni punti, propongo all'Assemblea il diniego dell'autorizzazione a procedere nei confronti dei due personaggi citati.
PRESIDENTE. Il sottosegretario D'Alì ha chiesto la parola per un chiarimento. Ricordo, infatti, che non compete al Governo intervenire su queste valutazioni.
Pertanto, ha facoltà di intervenire.
D'ALI', sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, chiedo scusa per l'intervento, che so non competere assolutamente al Governo riguardo alla materia in esame. Per quanto concerne il merito della vicenda, esprimerò poi la mia opinione in quanto componente di questa Camera, opinione peraltro in linea con quella dell'onorevole presidente Crema.
Volevo intervenire solo per ringraziare il relatore di avere richiamato nella sua relazione l'assoluta non riconducibilità al Dipartimento della pubblica sicurezza, e quindi al Ministero che mi onoro di rappresentare, di questo periodico, che esce con titoli assolutamente non riconducibili all'attività del Ministero, né tantomeno a quella di associazioni sindacali accreditate presso lo stesso Ministero.
Pertanto, ringrazio ancora il relatore per avere inserito questa precisazione nella relazione e la ribadisco, ove mai nei colleghi si potesse ingenerare confusione riguardo alla riconducibilità di attività del Dipartimento della pubblica sicurezza a questo periodico.
MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, nei confronti dei signori Antonio Santacroce e Andrea Leanza si procedeva per il reato di cui all'articolo 290 del codice penale, vilipendio delle Assemblee legislative. Essi erano indagati perché nel numero di aprile del periodico da loro diretto e che purtroppo - mi rifaccio a quanto diceva il sottosegretario D'Alì - si chiama "Polizia di Stato" veniva pubblicata la fotografia di un parziale nudo femminile con frecce indicanti parti del corpo; vicino al seno c'era la scritta Senato. Questo, grosso modo e al di là della sostanza dell'articolo, costituisce il vilipendio delle Assemblee legislative indicato.
Sequestrato il periodico a Formia, ne era poi trasmessa una copia al Senato perché, ai sensi dell'articolo 135, comma 6, del nostro Regolamento, si prevede la possibilità che la Giunta incarichi uno o più dei suoi componenti di un preventivo esame, comune con i rappresentanti della competente Giunta della Camera dei deputati, al fine di verificare l'eventuale possibilità di concedere l'autorizzazione a procedere.
Trattandosi di un reato di opinione, come bene diceva il collega Crema, nelle ultime legislature si è creata una giurisprudenza ormai pacifica che nega ogni autorizzazione a procedere in questo senso. Anche noi, Presidente, abbiamo ritenuto all'unanimità di uniformarci a tale giurisprudenza anche perché, nel frattempo, questa Assemblea ha approvato in via definitiva l'Atto Senato n. 3538.
Questo, introducendo modifiche al codice di procedura penale in materia di reati di opinione, ha anche modificato la previsione dell'articolo 290 del codice penale, trasformando la pena originariamente prevista, reclusione da sei mesi a tre anni, in una multa da 1.000 a 5.000 euro.
Per tale ragione, si tratta di una vicenda sulla quale probabilmente è giusto fermare il nostro esame ed attenerci alla valutazione fatta dalla Giunta. Chiaramente, la valutazione generale ricavata è stata antipatica perché quella rivista usa un titolo, "Polizia di Stato", che nel lettore sprovveduto e disattento induce a pensare ad una riconducibilità alla Polizia di Stato, che merita sicuramente ben altri titoli ed indicazioni.
Da questo punto di vista, è chiaro che il Sottosegretario D'Alì, della cui precisazione abbiamo preso atto, possa valutare anche l'ipotesi di procedere per un ristoro dei danni e per una inibizione nei confronti di quella rivista che continua ad utilizzare - lo ribadisco - un nominativo che richiama nobili propositi e nobili intendimenti, che quella rivista sicuramente non ha.
PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di negare l'autorizzazione a procedere nei confronti dei signori Santacroce e Leanza.
E' approvata.