MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, siamo al voto finale sul disegno di legge di conversione del decreto-legge del 1° febbraio 2006, n. 23, che si occupa del problema del disagio abitativo. Ho detto già in sede di illustrazione del primo emendamento quale sia la valutazione complessiva del Gruppo della Margherita sul decreto in esame.
Questo è un decreto che prevede la sospensione delle procedure esecutive di sfratto iniziate contro inquilini residenti in Comuni con più di un milione di abitanti. È chiaro quindi che è un provvedimento che opera e produce i suoi effetti rispetto ai Comuni di Roma, Napoli e Milano prevedendo, appunto, tale sospensione per quei nuclei familiari che abbiano al proprio interno un ultrasessantacinquenne o handicappati gravi.
Proprio perché comprendiamo che questo è un pannicello caldo, un palliativo, il nostro atteggiamento in Aula è stato di profondo rispetto della necessità di valutare situazioni di disagio sociale, che si trasformano in disagio abitativo, anche se, come abbiamo detto, nel merito non riusciamo a condividere il tipo di soluzione adottata dal Governo e dalla maggioranza che lo sostiene in un momento come questo.
Non riusciamo a condividere questo intervento, perché - ripeto - manca una politica generale sulla casa, e questo intervento, servirà senz'altro solo a tamponare momentaneamente una situazione complessa e pericolosa ma certo non ha il pregio di affrontare concretamente e organicamente tutto quanto attiene alla problematica abitativa.
Anche la soluzione scelta per tentare di aggirare la sentenza della Corte costituzionale, la n. 155 del 24-28 maggio 2004, che dichiarava l'illegittimità del regime di proroga dei provvedimenti esecutivi di rilascio, ci lascia abbastanza perplessi. Infatti, le provvidenze previste per reintegrare comunque i soggetti che subiranno il provvedimento di sospensione, e quindi i proprietari, risultano sostanzialmente insufficienti.
Ribadisco che il dato complessivo che spiega il nostro atteggiamento critico è riconducibile al fatto che non si intravede nel modo più assoluto una corretta ed adeguata politica abitativa, che voglia affrontare effettivamente e in maniera strutturale le problematiche sottese dal disegno di legge di conversione del decreto-legge.
Proprio per la mancanza di questa linea strategica generale il nostro voto - come dicevo in premessa - non potrà essere favorevole, anche se voglio ribadire che tutta l'opposizione ha responsabilmente evitato di far sì che si creassero condizioni tali da rendere impossibile l'approvazione del decreto-legge in discussione.
È evidente - consentitemi questa ultima battuta di politica generale - che questa maggioranza ha connotato i propri atteggiamenti parlamentari facendo sempre lo stesso tipo di ragionamento. Quando si tratta di provvedimenti diventati in qualche modo essenziali, non in una logica di politica generale in quanto affrontano problematiche che quotidianamente sono sotto gli occhi di tutti ma perché attinenti a scelte riconducibili direttamente ad interessi molto particolari che la Casa delle Libertà spesso ha direttamente tutelato in una logica molto faziosa di scelta, quei provvedimenti diventano urgenti e in quanto tali meritano una capacità d'impatto, una presenza fisica, una testimonianza generale quale quella offerta ieri sera sul tema dell'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento.
Ieri sera abbiamo assistito ad uno schieramento, più quantitativo che qualitativo, perché non c'è stato nessuno tipo d'intervento nel merito che cercasse di spiegare perché si disattendeva il messaggio del Capo dello Stato, che rendeva impossibile ogni tipo di opposizione. Stamattina che stiamo trattando provvedimenti di natura generale e che affrontano problematiche attinenti alla vita di ogni giorno dei cittadini, assistiamo ad una presenza scarna ed incolore proprio perché il provvedimento probabilmente non viene considerato degno di una tutela parlamentare alta e forte.
Questo è un dato costante da noi riscontrato in questi cinque anni ed anche in questo scorcio di legislatura, in questo periodo di prorogatio, in quanto sappiamo di essere a Camere sciolte, la costante della Casa delle Libertà continua a manifestarsi.
Se mi chiedessero, infatti, quale sia l'unico elemento, il filo conduttore unico che ha contraddistinto dall'inizio della legislatura il comportamento di questa maggioranza io indicherei quello di una maggioranza che si è impegnata rispetto a provvedimenti aventi una valenza particolare o attinenti ad un interesse specifico di alcune persone, mentre è stata disattenta rispetto a problematiche più generali perché appunto riguardanti provvedimenti di valenza generale.
Ma tant'è. Non posso che prendere atto di questo e perciò, per le osservazioni formulate in premessa, su questo provvedimento non posso che dichiarare il voto di astensione del Gruppo della Margherita.