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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 960 del 15/02/2006


Passiamo alla votazione finale.

TURRONI (Verdi-Un). Signor Presidente, domando di parlare per dichiarazione di voto. Vorrei sapere quanti minuti ho ancora a disposizione.

 

PRESIDENTE. Avrebbe un minuto, ma gliene concedo cinque. Ha facoltà di parlare.

 

TURRONI (Verdi-Un). Signor Presidente, la ringrazio molto.

Già in Commissione abbiamo avuto modo di denunciare i contenuti di questo testo, cosa che ho fatto anche prima nel corso della discussione generale, pur nella ristrettezza dei tempi. Con la cosiddetta armonizzazione di fatto, anche su temi così rilevanti, viene sottratta all'opposizione la possibilità di esprimere un dissenso decisivo e centrale riguardo a provvedimenti che, con lo scopo di garantire l'approvvigionamento di gas naturale, in realtà consentono di far funzionare centrali con olio combustibile, al di fuori dei limiti di emissione in atmosfera previsti dalla normativa vigente, rovinando i polmoni e la salute dei nostri concittadini.

Il Governo ha adottato provvedimenti, in questa legislatura, tutti volti a minacciare la salute dei nostri concittadini, ad impedire che si adottassero tecnologie più avanzate, a far deroghe su deroghe, in taluni casi introducendo vantaggi per l'ENEL. Non a caso prima ho fatto talune battute a proposito dell'ENEL, perché è quest'ultimo che dice al Governo cos'è che deve fare e non viceversa, come succederebbe in qualsiasi altro Paese civile normale.

Questo Governo ha agito - dicevo - per favorire l'ENEL, consentendo quindi al medesimo ente di mantenere impianti aperti anche quando questi avrebbero dovuto essere chiusi da ben quindici-sedici anni; lo abbiamo visto quando ci siamo occupati dell'aumento della temperatura nelle acque di scarico, anche quando queste interessavano la laguna di Venezia; mi rivolgo ai tanti che sono stati eletti, per l'appunto, in Veneto: che cosa avete fatto per salvaguardare le attività di pesca che si svolgono in quella laguna, dal momento che quelle acque calde hanno compromesso la vita di tutta quella fauna che non ha la possibilità di spostarsi sul fondale del mare?

Questo Governo ha consentito di superare i limiti previsti dalla legge in talune centrali, come quelle di Porto Tolle e di Brindisi e così via, permettendogli di inquinare a piacimento; ha consentito l'arrivo dell'orimulsion; adesso sta tentando di introdurre il carbone in altre centrali. Insomma, una vera politica devastante tutta fatta in favore dell'ENEL.

È evidente che qualcuno ci ha guadagnato: abbiamo visto, d'altronde, com'è andata per le faccende che riguardavano la Banca d'Italia: abbiamo letto ieri in un giornale rivoluzionario come «Il Sole-24 ORE» che vi erano cento (sottolineo cento) senatori e deputati della maggioranza che prendevano i soldi dalla Banca Antonveneta! (Proteste dai banchi della maggioranza. Commenti del sottosegretario Ventucci. Richiami del Presidente).

E come posso pensare che sia diverso il modo e la ragione per cui si fanno tanti favori all' ENEL? Per quale motivo in questa legislatura costantemente ogni atto di questo Governo e di questa maggioranza è stato un favore diretto, concreto e tangibile a questa società che produce energia nel nostro Paese? A questo riguardo non posso che aspettare ciò che salterà fuori fra qualche mese. Quello che è sotto gli occhi di tutti oggi è che questo decreto, che ancora una volta consente ai produttori di energia di utilizzare l'olio combustibile, di inquinare, di minacciare i nostri polmoni, è un vantaggio assegnato ad una società.

E' questa la ragione per cui noi, signor Presidente, oltre a non condividere il merito del provvedimento, siamo contrari perché non possiamo tollerare favori e vantaggi nei confronti di società che dovrebbero confrontarsi con il mercato in tutta trasparenza.

BASTIANONI (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BASTIANONI (Mar-DL-U). Signor Presidente, in maniera molto sintetica, il Gruppo della Margherita dichiara voto contrario a questo provvedimento, poiché non corrisponde ad una misura volta a mettere in sicurezza, dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico (del gas, in questo caso), il nostro Paese.

Peraltro, vi sono limiti infrastrutturali per quanto riguarda gli operatori che nel nostro Paese in questo momento agiscono, nel senso che sostanzialmente siamo indietro rispetto ad ogni altro Paese europeo e anche a livello internazionale, in quanto, com'è noto, è l'ENI che svolge un ruolo decisivo non solo dal punto di vista delle azioni sul mercato, ma anche dal punto di vista dello stoccaggio attraverso la Stogit. Questa situazione non può più a lungo essere consentita e naturalmente non sono certo queste misure risibili a mettere il nostro Paese in condizioni di poter assicurare l'approvvigionamento energetico sia per le famiglie sia per il sistema industriale.

Per queste ragioni, confermiamo il nostro voto contrario a questo provvedimento. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

MONCADA (UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MONCADA (UDC). Signor Presidente, l'UDC voterà a favore della conversione in legge del decreto-legge in esame, sia per l'eccezionale situazione di emergenza in cui versa il nostro Paese a causa di numerosi e imprevedibili fattori relativi all'approvvigionamento del gas sia perché i provvedimenti adottati dal ministro Scajola appaiono utili ed indispensabili.

Vorrei domandare al senatore Bastianoni che cosa invece lui avrebbe fatto per coprire l'emergenza in questo momento e credo che questa dichiarazione debba essere giudicata dal nostro Paese: se usciremo dall'emergenza, sarà solo grazie a questo provvedimento. Non c'era nient'altro da fare: sono pronto ad affrontare una discussione ed un dibattito pubblico sull'argomento.

 

BASTIANONI (Mar-DL-U). Questi sono pannicelli caldi!

 

MONCADA (UDC). Vorrei aggiungere, signor Presidente, tre osservazioni. La prima è che mi dispiace molto che si approfitti di questa discussione, su una emergenza che coinvolge l'intera nostra popolazione, per discutere di politica energetica. Si tratta di un problema che ormai non è più neanche di portata nazionale, ma è addirittura di livello europeo e quindi sull'argomento bisognerà tornare in seguito.

La seconda considerazione che voglio effettuare è che si imputa a questo Governo l'inadeguatezza dell'assetto energetico del Paese e questo è veramente incredibile, come dirò brevemente.

Il terzo punto è che se il senatore Turroni è contro il Governo, io sono contro Turroni. (Commenti dai Gruppi DS-U e Verdi-Un). Perché egli dice cose inesatte, continuando in una pericolosa disinformazione dell'opinione pubblica, con un linguaggio che non è consono alla mia formazione culturale.

Si è detto dell'inadeguatezza di questo Governo: mi perdoni, signor Presidente, ma le centrali erano ferme per il Protocollo di Kyoto, che aveva vietato di realizzarle, mentre forse oggi nessuno sa che l'Unione Europea ha riconosciuto che la diminuzione delle emissioni del 6,5 per cento fissata da Kyoto rispetto al 1990 non rispettava la nostra sicurezza energetica e quindi è stata eliminata.

Quanto alle riserve energetiche di gas, il problema non è di breve periodo e quindi non è cosa che si può imputare ad un Governo: solo chi è ignorante dei princìpi elementari di ingegneria può fare un'affermazione del genere! (Applausi dai Gruppi LP e FI).

Infine, mi stupisce il fatto che tutti siano d'accordo sulla rigassificazione. Sono anni che la chiediamo e le domande sono ferme dove sono partite: è colpa vostra, se sono ferme, perché avete montato la popolazione. (Applausi dai Gruppi LP e FI. Commenti dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-Un). È così!

Tra l'altro, credo che molti dei signori che si ostinano contro la rigassificazione non sappiano esattamente cosa sia un impianto per la rigassificazione. Sono a disposizione per dare le notizie necessarie: non è un impianto pericoloso più di quanto non lo siano molte altre industrie chimiche o energetiche del nostro Paese.

Vorrei chiarire anche che il blackout energetico, di cui qualcuno ha parlato, non c'entra niente; tuttavia, ricordo che se non vi fosse stata la legge Marzano le nostre centrali sarebbero ferme.

È falso che si dica che utilizzando olio combustibile avveleneremo le nostre popolazioni: il controllo per queste centrali sarà effettuato dal Ministero dell'ambiente e anche dall'Autorità dell'energia.

Allora, senatore Turroni, se lei vuole essere ambientalista, deve essere anche correttamente onesto, perché il primo principio della Dichiarazione di Rio, che lei ha invocato tante volte, è proprio quello che il cittadino ha diritto ad una informazione corretta.

Pertanto, invito tutti a votare per la conversione di questo decreto, perché non c'è altro sistema, signor Presidente, per venire incontro ad un'emergenza che era assolutamente imprevedibile, per tutti i motivi che ha così brillantemente espresso nella sua relazione il senatore Pontone. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN).

BARATELLA (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BARATELLA (DS-U). Signor Presidente, siamo contrari a questo Governo e lo siamo con proposte e atti politici rilevanti, per l'oggi e per preparare, anche attraverso questo modesto intervento, una alternativa possibile dal prossimo 10 aprile.

Signor Presidente, ci troviamo ancora una volta ad esaminare un ulteriore decreto per affrontare una nuova ed annunciata emergenza cui il nostro Paese è sottoposto non tanto per la riduzione di disponibilità di gas dalla Russia che, è vero, colpisce tutta l'Europa ma nessun Paese in modo così pesante come il nostro, alla faccia dei buoni uffici del Presidente del consiglio con l'amico Putin, quanto per l'inerzia del Governo durata l'intera legislatura.

Ripercorrendo le iniziative del Governo, dai decreti omnibus a quello cosiddetto di riordino del sistema, appare palese la totale confusione e frammentarietà con cui è stato affrontato il problema, rilanciando temi inconcludenti nel breve e medio periodo, al di fuori di ogni possibilità di concretizzazione come la questione del nucleare. Sembra che tale questione, agitata come un feticcio che tutto risolve, non sia stata già risolta con un referendum popolare di chiarissima volontà, oltre al fatto che insieme alla questione bisogna affrontare problemi dirimenti e seri, quali i costi e la collocazione degli impianti nel Paese, problemi non certo di facile soluzione.

Se il lavoro del Parlamento ha un senso, occorre che il Governo ne prenda atto perché, almeno a noi, è chiaro che nel Paese non esistono né un adeguato know-how né ingenti disponibilità economiche, tali da giustificare continui riferimenti ad un tema che, anche per questi aspetti, è morto e sepolto. E' escluso anche solo pensare che questa sia una possibilità, ma non certo per l'oggi o per il domani.

Una domanda nasce spontanea, almeno a me. Anche da questa crisi e da queste emergenze continue chi ci ha guadagnato? Il signor Ministro lo sa bene, è scritto su tutti giornali: uno è il maggiore gruppo energetico, quasi monopolista, che investendo poco ha realizzato lauti guadagni e questo la dice lunga sui vantaggi derivati da vostre scelte a favore di pochi e a danno dei cittadini, che hanno subito continui rincari delle bollette e sui costi di carburante e riscaldamento senza che l'altro soggetto che ha molto guadagnato, lo Stato, abbia pensato ed agito per ridurre la pressione fiscale, questa sì, a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

Il signor Ministro ha scelto di rappresentare di recente un programma di più legislature piuttosto che proporre il suo contributo per i pochi mesi di legislatura. Eppure, lui che questi elementi di criticità li conosce bene, è chiamato a dare un contributo diverso da chiacchiere e proclami. Ma sugli elementi da me citati e denunciati più volte, egli non si è mai espresso.

Nel corso della legislatura l'atteggiamento del Governo è sembrato quasi quello di un nuovo polifemo, tutto intento a guardare con l'unico occhio non agli interessi generali del Paese quanto a quelli dei produttori di energia, senza tentare almeno di farli coincidere - lo abbiamo dimostrato in tutte le occasioni nelle quali ci è stato possibile - senza che un Governo inerte e connivente abbia fatto, sottolineo fatto e non detto, signor Presidente, alcunché per affrontare serenamente e seriamente il problema.

Le cose fatte sono poche e poco commendevoli, come la modifica delle procedure di VIA, che ha sortito l'effetto di aumentare i contenziosi e delegittimare i territori ad esprimersi nel resto. Questo è il frutto della mancanza di una politica energetica a tutto campo. Dal risparmio energetico alle politiche di incentivo a tale risparmio, vi è un'assoluta mancanza di indirizzi ed impegni.

Abbiamo sentito boutade che consigliano come cucinare i cibi, visto norme per la riduzione di un grado nel riscaldamento di abitazioni ed uffici, contando sulla buona volontà dei singoli pur sapendo che nei condomini a riscaldamento centralizzato c'è chi cucina e chi ha troppo freddo. Per fare un esempio sulla mancanza di politiche mirate, non c'è dato sapere quali, quanti e con che esito siano stati i controlli fatti rispetto al decreto già emanato.

Molte cose si potevano e si possono fare. Ad esempio, se si ha contezza dei problemi e si vuole fare politica, ma nulla o poco e male si è fatto, sulla incentivazione nel risparmio energetico, come per la riduzione delle tariffe per le utenze private in fascia notturna se non per iniziativa flebile e recentissima non certo al pari degli altri Paesi europei; ciò che ci consentirebbe di evitare picchi di richiesta senza contare solo sulla buona volontà dei singoli.

Signor rappresentante del Governo, intendo volare molto basso per dimostrare la mia tesi secondo cui per incentivare il risparmio energetico servono incentivi veri. Non occorre consultare l'ENEA, ma un semplice idraulico per sapere che oggi anche in quei condomini citati si può avere la stessa gradazione di calore al primo come all'ultimo piano dotando gli impianti di una valvola che serve a determinare sia la temperatura che i consumi. Visto che il costo di tale sistema è ancora alto, occorrono incentivi concreti per favorire queste soluzioni che consentono consumi intelligenti e minori emissioni in atmosfera.

Sulla diversificazione della produzione energetica, ricordo come nella scorsa legislatura sul progetto dell'ENEA si fosse dato il via ad una centrale ad energia solare, ma i finanziamenti previsti sono scomparsi ed il progetto rinviato ad altra data.

Non si trova di meglio ad oggi che consentire ancora una volta ai nostri produttori di energia di usare l'olio combustibile anche ad alto tenore di zolfo, in deroga a tutte le leggi di tutela ambientale ed anche al buon senso, ben sapendo che questo combustibile provoca danni certi alla salute dell'uomo e all'ambiente.

Su questo, signor Presidente, vi è ormai certezza di dati ed elementi di giudizio. Nella mia Provincia, la centrale termoelettrica di Polesine Camerini ha prodotto secondo l'ARPAV, e non secondo me, danni certi alla salute, certificando un'incidenza di alcune patologie tumorali molto superiori alla media, mentre i vertici ENEL sono oggi sotto processo per tali ragioni.

Non esiste oggi nessuna giustificazione a queste deroghe. I danni sono certi e i vantaggi pochi e solo per le economie delle aziende del settore. Da dieci anni si parla della riconversione di questi impianti ed anche in questa legislatura si passa dall'orimulsion al carbone senza che siano spesi denari per la riconversione dell'impianto già citato o per risarcire il territorio dai danni certi provocati in trent'anni di attività, ed anzi agitando lo spettro della chiusura e del ricatto occupazionale.

Abbiamo dovuto sostenere vere e proprie battaglie per far sì che l'ENEL pagasse l'ICI sugli impianti, con il Governo contrario. Anche in merito a questa partita, che ha finalmente visto uno scatto di orgoglio positivo dell'Aula, ci sono discussioni sul fatto che i Comuni del centro-sinistra siano contrari ai rigassificatori e quant'altro. Ebbene, il Sindaco di Brindisi non è certo di centro-sinistra, eppure è contrario ai rigassificatori. Anche in tale contesto, quindi, si può fare di meglio e di più, piuttosto che fare proclami.

Ma non è finita. Si parla giustamente della necessità di costruire i rigassificatori in modo da ridurre la nostra dipendenza energetica, ma ad oggi l'unico progetto che sta procedendo riguarda ancora il mio territorio al largo del delta del Po e della laguna di Venezia che, insieme alla centrale termoelettrica, costituisce un polo energetico in una delle aree naturali più importanti e delicate del Paese; e per di più senza l'accordo di Comuni e Provincia, che ora si trovano a discutere sulla qualità e quantità del risarcimento ambientale al territorio, senza nessun vero potere contrattuale.

A ciò si aggiunga, signor Presidente, che il progetto dell'Edison, già modificato rispetto agli elementi iniziali, è gestito da una società non più in mano italiana, visto che la società costituita per la realizzazione e gestione dell'impianto è costituita da Qatar Petroleum ed Exxon Petroleum e solo il 10 per cento resta ad Edison.

Manca la politica, signor Presidente, anche perché questa società, di fatto straniera, utilizza per la costruzione dell'impianto parti costruite in Spagna e in altri Paesi, ma utilizza incentivi e soldi pubblici italiani: bel risultato!

Con questo decreto-legge sancite una colpevole incapacità e la totale sudditanza alle ragioni dei produttori energetici, la continuata ed aggravata aggressione al territorio, mandando alla malora cinque anni di lavoro delle Commissioni parlamentari, con l'unico risultato di procrastinare i problemi e renderli più pesanti per le tasche e la salute dei cittadini.

Una politica meno ottusa ed un ascolto vero delle ragioni oggettive vi avrebbero consigliato atteggiamenti e soluzioni diversi.

Perché modificare la produzione e le procedure di VIA quando quasi 20 Comuni sono disponibili nel nostro Paese ad ospitare impianti di produzione? I perché sono tanti, ma le risposte poche ed inadeguate ad affrontare i problema alla radice. Non esistono soluzioni miracolistiche, ma, al contrario, complesse e combinate tra risparmio e produzione, investimenti certi e sperimentazione, che purtroppo non si è fatta: cinque anni buttati al vento!

Signor Presidente, siamo contrari a questo provvedimento che, al di là dei suoi contenuti, certifica senza dubbio l'inconsistenza del Governo e la totale assenza di idee.

Votiamo no, signor Presidente per oggi e per domani, a un modo di fare politica costruito sugli spot e sul totale asservimento agli interessi di pochi e in danno dei cittadini di questo straordinario Paese. (Applausi dal Gruppo DS-U. Congratulazioni).

TIRELLI (LP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

TIRELLI (LP). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo Lega Nord, perché penso che i presupposti di necessità ed urgenza ….(Commenti del senatore Garraffa. Il senatore Tirelli fa dei cenni).

 

PRESIDENTE. Senatore Tirelli, ha già finito? Non comprendo: l'intervento gestuale non è previsto.

 

TIRELLI (LP). Signor Presidente, le intemperanze del senatore Garraffa hanno alterato un po' anche me.

 

PRESIDENTE. Senatore Tirelli, ho visto di peggio in quest'Aula. Riprenda pure.

 

TIRELLI (LP). Grazie, signor Presidente.

Preannuncio il voto favorevole del Gruppo Lega Nord, per la presenza di presupposti di necessità ed urgenza piuttosto evidenti. Ci dispiace, però, che non sia stato accolto un emendamento del collega Monti, che metteva fine ad una ingiustizia che secondo noi è stata fatta non con questo decreto, ma con altro, ed alla quale quindi non si è potuto porre riparo. Evidentemente la longa manus dei monopolisti arriva anche qui. (Applausi dai Gruppi LP e FI).

MENARDI (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MENARDI (AN). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare il voto favorevole di Alleanza Nazionale e per ricordare e lasciare in quest'Aula un messaggio.

Il grande gap energetico nel nostro Paese non è dovuto sicuramente a questo Governo. Se noi oggi paghiamo l'energia il doppio, o il triplo di quanto la pagano i nostri concorrenti europei, ciò è dovuto alle scelte del passato che ci hanno lasciato in questa situazione.

Ricordo che noi abbiamo tentato in questa legislatura di modificare la norma, per consentire al Paese di dotarsi delle infrastrutture necessarie, compresa la localizzazione di rigassificatori e di grandi infrastrutture in generale.

Certo, la conflittualità con il Titolo V, modificato dall'opposizione nel 2001, non ci ha consentito nemmeno di prendere queste decisioni. Credo che avremo la possibilità nei prossimi cinque anni di concludere questo lavoro e dare finalmente al Paese, anche in questo settore, ciò che merita per renderlo competitivo nel mondo attuale e, quindi, poter consentire all'Italia l'evoluzione che merita. (Applausi dai Gruppi AN e UDC).

D'IPPOLITO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'IPPOLITO (FI). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto del Gruppo Forza Italia. Desidero svolgere alcune brevissime considerazioni e una doverosa risposta anche agli interventi dei colleghi dell'opposizione che ho ascoltato con attenzione.

Voglio sottolineare che il decreto-legge in esame costituisce una tempestiva risposta da parte del Governo per fronteggiare l'eccezionale situazione di emergenza venuta a determinarsi con riguardo al fabbisogno energetico e, in particolare, alle forme di approvvigionamento del gas. Com'è noto l'estrema complessità del quadro politico dei rapporti tra la Russia e l'Ucraina ha infatti comportato una significativa contrazione dell'offerta di gas da parte del maggior fornitore per il nostro Paese, unitamente a un eccezionale rigore climatico.

Il Governo ha avuto il merito di affrontare concretamente i problemi posti attraverso una serie di iniziative, volte a ottimizzare il sistema di approvvigionamento nel suo complesso. Già da alcuni mesi, è in corso di svolgimento un attento monitoraggio della situazione, che ha trovato una prima conseguenza nel decreto sulla interrompibilità del gas, recentemente varato dal Ministro.

A tali provvedimenti si accompagna poi la direttiva varata dal Ministro per fronteggiare ulteriori aggravamenti dell'attuale situazione.

Ritengo, pertanto, che il provvedimento in esame risulti pienamente coerente con la politica energetica adottata dal Governo nel corso della legislatura, diretta, per la prima volta, a semplificare il quadro normativo esistente, oggetto di una profonda stratificazione grazie all'approvazione di provvedimenti che hanno già dato importanti risultati e che costituiscono, quindi, un significativo passo in avanti rispetto alla situazione precedente.

Ritengo, pertanto, ingenerose e strumentali le critiche provenienti dai colleghi dell'opposizione in quanto non è possibile, né opportuno affrontare problemi e tematiche sul sistema dell'approvvigionamento del gas nel suo complesso attraverso un provvedimento, che, per sua stessa natura, è volto unicamente ad affrontare situazioni di emergenza.

Al nuovo Parlamento spetterà il compito di proseguire nell'azione di profondo rinnovamento e razionalizzazione avviati nella corrente legislatura senza atteggiamenti pregiudiziali verso qualsiasi fonte energetica, compreso il nucleare.

Concludendo non posso che fare mie alcune considerazioni del collega Moncada sulla individuazione delle responsabilità rispetto al ritardo nella soluzione del problema energetico del nostro Paese, che non ha visto né distratto, né inerme il nostro Governo. Al collega Turroni voglio dire che noi non siamo mai contro, se non la mistificazione e la disinformazione.

Per queste ragioni, signor Presidente e collega, Forza Italia esprime un voto convinto di adesione al provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI).

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

È approvato.