DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Signor Presidente, stiamo licenziando, proprio all'ultimo momento, un importante disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale. Si tratta di un provvedimento rimasto in Parlamento per diversi anni: credo sia significativo il fatto che lo licenziamo adesso, a Camere sciolte. Non si tratta, quindi, di un provvedimento che serve a ratificare un recentissimo accordo internazionale, ma di un provvedimento che arriva con molto ritardo.
Le ragioni di ciò possono essere proposte alla nostra attenzione invocando questa o quell'altra difficoltà, questa o quell'altra lentezza delle Commissioni e delle Aule: fatto sta che, chiaramente, non è stato considerato un provvedimento di particolare urgenza, perché abbiamo impiegato anni per licenziarlo.
Mi duole che, proprio all'ultimo momento, alla Camera abbiano cassato una parte del provvedimento licenziato dal Senato, sì da depotenziare la lotta contro la criminalità organizzata su un versante decisivo come quello della confisca dei beni.
Ribadisco quanto ho affermato in Commissione: credo che il fatto di averlo licenziato alla Camera dei deputati all'ultimo momento non sia un caso. Di fronte al mio emendamento, infatti, il collega relatore ha sostenuto di essere d'accordo sul contenuto, ma che ormai non si poteva più approvare non essendovi i tempi per un rinvio alla Camera.
La possibilità, dunque, di invocare la ragione suprema che non vi sono i tempi credo sia il motivo per cui alla Camera si è arrivati a votare solo giovedì pomeriggio un provvedimento rimasto qui per anni! Francamente, mi sembra grave: possiamo pensare che sia stato giusto o meno ciò che è accaduto alla Camera, ma è grave che sia stato approvato un emendamento - fra l'altro non presentato in Commissione, ma in Aula all'ultimo momento - fidando nel fatto che noi non saremmo poi più potuti intervenire. Rivendico il fatto che il Senato abbia prodotto un testo più efficace, più incisivo, e stigmatizzo il fatto che la Camera sia intervenuta su questo provvedimento, un po' a gamba tesa dal punto di vista morale e politico, non dandoci la possibilità di ridiscutere e di rimandarglielo, come ha sostenuto correttamente il relatore.
Voteremo a favore, perché il disegno di legge al nostro esame sarebbe dovuto uscire definitivamente da quest'Aula ben prima, dal momento che coadiuva la lotta contro il crimine transnazionale. Rimane, però, un giudizio fortemente negativo, e che vogliamo resti agli atti, sulla volontà di alcuni esponenti della Camera di introdurre quell'emendamento all'ultimo momento, fidando proprio nella tempistica parlamentare a Camere sciolte.
Un voto, dunque, favorevole e che non può essere di astensione, perché si tratta di un provvedimento nella cui validità crediamo. Ciò vuol dire che le armi più incisive nella lotta alla criminalità organizzata verranno approntate nella prossima legislatura, chiunque vinca, ma ovviamente sperando che vinca la nostra parte.