Poiché gli articoli 14, 15 e 16 non sono stati modificati dalla Camera dei deputati, passiamo alla votazione finale.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Signor Presidente, stiamo licenziando, proprio all'ultimo momento, un importante disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale. Si tratta di un provvedimento rimasto in Parlamento per diversi anni: credo sia significativo il fatto che lo licenziamo adesso, a Camere sciolte. Non si tratta, quindi, di un provvedimento che serve a ratificare un recentissimo accordo internazionale, ma di un provvedimento che arriva con molto ritardo.
Le ragioni di ciò possono essere proposte alla nostra attenzione invocando questa o quell'altra difficoltà, questa o quell'altra lentezza delle Commissioni e delle Aule: fatto sta che, chiaramente, non è stato considerato un provvedimento di particolare urgenza, perché abbiamo impiegato anni per licenziarlo.
Mi duole che, proprio all'ultimo momento, alla Camera abbiano cassato una parte del provvedimento licenziato dal Senato, sì da depotenziare la lotta contro la criminalità organizzata su un versante decisivo come quello della confisca dei beni.
Ribadisco quanto ho affermato in Commissione: credo che il fatto di averlo licenziato alla Camera dei deputati all'ultimo momento non sia un caso. Di fronte al mio emendamento, infatti, il collega relatore ha sostenuto di essere d'accordo sul contenuto, ma che ormai non si poteva più approvare non essendovi i tempi per un rinvio alla Camera.
La possibilità, dunque, di invocare la ragione suprema che non vi sono i tempi credo sia il motivo per cui alla Camera si è arrivati a votare solo giovedì pomeriggio un provvedimento rimasto qui per anni! Francamente, mi sembra grave: possiamo pensare che sia stato giusto o meno ciò che è accaduto alla Camera, ma è grave che sia stato approvato un emendamento - fra l'altro non presentato in Commissione, ma in Aula all'ultimo momento - fidando nel fatto che noi non saremmo poi più potuti intervenire. Rivendico il fatto che il Senato abbia prodotto un testo più efficace, più incisivo, e stigmatizzo il fatto che la Camera sia intervenuta su questo provvedimento, un po' a gamba tesa dal punto di vista morale e politico, non dandoci la possibilità di ridiscutere e di rimandarglielo, come ha sostenuto correttamente il relatore.
Voteremo a favore, perché il disegno di legge al nostro esame sarebbe dovuto uscire definitivamente da quest'Aula ben prima, dal momento che coadiuva la lotta contro il crimine transnazionale. Rimane, però, un giudizio fortemente negativo, e che vogliamo resti agli atti, sulla volontà di alcuni esponenti della Camera di introdurre quell'emendamento all'ultimo momento, fidando proprio nella tempistica parlamentare a Camere sciolte.
Un voto, dunque, favorevole e che non può essere di astensione, perché si tratta di un provvedimento nella cui validità crediamo. Ciò vuol dire che le armi più incisive nella lotta alla criminalità organizzata verranno approntate nella prossima legislatura, chiunque vinca, ma ovviamente sperando che vinca la nostra parte.
CALVI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALVI (DS-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche noi voteremo a favore di questo provvedimento. Peraltro, la ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, che furono adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 e il 31 maggio 2001, è un punto fondamentale nella lotta al crimine organizzato.
Noi avevamo fatto presente, come è stato ora ricordato, che gli strumenti che erano stati messi a disposizione degli organismi internazionali fosse possibile utilizzarli anche nella lotta alla criminalità organizzata interna, cioè nel contrasto alla criminalità mafiosa. Così non è stato, anche se il Parlamento ha registrato una divaricazione, nel senso che il Senato si era impegnato ad individuare i punti fondamentali per poter giungere a questo risultato, ma la Camera, modificando gli articoli 10, 11, 12 e 13, ha in qualche modo attenuato questa possibilità di lotta alla criminalità organizzata interna. In particolare, questi poteri di investigazione nei confronti del crimine transnazionale non sono stati attribuiti, appunto, nella lotta al crimine organizzato interno.
Sottolineo ancora una volta come sarebbe stato opportuno (lo ha detto con grande efficacia il collega Dalla Chiesa) che questo provvedimento così importante il Parlamento avesse potuto discuterlo e approvarlo e trovare una soluzione per attuare uno strumento della massima efficacia possibile nel contrasto alla criminalità organizzata; pur tuttavia prevale il senso di responsabilità che noi tutti abbiamo e quindi daremo il nostro voto positivo.
Vorrei precisare, e che rimanesse a verbale, che alla Camera il mio Gruppo espresse un voto favorevole e si astenne sugli articoli 10, 11, 12 e 13; tuttavia, considerata la diversa valenza che il voto di astensione ha nel Regolamento della Camera rispetto a quello del Senato, noi non possiamo tenere un analogo atteggiamento; lo avremo nella sostanza, nel senso che il nostro accenno critico si indirizza proprio su quegli articoli, tuttavia non ci asterremo perché da noi avrebbe un significato più radicale, di censura più forte, fino addirittura ad esprimere un dissenso.
Noi esprimeremo un voto positivo, pur mantenendo fermi gli accenni critici che sono stati espressi alla Camera su quegli articoli e che poi erano il prodotto del lavoro del Senato. Concludo quindi dichiarando il nostro voto favorevole. (Applausi del senatore Fassone).
CENTARO (FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTARO (FI). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, Forza Italia voterà a favore della ratifica di questa Convenzione, su cui la Commissione antimafia si è molto impegnata. Tale ratifica interviene, è vero, dopo un certo periodo di tempo rispetto alla sottoscrizione della Convenzione, ma non dobbiamo dimenticare che quest'ultima, che nasce da un lavoro fortemente svolto dall'Italia, serviva e serve ad esportare la legislazione antimafia italiana all'estero.
La legislazione antimafia italiana oggi vigente è la più avanzata in assoluto, non solo nell'Occidente, ma in tutto il mondo, e allora questa Convenzione aveva questa utilità e rappresentava questa opportunità. Dunque, la circostanza che la sua ratifica da parte dell'Italia, Stato che ha ospitato la sottoscrizione della Convenzione, possa essere avvenuta in ritardo, non sposta nulla ai fini della lotta antimafia interna, perché tutti sappiamo (i colleghi della Commissione che ho l'onore di presiedere lo sanno anche loro perfettamente) che il problema della lotta alla mafia non è tanto sul versante interno, dove l'attività delle forze dell'ordine e della magistratura e i mezzi legislativi approntati nelle precedenti, ma anche in questa legislatura, sanno far fronte bene alla lotta alla mafia: il problema è solo esterno nel senso che molti Paesi che hanno già ratificato questa Convenzione, all'interno dell'Unione Europea in particolare, stentano, hanno forti ritrosie ad applicare gli istituti mutuati dalla legislazione italiana e presenti in questa Convenzione nella loro legislazione. Il problema è solamente questo.
Pur convenendo assolutamente che le modifiche introdotte dal Senato per quanto riguardava la problematica delle misure di prevenzione patrimoniale erano comunque più semplici ed efficaci, posso anche dire che, a mio parere, una corretta interpretazione dell'articolo 3, cui rinvia la norma in tema di misure di prevenzione patrimoniale ai fini della attribuzione anche al Procuratore distrettuale antimafia del relativo potere, può portare, anche sul versante interno e non solo su quello esterno, un'estensione di questi poteri.
Pertanto, Forza Italia voterà a favore del disegno di legge in esame.
CARUSO Antonino (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO Antonino (AN). Signor Presidente, non posso che condividere le riflessioni testé svolte dal presidente Centaro.
La ratifica di questa Convenzione per altri Paesi è stata, è e sarà l'occasione per allineare su un modello armonico, europeo e non solo, una disciplina e un sistema di normative di forte contrasto nei confronti dei fenomeni criminali associativi a carattere transnazionale, che oggi sono la nuova frontiera, purtroppo, della criminalità.
Non è così per il nostro Paese, nel senso che esso ratifica, come è doveroso che sia, la Convenzione che ha sottoscritto, ma introduce nel proprio ordinamento esclusivamente norme di manutenzione ordinaria rispetto al sistema in essere. Non che questo costituisca vanto: il fatto di ospitare storicamente e tradizionalmente sistemi criminosi associati e avanzati non può certo costituire un vanto per il nostro Paese.
Il voto di Alleanza Nazionale sul provvedimento in esame sarà favorevole.
PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.
È approvato.